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A.D.D. Attention Deficit Disorder , mostra a Trevi (PG) |
| 16 luglio 2010 - 25 giovani artisti americani presentano il loro lavoro a Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG). Un intreccio di input visivi che ci porta a riflettere sulle idiosincrasie del nostro presente con spunti, riflessioni e media. |
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A.D.D. Attention Deficit Disorder 25 giovani artisti americani presentano il loro lavoro a Palazzo Lucarini Contemporary di Trevi (PG) Un intreccio di input visivi, sulla scia di quella “generazione ADD” che ci porta a riflettere sulle idiosincrasie del nostro presente attraverso la trasversalità di spunti, riflessioni e media Inaugurazione venerdì 16 luglio, alle ore 19, presso Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (Perugia)
Palazzo Lucarini rinnova quindi la sinergia tra soggetti pubblici e privati con un’esposizione che dimostra, ancora una volta, come il Comune di Trevi e l’Associazione Palazzo Lucarini Contemporary, che ivi opera, siano portavoce delle istanze più aggiornate in materia di ricerca artistica, oltre che latori di prospettive culturali inedite. La mostra parte dal concetto di A.D.D. ovvero Attention Deficit Disorder, sigla della sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Un tema ricorrente nella nostra, sovrastimolata, contemporaneità. Come sostiene il curatore, infatti «guardiamo la TV così come ascoltiamo la musica, navighiamo su Internet rispondendo ad un messaggio, mentre ammiriamo un'opera d'arte. È uno scorrere di dati convergenti e intercollegati, pensieri, idee e scambi, e sta capitando proprio ora. Sta capitando a te, come a me e così anche agli artisti che documentano il nostro tempo e che creano i monumenti al presente. Ed è nell'ombra di questi monumenti inquietanti che gli artisti inclusi in A.D.D. operano. Come ci si aspetterebbe, gli artisti inclusi nella mostra usano un’ampia scelta di media e tutti provengono da quella che potrebbe essere chiamata la generazione add, che è maturata negli anni Ottanta. Sono distratti, certo, ma sono anche ossessionati dal fallimento e dall’impotenza, perché sono cresciuti nel periodo della caduta del muro di Berlino, con il peso del fallimento delle rivolte dei loro genitori nel '68 e della decadenza del '78. Sono per lo più artisti che vivono e lavorano negli Stati Uniti, precisamente a New York e Los Angeles, e sono anche la prima generazione di americani cresciuti in un paese in declino, circondati dai rottami dell'American Dream. I lavori in mostra qui rappresentano le loro storie». |
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