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Una Regina polacca in Campidoglio |
| I Musei Capitolini celebrano Maria Casimira Sobieska e la famiglia reale polacca con una mostra di 60 opere che racconta la loro influenza sulla vita culturale romana dal Seicento al Settecento. |
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Il primo appuntamento di "Campidoglio crocevia di culture"La mostra rappresenta il primo appuntamento con "Campidoglio crocevia di culture", una nuova serie di esposizioni curate dalla Sovrintendenza Capitolina, dedicate a personaggi, popoli ed eventi internazionali che videro protagonista il Campidoglio, da sempre luogo-simbolo dell'Urbe. L'esposizione sarà ospitata nelle sale al terzo piano di Palazzo Caffarelli, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell'Ambasciata di Polonia, dell'Istituto Polacco di Roma e dell'Accademia Polacca delle Scienze a Roma. La mostra è realizzata in collaborazione con l'Università di Varsavia e la sua Cattedra di Archeologia, con partner l'Istituto Nazionale del Patrimonio Culturale Polacco all'Estero Polonika e il Museo del Palazzo Reale di Jan III Sobieski a Wilanów. Maria Casimira: una regina francese sul trono di PoloniaMaria Casimira de la Grange d'Arquien (1641-1716), francese di nascita, fu moglie di re Giovanni (Jan) III Sobieski di Polonia, che il 12 settembre 1683 fermò a Vienna l'avanzata ottomana. Alla morte del marito, la vedova preferì recarsi a Roma, anche per sfuggire alle pericolose battaglie di successione al trono. Roma ha ospitato per lunghi anni la corte polacca della regina vedova, giunta per celebrare il Giubileo del 1700 e poi rimasta nella città per quasi 15 anni. La presenza della famiglia reale polacca, ricevuta con tutti gli onori dal Papa e dalla nobiltà, sollevò sempre un grande interesse misto a curiosità per le vicende che la videro protagonista. Profonda fu l'influenza esercitata sulla vita culturale romana dalla regina, annoverata nell'Accademia dell'Arcadia e patrona di importanti eventi musicali e lirici nella sua corte a Palazzetto Zuccari, in piazza Trinità dei Monti. Maria Clementina: la regina senza regnoUn'altra regina della famiglia Sobieski visse e morì a Roma: si tratta della nipote Maria Clementina, che sposò il pretendente cattolico al trono d'Inghilterra Giacomo III Stuart. La coppia trascorse l'esilio romano sotto la protezione dei pontefici e partecipando attivamente alla vita culturale romana. L'itinerario sobiesciano a RomaNumerose sono le testimonianze monumentali a Roma della famiglia Sobieski, dirette o indirette, conservate in chiese, palazzi e musei, tali da tracciare un vero e proprio itinerario sobiesciano. Partendo dai Musei Capitolini, tocca numerose chiese tra cui il monumento funerario del principe Alessandro Sobieski nella Chiesa dei Cappuccini a via Veneto o la Basilica Vaticana dove si trova lo splendido cenotafio dedicato a Maria Clementina Sobieska, il cui cuore è invece conservato in un'urna marmorea nella Basilica dei SS. Apostoli. Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a piazza della Repubblica sono collocate, all'interno della monumentale Meridiana Clementina, due placchette metalliche che ricordano la battaglia di Vienna, mentre la chiesa di San Luigi dei Francesi ospita il monumento funerario del padre di Maria Casimira, il longevo cardinale Henri de la Grange d'Arquien. Infine, in piazza Trinità dei Monti, si può ammirare un leggiadro portichetto fatto erigere da Maria Casimira e decorato con lo scudo polacco con le insegne dei regi coniugi. Il percorso espositivo in cinque sezioniLa mostra propone una preziosa selezione di circa 60 opere, alcune esposte per la prima volta, di quadri, stampe, volumi, sculture, epigrafi e anche un busto d'armatura ussara. Le opere sono corredate da un video di presentazione e una teca con alcuni recenti volumi in italiano, dedicati alla famiglia reale a Roma. Prima sezione: Una regina a RomaDedicata alla presentazione dei protagonisti della mostra, nella quale spiccano alcuni inediti dipinti che li raffigurano, tra cui ritratti di Giovanni III Sobieski, Maria Casimira Sobieska e Maria Luisa Nevers Gonzaga. Seconda sezione: I reali Sobieski a Roma - la vita e la morteOffre al visitatore una serie di opere che testimoniano la presenza romana di Maria Casimira e della sua famiglia, con interessanti stampe dedicate anche alle fastose celebrazioni funebri romane in onore di Giovanni III e del figlio Alessandro. Terza sezione: La regina e l'amore per l'arteUn suggestivo ambiente caratterizzato da una volta che riproduce l'affresco della cappella realizzata da Maria Casimira a Palazzetto Zuccari, con la colomba dello Spirito Santo e i monogrammi coronati della regina. Si accenna alla sua presenza nell'Accademia dell'Arcadia, prima donna ad essere annoverata tra i suoi membri, e sono esposti interessanti acquerelli moderni del Museo di Roma che raffigurano l'Arcadia e il celebre Palazzetto Zuccari. Quarta sezione: Una regina senza regno - Maria Clementina Sobieska StuartGuidati da una musica settecentesca, si possono ammirare importanti dipinti, stampe e un magnifico busto in gesso bronzato che raffigurano la giovane sovrana in tutta la sua bellezza. Quinta sezione: La Battaglia di Vienna - la glorificazione di Giovanni III SobieskiAmpio spazio è dedicato all'apoteosi di Giovanni III quale eroe vittorioso e trionfatore dell'epica battaglia di Vienna, rappresentato attraverso opere del Museo di Roma, dell'Università di Varsavia e dal Castello Reale di Varsavia. I prestiti straordinariTra le opere esposte spiccano prestiti eccezionali provenienti da diverse istituzioni. Quattro ritratti dalla chiesa di San Stanislao dei Polacchi raffigurano la regina di Polonia Ludovica Maria Gonzaga Nevers, protettrice della giovane Maria Casimira. Della coppia reale sono esposti pregevoli dipinti appositamente restaurati dall'Istituto nazionale del patrimonio culturale polacco all'estero POLONIKA. Notevoli sono i prestiti che giungono dalla Polonia grazie alla stretta collaborazione con l'Università di Varsavia. Tra questi si segnalano una grande stampa e un testo relativo a Giovanni III Sobieski quale trionfatore di Vienna, e due pregevolissimi quadri provenienti dal Castello Reale di Varsavia, tra cui l'imponente ritratto del re a cavallo con sullo sfondo la città di Vienna liberata. Diversi e pregiati sono i prestiti da altre istituzioni romane. Dal Collegio Domenicano presso San Clemente proviene il ritratto di Maria Clementina Sobieska in abito di devota, esposto al pubblico per la prima volta. Dalla Biblioteca Hertziana arriva l'arioso quadro del pittore John Newbott con un panorama sull'Urbe da piazza Trinità dei Monti, dove si nota il portichetto fatto erigere dalla regina. Le opere più significativeL'elenco delle 60 opere in mostra rivela la ricchezza della collezione, che include:
Un omaggio musicaleAlla regina Maria Clementina, patrona di numerosi drammi lirici, viene reso un omaggio attraverso la riproduzione di alcuni brani di drammi in musica che risuonano nella sala a lei dedicata. Le melodie, che non erano state più eseguite dall'epoca della loro composizione, sono state appositamente registrate dall'ensemble barocco "Giardino di Delizie", diretto da Ewa Anna Augustynowicz. Accessibilità e eventi collateraliLa mostra è progettata per essere fruibile dal più ampio pubblico possibile: tre opere, raffiguranti Giovanni III Sobieski, la moglie Maria Casimira e la nipote Maria Clementina, sono infatti provviste di riproduzioni tattili. A corredo della mostra è previsto un ricco programma di eventi collaterali quali convegni, concerti, conferenze e visite guidate, con il supporto dell'Ambasciata di Polonia, dell'Istituto Polacco di Roma e dell'Accademia Polacca delle Scienze a Roma. Tra questi il Sobieska International Music Festival 2025, ideato per ricordare e far risuonare ancora le musiche nate nel periodo storico oggetto della mostra. Informazioni praticheSede: Musei Capitolini - Palazzo Caffarelli, Sale al terzo piano Patrocini e collaborazioni
Informazioni e prenotazioniTel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00) La mostra rappresenta un'occasione straordinaria per scoprire una pagina poco nota della storia di Roma, quando la Città Eterna ospitò una delle corti più raffinate d'Europa, contribuendo a costruire la ricchezza del patrimonio culturale della città attraverso l'incontro tra culture diverse. | |

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