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Palazzo Conte Federico - Per gentile concessione AAPIT Palermo Guida alla città di Palermo
La città di Palermo, capoluogo della Regione Sicilia, si affaccia nel golfo omonimo sul Mar Tirreno sulla costa nord dell'Isola; l'etimologia del suo nome, dal greco Panormos ("tutto porto"), descrive l'importanza del mare per questa città.
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Fondata tra l'VIII ed il VII secolo a.C., la città di Palermo, così come l'intera isola, ha subito numerose dominazioni che hanno lasciato variegate impronte culturali, nonchè magnifici reperti archeologici ed artistici. Dai Romani nel 254 a.C. ai Bizantini (dal 535 al 831 d.C.), dagli Arabi ai Normanni, dagli Svevi ai Francesi, dagli Spagnoli agli Austriaci, tutti hanno contribuito attivamente a rendere Palermo ed il territorio che la circonda il gioiello che tutt'oggi possiamo ammirare. Di grande importanza fu la dominazione araba durata quasi 250 anni durante la quale la città divenne meta di stranieri, incrementò notevolmente il numero degli abitanti, sviluppò produzione e commercio, diventò centro culturale e palazzi, giardini, moschee ne modificarono l'assetto urbanistico, che resterà poi immutato per quasi un millennio; in questo periodo la città è chiamata "ziz", ossia "splendida" e vive un'era di ricchezza mai più raggiunta in futuro. Di quest'epoca ci resta fra gli altri il Palazzo dei Normanni che, a dispetto del nome, fu edificato dagli Arabi nel IX secolo e solo in seguito divenne sede dei Reali Normanni (ora sede dell'Assemblea Regionale Siciliana); al primo piano del Palazzo si trova la splendida Cappella Palatina, fondata da Ruggero II nel 1132 e da lui dedicata a San Pietro, decorata con meravigliosi mosaici bizantini.
Agli Arabi successero i Normanni: nel 1072, il Gran Conte Ruggero d'Altavilla ed il cugino Roberto il Guiscardo invasero Palermo dopo cinque lunghi mesi di assedio. Fortunatamente si trattò ancora una volta di una dominazione illuminata: coltivarono le arti e incentivarono i commerci, mantenendo buoni rapporti con i vinti, tanto che commissionarono ad architetti e maestranze arabe e bizantine palazzi e chiese: si eressero così il Duomo di Monreale, magnifico esempio di fusione fra cultura islamica, bizantina e romanica, poi la Zisa, il Castello della Cuba del 1180 ed il Castello di Maredolce, all'interno dell'immenso parco del Genoardo.
Dal 1250 però la storia di Palermo conobbe quasi due secoli di decadimento, guerre intestine e povertà sotto il governo francese per poi risollevarsi con gli Aragonesi dal 1415 ai primi del '600, anni in cui si vide la nascita e la diffusione dell'architettura e dell'arte barocca. Di questo periodo possiamo tutt'ora ammirare la Fontana Pretoria, il Palazzo delle Aquile e l'Oratorio del Rosario di San Domenico. Sono comunque anni difficili per il popolo che vive in miseria e le rivolte vengono sedate nel sangue. Nel '700 si susseguono rapidamente diversi governi: dal 1713 al 1718 la Sicilia è annessa al Regno sabaudo di Vittorio Amedeo, passa poi sotto dominazione austriaca fino al 1734 ed infine, con lo spagnolo Carlo III, sotto i Borbone, come Stato autonomo nel Regno di Napoli. La nobiltà siciliana non accetta il governo borbonico di Napoli e nel 1820 iniziano nuove rivolte. Nel 1860 con lo storico sbarco dei 1000 Garibaldi si impone sulle truppe borboniche e trionfa a Palermo, realizzando di fatto l'Unità d'Italia.

Uscendo dalla città ci si trova in un territorio altrettanto ricco di storia; aree archeologiche si trovano a Castellana Sicula, sul Monte Jato (dove si può ammirare un teatro greco scoperto ne 1971), a Solunto (una delle tre principali città puniche della Sicilia) ed a Termini Imerese (dove sono stati portati alla luce frammenti di colonne e la parte bassa della cella del Tempio della Vittoria), mentre la Città di Carini, a 26 chilometri dal capoluogo, possiede, oltre al magnifico castello di epoca araba, la Chiesa di Maria Santissima Assunta, che accoglie incredibili tesori d'arte: si ammirano la grande tela dell'Adorazione dei Pastori datata 1575, del toscano Alessandro Allori; un prezioso crocifisso ligneo datato XVI secolo di autore ignoto, due grandi tele di Vito D'Anna, grande maestro del '700 siciliano, raffiguranti rispettivamente, l'Addolorata e la Veronica, la barocca Chiesa degli Agonizzanti, di eccezionale bellezza, e numerosissime altre costruzioni sacre degne di nota.

Questa incredibile varietà di tesori artistici, storici e culturali si immerge e si fonde in un paesaggio naturale che non teme confronti: splendide spiagge bagnate da un mare cristallino, da raggiungere via terra o via mare. Per gli amanti del trekking e della montagna l'entroterra palermitano offre riserve e parchi naturali, fra tutti ricordiamo il Parco delle Madonie, nei pressi di Cefalù: istituito nel 1989, comprende quasi 40.000 ettari di boschi, monti e verdeggianti conche dove vivono volpi, donnole, istrici, uccelli rapaci, coturnici, rettile ed insetti di speci endemiche e dove cresce un'incredibile varietà di piante del nord Europa e dell'Africa settentrionale: castagni, noccioli e mandorli, agrifoglio e basilisco e specie assolutamente uniche al mondo come il frassino da manna e l'abete dei Nebrodi.

Non si possono dimenticare le specialità gastronomiche ed i prodotti tipici di cui tutta la Sicilia è ricchissima; una cucina piuttosto eleborata, che non lesina in condimenti e delizia il palato con sapori forti, fritti e dolci altamente zuccherini a base di mandorle, miele, arance, ricotta o cioccolato. Vogliamo ricordare fra i piatti più noti: spaghetti alla Norma (conditi con pomodoro, melanzane, ricotta e basilico), bucatini ai broccoli, spiedini alla palermitana (fagottini di manzo ripieni di pan grattato, uvetta, pinoli e formaggio con alloro e cipolla), sarde cucinate in vari modi, cassate (dolce semi-freddo al cucchiaio a base di ricotta, zucchero cioccolato, scorze candite e pan di Spagna), granite e pasta di mandorle.

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