Arte Attualita' ed eventi Cultura Moda Musica Rassegne, fiere e sagre
Mario Raciti: Why - 2009 Mario Raciti in mostra: La pittura dell'Ignoto
14 marzo 2010 - Apre a Palazzo Magnani di Reggio Emilia la mostra "Mario Raciti. La pittura dell’ignoto". 100 dipinti, compresi alcuni polittici di grandi dimensioni, ripercorrono 50 anni di attività di uno dei pittori italiani di più intenso lirismo

MARIO RACITI. La pittura dell’ignoto
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
Dal 14 marzo al 2 maggio 2010


L’esposizione, curata da Sandro Parmiggiani, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Manodori, CCPL, BFMR Dottori Commercialisti, Studio Legale Sutich-Barbieri-Sutich di Reggio Emilia, di Euromobil e di Assicurazioni Generali ripercorre, attraverso 100 dipinti, compresi alcuni polittici di grandi dimensioni, 50 anni di attività (1959-2009) di uno dei pittori italiani di più intenso lirismo.
Nel corso della sua carriera, Mario Raciti (Milano, 1934) ha perseguito con estrema coerenza una poetica che utilizza gli strumenti e le tecniche della pittura per cercare di dare volto - lasciando tuttavia trasparire solo tracce, frammenti di immagini, larve di suggestioni - a ciò che per l'artista stesso deve restare segreto e nascosto, essendo per sua natura indicibile, irrappresentabile nella sua compiuta totalità.Mario Raciti. La fabbrica degli spiritelli - 1967

Lo scenario in cui Raciti colloca le sue apparizioni è costantemente un fondo indefinito, da quello grezzo della tela, magari appena segnata da bave sfilacciate di grigi o di marroni, a quello che pare alludere a un liquido amniotico, a una polvere d'acqua e di cielo al di là dei quali s'erge un orizzonte curvo, uno spazio insondabile, lontano da noi.

La pittura dell'artista rivela nel tempo diverse declinazioni. Negli anni Sessanta s’immerge dentro un mondo incantato, di favola, in cui i segni si vanno organizzando in immagini plastiche e allungate, spesso verso l'alto o dentro l'orizzonte (nei titoli Raciti parla di antenne, di sonde, di giostre, di teleferiche, di tunnel), sempre all'insegna dell'ironia (il pittore comunica, in alcuni titoli, che sta cercando di catturare il volto di qualche bizzarro spiritello), che hanno una qualche parentela con il disegno infantile, con le sue rappresentazioni del mondo, e che rendono, con forza straordinaria, l'atteggiamento proprio di quella irripetibile età della vita, quando gli occhi sono sgranati, aperti a ogni incontro e a ogni emozione.

Il decennio successivo - gli anni Settanta - è all'insegna di ciò che Raciti stesso chiama nei suoi titoli "presenze-assenze": ripartizioni spaziali del sogno, segni sottili, eleganti che corrono sulla tela con la forza di un bisturi che scarnifica le cose, e ammassi nerastri che, alla metà del decennio, paiono, nelle lacerate vele bianche che l'artista disegna nello spazio, evocare la memoria e il respiro tragico di Caspar David Friedrich - un altrove, uno spazio "altro" da quello che noi abitualmente occupiamo nel mondo, l'eco, il riverbero di qualcosa che se ne sta fuori, al di là del dipinto.

Negli anni Ottanta, la complessità spaziale aumenta, si frantuma. Raciti si misura con l'evocazione (sempre per frammenti e allusioni) del mito, rivisitando alcune delle vicende (da quella di Icaro a quella di Giove che si fa cigno per possedere Leda), eternamente cangianti nelle modalità di essere narrate, che se ne stanno saldamente dentro l'immaginario umano - di nuovo un "altrove" tenacemente cercato, sognato, qualcosa che non si vede e che non si manifesta, indagati e vissuti attraverso la pittura. Molte delle opere degli ultimi vent'anni recano un titolo (Mistero o Why) che ben caratterizza l'intenzione ultima di Raciti, che ora si avvale di toni più scanditi e caldi. Nelle opere Mario Raciti: Presenze Assenze - 1975degli anni recenti, infine, rivisita il tema della Crocefissione, con mani scheletriche che emergono dal nulla nello spazio a gridare la loro sofferenza, l'anelito a una impossibile speranza.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano/inglese) Skira, con testi di Sandro Parmiggiani, Flaminio Gualdoni e Klaus Wolbert, oltre a testi teorici e poetici dello stesso Raciti, a due lunghe interviste all'artista, e a un'ampia antologia critica (nell'ordine temporale, Renzo Modesti, Giuseppe Marchiori, Pier Giovanni Castagnoli, Marco Valsecchi, Tommaso Trini, Roberto Sanesi, Luciano Caramel, Roberto Tassi, Miklos N. Varga, Luigi Lambertini, Fabrizio D'Amico, Stefano Crespi, Alberico Sala, Marco Goldin, Franco Rella, Claudio Cerritelli, Mauro Corradini, Angela Madesani, Flaminio Gualdoni, Vittorio Fagone).

Mario Raciti è nato a Milano il 19 aprile 1934. Nonostante la passione per il disegno e la pittura si sia manifestata fin dall'infanzia e dall'adolescenza, e l'artista sia stato tentato di seguire l'altro suo grande interesse, quello per la musica, Raciti frequenta Giurisprudenza, ma dopo la laurea e soli due anni di esercizio della professione di avvocato, ritorna definitivamente alla pittura. Tiene la mostra personale d'esordio alla Galleria Il Canale di Venezia nel 1964, alla quale fanno seguito numerose esposizioni in spazi pubblici e privati (espone ripetutamente nelle gallerie Morone 6, Annunciata e Bergamini di Milano), in Italia e all'estero. Nel 1986, la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale, mentre nel 1988 è il PAC di Milano a dedicargli una mostra, seguita, dieci anni dopo, da una antologica al Palazzo Sarcinelli di Conegliano.

Mario Raciti: Why - 2009Mario Raciti: Mitologia - 1986Mario Raciti: Mistero - 1994
 
Regione
Provincia
Categoria
Reset
Zapping
Bettina Pittaluga 1 - 1_BONNIE_2024 PhotoVogue Festival 2026: "Women by Women"
Torna a Milano il PhotoVogue Festival: la decima edizione, intitolata Women by Women, si svolge dall'1 al 4 marzo 2026 alla Biblioteca Nazionale Braidense con mostre, tavole rotonde, documentari e stand-up comedy. Ingresso libero.
Giovanni Gastel Giovanni Gastel: omaggio al maestro della fotografia a Palazzo Citterio
Palazzo Citterio rende omaggio dal 30 gennaio al 26 luglio 2026 a Giovanni Gastel, maestro della fotografia contemporanea scomparso nel 2021. Una retrospettiva completa che celebra l'ambasciatore dell'eleganza milanese nel mondo.
Elliott Erwitt, FRANCE, Provence, 1955; 50x60cm © Elliott Erwitt Elliott Erwitt. Icons. L'arte di osservare a Jesolo
The Art of Observation: è la definizione che Elliott Erwitt dava del proprio lavoro. Al JMuseo di Jesolo, dal 13 giugno al 18 ottobre 2026, 80 sue fotografie raccontano l'arte di osservare la storia, le celebrità, l'amore, i cani e l'intimità.
Untitled, New York City, USA, 1984 © Bruce Gilden/Magnum Photos Street Photography: Brescia celebra Bruce Gilden con due mostre
Ottanta fotografie e un dialogo inedito con Raffaello. Brescia dedica a Bruce Gilden, membro Magnum Photos, la prima grande mostra italiana. Dal 27 marzo 2026 al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Ingresso gratuito all'inaugurazione.
Lavorazione della ceramica Guida per conoscere il Salento
Il Salento, situato nel "tacco dello stivale" italiano, è una terra dal fascino ineguagliabile, dove spiagge meravigliose e arte barocca si fondono alle antiche tradizioni e a sapori antichi.
Brescia - Lago d\'Iseo - Piramidi di Erosione di Zone - Credit Michele Rossetti La magia di Brescia
Se avesse il mare, Brescia potrebbe candidarsi al perfetto riassunto dell’Italia. E, a essere sinceri, vista la quantità e la qualità dell’acqua in grado di ispirare un autentico clima balneare, non è poi del tutto vero che il mare qui non ci sia.
Copyright © 2004-2026 Supero Ltd, Malta MT 2105-2906 Tutti i diritti riservati.