Alta Irpinia Panorama - foto EPT Avellino Avellino ed Irpinia
Il nome "Hirpinia", che definisce la Provincia di Avellino, deriva dalla lingua osca: hirpus è il lupo, che abita ancora in Irpinia e la rappresenta come simbolo. La provincia di Avellino, comprende i picchi più alti dell'Appennino Campano.
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Alta Irpinia

La provincia è definita come "Verde Irpinia", per la presenza di montagne e siti naturalistici di notevole importanza anche comunitaria, si estende su una superficie di circa 2.800 Kmq occupati per i due terzi da montagne e da colline per il restante teritorio; assenti quasi del tutto le aree di pianura.
Le principali catene montuose sono quelle del Terminio e del Partenio: nel gruppo del Terminio (o dei monti Picentini) si trova la vetta più alta della provincia: il Cervialto (1809 metri s.l.m.). I principali fiumi sono il Sele, l'Ofanto, il Calaggio, il Cervaro e il Calore con il suo affluente Sabato.
La interessano 2 Parchi Regionali (Parco dei Monti Picentini e Parco del Partenio), 2 oasi WWF: Valle della Caccia a Senerchia e la zona umida della diga dell'invaso del fiume Ofanto a Conza della Campania. Inoltre 20 SIC ed altre aree protette per la flora.

I Castelli di Irpinia - L'Irpinia ospita nella sua cornice naturale di grande suggestione antiche fortezze longobarde e normanne, trasformate in palazzi eleganti e maestosi da principi e feudatari dal Rinascimento al secolo scorso: sono visibili tracce di guerre e saccheggi, assedi e battaglie ed al tempo stesso aleggia la memoria di corti eleganti, feste mondane, passaggi di artisti e poeti. Diroccati o intatti, abbandonati o in fase di restauro, i solenni monumenti dell’ancien règime rivivono oggi in progetti ambiziosi e sfilate in costume d’epoca, risorsa turistica e sociale della terra che li accoglie.

Il tour dei castelli irpini inizia inevitabilmente dal Castello di Avellino, un castello atipico in quanto a posizione, perché situato in una valle piuttosto che su un’altura. Nonostante la sua collocazione inconsueta il Castello di Avellino è riuscito a sopravvivere miracolosamente, per oltre settecento anni sfidando guerre e saccheggi, ha attraversato indenne i periodi dei Longobardi, dei Normanni, degli Angioini e degli Aragonesi, dalla fine del IX secolo all’inizio del XVIII secolo. E’ stato trasformato in Palazzo Reale dal principe Camillo Caracciolo e dalla celebre Maria De Cadorna che vi strutturò intorno un magnifico parco con tanto di lago artificiale e riserva di caccia, che lo fece annoverare, con diritto, fra le meraviglie del Regno di Napoli.
Misteriosa quanto la sua origine è stata la sua dissoluzione quasi totale nel giro di pochi decenni. Le sue macerie sono state ristrutturate dopo 270 anni, precisamente dopo il sisma del 1980. A Lauro, cittadina che diede i natali ad Umberto Nobile, noto per aver sorvolato per primo il Polo Nord con un dirigibile da lui progettato, si erge maestoso sul centro urbano il Castello Lancellotti, le cui origini risalgono al X secolo. Suggestivo e rassicurante, il castello fu ricostruito nel 1872 dal principe Filippo Massimo Lancellotti, in una fusione di stili gotico, rinascimentale e barocco.
A pochi chilometri meritano una sosta i ruderi del Castello di Avella, uno dei più estesi dell’Italia meridionale. Costruito in età altomedievale, conserva ancora oggi la traccia delle sue fortificazioni di cinta, in un colpo d’occhio molto suggestivo. Sempre ad Avella troviamo il Palazzo Colonna, progettato dal Vanvitelli e che conserva ancora oggi la forma originaria e il magnifico parco ricco di fontane e alberi secolari.
Il binomio fra storia e turismo si ripete con esiti felici anche a San Martino Valle Caudina, dove troviamo il Castello della Leonessa residenza dei principi Pignatelli.
Alle pendici del monte Partenio, il Castello di Mercogliano domina il paese omonimo e si affaccia sul borgo sottostante chiamato appunto Capocastello.
Il Castello di Montefusco si adagia su di un colle isolato tra la Valle del Sabato e la pianura di San Giorgio del Sannio. Durante il dominio borbonico il fortilizio fu adibito a carcere. Nel corso del XVI secolo, molti castelli persero il proprio carattere difensivo e militare per diventare palazzi residenziali ad opera degli stessi feudatari come il Castello dei Tocco a Montemiletto, uno dei castelli meglio conservati della provincia di Avellino. Il Castello dei Filangieri a Lapio è una costruzione a due piani che spicca fra le antiche case gentilizie del centro della cittadina. Nel segno dei Caracciolo il Castello di Sant'Angelo dei Lombardi, uno dei comuni più colpiti dall’ultimo terremoto e oggi in piena ricostruzione. Il maniero, di origine normanna, si staglia nel centro antico su di uno sperone roccioso.
Fuori dall’abitato di Sant'Angelo dei Lombardi, si erge la Torre Febronia, all’interno dell’Abbazia del Goleto, monastero fondato da Guglielmo da Vercelli nel 1135. Ci attende poi il Castello di Bisaccia che deve la sua fama ad ospiti illustri, come Torquato Tasso, e alla sua caratteristica fisionomia architettonica. Esso ospita all’interno il Parco Letterario “Francesco de Sanctis” con il Caffè Letterario e la Biblioteca di Poesia.
A pochi chilometri troviamo il Castello di Lacedonia, mentre il Castello di Monteverde sovrasta l’estesa vallata del fiume Ofanto.
Il Castello di Gesualdo fu trasformato in elegante residenza baronale dal principe Carlo Gesualdo, uno dei più famosi madrigalisti europei, verso la fine del cinquecento.
A Torella dei Lombardi troviamo il Castello Candriano, posto al centro dell’attuale abitato, è stato quasi completamente distrutto da sisma del 23 novembre 1980, ma con un intervento di recupero è stato presto restaurato. Nel caratteristico agglomerato antico di Morra de Sanctis, sorge il Castello dei principi Biondi Morra che presenta un interessante salone delle armi, cui si accede dal cortile interno attraverso un artistico portale del Seicento.Santuario Montevergine
Avellino, città capoluogo fondata dai Longobardi a poca distanza dall'antica Abellinum, è favorita da moderne strutture ricettive e consente di ammirare sia la nuova e funzionale edilizia e sia il nucleo storico con quanto vi si trova.
Si possono ammirare il Palazzo della Dogana, costruito nel Medioevo a scopo commerciale e rimaneggiato nel 1657 per iniziativa del Principe Marino Caracciolo e, sempre in piazza Amendola, il Monumento a Carlo II d'Asburgo e la barocca Torre dell’Orologio.
In piazza Duomo sorge la Cattedrale, costruita nel secolo XII, rifatta più volte, presenta una facciata neoclassica. All'interno preziosi dipinti del '500 e del '600, un pregevole coro ligneo del '500, una splendida Cripta romanica. Importante anche il maestoso Campanile.
Alle spalle della Cattedrale merita attenzione il Palazzo De Concilii ove dimorò fanciullo Victor Hugo, ora Palazzo della Cultura. Nelle vicinanze sono la Fontana di Bellerofonte e la Fontana Tecta (XVII sec.), disegnate dal Fanzago. In piazza Castello sono i resti del Castello Longobardo. Meritano inoltre di essere visitate la settecentesca chiesa delle Oblate, in via Trinità, quella di San Generoso, Largo Santo Spirito, il Convento dei Cappuccini, la Rampa Santa Maria delle Grazie, la chiesa di Santa Maria del Rifugio e piazza del Popolo. In piazza Libertà sono interessanti, sotto l'aspetto architettonico, il seicentesco Palazzo Caracciolo, il Palalo del Governo e, sul corso Vittorio Emanuele, Palazzo De Peruta, attuale sede municipale, e l'ex Carcere Borbonico, divenuto di recente sede di esposizioni e convegni.  Il Museo Provinciale Irpino raccoglie gran parte dei reperti archeologici provinciali, dal Neolitico antico all'Età del Ferro e del Bronzo. Al primo piano del complesso sono sistemati il Museo del Risorgimento e la Pinacoteca d'Arte Moderna, con dipinti che vanno dal 1600 al 1800, nonché un meraviglioso Presèpe Napoletano del 1700 e un'ulteriore esposizione di circa 600 presèpi.

Enogastronomia e prodotti tipici - Avellino, dichiarata provincia patrona del nocciolo, concorre per circa un terzo all'intero raccolto nazionale ed è la prima provincia d'Italia per produzione con i 300.00 quintali all'anno; vi sono poi le castagne il cui raccolto rappresenta all'incirca la metà della produzione campana - si ricorda la castagna IGP di Montella. Inoltre la tradizione vitivinicola dell'Irpinia è rappresentata da tre perle dell'enologia nazionale: il vino rosso D.O.C.G., il Taurasi ed i due vini bianchi D.O.C.G., il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino; anche il tabacco, con i 100.000 quintali l'anno, costituisce per vaste aree della circoscrizione la coltivazione più importante.
Poi vi sono le ciliegie, di qualità eccellente tanto che parte del prodotto viene conservata da imprese locali in anidride solforosa e commercializzata sia su piazze italiane che d'oltralpe. Rinomati i prodotti lattiero-caseari: particolarmente apprezzati il caciocavallo podolico di Montella, prodotto nell'omonimo comune e in quello limitrofo di Bagnoli Irpino e i "canestrati" ottenuti nella stessa zona con il latte di pecora ed i salumi la cui produzione è dislocata sul territorio provinciale (Serino, Fontanarosa, Pietradefusi), sebbene la maggiore concentrazione di ditte produttrici si evidenzia a Mugnano del Cardinale, dove viene prodotto il salame "Napoli". Produzione esclusiva della piana di Bagnoli Irpino è il tartufo nero di Bagnoli.

Come arrivare - L'Irpinia è facilmente raggiungibile mediante l'Autostrada A16 Napoli-Bari che l'attraversa in senso longitudinale. Ben sette caselli dell'A16 sono presenti sul territorio irpino; altri principali vie di comunicazione sono: il raccordo autostradale Avellino-Salerno; l'Ofantina e Ofantina bis; l'antica SS7 Appia; la SS 88 dei due Principati; la SS 90. L'asse ferroviario l'unisce a Napoli, Benevento e Rocchetta Sant'Antonio in Puglia. L'Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino è quello più vicino e dista circa 40 km dal Capoluogo irpino.


TESTI ED IMMAGINI PUBBLICATI PER GENTILE CONCESSIONE DELL'ENTE PROVINCIALE PER IL TURISMO

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