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News - Gli appuntamenti delle Giornate Europee del Patrimonio 2007

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Giornate Europee del Patrimonio 2007 Gli appuntamenti delle Giornate Europee del Patrimonio 2007
29 e 30 settembre 2007 - Tutti gli appuntamenti più significativi delle Giornate Europee del Patrimonio 2007 suddivisi per regione.

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2007
Le grandi strade della cultura: un valore per l’Europa
sabato 29 e domenica 30 settembre 2007

 

ABRUZZO

Mostra
L’Aquila

Michelangelo Antonioni: le montagne incantate”
Museo Nazionale d'Abruzzo
via Ottavi Solecchi
29 -30 settembre ore 8.30 - 19.30
Promosso da: Soprintendenza PSAE Abruzzo in collaborazione con la DARC, Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, Provincia dell’Aquila, Istituto Cinematografico La Lanterna Magica
La Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell'Abruzzo, negli spazi del Museo Nazionale d'Abruzzo, aveva da tempo programmato la realizzazione della mostra sull'opera pittorica del grande regista Michelangelo Antonioni, dedicata alle “montagne incantate”, progetto che assume un significato particolare dopo la recente scomparsa del Maestro.
La mostra,160 opere fra dipinti a tempera, per lo più inediti, e ingrandimenti fotografici d'autore, i cosiddetti “blow up”, provenienti dal Museo Antonioni di Ferrara, è realizzata in collaborazione con le Gallerie Civiche di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara e con l'Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” di L'Aquila.
Il tema è la montagna, nelle sue molteplici “apparizioni”; si tratta dunque non di luoghi geograficamente definiti, ma paesaggi interiori, dell'anima, che richiamano le immagini e la fascinazione di luoghi visti con l'occhio del cineasta.
Alla mostra sarà affiancata la proiezione dei film e dei documentari più significativi del Maestro e maggiormente legati al tema dell'esposizione; il catalogo, bilingue ed edito dall'editore Gangemi di Roma, è corredato da un'ampia antologia critica con le testimonianze storiche, tra le altre, di Giulio Carlo Argan, Maurizio Calvesi, ed Alberto Boatto.
Lo stesso Antonioni spiegava così la sua personale esperienza artistica: “[...] Per me regista si è trattato di una interessantissima sperimentazione. Non mi ha mai sfiorato il pensiero di toccare il mondo dell'arte, anche perché non saprei a quale forma d'arte assegnare questi oggetti. Se è vero che scarabocchiando quei pezzi di carta sono evaso dal cinema, è anche vero che attraverso l'ingrandimento fotografico in qualche modo al cinema mi sono riavvicinato”.

Visita
L’Aquila
Porte aperte al “Signorini Corsi”
Museo Signorini Corsi
Via Patini, 42
30 settembre: 10.00–13.00/16.00–19.00
Promosso da: Direzione regionale per i beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, Progetto Stiffespa, Consorzio BB.cc della Provincia dell’Aquila
Segnalato da MiBAC
Il Museo Signorini Corsi, tipico esempio di residenza signorile aquilana, è allestito presso l’omonimo palazzo cinquecentesco e conserva opere diverse per epoca e tipologia. Il percorso museale si snoda nelle sei sale che costituivano la porzione di rappresentanza dell’abitazione: in esse le opere sono disposte senza un apparente criterio espositivo, cronologico o tematico, esclusivamente nell’intento di restituire, compatibilmente con problemi tecnici o di fruizione delle stesse opere, il gusto e la sensibilità degli originari residenti. In particolare dell’arredo fanno parte due trumeaux settecenteschi; un secretaire neoclassico appartenuto a Napoleone Bonaparte; consolle ed arredi barocchi; una scrivania con alzata appartenuta al papa Clemente XIV; un cassettone seicentesco in ebano ed avorio con lo scrigno da viaggio; la camera da letto lasciata inalterata nei suoi arredi. Tra le opere pittoriche la “Natività della Vergine”, rara opera pittorica di Baccio Bandinelli; la “Deposizione” realizzata da un valente allievo di Annibale Carracci; la “Natività” di stretto ambito botticelliano; dipinti di Scuola Napoletana ed il “Martirio di San Lorenzo”, attribuito a Battistello Caracciolo, allievo del Caravaggio; il bozzetto del “Priamo chiede ad Achille il corpo di Ettore”, l’”Ecce homo” di Fenzoni ed altri dipinti su tavola fra cui una peruginesca “Madonna con Bambino”. Lungo il percorso sono conservate le icone, i gioielli, gli avori appartenuti alle donne della famiglia, oltre al monetiere progettato per proteggere ed esporre le monete storiche delle zecche abruzzesi.

CALABRIA

Mostra
Vibo Valentia
Presa di possesso dello stato di Mileto, Francavilla e Pizzo. Da alcuni documenti d’archivio del 1676
Sala Conferenze
J. Pallach, 46
Inaugurazione: 29 settembre ore 9.30. Aperta fino al 15 ottobre
promosso da: Archivio di stato
Segnalato da MiBAC
La mostra racconta, attraverso alcuni documenti conservati presso l’Archivio di Stato e in particolare un “istrumento, datato 29 marzo 1676”, la presa di possesso dei feudi di Mileto, Francavilla e Pizzo, che dopo la morte del principe Rodrigo de Silva erano passati al figlio ed erede Gregorio. L’obiettivo è quello di mostrare la grande influenza esercitata da alcuni paesi europei nella formazione culturale del nostro paese, con particolare riferimento agli usi, ai costumi e alle tradizioni. Nel caso della Calabria nel periodo in questione la chiara derivazione è spagnola soprattutto in tutti gli apparati scenografici e pirotecnici utilizzati per cerimonie pubbliche, come appunto quella della presa di possesso dei feudi di Gregorio de Silva, ma anche molte cerimonie religiose, come ad esempio quelle della Settimana Santa, in particolare la domenica di Pasqua.

CAMPANIA

Visita Guidata
Napoli
Il ritorno di Caravaggio: il martirio di Sant’Orsola a Palazzo Zevallos Stigliano
Palazzo Zevallos Stigliano, Via Toledo 185
29-30 settembre ore 10.00-18.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Palazzo Zevallos Stigliano, ora sede museale di Intesa Sanpaolo, fu edificato tra il 1637 e il 1639 per volere dell’Ufficiale di Corte Giovanni Zevallos, su progetto di Cosimo Fanzago, architetto e scultore bergamasco, uno degli interpreti più originali del barocco napoletano. Attraverso una serie di interventi e di passaggi di proprietà, l’aspetto del palazzo nel tempo è molto mutato: la facciata è frutto di modifiche apportate nel primo Ottocento, dell’originale costruzione seicentesca rimane solo lo splendido portale. Attualmente, all’interno dell’edificio è possibile osservare splendidi esempi di stile neoclassico e interessanti soluzioni di gusto eclettico, tipico dei primi anni del Novecento. Nella Sala degli Stucchi si può ammirare quello che viene considerato l’ultimo dipinto del Caravaggio: il Martirio di Sant’Orsola, realizzato a Napoli nel 1610. Nelle altre sale del palazzo sono conservati splendidi dipinti di vedute di Napoli e del territorio tra ‘700 e ‘800, realizzate da noti pittori di paesaggio olandesi attivi a Napoli in quegli anni, tra cui anche Gaspar van Wittel.

Apertura straordinaria
Napoli
"Attività del Laboratorio di Conservazione e Restauro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli"
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Museo, 19
29 -30 settembre: Visite programmate alle ore: 9,30; 11,00; 12,30
Promosso da: Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta
Segnalato da MiBAC
Il Laboratorio di Conservazione e Restauro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, uno dei maggiori in Italia con ventitré restauratori di vario livello, apre periodicamente le porte per permettere ai visitatori di conoscere da vicino il lavoro che in esso si svolge e per permettere al pubblico, sempre molto interessato e numeroso, di poter non solo vedere da vicino le opere in corso di restauro, ma anche di dialogare direttamente con i restauratori.
Particolare attenzione viene prestata ai bambini che, mentre i genitori seguono la visita guidata dall’archeologo responsabile del Laboratorio e dai restauratori, vengono affidati ad un operatore che spiega loro con un linguaggio semplice ed accattivante come si realizza un calco. I bambini eseguono manualmente le operazioni loro indicate e, alla fine della visita, completano il piccolo oggetto che viene poi loro donato.
I visitatori delle Giornate Europee del Patrimonio avranno modo di seguire le fasi di restauro di numerosi oggetti, in particolare molti di quelli che saranno esposti nella mostra “Alma Tadema”, la cui inaugurazione è prevista nel Museo alla metà di ottobre.

Visita guidata
Caserta
Il progetto di Ferdinandopoli, patrimonio dell’Unesco
Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio
Via Atrio Superiore Parrocchia 3
29-30 settembre ore 9.30-12.00/15.30-17.00. Prenotazione obbligatoria
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Ferdinando IV ereditò dal padre Carlo III di Borbone il Castello di Belvedere e, dopo averlo ingrandito, decise di trasformarlo in un’avanguardista reggia-filanda. Nel 1773 Ferdinando IV radunò i maggiori specialisti dell’arte della seta, per introdurne la lavorazione e costruire le necessarie macchine. Nel 1787 San Leucio venne consacrata alla produzione di stoffe in seta: i suoi tessuti iniziarono a varcare i confini del Regno delle due Sicilie, entrando nei palazzi dei reali e della nobiltà di tutta Europa. La destinazione d’uso dei locali iniziò a cambiare: nacque così Ferdinandopoli, una città ideale regolata da un “Codice delle leggi”, un esempio di socialismo ante litteram, in cui i coloni, uomini e donne, avevano pari diritti. Il sogno di una città ideale si concluse con l’avvento della Rivoluzione Francese. Oggi il complesso è composto da Palazzo del Belvedere, filanda dei cipressi, giardini e case leuciane, tuttora abitate. Nelle sale che ospitavano i macchinari si possono osservare significativi esempi di archeologia industriale: strumenti e attrezzi per la produzione e la lavorazione della seta; antichi telai restaurati e funzionanti.

EMILIA ROMAGNA

Didattica e non solo
Ravenna
Sant’Apollinare in Classe. Un santo più dolce del miele
Classe, Basilica di Sant’Apollinare in Classe
via Romea Sud, 224
Sabato 29 settembre ore 11.00. Domenica 30 settembre 2007 ore 17.00
Promosso da: Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini
Segnalato da MiBAC
I Servizi educativi della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna presentano attraverso una visita alla basilica di Sant’Apollinare in Classe il nuovo quaderno didattico di Cetty Muscolino “Sant’Apollinare in Classe. Un Santo più dolce del miele”.
Il luogo che ospiterà l’iniziativa è uno degli otto monumenti UNESCO di cui si fregia Ravenna, una basilica simbolo dei legami tra la città e il mondo bizantino rappresentati nella splendida decorazione musiva situata nella zona absidale. Edificata nella prima metà del VI secolo e arricchita da preziosi marmi di importazione orientale, la basilica presenta un mosaico parietale in cui il linguaggio simbolico, usato nei primi secoli dell’arte cristiana, racconta storie e personaggi legati all’Antico e Nuovo Testamento per concludersi al centro con l’immagine di Sant’Apollinare orante, primo vescovo di Ravenna, posto tra dodici pecore.
L’itinerario di visita illustrerà il sito in maniera allegra e giocosa attraverso immagini colorate e spunti di riflessione offerti dal nuovo quaderno didattico dedicato ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Fra architetture, mosaici e marmi, fra animali, piante, simboli e iscrizioni, i ragazzi scopriranno che le opere d’arte racchiudono molti più significati di quanto non sembri a un primo sguardo, non tralasciando un approfondimento riguardante le tecniche e i materiali utilizzati nella realizzazione del mosaico e i relativi problemi di conservazione e restauro.

LAZIO

Visita guidata
Roma
Un monumento dell’architettura contemporanea: la Chiesa di Richard Meier a Roma
Chiesa Dives in Misericordia di Richard Meier
Via F.Tovaglieri, Località Tor Tre Teste
29 settembre: ore 7.30-9.00/10.00-12.30/15.30-18.00
30 settembre: ore 7.30-9.00/15.30-18.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
La chiesa Dives In Misericordia sorge nel quartiere residenziale di Tre Teste, nella periferia meridionale di Roma. Progettata dall'architetto newyorchese Richard Meier nel 1996 e realizzata nel 2003, è considerata un monumento dell'architettura contemporanea di eccezionale rilievo, unitamente alle grandi opere che negli ultimi anni stanno arricchendo la capitale.
In una zona connotata da edilizia popolare, la chiesa si impone con tre grandi vele di calcestruzzo bianco (la maggiore raggiunge i 26 metri d’altezza) che si gonfiano come sospinte dal vento.
Il complesso si compone di due edifici che si innestano su un candido sagrato marmoreo: il centro parrocchiale e l’aula delle funzioni religiose. Alla forma semplice e lineare dell’uno è contrapposto l’andamento curvilineo dell’altra. La facciata è una grande parete vetrata. All’interno la sensazione di luminosità è totale: in alto e sui fronti vi sono solo vetrate. Spingendo al massimo grado le caratteristiche tipiche della sua architettura - l’uso del colore bianco e della luce - Meier intesse nella navata un dialogo continuo con il cielo.

Trasmissioni radiofoniche
Roma
Con Parole mie e In Europa
Complesso Monumentale di San Michele a Ripa- Sala dello Stenditoio
Via di San Michele, 22
L’ingresso al pubblico e’ libero e gratuito, dal lunedi’ al venerdi’, a partire dalle 13.15, il sabato dalle 9.15

Con parole mie”, dal lunedì al venerdì, ore 14-14.30, “In Europa”, il sabato, ore 10-11.00, su Radiouno Rai
(www.radiouno.rai.it )
promosso da: Ministero per i Beni e le Attività Culturali e RAI Radiotelevisione italiana
Segnalato da MiBAC
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e Radiouno Rai saranno insieme per una settimana all’insegna della cultura per il grande pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
Da lunedì 24 a sabato 29 settembre, “Con parole mie” - la popolare trasmissione di e con Umberto Broccoli - e “In Europa” – di e con Umberto Broccoli e Tiziana Di Simone da Bruxelles - andranno in onda in diretta – e in streaming sul sito internet di Radiouno - dalla Sala dello Stenditoio del Complesso San Michele a Ripa.
Umberto Broccoli – accompagnato al pianoforte dal Maestro Luca Bernardini - racconterà la storia delle nostre radici europee attraverso le testimonianze del nostro patrimonio culturale. Le trasmissioni diventeranno occasione per segnalare progetti ed iniziative del Ministero per i Beni e le Attività Culturali in ambito europeo.

Visita guidata
Frosinone
Il lavoro grandioso della natura
Grotte di Pastena
Piazzale Grotte di Pastena
29/30 settembre: ore 9.00-12.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Le Grotte di Pastena vanno annoverate tra le risorse naturali più suggestive e caratteristiche del Lazio, sia per la maestosità e il mistero degli scenari sia per l’estensione delle diramazioni.
All’esterno l’ingresso alle grotte appare come un enorme e pittoresco inghiottitoio suddiviso in due rami: l’uno ancora attivo (lungo 2217 metri) grazie alla presenza del Fosso Mastro, l’artefice delle grotte; il secondo, fossile e della lunghezza di 880 metri, che costituisce la parte visitabile dell’intero complesso. Le rocce risalgono all’era mesozoica e hanno un’età compresa tra gli ottanta ed i cinquanta milioni di anni, ma questo eccezionale complesso è stato scoperto di recente, nel 1926, ad opera del Gruppo Speleologico Romano e solo negli anni Ottanta si è provveduto a dotarlo di un efficiente e scenografico impianto di illuminazione. Le sale, tutte spettacolari, si susseguono in un crescendo di meravigliose raffigurazioni, dalla Sala del Lago Blu alla Sala del Salice Piangente, dalla Sala delle Colonne alla Sala delle Meraviglie.

LIGURIA

Nuove aperture
Genova
Appartamento del Duca degli Abruzzi
Palazzo Reale di Genova
Via Balbi, 1029 settembre ore 17.00 inaugurazione
promosso da: Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Liguria
Segnalato da MiBAC
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio si inaugura ufficialmente, alla presenza della Principessa Maria Gabriella di Savoia, l’appartamento al primo piano nobile, ala orientale, del Palazzo Reale di Genova, oggi noto come “Appartamento del Duca degli Abruzzi”. La principesca suite conserva ancora oggi il nome di uno dei suoi ultimi inquilini storici, Luigi Amedeo di Savoia-Aosta, Duca degli Abruzzi, celebre esploratore, navigatore, alpinista, ammiraglio, nato a Madrid il 29 gennaio 1873 da Amedeo, Duca di Aosta e Re di Spagna. Il Duca ebbe disponibilità d’abitarlo durante i brevi soggiorni a Genova almeno tra la fine del secolo XIX e l’anno della morte, il 1933. Ma quella parte del Palazzo genovese ebbe prima di lui altri inquilini illustri, fu decorata più volte nel corso del tempo e vide un alternarsi pressoché continuo di arredi, opere d’arte, oggetti d’uso comune. L’inizio della sua storia cade nel 1650, quando l’edificio, allora di proprietà di Stefano Balbi, dopo otto anni di intensi lavori fu finalmente completato.
Il Palazzo fu acquistato nel 1824 dai Savoia che ne studiarono da subito l’adattamento a reggia per opera di Domenico Tagliafichi e Michele Canzio.
In seguito alla cessione del Palazzo Reale di Genova allo Stato, voluta da Vittorio Emanuele III nel 1919, mentre il secondo piano nobile si apre regolarmente al pubblico come Galleria di Palazzo Reale, l’appartamento al primo piano resta a disposizione del Duca degli Abruzzi, a cui era stato affidato dal Re. Un attento restauro, supportato dalle precise descrizioni inventariali del 1844, ha ora restituito agli ambienti non solo l’antico splendore ma la suggestiva identità di un interno residenziale privato ottocentesco di elevato prestigio.

Visita guidata
Genova Pegli
La sceneggiatura romantica del parco di Michele Canzio
Parco di Villa Durazzo Pallavicini e Giardino Botanico
Via Pallavicini 13
29/30 settembre: ore 9.00-1900
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Il parco di Villa Pallavicini costituisce uno degli esempi più rappresentativi in Italia di parco paesistico romantico. Fu commissionato a metà Ottocento (l’inaugurazione avvenne nel 1846) dal Marchese Ignazio Pallavicini, unico erede del patrimonio dei Grimaldi-Durazzo. La sua idea era quella di trasformare un territorio agricolo in un parco destinato al divertimento e allo svago. Il Marchese affidò la progettazione del parco a Michele Canzio, scenografo del famoso teatro genovese Carlo Felice. Canzio progettò un parco in cui i visitatori potessero assistere a una sorta di rappresentazione teatrale in più atti: creò quindi una specie di “sceneggiatura” romantica ambientata nel giardino stesso. Il terreno scosceso – un’area di circa 10 ettari - venne sistemato, creando particolari scenari, giochi d’acqua, due laghi artificiali, architetture neoclassiche. Nel 1928 la marchesa Matilde Giustiniani donò l’intero complesso al Comune, a condizione che fosse fruibile al pubblico. La villa, in realtà, venne chiusa per molto tempo, mentre parti del parco sono state restaurate nel 1992 e restituite al pubblico.

LOMBARDIA

Visita guidata
Milano
Scoprire la Chiesa Rossa
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Via Neera 24
29 settembre: ore 9.30-18.00. 30 settembre: ore 9.30-11.00/12.00-18.30
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
La chiesa sorge nel quartiere milanese di Chiesa Rossa. Fu edificata nel 1932 dall’architetto e urbanista Giovanni Muzio (Milano, 1893-1982) - uno dei rappresentanti di maggior prestigio del gruppo di Novecento in architettura, che auspicava un “ritorno all’ordine” nell’intero panorama artistico - mentre il pronao venne completato nel 1960. Di notevole interesse lo splendido fonte battesimale scolpito da Giacomo Manzù.
Nel maggio del 1996 il parroco di Santa Maria Annunciata chiese all’artista americano Dan Flavin – uno dei protagonisti della Minimal Art - un’opera per il rinnovamento dell’edificio. Flavin lavorò a distanza, dal suo studio di New York, al progetto Untitled 1996 che venne realizzato poco dopo la sua morte, avvenuta nello stesso anno. L’installazione permanente sottolinea i diversi ambienti con colori vivaci ed è costituita da tubi al neon blu e verdi per la navata centrale, rossi per il transetto, oro per l’abside: illuminando le spoglie pareti della chiesa con la sua escursione cromatica, Flavin ripropose nell’edificio sacro la concezione della luce come manifestazione dell’intero trascorrere del giorno. L’opera, prima realizzazione d’arte contemporanea installata permanentemente in un edificio religioso, finanziata dalla Fondazione Prada, fu inaugurata il 29 novembre 1997.

Visita guidata
Castiglione Olona (Varese)
Complesso museale della Collegiata
Via Cardinal Branda, 1
29 e 30 settembre: ore 10.00-13.00/15.00-18.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Il complesso della Collegiata si erge su uno dei due colli che racchiudono il borgo di Castiglione Olona. Per la favorevole posizione geografica, che permette un ottimale controllo sulla vallata sottostante, il colle aveva rivestito nel Medioevo un’importante funzione di presidio territoriale.
Il 7 gennaio 1422 il Cardinale Branda ottenne da papa Martino V la Bolla di autorizzazione a costruire una nuova chiesa sulle rovine del castello. L’edificio fu consacrato poco meno di tre anni dopo, il 25 marzo 1425. La denominazione Collegiata deriva dalla presenza di un capitolo di canonici – o, appunto, Collegio – istituito dal Cardinale.
Alcuni documenti permettono di attribuire ai fratelli Solari, protagonisti del rinnovamento architettonico lombardo nel Quattrocento, il progetto e la costruzione dell’edificio. Nella Collegiata sono raccolti preziosi oggetti d'arte tra cui: sculture di scuola lombarda, bassorilievi di scuola toscana, lampade fiamminghe e un prezioso sarcofago contenente le spoglie del venerato Cardinale.
Sul portale d'ingresso abbiamo una lunetta rappresentante la Vergine in trono: il personaggio inginocchiato a destra di Maria è il Cardinal Branda. Di particolare importanza gli affreschi di Masolino da Panicale collocati nell'abside raffiguranti la storia della Vergine e firmati dal maestro toscano con "Masolinus da Florentia pinsit" in un cartiglio del 1432. Si possono inoltre ammirare anche affreschi di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta e Paolo Schiavo che presentano la storia di Santo Stefano.
Sul lato sinistro della Collegiata sorge il Battistero di San Giovanni, ricavato in una torre dell'antica rocca. All'interno è visibile il ciclo di affreschi rappresentante le storie del Battista, capolavoro della maturità di Masolino da Panicale, datato 1435. La suggestiva mescolanza di storia religiosa e attualità rinascimentale, amalgamate dalla limpida atmosfera masoliniana, rendono il Battistero di Castiglione Olona una delle vette artistiche del primo Rinascimento.

MARCHE

Visita guidata
Tolentino (Macerata)
Un tuffo nel Trecento
Il “Cappellone” di San Nicola
Piazza San Nicola 3
29/30 settembre: ore 6.30-12.30/15.00-20.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
La basilica di San Nicola a Tolentino è uno dei più importanti santuari dell’Italia centrale. A segnare la storia della basilica fu l’arrivo nel convento di un giovane frate, Nicola, che visse per trent’anni a Tolentino, per morirvi nel 1305, già venerato per la santità della vita. Nel 1476 gli venne intitolata la chiesa. Pietra miliare del complesso è il cosiddetto “Cappellone di San Nicola”: un’ampia aula che si apre sul lato nord-est del chiostro, edificata tra il XIII e il XIV secolo e impreziosita da un magnifico ciclo di affreschi, impegnativo per complessità iconografica e per estensione. La datazione degli affreschi, terminati senza dubbio entro il 1348 è piuttosto controversa, anche se la critica tende a circoscriverne l’esecuzione intorno agli anni Venti del Trecento. Gli storici dell’arte li attribuiscono a Pietro da Rimini, uno dei maggiori protagonisti della scuola giottesca riminese. Caratteristica del linguaggio di Pietro è la capacità di imprimere un accento gotico alle sue figure monumentali, di una possanza quasi romanica, attraverso il gioco superficiale delle vesti e la preziosità dei timbri cromatici, alternando toni estremamente drammatici ad andamenti più pacati e naturalistici.

PIEMONTE

Visita libera
Torino
La Galleria Sabauda di Torino
Via Accademia delle Scienze, 6
29 - 30 settembre ore 8.30-14.00
promosso da: Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del piemonte, galleria sabauda
Segnalato da MiBAC
Le collezioni, costituite da oltre 800 dipinti esposti, 550 opere nelle collezioni di riserva e circa 150 in deposito esterno, sono suddivise in sette settori.
Al primo piano sono esposte opere delle Scuole piemontesi (XIV-XVI secolo) e dipinti dei Maestri italiani del Quattro e Cinquecento, con opere del Beato Angelico, dei Pollaiolo, Filippino Lippi, Bronzino, dei Bellini; le raccolte del principe Eugenio di Savoia-Soissons (classicisti italiani e pittori dei Paesi Bassi del XVII secolo) e la collezione di pittura fiamminga e olandese (Van Eyck, Memling, Rembrandt e una ricca serie di ritratti).
Il secondo piano è riservato all’iconografia sabauda e al collezionismo dinastico, diviso in tre settori. Il primo (da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele I, ca. 1550 – 1630) raccoglie opere del Cinquecento veneto (Bassano, Veronese, Tintoretto), del Bronzino e Guercino, di maestri lombardi e di derivazione caravaggesca; il secondo settore (da Vittorio Amedeo I a Vittorio Amedeo II, 1630 – 1730) ospita opere del Sei-Settecento, le collezioni del cardinale Maurizio di Savoia (Reni, Domenichino) e di Madama reale Cristina di Francia, fino al periodo degli acquisti per le residenze della corte sotto l’attenta regia di Filippo Juvarra. La terza sezione (da Carlo Emanuele III a Carlo Felice, 1730 – 1831) documenta la cultura accademica settecentesca e il gusto per le vedute e il paesaggio protoromantico del primo Ottocento (Beaumont, Bellotto, Bagetti).
Come sezione autonoma, sempre al secondo piano, è allestita con criteri di “casa-museo” la collezione dell’industriale piemontese Riccardo Gualino, con opere di pittura, scultura, arti minori e reperti archeologici occidentali ed orientali.

PUGLIA

Bari
Castello Svevo di Bari
Piazza Federico di Svezia, 4
29 settembre: 10.30
Segnalato da MiBAC
Il Castello Svevo, con la sua imponente fortezza, è sicuramente il simbolo della città di Bari.
Storicamente attribuito a Ruggero il Normano, risale al 1131 e sorge su preesistenti strutture di epoca bizantina. Federico II di Svevia fra il 1233 e il 1240 recuperò all’uso il castello danneggiato da Guglielmo il Malo nel 1156, utilizzando il precedente impianto e la superstite struttura della cinta esterna e delle torri. Durante il periodo Angioino per volere di Carlo I furono eseguiti importanti lavori di restauro. Nel Cinquecento sotto Isabella d’Aragona e la figlia Bona Sforza fu ampliato e ingentilito. Nell’Ottocento il castello fu utilizzato come carcere e successivamente come caserma. Attualmente è sede della Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Puglia. Alcune sale sono destinate a Gipsoteca e altre ospitano mostre temporanee.
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio vi si svolgeranno alcune iniziative: una visita guidata alla Gipsoteca (29 settembre, ore 10.30), la mostra di manufatti provenienti dal Tesoro della Cattedrale di Barletta, testimonianza della presenza islamica in Puglia tra il XII e il XIII secolo (aperta dalle 8,30 alle 19,30) e il 29 settembre, in occasione della prima notte bianca metropolitana, un grande concerto.

TOSCANA

Apertura straordinaria con visita guidata
Firenze
Palazzo Lenzi, il “Palazzo degli Enigmi”
Palazzo Lenzi
Piazza Ognissanti, 2
29 – 30 settembre ore 14.30 – 18.30
Promosso da: Istituto Francese di Firenze
Segnalato da MiBAC
Le prime notizie del palazzo risalgono al 1460, ad una citazione dell’umanista Poliziano: i dati forniti sono tuttavia piuttosto ambigui, tanto da giustificarne il soprannome di “Palazzo degli Enigmi”. Esistono varie teorie riguardo al suo architetto: la prima si basa su un estratto della Vita dei Grandi Artisti di Giorgio Vasari e attribuisce la costruzione del palazzo a Brunelleschi. La seconda teoria protende invece per Michelozzo, autore anche del Palazzo Medici-Riccardi; sembra tuttavia che sia più probabile attribuire la costruzione ad un terzo, non identificato architetto.
Il palazzo Lenzi ha l’aspetto tipico del primo Rinascimento con numerose finestre sporgenti e un tetto a gronda rappresentativo dell’epoca. E’uno dei pochi palazzi ad aver conservato una facciata in aggetto (dal lato Borgo Ognissanti), mentre tante altre furono abbattute per non ostacolare la circolazione e adombrare le strade. Degni di nota anche i graffiti (attribuiti ad Andrea Feltrini) rappresentanti colonne.
Quattro famiglie si sono succedute all’interno del palazzo: i Lenzi, i Buini, i Quaratesi e i Pisani. Nell’1460, con un atto notarile, la proprietà del palazzo fu attribuita a Pietro, Lorenzo e Francesco Lenzi. La famiglia Lenzi, importante famiglia di notai fiorentini, contava in tutto venti priori (responsabili dell’esecutivo comunale) e cinque gonfalonieri di giustizia (un mestiere che finirà per sostituire quello del priore) nell’amministrazione medicea. Mentre una parte dei Lenzi si stabilisce in Polonia (dove hanno legami con i Lenczisky e il re Stanislas, poi duca di Lorraine), un matrimonio fa passare il palazzo dai Lenzi ai Buini nel 1647. Dal 1743, data della morte dell’ultimo Buini, alla fine del XIX secolo, il palazzo passa di proprietà ai Quaratesi. L’ultimo proprietario è infine l’antiquario Luigi Pisani, mandante di un restauro della facciata intorno al 1887 e all’origine della creazione di un foyer d’artisti all’interno del palazzo.
Il palazzo è adesso la sede dell’Istituto Francese di Firenze e del Consolato Onorario di Francia. L’Istituto Francese è stato fondato il 9 novembre 1907 e inaugurato il 27 aprile 1908, in presenza di rappresentanti della cultura come Paul Sabatier, Pio Rajna, Guido Mazzoni, Pasquale Villari e Robert Davidsohn, su iniziativa di Julien Luchaire, intellettuale interessato alle relazioni franco-italiane, in collaborazione con l’Université de Grenoble.
Dopo una breve permanenza in via San Gallo, nel 1912 l’Istituto si stabilisce nel Palazzo Lenzi e accoglie come insegnanti Romain Rolland o Benjamin Crémieux. Si trattava all’epoca di un distaccamento dell’Università di Grenoble, ma con la prima guerra mondiale viene integrato nella rete diplomatica francese. Nel 1950 lo Stato francese compra il palazzo.
Primo tra gli Istituti Francesi di tutto il mondo (attualmente se ne contano 150) la sua attività si svolge con un’intensa serie di iniziative e di scambi tra cultura francese e italiana: particolare attenzione è stata rivolta, nel corso del secolo, allo sviluppo della Biblioteca e dell’Emeroteca. L’Istituto festeggia nel 2007 il suo centenario.

Visita libera
Lucca
Scene dal diciassettesimo secolo
Palazzo Pfanner
Via degli Asili 33
29/30 settembre: ore 9.00-18.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Palazzo Pfanner risale alla seconda metà del XVII secolo: appartenne alla famiglia Moriconi e verso la fine del secolo passò alla famiglia Controni. Nel 1860 la proprietà fu acquistata da Felice Pfanner che vi costruì una fabbrica di birra, rimasta aperta fino al 1929. Il Palazzo e il giardino, tuttora di proprietà della famiglia Pfanner, sono aperti al pubblico e periodicamente ospitano esposizioni temporanee, concerti e incontri culturali.
Il Palazzo si distingue per il suo splendido giardino all’italiana attribuito a Filippo Juvarra (1678-1736), per l’imponente scalone e per gli affreschi del salone monumentale eseguiti da Scorsini e De Santi (prima metà del sec. XVIII). Al suo interno il Palazzo ospita, tra l’altro, un’esposizione di antichi strumenti medico-chirurgici appartenuti a Pietro Pfanner (1864-1935), chirurgo, benefattore e sindaco di Lucca dal 1920 al 1922. Per la sua architettura e l'ampio giardino l’edificio è stato utilizzato da numerosi registi come "palazzo della nobiltà papalina". Ad esempio è il palazzo del marchese del Grillo nell'omonimo film con Alberto Sordi e la residenza della famiglia dei Sant'Agata in “Arrivano i bersaglieri” di Luigi Magni.

SARDEGNA

Mostra
Cagliari
Gli ori di Sant’Efisio a Cagliari
Municipio di Cagliari, sala Figari
Via Roma, 153
28 settembre ore 18.00 inaugurazione
Promosso da: Soprintendenza per i beni Architettonici, Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Cagliari e Oristano, in collaborazione con Arciconfraternita di Sant’Efisio
Segnalato da MiBAC
Per la prima volta saranno esposti i gioielli che costituiscono il prezioso “tesoro di Sant’Efisio”, raccolti nel corso dei secoli grazie alle donazioni dei numerosissimi devoti al Santo martire cagliaritano, in segno di gratitudine e di riconoscenza, per aver ottenuto le grazie richieste.
In questa occasione verranno esposti, in apposite vetrine, i pezzi più preziosi e significativi, corredati da esaustive didascalie, che illustreranno le tecniche di lavorazione, i materiali utilizzati, le caratteristiche stilistiche e la loro storia. Tra questi, ricordiamo il secentesco Toson d’Oro che l’Alternos porta in occasione della processione del 1° maggio, la “ganza” tempestata di pietre preziose offerta al Santo Patrono dalla regina Maria Teresa d’Austria d’Este durante il suo esilio in Sardegna, la “corona d’oro” realizzata dalla città di Cagliari in occasione della trecentesima sagra di maggio, l’elmo, la spada e la palma, che costituiscono gli attributi iconografici del simulacro ligneo.
Far conoscere questo patrimonio significa non solo avere una testimonianza della continua e costante fede dei sardi verso il Santo, ma consente di stabilire, con una precisa ricostruzione cronologica, attraverso documenti inediti, le origini della produzione orafa che negli ultimi secoli è stata realizzata in Sardegna o importata dal Continente.
Nelle teche troveranno spazio anche i numerosi anelli, orecchini, bracciali e spille che documentano la profonda religiosità dei fedeli verso Sant’Efisio e il gusto del momento. Completeranno e integreranno l’esposizione alcuni inventari inediti, conservati nell’archivio storico dell’Arciconfraternita, relativi ad alcune opere esposte.

UMBRIA

Apertura straordinaria
Amelia, Terni
Alla scoperta dei teatri storici
Teatro Sociale
Borgo, Cisterne, Via del Teatro 22
29/30 settembre: ore 9.00-12.30/16.00-19.00
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Nel 1780 un gruppo di nobili e borghesi della città di Amelia, allora fiorente cittadina dello Stato della Chiesa, si riunì deciso a uno sforzo comune per costruire un nuovo teatro. Il 23 febbraio 1782 si tenne pertanto la “congragazione” di fondazione, di cui faceva parte il giovane Gian Antonio Selva, che dieci anni dopo avrebbe realizzato a Venezia il Teatro La Fenice, eccezionalmente simile nell’architettura, nell’impostazione e persino nella decorazione al modello amerino.
Il Teatro Sociale di Amelia è uno dei rari esempi di teatro “all’italiana” realizzato interamente in legno: dalle strutture ai meccanismi scenici, tuttora perfettamente funzionanti. Numerosi sono stati gli interventi di ammodernamento e restauro che si sono succeduti negli oltre due secoli di vita.
L’edificio, ancora oggi di proprietà della stessa Società Teatrale sorta per la sua realizzazione, ha ospitato le maggiori opere liriche del repertorio italiano del Settecento e dell’Ottocento, con la partecipazione dei più grandi artisti italiani e stranieri. Va ricordato inoltre che l’ampio palcoscenico è stato utilizzato come scenografia per ben quarantadue film, tra cui si possono citare il “Marchese del Grillo”, con Alberto Sordi, e “Pinocchio” di Comencini, con Nino Manfredi.

VENETO

Visita guidata
Fratta Polesine, Rovigo

La Badoera”, la villa cinquecentesca nella tenuta dei Badoer
Villa Badoer
Via Tasso 3
29/30 settembre: ore 10.00-12.00/15.30-18.30
Segnalato da FAI e Autostrade per l’Italia
Nel 1554 Andrea Palladio progetta una villa per il nobile veneziano Francesco Badoer, destinata a diventare il baricentro della vasta tenuta agricola di quasi 500 campi da questi ricevuta in eredità. Costruita nel 1556, la villa doveva quindi essere funzionale alla conduzione dei campi e insieme costituire un segno visibile della presenza, per così dire “feudale”, dei Badoer sul territorio.
Il corpo nobiliare della villa sorge su un alto basamento con una scenografica scalinata a più rampe, la principale a scendere nella corte e le due fiancheggianti a connettersi con le testate dei corpi laterali, riallacciandosi così alla struttura di un tempio antico su terrazze. Le ali della villa, dette “barchesse”, sono elegantemente curvate verso l’interno e la loro forma — scrive lo stesso Palladio — richiama braccia aperte ad accogliere i visitatori. Il centro visivo dell’intero complesso è calibrato sull’asse dominato dal grande frontone triangolare retto su cui campeggia lo stemma familiare, mentre il retro e i fianchi della villa presentano un disegno semplice e funzionale. Tutte le sale sono coperte da soffitti piani e sulle pareti del piano nobile si possono ammirare affreschi realizzati da Giallo Fiorentino, che rappresentano tematiche mitologiche ed allegoriche, insieme a grottesche, nicchie, festoni, figurette, erbaggi e frutta, di squisita finezza.

 

Per maggiori informazioni consultare il sito www.beniculturali.it 
www.fondoambiente.it; www.autostrade.it
Numero verde  800 99 11 99

Dal giorno 29 Settembre Al giorno 30 Settembre
italiaGiornate Europee del Patrimonio 2007
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