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Sondrio e la Valtellina

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Madesimo - foto Archivio Provincia di SondrioSondrio e la Valtellina
La Valtellina si trova a pochi chilometri da Milano, nel cuore delle Alpi e confina con la Svizzera. E' raggiungibile da sud passando per il Lago di Como; da nord le vie d’accesso sono numerose, grazie ai valichi alpini, la maggior parte dei quali aperti tutto l’anno.
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E’ un territorio interamente montuoso in tutta la sua estensione e offre una grande varietà di paesaggi che consentono di praticare la montagna in tutti i suoi aspetti. L’escursione altitudinale, compresa tra i 200 m del Pian di Spagna e i 4000 m del Pizzo Bernina, e la particolare disposizione geografica est-ovest, atipica rispetto alle altre vallate alpine, presenta infatti ambienti naturali di fondovalle, di mezza costa e di alta montagna, diversificati nella flora e nella fauna, nelle colture, nelle abitazioni, nelle tradizioni, nelle abitudini, nei dialetti.
Gran parte del territorio, solcato dal fiume Adda, è riconosciuto oggi come area protetta, con le tante riserve e alcuni monumenti naturali. Su questi spiccano il Parco Nazionale delle Stelvio, il più vasto nelle Alpi, e il Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi sul versante nord delle Alpi Orobie.
Il paesaggio della Valtellina è caratterizzato da una lunga teoria di terrazzamenti vignati, sostenuti da muretti a secco, frutto del secolare lavoro dell’uomo su una terra severa.

Sondrio e Valmalenco
Sondrio è il capoluogo della provincia. Si trova in posizione mediana rispetto alla Valtellina. La città presenta aspetti interessanti, soprattutto nel suo nucleo più vecchio “Scarpatetti” e nel susseguirsi di palazzi nobiliari fra cui:
Palazzo del Governo: Il suo progetto, vincitore di un concorso nazionale nel 1930, è del milanese Giovanni Muzio (1893-1982), architetto tra i più in vista del momento.
Lo stabile, subito battezzato “Palazzo del Governo”, andò ad occupare, ridisegnandola completamente e determinando futuri sviluppi urbanistici, una vasta area compresa tra il centro storico e la stazione ferroviaria.
Articolato intorno ad una corte centrale e attraversato da una galleria concepita come un pubblico passaggio, l’edificio comprende due torri: più alta quella della Prefettura, più bassa quella della Provincia, nel rispetto della scala gerarchica delle due istituzioni. Due sono peraltro anche gli ingressi, posti alle estremità della galleria e prospettanti sui due corsi che, disegnati al tempo della costruzione del palazzo, finalmente collegarono il piazzale della stazione con Piazza Garibaldi e con l’attuale Piazza Campello. Due anche i giardini, uno a sud, percorribile da parte a parte, l’altro a nord, dietro i volumi curvilinei della sala espositiva e della sala consiliare.
Secondo Muzio, un edificio doveva essere rispettoso dello spirito del luogo. Ecco quindi, a Sondrio, l’uso di materiali da costruzione appartenenti alla tradizione locale come il granito, la beola, il serpentino, il legno. Ed ecco nelle parti alte dell’edificio, sopra le zoccolature in pietra, l’uso della decorazione a graffito.
All’identità locale rimandano anche i sei grandi dipinti realizzati nel 1934 da Gianfilippo Usellini sulle pareti della Sala consiliare. Eseguiti con la tecnica dell’encausto (colore a tempera sciolto nella cera fusa e fissato a caldo sulla parete) e disposti sopra un’alta pannellatura lignea, raffigurano le tipiche attività valtellinesi: La mietitura, La vendemmia, La tessitura, La filatura e la pesca, La lavorazione del granito e l’alpinismo, La caccia e l’industria del legname, L’alpeggio.
Palazzo Sertoli: Sulla suggestiva Piazza Quadrivio dalla caratteristica fontana rotonda si affacciano alcuni palazzi nobiliari di sobria architettura; tra questi il barocco Palazzo Sertoli, ristrutturato nel ‘700 da Pietro Solari di Bolvedro, l’architetto che completò anche la torre campanaria accanto alla Collegiata in Piazza Campello.
L’attrattiva principale del palazzo, attualmente sede di un Istituto di Credito che ha provveduto al suo restauro, è il magnifico salone che occupa 2 piani prospicienti sulla piazza. E’ un ambiente di grande effetto scenico, con le pareti coperte da affreschi trompe-l’oeil raffiguranti fughe prospettiche di colonne, alleggerito da eleganti logge e balconcini sostenuti da mensoloni rivestiti di stucchi. L’intervento di restauro ha interessato anche gli antistanti giardini nei quali sono stati reintrodotte le piante e le essenze originali. Aperti al pubblico, ospitano sculture dei maggiori artisti italiani: Mario Negri, Pietro Scampini, Lidia Silvestri, Pietro Consagra, Novello Finotti e Arturo Martini, per citarne alcuni.
Interessanti sono pure le suggestive cantine e la cappella che conserva una tela del pittore bergamasco Giuseppe Prina. Lungo i corridoi e nelle stanze del palazzo trova posto una ricca collezione di opere d’arte del Seicento lombardo.
Palazzo Carbonera: con la sua bella facciata rinascimentale, Palazzo Carbonera è una delle architetture signorili più interessanti di Sondrio. Il quartiere in cui si trova, anticamente detto “Cantone”, esisteva già nel Medioevo e sin da allora era attraversato dalla principale direttrice della valle, la Via Valeriana, che costituì per secoli l’unico accesso occidentale alla città, trovandosi l’unico ponte sul Mallero proprio in cima alla contrada.
A differenza delle vicine case, che nei secoli hanno subito ricostruzioni e rimaneggiamenti, Palazzo Carbonera ha conservato pregevoli elementi architettonici cinquecenteschi, quantomeno nella parte nord-orientale che conserva finestre sormontate da timpani spezzati e capitelli affini a quelli degli edifici valtellinesi di primo Cinquecento più aggiornati rispetto al gusto bramantesco: palazzo Besta e il Santuario di Tirano.
Quest’ala del palazzo si affaccia sulla corte interna con un portico retto da colonne che recano interessanti capitelli scanalati. Una scala parzialmente coperta consente di raggiungere il loggiato al primo piano, dove il ritmo delle arcate si raddoppia. Il loggiato superiore si raggiunge invece dall’interno. Su questa stessa facciata, nella parte alta, si scorge una decorazione graffita a losanghe riscontrabile anche su altre dimore nobiliari cinquecentesche valtellinesi.
Dalla prima loggia, attraverso due bei portalini, si accede in altrettanti saloni coperti da volte a botte lunettate, uno dei quali reca dipinte sulle pareti curiose architetture castellane e, per due volte, la data 1631. Dall’altro proviene la bellissima stüa attualmente inserita nel percorso museale del Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano.

Sondrio sorge allo sbocco del Mallero, il torrente che scende dalla Valmalenco e qui confluisce nell’Adda. Unico è il paesaggio circostante, caratterizzato da terrazzamenti coltivati a vite, sostenuti da muretti a secco, un’imponente opera dell’uomo che ha strappato la terra alla montagna. Il territorio a sud della città rientra nel Parco delle Orobie Valtellinesi, ambiente protetto con percorsi per trekking e mountain bike. Un bellissimo campo da golf a 18 buche è disponibile a Caiolo, a 5 Km da Sondrio. A pochi chilometri dal capoluogo la Valmalenco, dominata dai gruppi montuosi del Disgrazia, del Bernina e del Pizzo Scalino. Le stazioni di Chiesa in Valmalenco, Caspoggio e Lanzada, introno ai mille metri di altitudine, formano un comprensorio turistico con buona ricettività alberghiera e infrastrutture per il tempo libero e per lo sport: sci alpino, sci nordico, sci alpinismo nella stagione invernale, passeggiate ed escursioni da rifugio a rifugio lungo l’Alta Via della Valmalenco e ascensioni in estate, tutto in un contesto di alto valore naturalistico, storico ed etnografico. E ancora… piscina coperta, campi da tennis, palazzetti dello sport, garantiscono occasioni di svago e relax per una vacanza a tutto divertimento.

Alle porte della Valtellina: Morbegno
Quando dal Lago di Como si entra nel solco della Valtellina, si incontra l’ampio e verde fondovalle incorniciato a nord dalle Alpi Retiche e a sud dalle Alpi Orobie: le Porte della Valtellina.
La principale cittadina che si incontra percorrendo il fondovalle è Morbegno, capoluogo di mandamento con numerose testimonianze di un passato di notevole importanza.
Da qui si vedono, in sinistra orografica del fiume Adda, le valli Orobiche: Val Lesina, le Valli del Bitto di Albaredo e di Gerola, la Val Tartano con i loro inconsueti palcoscenici fra verdi pascoli e laghetti alpini; sull’opposto versante, retico, i soleggiati pendii della Costiera dei Cèch, caratterizzati dai terrazzamenti coltivati a vite disseminati di paesi e contrade in un susseguirsi di architettura rurali, palazzi nobiliari ed edifici sacri.
Maestoso angolo delle Porte di Valtellina, in destra orografica dell’Adda, è la Valmasino: grandi vette, pareti granitiche, guglie e creste che creano un panorama mozzafiato, vero paradiso per gli alpinisti. In questa valle, durante l’estate, sono aperte le antichissime terme dei Bagni Masino.
Da vedere in Bassa Valtellina: Palazzo Malacrida: Palazzo Malacrida è un edificio nobiliare settecentesco, opera dell’architetto Pietro Solari di Bolvedro, che domina l'abitato di Morbegno. Presenta un imponente scalone con dipinta sulla volta la scena del “Ratto di Ganimede” di Giovan Pietro Romegialli.
Al piano nobile sono visitabili: il salone d’onore decorato da prospettive architettoniche e trompe-l’oeil del quadraturista comasco Giuseppe Coduri, con 6 graziosi balconcini in stucco e il soffitto affrescato da Cesare Ligari nel 1761; la sala attigua con medaglione delle “Tre Grazie” sempre del Ligari; l’alcova decorata dal Coduri con fiorami e finti elementi architettonici, che si affaccia ad una loggia con panorama sulla Bassa Valtellina; la galleria ed una sala con dipinti del Romegialli. Una passerella permette di accedere dal secondo piano al giardino retrostante il Palazzo, disposto su 3 terrazzi digradanti, dai quali si domina il borgo di Morbegno e la vallata fino alla Costiera dei Cèch. Caratteristiche sono anche le antiche cantine riaperte al pubblico durante la manifestazione “Morbegno in Cantina”, solitamente nei primi due week-end di ottobre.
E’ possibile visitare il palazzo contattando il Comune di Morbegno o il Consorzio Turistico Porte di Valtellina che organizza visite guidate.
La nobile dimora dei Peregalli a Delebio: La storia dei Peregalli a Delebio inizia nel 1577 quando Antonio Peregalli (Pelegalus) scese dal piccolo borgo montano di Gerola, per stabilirvisi definitivamente. Nel centro della bassa valle, grazie ad una moderna vena imprenditoriale, la famiglia salì velocemente i gradini gerarchici, fino ad assumere il ruolo di protagonista nella vita economica e culturale, quindi anche artistica del paese. L’epoca d’oro della famiglia è collocabile tra la fine del XVII secolo e la prima metà del XVIII secolo. A questo periodo risale la sistemazione del loro palazzo, sorto sulle rovine di una grangia cistercense, e reso comodo e raffinato a partire dal 1687 per volontà di Giovanni Pietro notaio e valido giureconsulto.
I Peregalli legano indissolubilmente il loro nome anche alla storia pre-industriale valtellinese, furono loro infatti a costruire il primo opificio per la lavorazione della seta in provincia, opificio attivo fino agli albori del ‘900, dando lavoro a non poche famiglie della Bassa Valle.
Annesso al Palazzo sorge il piccolo tempio di San Gerolamo, un autentico gioiello dell’arte del XVII secolo che, con ogni probabilità, si deve all’architetto Pietro Solari di Bolvedro.
Palazzo Folcher e Palazzo Melzi: Nobilitano piazza Tre Novembre alcune abitazioni: Casa già Gusmeroli che presenta interessanti decorazioni a graffito ed un portale neogotico, e palazzo Folcher. Quest'ultimo offre al passante la facciata più elegante del centro storico caratterizzata dai bei balconi in pietra di epoca barocca e da raffinate ornamentazioni ottocentesche in stucco. Nel palazzo ha sede lo storico caffè che tra Ottocento e Novecento rappresentò il punto di incontro dell'élite morbegnese. La sua cantina viene aperta al pubblico in occasione della manifestazione Morbegno in Cantina che si ripete ogni anno nella prima quindicina di ottobre.
Accanto a palazzo Folcher si sviluppa la bella facciata azzurro cenere di Palazzo Melzi di Cusano, già Delfino, nel cui interno trovano posto la cappella di San Giuseppe, aperta al pubblico in occasione della sacra processione del Corpus Domini, e numerosi saloni con ornamentazioni che vanno dal Settecento ai primi del Novecento. Nel palazzo entrò per dipingere alcuni ritratti la giovane Angelika Kaufmann, destinata a diventare la maggior pittrice europea dell'epoca Neoclassica.
La dimora della Famiglia Ciapponi: Al centro di piazza Tre Novembre a Morbegno, casa Ciapponi è nota per lo storico negozio alimentare specializzato nella conservazione del formaggio Bitto. Oltre le belle e antiche insegne del negozio, la casa, di probabili origini cinquecentesche, presenta la riproduzione di un antico orologio che qui si trovava; infatti la piazza era chiamata Piazza dell'Orologio. Pregevole è l'affresco con la Sacra Famiglia posto sull'angolo dell'abitazione, opera del pittore Giovanni Gavazzeni, esponente di spicco dell'Ottocento valtellinese. L'affresco colpisce per la domestica atmosfera conferita con maestria dal pittore e nasconde nel volto della bella Madonna le fattezze della moglie del Gavazzeni, Rosa Pirola.
Caratteristiche e uniche le cantine che si sviluppano sui diversi piani del negozio F.lli Ciapponi, dove è possibile degustare i prodotti tipici.

La Valchiavenna
La Valchiavenna si allunga verso Nord alla sommità del Lago di Como al centro delle Alpi Retiche, dividendosi a Chiavenna, città dal nobile passato, in due valli che culminano nei passi del Maloja e dello Spluga, al confine con la Svizzera.
La Valchiavenna è una lunga vallata che si imbocca voltando verso nord appena entrati in provincia di Sondrio, alla sommità del Lago di Como. Si estende dal Pian di Spagna al Passo dello Spluga e confina su tre lati con il Cantone svizzero dei Grigioni (Engadina, Val Bregaglia, Val Mesolcina).
Due sono gli accessi alla Valchiavenna transitabili tutto l’anno, da sud attraverso il Lago di Como, da nord attraverso il valico di Villa di Chiavenna. D’estate è aperto anche il Passo dello Spluga.
Il nobile passato della Valchiavenna ha antiche tracce ancora ben visibili nei suoi storici palazzi.
La maggior parte sono situati nella città di Chiavenna, senza dimenticare il Palazzo Vertemate Franchi, una delle più prestigiose dimore rinascimentali dell’area lombarda, dove è sopravvissuto il ricordo dell’antica Piuro.
Tra gli antichi palazzi che potrai ammirare passeggiando lungo la vie del centro storico di Chiavenna, o con una piacevole camminata fino all’antico borgo di Prosto di Piuro, vanno ricordati:
Palazzo Vertemate Franchi: una delle più prestigiose dimore rinascimentali dell'area lombarda dove è sopravvissuto il ricordo dell'antica Piuro, fiorente borgo che nel 1618 fu sepolto da un'enorme frana.
Palazzo Vertemate Franchi è situato in località Prosto di Piuro a soli due chilometri da Chiavenna.
Eretto nella seconda metà del XVI secolo dai fratelli Guglielmo e Luigi Vertemate Franchi, è l’unico edificio delle proprietà che si è salvato dalla frana del 1618 che sommerse il paese con molti dei suoi abitanti.
Il palazzo è un bellissimo capolavoro rinascimentale immerso in un ambiente incantevole. La facciata è sobria ed essenziale, circondata da spazi ariosi e funzionali, come il giardino all’italiana. Vi sono poi il frutteto, il vigneto, il castagneto e una serie di edifici rustici essenziali per la conduzione delle attività agricole che si svolgevano nella tenuta. All’interno pareti e soffitti a volta sono riccamente affrescati, “Stue” e soffitti intarsiati sono sicuramente le meraviglie del palazzo.
Il complesso Vertemate Franchi si accinge ad essere un polo di interesse culturale a più valenze; accanto a questa globale accezione museale, esiste già la tradizione di eventi estivi all'aperto, il vigneto e il castagneto, daranno luogo ad una produzione di "origine controllata", di cui i visitatori potranno fruire direttamente.
Palazzo Balbiani: detto il Castello, situato nel centro storico di Chiavenna, è un blocco compatto in pietra racchiuso da due torri cilindriche; la parte centrale della fronte è ricoperta da alte finestre disposte su tre piani.
Palazzo di residenza dei conti Balbiani, feudatari della Valchiavenna, fu costruito prima del 1477; di originario conserva solo le pareti perimetrali e le torri, mentre il resto, abbattuto dai grigioni, fu ricostruito nel 1930. Sorge ai piedi del Parco botanico - archeologico del Paradiso e fa parte di un suggestivo itinerario turistico che dal vecchio quartiere artigiano dove sorge l’antico Mulino di Bottonera, conduce al complesso della Collegiata di San Lorenzo, con al suo interno il Museo del Tesoro ed il fonte Battesimale in pietra ollare.
Palazzo Pestalozzi: palazzo cinquecentesco in cui all'interno è visitabile una bellissima stüa.
Palazzo Pretorio: affrescato, sia all'interno sia all'esterno.
Palazzo Salis: splendida villa del XVIII secolo circondata da un magnifico giardino all'inglese.

La natura della Valtellina
La Valtellina è un grande parco verde nel cuore delle Alpi.
Sono molte le aree protette e le oasi naturali presenti sul territorio. Le più note sono senza dubbio il Parco Nazionale dello Stelvio e il Parco delle Orobie Valtellinesi, ma basta spostarsi di poco dalle vie di comunicazione principali per scoprire dimensioni uniche e straordinarie.
Il vasto scenario naturale della vallata è in grado di soddisfare la voglia di aria pura e di camminate in una cornice di estrema bellezza, che ha saputo ispirare molti artisti e scrittori.
Il primo passo della vacanza in Valtellina potrebbe partire proprio dalla conoscenza delle sue valli e cime.
Per gli amanti della natura, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra i tanti parchi e riserve della vallata.
La Valchiavenna, ad esempio, propone percorsi immersi nella natura rigogliosa delle Alpi e itinerari ricchi di storia.
In Bassa Valtellina sono due le principali aree protette della zona: Parco delle Orobie Valtellinesi e Oasi Naturale del Pian di Spagna.
I parchi naturali a Sondrio e Valmalenco sono straordinari. Si possono ammirare paesaggi, osservare animali e fiori caratteristici nel loro habitat naturale.
La Media Valtellina offre ai turisti le proprie bellezze ambientali più emozionanti. Un patrimonio tutto da scoprire.
L’Alta Valtellina è sinonimo di natura, di ambienti incontaminati, di oasi di pace dove ancora è possibile immergersi nella vita della Terra e sentirne pulsare i battiti.
Anche la flora e la fauna in questa terra assumono caratteristiche e colori diversi a seconda della quota sul livello del mare.
Si parte dalle spettacolari coltivazioni terrazzate concentrate nel fondovalle, trovando a salire castagneti, aceri, querce e tigli, fin verso i 2000 metri, dove la vegetazione è caratterizzata da arbusti e cespugli a rododendro, ginepro e mirtillo.
Le rocce e i ghiacciai aprono uno spaccato suggestivo sulla storia più antica di questa terra. I musei mineralogici sparsi nella vallata documentano in modo dettagliato l’ampia varietà di rocce presenti. Anche i ghiacciai offrono un esempio davvero emozionante dei segni lasciati nelle epoche passate in Valtellina.
E poi c’è l’acqua, con i laghi e i fiumi. La presenza di questo elemento in Valtellina è molto rilevante, tanto che si contano centinaia di torrenti e un’infinità di laghi alpini. Luoghi incantati, che sono la meta ideale per chi ama passeggiare e prendere il sole in riva ad un specchio d'acqua cristallino.
Un patrimonio prezioso, che trova espressione anche nelle sedi termali della Valtellina.

L'inverno in Valtellina
Il comprensorio sciistico valtellinese si sviluppa su oltre 400 chilometri di piste, servite da 112 impianti di risalita e dotate di moderne strutture per l’innevamento programmato, nonchè numerosissime scuole di sci per principianti e non.
Molte stazioni sciistiche offrono ai cultori della tavola da snowboard aree riservate - gli snowpark – con varie strutture per mettere a punto le mille acrobazie che si possono compiere sulla neve.
A questi numeri si aggiungono i diversi tracciati di fondo, gli itinerari scialpinistici e le passeggiate da scoprire con le ‘ciaspole’ ai piedi.
L’offerta invernale si completa con le tante piste di pattinaggio - molte delle quali coperte - e i tracciati per lo sleddog, la slitta trainata dai cani.
Le località più note dello sci valtellinese sono Livigno, Bormio, Santa Caterina, Valdidentro, Madesimo, Aprica, Chiesa in Valmalenco, Caspoggio, Valgerola e Teglio.

L'estate in Valtellina
L’esplosione di colori e le piacevoli temperature creano in Valtellina il contesto ideale per escursioni a piedi o in mountain bike su percorsi che spaziano dai sentieri d’alta montagna, ai circuiti nei vigneti terrazzati.
Infinite sono poi le possibilità per l’alpinismo, con cime che toccano e superano i 4000 m, mentre gli amanti dell’arrampicata avranno solo l’imbarazzo della scelta tra percorsi di tutte le difficoltà.
Canyoning e rafting sono praticabili nei torrenti cristallini della Valtellina, mentre il golfista potrà provare l’esperienza unica di scendere su green contornati da vigneti e ai piedi delle Alpi.

Enogastronomia
Una vacanza in Valtellina non è completa se non si scoprono i prodotti della tavola.
La storia gastronomica di questa terra è strettamente legata al mondo rurale e alla tradizione contadina. I celebri formaggi degli alpeggi – Bitto e Casera - si abbinano alla perfezione con i grandi vini della Valtellina.
Altri prodotti “simbolo” di questa terra sono la bresaola, i pizzoccheri di grano saraceno, le mele e il miele.
Ecco alcune curiosità:
Sciatt sono delle piccole frittelle di grano saraceno, ripiene di formaggio Casera. In dialetto valtellinese “sciatt” significa rospo. Un nome originale, che richiama la forma irregolare di questa prelibatezza. Si apprezzano con l’insalata e un buon bicchiere di vino rosso.
Chisciöi è una specie di frittella tipica della zona di Tirano a base di farina di grano saraceno e formaggio locale, meno conosciuta rispetto ai classici pizzoccheri e sciatt, ma altrettanto gustosa.
Bisciöla rustico panettone valtellinese con noci, fichi e uvette che viene servito al naturale o accompagnato da salsa vaniglia o al Braulio, il rinomato amaro della Valtellina. Può essere il dolce ideale da portare a casa per ricordare i sapori di una vacanza speciale.
Violino di capra è la specialità più tipica della Valchiavenna. Il violino è un prosciutto stagionato e affumicato ricavato dalla coscia o dalla spalla di capra, così chiamato per il singolare modo di affettarlo, appoggiandolo sulla spalla a mo’ dello strumento musicale.
Biscotìn di Prosto piccoli biscotti da più di cent'anni presenti sulle tavole valchiavennasche. Ingredienti semplici, farina di frumento, zucchero e burro, lavorati secondo un’antica ricetta segreta.
Pane di segale fatto a forma di ciambella, di colore scuro, il pane di segale si coniuga perfettamente con i salumi, i formaggi, il burro, le marmellate e il miele.
Taroz è un piatto tradizionale della gastronomia valtellinese, che ha come ingredienti le verdure dell’orto. Si tratta di una purea di patate e fagiolini conditi generosamente con burro e formaggio valtellinesi.
Luoghi ideali dove gustare queste e altre specialità sono i tanti ristoranti, osterie e trattorie sparsi sul territorio della Valtellina. In Valchiavenna anche nei tipici crotti.
I crotti sono cavità naturali formate dall’addossarsi di macigni, staccatisi dai fianchi della montagna in epoca preistorica. Tra gli spiragli di questi massi spira il “sorèl”, una corrente d’aria a temperatura costante (+6/8°), da sempre sfruttata per la stagionatura di formaggi e salumi e l’invecchiamento del vino.


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