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Lipari

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Isole Eolie - LipariLipari
Lipari, l'antica Meligunis, è la più grande e popolosa isola dell'arcipelago ed è, da sempre, la sua capitale. Tranne Salina che è indipendente, tutte le altre isole fanno infatti parte del Comune di Lipari.
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Si sbarca a Lipari in due approdi, posti ai due lati della rocca. A Marina Corta giungono gli aliscafi, mentre da Sottomonastero attraccano le navi traghetto. L'isola è percorsa da una lunga strada asfaltata
costiera e da un dedalo di carrarecce e sentieri. Il centro abitato più importante è Lipari che si stende lungo le due pittoresche insenature di Marina Corta e Marina Lunga ed in parte è distribuito attorno al suo castello.


Lipari è l'isola più complessa dal punto di vista geologico e vulcanologico. La parte più antica è costituita da ruderi di strato-vulcani che si trovavano ad occidente dell'isola e formano i Timponi, Monterosa, ecc.. Dopo questo primo periodo di intense eruzioni seguì una lunga sosta di attività vulcanica. Nel secondo periodo si ebbe lo strato-vulcano del monte Sant'Angelo. I vulcani del terzo periodo hanno eruttato pomici e formato una serie di cupole, tra cui quella del monte Gallina.
  L'attività riprese, dopo una lunga sosta, nella parte nord-orientale dando luogo a correnti laviche di ossidiana. Recenti datazioni hanno potuto stabilire che l'ultima eruzione del monte Pelato, con l'effusione della colata ossidianica delle Rocche Rosse, si verificò all'incirca nel 700 d.C.; questa eruzione ricoprì con un sottile strato di pomice le vestigia romane del IV e V secolo d.C di Contrada Diana e dell'acropoli di Lipari.

Lipari per dolcezza di clima e serenità di cielo, d'inverno, si presenta come ideale stazione climatica e, d'estate, come ricercato soggiorno balneare.

Quest'isola è il centro di escursioni indimenticabili per il fascino dei suoi paesaggi. Interessante l'escursione a Quattrocchi, da dove si ammirano, tra una molteplice varietà di tinte, come in una visione di sogno, pittoresche insenature dalle coste alte e faraglioni dalle forme slanciate, che si riflettono sul mare. Sullo sfondo, con parvenze evanescenti, si leva dalla distesa marina, la fumante Vulcano, che chiude l'incantevole spettacolo.


Le Terme di San Calogero

Le manifestazioni endogene, che si riscontrano, consistono in fumarole, solfatare e sorgenti termali. Le più importanti fumarole sono quelle di Bagnosecco; sorgenti termali sono state notate presso Bagnicello, alle Fontanelle, alle Pietre di Fuardo, ma le più importanti sono quelle di San Calogero e quelle che sgorgano a valle di Castellaro ed in prossimità del Porto (Pignataro). Le acque di San Calogero sono state utilizzate per fini terapeutici da epoca immemorabile rivelandosi sempre di somma efficacia. Accanto alle sorgenti si innalza una grotta sudatoria, la “stufa”, di costruzione romana oggi inglobata in uno stabilimento di bagni e fanghi eretto nel 1867.

L'analisi delle acque venne eseguita, per la prima volta, dall'Arrosto nel 1872; successivamente dal Gabella (1907) e infine dall'Irrera e dal Labruto (1933). Questi ultimi le classificarono tra quelle ipertermali, salso-solfato-bicarbonato-sodiche con temperatura oscillante sui 60°C.

Durante i recenti lavori di ristrutturazione dello stabilimento termale di San Calogero è venuto alla luce, in prossimità dell'ingresso principale, un edificio a cupola inglobato in costruzioni successive. Si tratta di un monumento di architettura civile della civiltà micenea (tholos) finora mai conosciuto in Occidente. La presenza nell'isola di Lipari di un edificio caratteristico dell'architettura micenea del XV secolo a.C., è un fatto eccezionale e di grande interesse storico e conferma che, per tutta l'età del Bronzo, erano intercorsi intensi rapporti di cultura e di commercio tra la Grecia e le isole Eolie.


Animali e piante

La vegetazione attuale è completamente diversa da quella fittissima e rigogliosa che aveva colonizzato
  e ricoperto le fertili lave emesse dai vulcani. La necessità dell'uomo di coltivare il suolo, di utilizzare il legname e i frequenti incendi, hanno determinato l'odierno paesaggio dell'isola.

Fino agli anni '50 buona parte del suolo è stata intensamente coltivata mentre oggi solo nelle contrade di Piano Conte e di Quattropani continua una certa produzione agricola che, da qualche anno, è stata sensibilmente incrementata per la crescente richiesta turistica di prodotti tipici isolani. Le zone settentrionali appaiono, rispetto al resto dell'isola, più selvagge, ricoperte di macchia mediterranea a lentisco, ginestre, erica, euforbie, cisto.

La fauna si riduce a poche specie d'uccelli come il gabbiano reale, la poiana, l'occhiocotto, la civetta, la sterpazzola, il gheppio, la magnanina, il corvo imperiale, l'assiolo. Altrettanto interessanti per gli appassionati di avifauna sono gli uccelli di passo: durante le migrazioni si vedono volare infatti aironi e garzette, diverse specie di anatidi e rapaci, la tortora, la beccaccia. A Lipari, come nelle altre isole dell'arcipelago, il solo coniglio e alcuni roditori la fanno da padroni tra i mammiferi. I fondali, benchè non più ricchi di pesce come un tempo, sono comunque pescosi e meta di interessanti escursioni subacquee.

Ringraziamo SAGEP Libri & Comunicazione S.r.l. di Genova per aver gentilmente concesso la pubblicazione dei testi dell'opuscolo "ISOLE EOLIE" e l'AAST Eolie per la pubblicazione di testi ed immagini

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