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Si
sbarca a Lipari in due approdi, posti ai due lati della rocca. A
Marina Corta giungono gli aliscafi, mentre da Sottomonastero
attraccano le navi traghetto. L'isola è
percorsa da una lunga strada asfaltata 
costiera e da un dedalo di
carrarecce e sentieri. Il centro abitato più importante è
Lipari che si stende lungo le due pittoresche insenature di Marina
Corta e Marina Lunga ed in parte è distribuito attorno al suo
castello.
Lipari
è l'isola più complessa dal punto di vista geologico e
vulcanologico. La parte più antica è costituita da
ruderi di strato-vulcani che si trovavano ad occidente dell'isola e
formano i Timponi, Monterosa, ecc.. Dopo questo primo periodo di
intense eruzioni seguì una lunga sosta di attività
vulcanica. Nel secondo periodo si ebbe lo strato-vulcano del monte
Sant'Angelo. I vulcani del terzo periodo hanno eruttato pomici e
formato una serie di cupole, tra cui quella del monte Gallina.
L'attività riprese, dopo una lunga sosta, nella parte
nord-orientale dando luogo a correnti laviche di ossidiana. Recenti
datazioni hanno potuto stabilire che l'ultima eruzione del monte
Pelato, con l'effusione della colata ossidianica delle Rocche Rosse,
si verificò all'incirca nel 700 d.C.; questa eruzione ricoprì
con un sottile strato di pomice le vestigia romane del IV e V secolo
d.C di Contrada Diana e dell'acropoli di Lipari.
Lipari
per dolcezza di clima e serenità di cielo,
d'inverno, si presenta come ideale stazione climatica e, d'estate,
come ricercato soggiorno balneare.
Quest'isola
è il centro di escursioni indimenticabili per il fascino dei
suoi paesaggi. Interessante l'escursione a Quattrocchi, da dove si
ammirano, tra una molteplice varietà di tinte, come in una
visione di sogno, pittoresche insenature dalle coste alte e
faraglioni dalle forme slanciate, che si riflettono sul mare. Sullo
sfondo, con parvenze evanescenti, si leva dalla distesa marina, la
fumante Vulcano, che chiude l'incantevole spettacolo.
Le
Terme di San Calogero
Le
manifestazioni endogene, che si riscontrano, consistono in fumarole,
solfatare e sorgenti termali. Le più importanti fumarole sono
quelle di Bagnosecco; sorgenti termali sono state notate presso
Bagnicello, alle Fontanelle, alle Pietre di Fuardo, ma le più
importanti sono quelle di San Calogero e quelle che sgorgano a valle
di Castellaro ed in prossimità del Porto (Pignataro). Le acque
di San Calogero sono state utilizzate per fini terapeutici da epoca
immemorabile rivelandosi sempre di somma efficacia. Accanto alle
sorgenti si innalza una grotta sudatoria, la “stufa”, di
costruzione romana oggi inglobata in uno stabilimento di bagni e
fanghi eretto nel 1867.
L'analisi
delle acque venne eseguita, per la prima volta, dall'Arrosto nel
1872; successivamente dal Gabella (1907) e infine dall'Irrera e dal
Labruto (1933). Questi ultimi le classificarono tra quelle
ipertermali, salso-solfato-bicarbonato-sodiche con temperatura
oscillante sui 60°C.
Durante
i recenti lavori di ristrutturazione dello stabilimento termale di
San Calogero è venuto alla luce, in prossimità
dell'ingresso principale, un edificio a cupola inglobato in
costruzioni successive. Si tratta di un monumento di architettura
civile della civiltà micenea (tholos) finora mai conosciuto in
Occidente. La presenza nell'isola di Lipari di un edificio
caratteristico dell'architettura micenea del XV secolo a.C., è
un fatto eccezionale e di grande interesse storico e conferma che,
per tutta l'età del Bronzo, erano intercorsi intensi rapporti
di cultura e di commercio tra la Grecia e le isole Eolie.
Animali
e piante
La
vegetazione attuale è completamente diversa da quella
fittissima e rigogliosa che aveva colonizzato
e ricoperto le fertili
lave emesse dai vulcani. La necessità dell'uomo di coltivare
il suolo, di utilizzare il legname e i frequenti incendi, hanno
determinato l'odierno paesaggio dell'isola.
Fino
agli anni '50 buona parte del suolo è stata intensamente
coltivata mentre oggi solo nelle contrade di Piano Conte e di
Quattropani continua una certa produzione agricola che, da qualche
anno, è stata sensibilmente incrementata per la crescente
richiesta turistica di prodotti tipici isolani. Le zone
settentrionali appaiono, rispetto al resto dell'isola, più
selvagge, ricoperte di macchia mediterranea a lentisco, ginestre,
erica, euforbie, cisto.
La
fauna si riduce a poche specie d'uccelli come il gabbiano reale, la
poiana, l'occhiocotto, la civetta, la sterpazzola, il gheppio, la
magnanina, il corvo imperiale, l'assiolo. Altrettanto interessanti
per gli appassionati di avifauna sono gli uccelli di passo: durante
le migrazioni si vedono volare infatti aironi e garzette, diverse
specie di anatidi e rapaci, la tortora, la beccaccia. A Lipari, come
nelle altre isole dell'arcipelago, il solo coniglio e alcuni roditori
la fanno da padroni tra i mammiferi. I fondali, benchè non più
ricchi di pesce come un tempo, sono comunque pescosi e meta di
interessanti escursioni subacquee.
Ringraziamo
SAGEP Libri & Comunicazione S.r.l. di Genova per aver gentilmente
concesso la pubblicazione dei testi dell'opuscolo "ISOLE EOLIE" e l'AAST Eolie per la pubblicazione di testi ed immagini