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Guida alla città di Trieste Guida alla città di Trieste
 
Teatro Giuseppe Verdi - Foto AIAT Trieste Musica, teatri e libri a Trieste
Trieste vanta una lunga tradizione per la musica in generale ma anche per ogni tipo di spettacolo teatrale, per gli scrittori ed i poeti.
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La città della Musica e dei Teatri

Trieste vanta una lunga tradizione per la musica in generale ma anche per ogni tipo di spettacolo teatrale, confermata annualmente dall'alto numero di biglietti venduti in rapporto al numero d'abitanti. Molte sono le istituzioni pubbliche e private che predispongono cartelloni di conceerti e spettacoli nei diversi teatri cittadini, chiese, musei ed altri spazi, anche all'aperto.
Centro principale di produzione è la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi che opera nella sede gloriosa del teatro omonimo e nello spazio più piccolo della Sala Tripcovich.
Con oltre due secoli di storia il Teatro Nuovo, inaugurato il 21 aprile 1801 con l'opera lirica Ginevra di Scozia di Giovanni Simone Mayr, in seguito denominato Teatro Grande ha visto, fra le altre, la nascita di due opere di Giuseppe Verdi Il corsaro e Stiffelio, rispettivamente nel 1848 e nel 1850. Pochi giorni dopo la morte del Maestro, nel 1901, il governo cittadino decise di intitolargli il Teatro, il primo nel mondo allora. Ora la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi, il cui organico comprende orchestra sinfonica, coro, corpo di ballo e gruppi strumentali da camera, offre una variegata programmazione di opere, operette, balletti, concerti sinfonici e cameristici. La stagione di lirica e balletto inizia a novembre e prosegue fino a maggio con, in cartellone, otto titoli d'opera, e tre di balletto classico e moderno. Da metà giugno a metà agosto si tiene il Festival Internazionale dell'Operetta, unico in Italia: rappresenta il fiore all'occhiello della Fondazione e della città stessa. Sono prodotte diverse operette, da quelle viennesi alle italiane, francesi e spagnole. Le stagioni sinfoniche, nei mesi di maggio, settembre ed ottobre raggruppano una decina di concerti in doppia serata con direttori e solisti di livello internazionale. Infine vi sono anche i programmi dei concerti “aperitivo”, le domeniche mattina, con i gruppi strumentali del Teatro o con varie altre formazioni di musica da camera.
Un'altra importante istituzione cittadina è la Società dei concerti, associazione privata e senza scopo di lucro, con oltre settanta anni di attività, che organizza una significativa stagione di musica da camera con concerti da novembre ad aprile, che si tengono, sempre di lunedì, al Politeama Rossetti.
Un'altra sede per concerti di musica cameristica è l'Auditorium del Museo Revoltella, in cui diverse istituzioni, in differenti periodi dell'anno, organizzano ministagioni dedicate principalmente a giovani concertisti e vincitori di concorsi internazionali. Per quanto riguarda la musica sacra, la Cappella Civica che opera nella Cattedrale di S, Giusto, oltre all'esecuzione musicale durante le SS. Messe della domenica e delle altre festività cattoliche, organizza concerti nei periodi d'Avvento e di Quaresima, mentre nel mese di settembre coadiuva la preparazione di un festival dedicato alla musica organistica. A Trieste non viene trascurata neppure la musica contemporanea: l'Associazione “Musica Libera” infatti, organizza, in novembre, il Festival Luigi Nono. Un'altra importante istituzione pubblica cittadina è la Civica Orchestra di Fiati che, oltre al tradizionale concerto del 6 gennaio, offre d'estate serate ad ingresso libero nel bellissimo piazzale in riva al mare della Capitaneria di Porto. Un'altra stagione di musica cameristica è quella organizzata dalla Glasbena Matica con una scelta di interpreti provenienti dai paesi d'area slava. I numerosi concerti di musica leggera italiana d'autore si tengono al Politeama Rossetti o alla Sala Tripcovich, o in ampi spazi quali il Palazzo dello Sport o lo stadio Nereo Rocco.
Il Teatro Miela è un “contenitore” speciale per tutte le “altre” musiche: elettronica, etnica, funky, jazz, mistica, pop, tribale, quelle più contaminate ed innovative, eseguite da artisti provenienti da tutto il mondo. Ricca è anche l'offerta di spettacoli di prosa grazie a tre istituzioni cittadine pubbliche, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con sede al Politeama Rossetti predispone da ottobre a maggio, una stagione molto differenziata di spettacoli prodotti ed ospitati, con titoli di prosa che spaziano dai grandi classici greci agli autori del Novecento, oltre ai musicals, agli spettacoli di danza moderna e ai grandi eventi di nuovo teatro musicale; di interesse anche gli spettacoli di drammaturgia contemporanea rappresentati nello spazio ridotto della nuova Sala Bartoli.
Il Teatro Stabile la Contrada, con sede al Teatro Cristallo, presenta un cartellone con spettacoli principalmente dedicati al teatro leggero, con un occhio di riguardo al teatro dialettale. Il Teatro Stabile Sloveno/Sloveno Stalno Gledalisce, fondato nel 1903, fa parte dell'Offspring Project, associazione di teatri di minoranza europei, e presenta, da dicembre ad aprile, un cartellone con interessanti spettacoli teatrali principalmente in lingua slovena.
D'estate, il Teatro Romano, alcune piazze, le Rive ed altri spazi cittadini sono trasformati in nuovi palcoscenici, di varia grandezza, che ospitano spettacoli d'ogni genere musicale, teatrale e di danza, dai più tradizionali e popolari a quelli più alternativi e nuovi.

La Città dei Libri

La Trieste del Novecento ha generato scrittori e poeti di livello e spessore internazionale. Un insieme di circostanze hanno reso la città luogo privilegiato di osservazione e di analisi delle problematiche dell'uomo contemporaneo, dei suoi smarrimenti, dei suoi tormenti, con la conseguente traduzione in sensibilità psicologica ed espressività poetica. Trieste genera abitanti sempre alla ricerca della ragione della loro esistenza, perchè qui l'identità va costruita personalmente visto che quella trasmessa alla nascita non contempla la certezza dell'appartenenza ad un territorio con le sue regole e le sue tradizioni.
Scipio Slataper, la cui breve esistenza ci ha privato di un intellettuale lucidissimo, prima ancora che di uno scrittore che ben aveva colto la specificità della sua città natale scriveva: “Trieste è posto di transizione – geografica, storica di cultura, di commercio – cioè di lotta. Ogni cosa è duplice o triplice a Trieste, cominciando dalla flora e finendo con l'etnicità”. Ricerca analitica e introspettiva percorrono le opere di Svevo, come quella di Saba. Già i nomi di questi scrittori sono una sorta di manifesto.
Italo Svevo, nom de plume dell'ebreo di origine tedesca Ettore Shmitz, che aveva voluto sottolineare nello pseudomino, l'appartenenza a due culture; Umbero Saba, figlio di Ugo Abramo Poli e di Rachele Coen, il cui nome d'arte deriva dalla balia molto amata, Beppa Sabaz; Scipio, che coniuga l'italianissimo, anzi latino, nome, con lo sloveno cognome Slataper. La critica non fu generosa con loro, erano diversi dagli altri scrittori loro contemporanei sia per il contenuto che per la forma. Tutti e tre dovettero aspettare per veder riconosciuto il loro valore. Italo Svevo, nato a Trieste il 19 dicembre 1861 e morto a seguito di un incidente automobilistico il 13 settembre 1928, fu riconosciuto prima dalla critica internazionale che da quella italiana, anche per la sua lingua “spuria” che determinò la difficoltà di scoprire la lucidità della sua narrativa. Solo successivamente Una vita, Senilità e La coscienza di Zeno, per citare solo le opere maggiori e maggiormente conosciute, trovarono il posto che si meritano nel panorama della letteratura del Novecento. Scipio Slataper, nato a Trieste il 14 luglio 1888, morto il 3 dicembre 1915 sul Podgora, combattendo con gli italiani, nel Mio Carso affronta il rapporto tra Trieste e il suo retroterra sloveno e le peculiarità culturali che ne derivano. Umberto Saba, nato a Trieste il 9 marzo 1883 e morto a Gorizia il 25 agosto 1957, nella sua opera poetica, che trova massima espressione nel Canzoniere, tenendo quasi sempre fede a motivi autobiografici, ripercorre gli avvenimenti con introspezione quasi psicanalitica. Chi nella seconda metà del secolo scorso raccolse il testimone di questa analisi, con la consapevolezza che un insieme di fatti mutevoli enon governabili può sempre rimettere in discussione il destino umano, soprattutto per la gente di frontiera, fu Fulvio Tomizza. Nato il 26 gennaio 1935 a Materada in Istria (morto a Trieste nel 1999), un tempo austriaca, poi, italiana, ancora jugoslava e oggi croata, fu partecipe con lucida consapevolezza del tormento di quelli che in queste terre hanno vissuto. Materada, La ragazza di Petrovia, Il bosco di Acacie rappresentano però, assieme a tutta la sua opera, anche il tentativo di trovare un dialogo oltre le differenze etniche, sociali e politiche.

Ringraziamo l'Agenzia di Informazione e di Accoglienza Turistica di Trieste per i testi gentilmente concessi e parte delle immagini qui pubblicate. La restante parte delle immagini, prodotte dall'Ufficio Immagini, sono pubblicate per gentile concessione dell'Archivio Generale del Comune di Trieste

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