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la significativa proposta dello scorso anno, incentrata sulla Scuola
Romana degli anni Sessanta e stilisticamente articolata dal Prof.
Maurizio Calvesi, il Premio sospende la riflessione di carattere
storico per interrogare un'arte in fieri, rispecchiante i rapidi e
talvolta destabilizzanti cambiamenti del mondo contemporaneo.
La
XXXIX edizione della rassegna Premio Vasto d'Arte Contemporanea, a cura della critica d'arte Silvia
Pegoraro, è intitolata Vertigini: il fantastico oggettuale.
Artisti italiani di oggi, tra i quali Pino Barillà, Carlo
Bernardini, Emanuela Fiorelli, Paolo Radi, Nicola Evangelisti,
Rossella Fumasoni. Il nucleo fondante dell'esposizione è la
ricerca attorno al tema dello spazio, inteso in senso fisico,
percettivo e psicologico.
La
forte commistione che caratterizza attualmente il rapporto tra reale
e virtuale genera nuove concezioni spaziali, frutto di una risposta
alla vertigine causata da un "dove" spesso inafferrabile,
traslato nelle finzioni televisive o scivolato nei meandri della
comunicazione telematica.
Poiché
l'uomo si muove nel tempo e nello spazio, la perdita della
definizione della spazialità tradizionalmente intesa crea il
rischio di veder sfumare i contorni dell'identità individuale.
L'arte
contemporanea cerca degli antidoti a tale senso di smarrimento. La
mostra allestita dalla Pegoraro analizza il mutamento della
percezione del senso dello spazio seguendo i percorsi e le memorie di
alcuni artisti italiani, che attraverso i canali della pittura, della
scultura, dei "quadri-oggetto" e della fotografia
reinventano lo spazio, i "luoghi" del corpo e della mente.
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