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Santuario di Ercole Vincitore. Il cantiere, lo scavo, le meraviglie |
| 4 ottobre 2009 - La mostra conduce il pubblico, in modo suggestivo e assolutamente non convenzionale, attraverso un luogo in continua trasformazione, grazie all'impegno di restauratori, archeologi e tecnici che stanno lavorando al Santuario. |
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Santuario di Ercole Vincitore. Il cantiere, lo scavo, le meraviglie Attraverso un percorso all’interno del cantiere di scavo del Santuario di Ercole Vincitore di Tivoli sarà possibile visitare l’area sacra del tempio. Nasce cosÏ la mostra Santuario di Ercole Vincitore. Il cantiere, lo scavo, le meraviglie il cui obiettivo è condurre il pubblico, in modo suggestivo e assolutamente non convenzionale, attraverso un luogo in continua trasformazione, in cui il lavoro e l’energia di restauratori, archeologi e tecnici stanno riportando alla luce la specificità e le molteplici stratificazioni che hanno interessato il sito nel corso dei secoli. Il visitatore sarà accompagnato da una serie di pannelli illustrativi e avrà l’occasione di immergersi totalmente nell’atmosfera di sfida e curiosità che è alla base di un ambizioso progetto di restauro e riqualificazione come questo. Saranno inoltre organizzate iniziative collaterali mirate alla conoscenza dell’intero complesso monumentale. Proprio il sistematico controllo dei traffici commerciali che si svolgevano lungo questo asse viario conferì al santuario un ruolo economico non meno importante di quello religioso. Le vicende successive all’abbandono dell’organismo come luogo di culto sono la causa della sua mancata conoscenza e della sua esclusione da qualsiasi percorso turistico interessi la città. Le straordinarie dimensioni degli ambienti disposti lungo la strada e la cospicua presenza d’acqua favorirono infatti il loro precoce riutilizzo per attività manifatturiere e industriali, alterando le strutture ma salvaguardandole nell’insieme. Il tempio fu soppiantato da un luogo di culto cristiano mentre in tutta l’area sacra meridionale i resti furono nascosti da un consistente interro funzionale alle coltivazioni. CosÏ l’originaria funzione del complesso, progressivamente frazionato per le nuove esigenze, venne dimenticata mentre i resti dei portici e gli ambienti lungo la strada sono sopravvissuti incastonati nelle strutture industriali, una circostanza che conferisce al monumento un fascino assolutamente insolito. Restituito alla sua reale identità nella metà del XIX secolo e definitivamente acquisito dal demanio alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, il santuario sta lentamente tornando alla luce con una serie di campagne di scavo che, dal 1983, hanno evidenziato il teatro e parte del portico del secondo ordine a sud del tempio, con la fronte di un edificio finora ignoto. Nell’ambito di un progetto teso alla riqualificazione e fruizione del teatro finanziato dai fondi del Gioco del Lotto 2004-2006 D.M. 22/10/2004 e diretto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, è in atto da alcuni mesi una campagna di indagini che sta fornendo un contributo fondamentale alla conoscenza del monumento; in modo particolare è stato individuato in stato di conservazione molto consistente il rivestimento in blocchi modanati del basamento lungo tutto il margine meridionale del tempio, mentre una serie di saggi ha consentito di circoscrivere alcune strutture che testimoniano una fase precedente al teatro. Notevoli i rinvenimenti di sculture e frammenti architettonici che documentano la magnificenza dell’organismo, testimoniata del resto anche dagli autori antichi. Gli importanti risultati ottenuti hanno indotto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ad organizzare questa mostra eccezionale che porterà il visitatore all’interno del cantiere di scavo e, quindi, nell’area sacra del grande complesso. Con tale iniziativa si intende promuovere una campagna che restituisca il monumento al panorama dei grandi santuari laziali, inserendolo nei percorsi turistici di grande attrattiva che interessano la città di Tivoli e il suo territorio. |
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