La manifestazione fieristica, rivolta principalmente alle produzioni artigianali, su piccola scala e da salvaguardare, è, come ha precisato Andrea Bairati, "Un momento di confronto internazionale sulle politiche del
cibo. L'edizione 2006 mette l'accento su tre parole chiave: buono,
pulito e giusto, tenendo conto dei rischi ambientali, culturali e di
equità sociale". Si tratta di un’esposizione
dichiaratamente commerciale, che ha però la peculiarità
di essere rivolta principalmente alle produzioni artigianali, a
quelle su piccola scala e a quelle da salvaguardare; ha svolto perciò
fin dagli esordi nei confronti del pubblico una inedita funzione
educativa, fornendo ai consumatori-visitatori le chiavi di lettura
per conoscere l'altra faccia del pianeta alimentazione e comprendere
le caratteristiche e la storia di prodotti eccellenti ma poco
conosciuti. Il Salone del Gusto è, nel campo delle fiere
alimentari, la risposta all’omologazione determinata da un mercato
globalizzato, penalizzante per la piccola produzione di qualità.
E l’idea di preservare un intero patrimonio culturale e ambientale
legato alla gastronomia, rivitalizzando le micro-economie locali, si
è dimostrata negli anni vincente.
Mercato e Padiglioni. Tutto concentrato
nel padiglione 2 quello italiano, organizzato per vie tematiche (Orti
e Spezie, Formaggi, Salumi etc.), interamente internazionali i 5000
metri quadrati del padiglione 1, mentre il padiglione 3 diventa la
casa dei Presìdi, sia italiani che esteri: il patrimonio
agroalimentare a rischio di scomparsa nel mondo riunito nel settore
curato dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità.
Presìdi
Slow Food. Riuniti in uno spazio unico, saranno divisi per
continente, per un totale di 300 bancarelle che vendono prodotti
straordinari: dalla bottarga africana preparata dalle donne mauritane
alle coloratissime patate peruviane, dal riso selvatico delle tribù
native del Minnesota al formaggio di latte di yak dei monaci
dell'altopiano tibetano, fino alla tsamarella (salume di capra)
cipriota. Ma ci saranno anche tutti i Presìdi italiani, dai
più storici come la bottarga di Orbetello e il graukäse
alle novità come il castelmagno d'alpeggio e le susine bianche
di Monreale. Libreria della biodiversità. Grande novità
dell'edizione 2006, una libreria con i principali titoli
dell'editoria internazionale su biodiversità, agricoltura
sostenibile, gastronomia, commercio equo, turismo responsabile,
globalizzazione. In collaborazione con il Salone del Libro di Torino
e le librerie torinesi.
Aree di degustazione. Le Cucine, vere e
proprie osterie tipiche dei territori di appartenenza, o le Isole del
gusto, spazi di degustazione in piedi, per una sosta più
veloce. Quelle che rappresentano con prodotti e piatti la tradizione
delle regioni italiane sono dislocate nei padiglioni 2 e 3, mentre
chi ha voglia di fare un viaggio tra le cucine del mondo deve
fermarsi nel padiglione 1. Si spazia dai piatti del Veneto e del
Friuli Venezia Giulia, dove mare e monti si incontrano in cucina,
alla Campania, al Lazio; e ancora, si può assaggiare la
tipicità gastronomica della zona del Lago Trasimeno, della
Sardegna, dell'Abruzzo, della Puglia, dell'Emilia Romagna, con una
rappresentanza a sé stante della provincia di Ferrara, e della
provincia di Biella. All'estero, possiamo sederci a tavola in
Romania, in Norvegia, in Giappone. L'area dedicata ai cuochi di Terra
Madre inoltre è una vera Babele di piatti e tradizioni che
parlano la stessa lingua, quella del piacere del palato e della
conoscenza.
Il Teatro del Gusto. Quest’anno il Salone del Gusto verrà
ricordato come l’edizione dei cuochi, con 17 chef di fama
indiscussa che si esibiscono al Teatro del Gusto e ben 25 grandi nomi
della cucina internazionale che, ospitati nei migliori ristoranti del
Piemonte, partecipano agli Appuntamenti a Tavola. Novità
assoluta del 2006 è infatti la presenza a Terra Madre,
incontro mondiale tra le comunità del cibo che si svolge in
contemporanea al Salone, di circa 1000 cuochi provenienti dai cinque
continenti, che non potevano non arricchire il Salone del Gusto di
imperdibili appuntamenti.
Anche quest’anno il vino è uno dei protagonisti indiscussi con un’offerta di iniziative, conferenze, degustazioni, attività didattiche davvero straordinaria. L’iniziativa dove il vino la fa da padrone sono i Laboratori del Gusto. Degli oltre 160 Laboratori, più di un centinaio vedono il vino come uno degli attori principali con degustazioni, verticali, confronti, o in abbinamento a prodotti gastronomici d’eccellenza.
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