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CENNI STORICI

Inizialmente comune ghibellino, nel 1167 aderì alla Lega Lombarda e nel 1176 partecipò alla battaglia di Legnano.
Dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, Torriani, Visconti, Fissiraga e Vignati (che unirono Lodi a Piacenza), finché nel XV secolo Lodi venne assorbita dal Ducato di Milano, risentendo delle guerre con la vicina Repubblica di Venezia.
In età rinascimentale vi si svolsero avvenimenti storici importanti: nel 1413 l'antipapa Giovanni e l'imperatore Sigismondo convocarono da qui il Concilio di Costanza, che risolse lo Scisma occidentale; il 9 aprile 1454, presso il castello di Porta Regale, sede locale della corte di Francesco Sforza, gli Stati regionali italiani firmarono la Pace di Lodi, che garantì quarant'anni di stabilità politica.
Nelle età successive Lodi fu sotto il dominio spagnolo, austriaco e francese. Proprio nella celebre battaglia del ponte di Lodi, il 10 maggio 1796, Napoleone sconfisse il maresciallo austriaco Beaulieu, aprendosi la strada per la conquista di Milano.
Lodi è anche patria di alcuni personaggi illustri, tra cui l'umanista Maffeo Vegio (m.1458), il teorico musicale Franchino Gaffurio (m.1522), i Piazza, dinastia di pittori del Cinquecento, il poeta e commediografo dialettale, autore della "Sposa Francesca", Francesco De Lemene (m.1704), il microbiologo Agostino Bassi (m.1856), la poetessa Ada Negri (m.1945).
IL TERRITORIO
Le condizioni topografiche e geologiche
Il
Lodigiano si estende per circa 890 Kmq nella parte centro occidentale
del Sud della Lombardia. E' quasi interamente delimitato dalla riva
destra dell'Adda, dalla sponda sinistra del Lambro e dalla riva
sinistra del Po, con alcune propaggini nella Gera d'Adda sulla sinistra
dell'Adda e la zona del Santangiolino con le Colline di San Colombano
sulla riva destra del Lambro. L'asse maggiore é di circa 75 chilometri
ed il minore di circa 25. Confina con le Province di Pavia, di Cremona,
di Piacenza e con l'hinterland milanese.
E' contrassegnato da una
pianura inclinata leggermente da Nord a Sud-Est, ricca di corsi d'acqua
naturali e artificiali. Unica eccezione, il limitato rilievo delle
Colline di San Colombano al Lambro, che si estendono per circa 2000
ettari e raggiungono l'elevazione massima di 144 metri sul livello del
mare. Il territorio "presenta un naturale declivio da Nord-Nord-Ovest a
Sud-Sud-Est. L'altezza massima sul livello del mare venne calcolata a
113,70 metri. Il piede del campanile a Lodi é a 79,04 m. e allo sbocco
d'Adda si ritiene l'altitudine del territorio di 38,52 m. Si ha quindi
una cadenza di 75,18 m. Il declivio é poco più dell'1 e dell'1,5 per
mille.
Infatti il Lodigiano si distende in una regolare pianura
interrotta appena dalle vallate dei fiumi, da un altipiano o tumulo
presso Casalpusterlengo e dalle Colline di San Colombano e Graffignana
che sorgono a Sud-Ovest.
La pianura del Lodigiano, é formata da terreno
di trasporto appartenente per la parte a destra d'Adda ad antiche
alluvioni. Il terreno generalmente si compone di arena o siliceo
calcarea, o argilloso silicea e calcarea che unita a strato di calce
carbonata, mista spesso ad allumina, forma la crosta vegetale od
arabile. Il sottosuolo é "per solito composto di uno strato di sabbie
agglutinate da argilla carica di ferro idrato giallognolo che
costituisco il cosi detto castracane, o ferretto, seguito da un'argilla
verdastra detta terra vergine o tivaro".
I castelli, le chiese

Nell'era
Medioevale e nei primi secoli della Moderna, castelli, rocche,
fortilizi, edifici muniti di ripari a propria difesa pullulavano nel
territorio Lodigiano. La sicurezza dell'Impero, delle investite
Signorie milanesi, tra le quali ebbe ad evidenziarsi quella di Giovanni
Vignati, esigevano si tenesse armata l'intera riva dell'Adda, da
Cassano a Castelnuovo, mentre gli antagonismi e le rivalità tra i vari
signorotti che spartivano proprietà e dominio nei singoli paesi,
spiegano la necessità di mettersi al sicuro da possibili assalti
conquiste e ruberie. Non c'é comune del Lodigiano sul quale non
sorgessero castelli, bastioni, baluardi a protezione dei singoli feudi
e dei vassalli che vi stavano soggetti. Una gran parte di tali
fortilizi é scomparsa sotto l'incalzate dei secoli.
Altri sono caduti in naturale deperimento, pur mostrando qualche
remota vestigia, tuttavia insufficiente a richiamare l'attenzione di
chi vi passa davanti. Ma ne esistono alcuni molto belli e bene
conservati. Le chiese in Diocesi di Lodi sono circa duecento ed un
centinaio gli Oratori. Oltre un terzo, tra le une e gli altri, é
dedicato alla Madonna, con prevalenza del titolo di Maria Assunta, tra
cui la Cattedrale. Tra i santi prevalgono S.Rocco, S.Pietro e
S.Francesco. Numerosi i luoghi di culto, anche piccoli, meta di
pellegrinaggi.
Tra di essi in particolare il Santuario della Madonna
dei Cappuccini di Casalpusterlengo e quello di S. Giovanni Battista del
Calandrone di Merlino. Non pochi di essi sono da segnalarsi anche per
il loro valore artistico.
Ne ricordiamo solo alcuni, come la
Cattedrale, l'Incoronata, S.Francesco, S.Cristoforo (ora non più
adibita al culto) a Lodi; la parrocchiale di Ospedaletto Lodigiano,
l'ex Abbazia cistercense di Abbadia Cerreto, la basilica di S.Bassiano
a Lodi Vecchio e, tra le chiese più piccole S.Maria della Neve di
S.Maria in Prato. A questo riguardo va segnalato anche il Museo
diocesano d'arte sacra.
(Testi: Angelo Stroppa)
LA CERAMICA
La presenza dell'argilla, assai diffusa nei nostri terreni, ha dato
vita a numerose fornaci per la fabbricazione di mattoni e tegole ed ha
fornito materiale per l'opera di vasai e fabbricanti di maioliche o
ceramiche che conobbero, specie a Lodi, stagioni splendide di attività
artistica, in particolare dal XVI al XIX secolo, grazie soprattutto
alle manifatture di Rossetti, Ferretti, Coppellotti e Dossena.

L'arte
di quei ceramisti lodigiani toccò le punte più alte nel Settecento e
nella prima metà dell'Ottocento, sia per la raffinata perfezione della
cottura "a gran fuoco" e per la varietà del modellato, sia per la
novità e la squisitezza delle decorazioni policrome o monocrome, a
figure, scene mitologiche, disegni stilizzati, ma in particolare a
composizioni floreali, ripetute con opportune varianti sui vari pezzi
che caratterizzano la produzione lodigiana, conosciuta oggi dagli
intenditori e dai collezionisti come "Ceramica Vecchia Lodi".
(Testi: Angelo Stroppa)
Tratto dal sito: www.turismo.provincia.lodi.it