Ai Castelli Strassoldo: Primavera, Acque e Castelli I Castelli di Strassoldo
Sito su un luogo strategico sin dall’antichità, il complesso castellano di Strassoldo fu fondato probabilmente intorno al 1035 lungo l’antica via Julia Augusta, la strada romana che congiungeva Aquileia al Norico.
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I CASTELLI DI STRASSOLDO

Sito su un luogo strategico sin dall’antichità, il complesso castellano di Strassoldo fu fondato probabilmente intorno al 1035 lungo l’antica via Julia Augusta, la strada romana che congiungeva Aquileia al Norico. Si ritiene però, che già esistesse un’opera fortificata in epo­ca ottoniana (per contrastare le scorrerie degli Ungari) e forse longobarda per presidiare questa parte di territorio contro la presenza bizantina nella laguna (Strassoldo si trova a 22 km dalla costa adriatica). E’ comunque certo che il complesso sia stato costruito da una famiglia germanica, in un sito non abitato e quindi privo di un nome roman­zo (friulano). Il toponimo è infatti di origine tede­sca, ricollegandosi alla ubicazione su di una strada (Strasse). La famiglia originariamente deteneva il castello di Lavariano (sede di un’antica farra longobarda) e solo verso la fine del XII secolo abbandonò la sede originaria per fermarsi stabilmente nel castello costruito tra le acque di risorgiva a controllo della via per Aquileia.

Strassoldo, Castello di Sotto - Foto di KlenjeGli Strassoldo, divisi in “quelli di Sopra” e “quelli di Sotto”, furono una delle prime famiglie di feu­datari liberi, cioè stanziati in Friuli prima del 1077, anno della formalizzazione del potere temporale del Patriarca di Aquileia, e da allora mantennero il possesso dei manieri.
L’insieme è oggi composto da due di­stinti corpi fortificati: il Castello di Sopra, raccol­to intorno alla chiesa di San Nicolò, il Castello di Sotto con la chiesetta di San Marco.

(foto di Klenje)

I castelli furono oggetto di complesse vicende politico-militari. Nel 1381 furono investiti dalle mili­zie del Patriarca Filippo d’Alencon, nel 1499 furono sfiorati dalle scorrerie turche, per resistere alle quali fu ulteriormente munita di mura e torri nel 1500. In seguito furono rovinati dalle armate imperiali nel 1509, quando vennero assaliti dalle truppe appar­tenenti alla lega di Cambray, stretta tra imperiali e papato contro la repubblica di Venezia. Dopo un secolo la struttura fortificata subì importanti restauri (a seguito della costruzione della fondazione di Palmanova), configurandosi come attualmente si può apprezzare: suggestivo esempio di complesso fortificato trasformato in due residenze signorili, ricche di ricordi ed immerse nella pace di parchi secolari, lambiti da due fiumi di risorgiva.

IL CASTELLO DI STRASSOLDO DI SOTTO

Al Castello di Sotto si accede superata la ca­ratteristica pusterla secentesca cuspidata in cotto, che introduce al gironutto e comprende alcuni rustici e la chiesetta di San Marco, probabilmente costruita adattando una torre scudata. Gli edifici si sviluppano partendo dall’antico mastio, ampliato successivamente, con la facciata verso il giardino ingentilita nei primi decenni del ‘700 secondo i canoni del tempo. All’interno si trovano sale con preziosi soffitti lignei dipinti e risalenti al tardo ‘500, al piano terra la vecchia cucina e l’antico corpo di guardia, il cui restauro ha consentito il recupero dell’originale fisionomia medievale. Fuori del giro­nutto si estende il “borgo nuovo” fino alla porta Cisis, sorto probabilmente nel XIII secolo.

La sala del Corpo di guardia o sala medioevale è situata al piano terra del castello e vi si accede direttamente dall’esterno o attraverso altri ambien­ti dall’interno. Entrando ci si sente trasportati in un’altra epoca, anche grazie alla sobrietà dell’arre­do, essenziale ma curato, che rievoca la sua origine difensiva. Il soffitto ligneo è sostenuto da poderosi mensoloni lapidei, il pavimento è in mattoni e le pareti - in pietra - hanno come unico decoro alcu­ne nicchie porta lume e una grande feritoia. Tra gli ambienti contigui resta da segnalare l’affascinante cucina padronale riscaldata da un grande fogolâr.

IL GIARDINO DEL CASTELLO DI SOTTO

Il parco del Castello di Sotto è uno dei più interes­santi in Friuli, sia per il suo esemplare stato di conser­vazione sia perché costituisce l’inizio, nella zona, della diffusione del giardino paesaggistico. Fu proprio qui nel corso del ‘700 che gli elementi formali del giar­dino vennero posti in relazione con la natura. Tali in­novativi interventi in campo botanico si devono alla famiglia Strassoldo, che provvide a bonificare le zone paludose e incolte, già sfruttate come elemento di di­fesa delle strutture castellane. In particolare fu Nicolò Francesco (1701-1779) a trasformare questo sito, nel corso del XVIII secolo, rendendolo fertile e dotando­lo di notevoli attrattive. Nella parte originariamente occupata da boschetti e risorgive trovò sistemazione un impianto dove l’acqua divenne l’elemento artistico dominante: fontane, pozzi, laghetti e peschiere costitu­ivano un naturale specchio alle statue settecentesche e alle specie talvolta rare.

Di singolare fattura l’isola rettangolare che si trova all’estremo limite del parco: delimitata lungo il perimetro da un fossato, conteneva un giardino all’italiana in miniatura, con viali perpen­dicolari incrociati al centro in uno spiazzo circolare e un vialetto perimetrale, il tutto decorato da piante di bosso (ancora visibili) e sempreverdi. Accanto ad alcune specie interessanti per rarità o vetustà se ne trovano altre tipiche dei giardini locali: ippocastani e carpini delimitanti l’area, ontani, betulle, faggi, acacie in una zona tenuta a boschetto ai limiti del parco.

RISERVA NATURALE “IL NATOC” (Pertinenza del Castello di Strassoldo di Sotto)

La Riserva Naturale “Il Natoc” è parte integrante della tenuta del Castello di Strassoldo di Sotto e si estende su una superficie complessiva di 46 ettari di cui circa 30 sono a seminativo; il resto è parco, bosco e prato stabile.
Da quando nel 2009 in quest’area è stata vietata la caccia la stessa è divenuta “zona di ripopolamento” e c’è un’abbondanza di fauna (caprioli stanziali, aironi cenerini e bianchi, garzetti, anatidi di varie specie, scoiattoli, lepri, rapaci e molti altri animali).
La tenuta è tutta in piano e lungo l'asse nord-sud si sviluppa per due km. Vi sono circa 8 km di sentieri curati, di cui la maggior parte all'ombra dei boschi lungo le due rogge che lo circondano (la roggia Natoc a Est, ed il Taglio (antico “Imburino”) ad ovest. 

I  sentieri che so trovano lungo il perimetro interno delle strisce di bosco sono alternativamente all'ombra e al sole, a seconda delle ore del giorno, mentre il sentiero centrale (lo “stradone”) che divide in due l’appezzamento, è sempre in pieno sole.



IL CASTELLO DI STRASSOLDO DI SOPRA

Attorno all’antichissimo torrione, abbassato nell’800, ma ancora alto 12 metri, si sviluppa il Ca­stello di Sopra, al quale si accede passando l’antica porta Cistigna e percorrendo il borgo vecchio, con il palazzo signorile racchiuso tra due eleganti giardini racchiusi da corsi d’acqua, vari fabbricati un tempo con funzione agricola e amministrativa (la pileria del riso, la cancelleria, la vicinia (un tempo sede amministrativa e giudiziaria del complesso), le case degli armigeri, le scuderie, i granai e la casa degli artigiani); al centro la chiesa di san Nicolò, antica cappella castellana ampliata nel ‘700, di bel disegno, con interessanti esempi d’arte locale.

L’in­terno del palazzo (che fu abitato anche dal mare­sciallo Radetzky, marito d’una contessa Strassoldo) presenta ambienti ricchi di memorie familiari ed il sapore di un luogo dove la storia non si è mai interrotta. L’andamento delle numerose sale, che sono poste a cannocchiale, testimoniano l’antico utilizzo dell’edificio come fortezza. Al pianoterra spiccano la tipica vecchia cucina friulana, con pavimento a scacchi, sparherd, forno per il pane, affumicatoio e seglar di pietra. A fianco, la sala d’ingresso, che da una parte porta ad una vasta terrazza che si affaccia sul giardino e dall’altra il salottino del viceré con un grande caminetto. Più avanti la sala della guardia e la cantina ricavata nella parte inferiore della torre. Al piano nobile, al quale si accede salendo un so­lenne scalone in pietra, ci sono il Salone degli Imperatori, chiamato così per le tele con ritratti di imperatori romani che abbelliscono le pareti ed a fianco la Sala dello Stemma con affresco dello stemma di famiglia e grande albero genealogico, la Sala della Stufa con preziosa stufa di maiolica e la Sala del Governatore. Arredati elegantemente e riscaldati tramite camini ed antiche stufe, gli ambienti sono decisamente suggestivi, con preziosi pavimenti e soffitti lignei e pareti, in parte affrescate, im­preziosite da antiche tele e cimeli di famiglia.

I GIARDINI DEL CASTELLO DI SOPRA

I giardini del Castello di Sopra sorgono verso la metà del ‘700 contestualmente al parco del Castello di Sotto; furono infatti i fratelli Giuseppe e Nicolò Francesco di Strassoldo a porre mano alle proprietà con lavori di am­pliamento degli edifici e bonifica dei terreni circostanti. Giuseppe (1700-1783) si occupò del castello superio­re, dedicandosi alle strutture murarie e all’impostazione dei giardini nell’intento di far assumere al complesso l’aspetto aggraziato della tipica dimora signorile del ‘700. L’antica impostazione tardo barocca si riconosce nella grande orangérie, circondata da possenti colonne del XVIII secolo, addolcite dalla presenza di rose antiche ed inglesi.

Testimonia­no l’antica presenza del giardino altre due specie, una delle quali è chiaramente visibile per le dimensioni oggi raggiunte: si tratta della imponente Magnolia grandiflora (dell’età di circa 300 anni) piantata a metà del parco, oltre la quale si possono riconoscere numerose piante di aceri campestri, tigli, ippocastani e tassi. Sono sette­centeschi anche i carpini bianchi, mentre di più recente collocazione sono le palme cresciute vicino all’uscita formando una specie di edicola arborea e le decine di salici piantati attorno alle acque di risorgiva.

Oltre il viale di accesso antistante il palazzo, il parco prosegue con una distesa erbosa delimitata da una quinta di piante ed interrotta nel mezzo da una fontana circolare interrata di origine seicentesca.

VISITE PER GRUPPI (tutto l’anno):

I manieri aprono occasionalmente per gruppi già organizzati di almeno 25 persone.

Prezzo della visita (entrata e visita guidata condotta da un proprietario) è di Euro 7 a testa, con una gratuità ogni 25 visitatori.

 Se si visitano entrambi i castelli il prezzo totale è di Euro 13  invece di Euro 14 a testa.

Tempo necessario per visitare un castello: almeno 1,5 ora.

VISITE PER SINGOLI (solo in occasione di 2 manifestazioni annuali):

Per i singoli visitatori che non riescono a formare gruppi di almeno 25 persone i manieri aprono, però, due volte l’anno in occasione di due suggestive manifestazioni che prevedono la presenza di circa 100 espositori (antiquari, decoratori, artisti, artigiani e vivaisti) ed una serie di belle iniziative collaterali, che si tengono il week-end delle Palme ed il penultimo week-end di ottobre.

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