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E’
questa una grande occasione offerta al pubblico per confrontarsi con
l’opera del pittore macchiaiolo attraverso un’ampia antologica
ricca di materiali originali, colmando così una grave lacuna
negli studi a lui dedicati. Infatti, pur essendo sempre ben
rappresentato nell’ambito di mostre collettive dedicate ai
Macchiaioli, manca ad oggi una pubblicazione aggiornata ed una
mostra monografica sul pittore veronese.
La
mostra ricostruirà il percorso formativo e pittorico di
Cabianca, con ricchezza di dipinti anche di altri artisti macchiaioli
tra i quali Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Cristiano Banti,
Nino Costa, offrendo così l’opportunità di conoscere
l’esperienza di un singolo artista e le sue scelte estetiche
attraverso la vicenda dei Macchiaioli come movimento artistico di
gruppo.
Si
potranno ammirare dipinti noti quali “Novellieri fiorentini” o
inediti come “Vendemmia in Toscana” del 1854, opere degli anni
delle audaci sperimentazioni della “macchia” che Cabianca
condusse con Banti e Signorini
in Liguria e nella campagna toscana di Montemurlo tra il 1859 e il
1862, sperimentazioni che culminarono nel celebre capolavoro “Il
mattino” e nei “Marmi a Carrara Marina” non più visto da
quasi un secolo. Gli anni aurei della “macchia”, risultanza del
momento centrale del sodalizio con gli amici macchiaioli nella
campagna fiorentina di Piagentina e nei paesaggi marini di
Castiglioncello e della Versilia, sono testimoniati da capolavori
noti quali “Spiaggia a Viareggio” e “Un bagno fra gli scogli”.
Lo splendido “Ritorno dai campi” del 1862, non più esposto
da decenni, è il dipinto attorno al quale ruoteranno scorci di
campagna toscana, inediti o non più visti da tempo. Cabianca,
dopo il suo trasferimento a Roma avvenuto nel 1870, effettuerà
diversi viaggi nella campagna romana, a Ischia, in Liguria, a Venezia
e a Castiglioncello.
E’
un continuo peregrinare alla ricerca degli effetti di luce che egli
poi renderà con straordinario vigore nelle sue tele. E’ il
momento di “Strada a Palestrina”, “Nettuno”, opere che si
relazionano con i contemporanei dipinti di Signorini “Strada ad
Arcola” e Costa. Gradatamente la sua ispirazione malinconica si
arricchisce di motivi spiritualistici, in consonanza con il clima
generale degli ultimi due decenni del secolo: ne nasce uno splendido
capolavoro quale “Nevi romane”.
La
mostra chiuderà con opere che rappresentano due temi
fondamentali della produzione di Cabianca: la poesia dei chiostri e
Venezia, opere che evidenziano l’evolversi del percorso
dell’artista verso espressioni pittoriche pienamente novecentesche
La
mostra è promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Orvieto e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ed è
ideata e curata da Francesca Dini coadiuvata da un prestigioso
comitato scientifico.
Si
svolgerà dal 6 aprile al 1° luglio 2007 ad Orvieto presso
Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e
dal 12 luglio al 14 ottobre 2007 a Firenze presso la Villa Bardini,
recentemente restaurata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
attraverso la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron,
inaugurando così un nuovo spazio di eventi e mostre temporanee
per la città.
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