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Premio Ostana 2026, otto lingue madri ai piedi del Monviso |
| Ostana, ai piedi del Monviso, accoglie la XVIII edizione del Premio Ostana dal 25 al 28 giugno 2026: quattro giorni dedicati alle lingue madri con autori da Togo, Réunion, India, Isole Faroe, Spagna, Francia e Italia. Ingresso libero e gratuito. |
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Quattro giorni di letteratura, musica, cinema e arte, otto lingue madri in dialogo, un borgo occitano che diventa per il quarto fine settimana di giugno il centro di una conversazione globale sulla biodiversità linguistica: dal 25 al 28 giugno 2026, Ostana (CN), ai piedi del Monviso, ospita la XVIII edizione del "Premio Ostana: scritture in lingua madre". Ingresso libero e gratuito. Sul tavolo, per l'edizione 2026, ci sono otto lingue: ewé e tem (Togo), creolo della Réunion, arbëreshe, santali, faroese, basca, friulana e — fedele alla geografia del Premio — occitana. La sede principale è il Centro Polifunzionale della Borgata Miribrart, e attorno a quattro giorni di programma si svolgono incontri, proiezioni, concerti, momenti di convivéncia. In diciassette edizioni il Premio ha dato voce a più di cinquanta lingue madri, costruendo una rete internazionale unica che intreccia comunità linguistiche con milioni di parlanti e altre conservate da poche migliaia di persone, senza distinzioni gerarchiche. Il riconoscimento è sostenuto dall'UNESCO nel quadro del Decennio Internazionale delle Lingue Indigene 2022-2032 e collabora con due reti europee chiave: ELEN (European Language Equality Network) e NPLD (Network to Promote Linguistic Diversity). Es sus la talvèra: il verso di Joan Bodon che ispira l'edizioneIl motto della XVIII edizione è un verso del poeta e scrittore occitano Joan Bodon, tratto dalla poesia La talvèra: «Es sus la talvèra qu'es la libertat» – "La libertà sta sul margine". Una formula che ribalta una metafora abituale: il margine non come confine di esclusione, ma come luogo dove le lingue resistono, si incontrano, generano futuro. «Viviamo in un tempo che tende a uniformare tutto. Il Premio Ostana sceglie invece il margine: quello spazio fragile e potente dove le lingue resistono, si contaminano e continuano a generare futuro», sintetizza la Direttrice Artistica Ines Cavalcanti. Otto categorie, otto vociIl Premio Ostana riconosce letteratura, traduzione, musica e cinema in lingua madre, senza badare al numero dei parlanti o all'ampiezza del territorio. Sono otto le categorie e altrettanti gli artisti, ciascuno accompagnato da un tutor, che vivranno i quattro giorni del Premio insieme al pubblico in un clima di scambio:
Tétéreho Ali-Tagba: poesia in ewé e tem dal TogoPoeta, narratore, artista plastico e ricercatore togolese, Tétéreho Ali-Tagba è una delle voci di riferimento per le lingue africane contemporanee. Scrive in ewé e tem, due delle quarantadue lingue del Togo, e nei suoi testi mette in scena la vita comunitaria, la memoria, la natura, le tensioni sociali e la complessità delle società post-coloniali. La sua pratica intreccia poesia, teatro, arti visive e ricerca linguistica. André Robèr: il creolo della Réunion come spazio politicoAndré Robèr è poeta, artista visivo, performer ed editore: una delle figure di riferimento della cultura della Réunion. Ha trasformato il creolo dell'isola in luogo poetico, politico e contemporaneo. Con le edizioni K'A ha pubblicato raccolte poetiche e CD in creolo, aprendo l'accesso al patrimonio dell'isola anche a un pubblico analfabeta. Il suo lavoro costruisce ponti tra lingue minoritarie tra Réunion, Marsiglia e Catalogna. Vincenzo Bruno: la lingua arbëreshe come presenza vivaInsegnante, scrittore, commediografo e operatore culturale, Vincenzo Bruno ha dedicato la propria vita alla cultura arbëreshe. Nelle comunità del Sud Italia la lingua custodisce una memoria antica fatta di migrazione, appartenenza e resistenza. Bruno l'ha difesa attraverso teatro bilingue, racconti, raccolte poetiche, ricerca storica e raccolta della tradizione orale. Sripati Tudu: dal santali una nuova grammatica del futuroNato nel 1988, autore, docente e rappresentante della giovane scena culturale santali, Sripati Tudu lavora a dare voce contemporanea a una delle principali lingue indigene dell'India. Il santali è parlato tra India, Nepal, Bangladesh e Bhutan e custodisce una ricchissima tradizione orale, poetica e musicale. Nel 2021 Tudu ha completato un'opera che gli è valsa il riconoscimento nazionale: la traduzione della Costituzione indiana in lingua santali. Luca Taglianetti: il faroese arriva in ItaliaTraduttore, studioso e divulgatore, Luca Taglianetti è il principale traghettatore della lingua e della letteratura faroese in italiano. Per secoli il faroese ha rischiato la scomparsa come lingua scritta, sopravvivendo soprattutto nelle fiabe, nei racconti e nelle leggende della tradizione orale delle Isole Faroe. Le sue traduzioni — rigorose ma sensibili al ritmo e alla musicalità degli originali — hanno reso disponibile in italiano un patrimonio narrativo raro. Jean-Frédéric Brun: la fantascienza in lingua d'ocScrittore, poeta e voce centrale della cultura occitana contemporanea, Jean-Frédéric Brun ha firmato una delle opere più originali della letteratura d'oc. Dalla poesia alla fantascienza, dal realismo fantastico ai racconti ispirati alla mitologia popolare del Lengadòc, la sua scrittura ha allargato gli orizzonti espressivi della lingua occitana. Brun presiede inoltre il PEN Club Occitano ed è presenza storica nel Premio fin dalle prime edizioni. Juan Mari Beltrán Argiñena: il basco attraverso la musicaMusicista, compositore, ricercatore ed etnomusicologo, Juan Mari Beltrán Argiñena è uno dei custodi più rigorosi della tradizione musicale basca. Da decenni percorre i Paesi Baschi raccogliendo strumenti, melodie, canti, memorie orali: nel suo lavoro, la lingua basca continua a vivere attraverso il suono, il ritmo e la memoria collettiva. Dorino Minigutti: il friulano sullo schermoRegista, autore e documentarista, Dorino Minigutti ha portato gran parte della propria ricerca cinematografica dentro la lingua e la cultura friulana. Documentari, opere audiovisive e progetti culturali raccontano territori, comunità, memorie, rendendo il friulano non solo lingua di rappresentazione ma sguardo sul mondo. Maison des Lengas, la novità del 2026Tra gli annunci più rilevanti di questa edizione c'è l'inaugurazione della Maison des Lengas: uno spazio destinato ad accogliere per tutto l'anno scrittori, artisti, linguisti, ricercatori e persone impegnate nella valorizzazione delle lingue minoritarie. Più che una residenza, una casa comune dove le lingue possono essere praticate quotidianamente, e non soltanto raccontate durante i giorni del festival. La Maison nasce dal recupero dell'Antica Casa Bovero, edificio storico del borgo di Ostana, attraverso un progetto promosso da Smallcodes nell'ambito del PNRR, con la collaborazione del Premio Ostana e della Cooperativa di Comunità Viso a Viso. La presentazione è in calendario giovedì 25 giugno alle 17.00, con diretta streaming su Radio RBE. «Ho sempre pensato che digitalizzare una lingua significasse darle un futuro. Poi ho scoperto che a volte significa anche restaurare una casa di pietra ai piedi del Monviso», racconta Carlo Zoli, dottorando in linguistica e fondatore di Smallcodes. Il sindaco di Ostana Giacomo Lombardo ne anticipa l'impatto sul borgo: «Ogni anno il Premio Ostana porta il mondo a Ostana attraverso scrittori, musicisti, registi e artisti provenienti da culture e lingue diverse. Con la nascita della Maison des Lengas questa presenza potrà continuare durante tutto l'anno, trasformando Ostana in un luogo stabile di incontro, scambio culturale e dialogo internazionale». Giovedì 25 giugno: la giornata di apertura
Venerdì 26 giugno: occitano e friulano sullo schermo
Sabato 27 giugno: la giornata più densa
Domenica 28 giugno: il Togo, la passeggiata e la cerimonia
Una canzone per il margineAnche quest'anno il motto si è tradotto in musica. Il Collettivo artistico Premio Ostana — Paola Bertello, Flavio Giacchero, Luca Pellegrino, Marzia Rey — ha trasformato il testo poetico di Joan Bodon in una composizione originale dedicata alla biodiversità linguistica. Il brano, firmato da Flavio Giacchero (sax soprano), porta le voci di Paola Bertello, di Marzia Rey (anche al violino) e di Luca Pellegrino (anche alla fisarmonica). Partecipano in via straordinaria tre giovani musicisti di tradizione orale di Cantoira, nelle Valli di Lanzo (TO): Alessandro Rudà al basso tuba, Alessio Losero e Daniel Massa ai tromboni. Registrazione presso il Kalakuta ReCpublic Studio, mix e mastering di Enrico Arnolfo. Il video è del filmmaker Luca Percivalle, con grafica e disegni di Eliana Barbera.
Premio Ostana 2026: tutto quello che serve sapere
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