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Il Colosso di Costantino rinasce ai Musei Capitolini |
| Nel giardino di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini è possibile ammirare la straordinaria ricostruzione del Colosso di Costantino, alta 13 metri, realizzata con tecnologie innovative dai frammenti originali. |
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Un progetto di collaborazione internazionaleLa straordinaria ricostruzione del Colosso in scala 1:1 è il risultato della collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, Fondazione Prada e Factum Foundation for Digital Technology in Preservation, con la supervisione scientifica di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali. Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e realizzato in collaborazione con Fondazione Prada, che ha presentato per la prima volta l'opera a Milano dal 17 novembre 2022 al 27 febbraio 2023, in occasione della mostra "Recycling Beauty" a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con Denise La Monica. La storia dei frammentiDell'intera statua colossale di Costantino, riscoperta nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio, oggi rimangono solo pochi monumentali frammenti marmorei, ospitati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: testa, braccio destro, polso, mano destra, ginocchio destro, stinco destro, piede destro, piede sinistro. I nove frammenti in marmo pario, attualmente conservati presso i Musei Capitolini, sono stati rinvenuti nel 1486 all'interno dell'abside di un edificio che al tempo si riteneva il Tempio della Pace di Vespasiano, e che solo agli inizi dell'Ottocento sarà correttamente identificato con la Basilica di Massenzio lungo la Via Sacra. Si pensava che appartenessero a una statua dell'imperatore Commodo e, data la loro eccezionale importanza, furono allestiti nel Palazzo dei Conservatori durante i lavori di ristrutturazione dello stesso eseguiti su progetto di Michelangelo tra il 1567 e il 1569. I frammenti sono stati identificati come ritratto colossale dell'imperatore Costantino solo alla fine dell'Ottocento. Un decimo frammento, parte del torace, rinvenuto nel 1951, è in procinto di essere trasferito dal Parco Archeologico del Colosseo nel cortile del Palazzo dei Conservatori, accanto agli altri frammenti. Una location simbolicaIl Giardino di Villa Caffarelli, dove è stata collocata la riproduzione del Colosso di Costantino, insiste in parte sull'area occupata dal Tempio di Giove Ottimo Massimo, che un tempo ospitava la statua di Giove, la stessa forse da cui il Colosso fu ricavato o che comunque ne costituisce il modello di derivazione. I resti del tempio sono oggi visibili all'interno dell'Esedra di Marco Aurelio. Come ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri: "A Roma stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell'antichità e la nostra conoscenza e percezione dei capolavori del passato, di cui conserviamo tracce e frammenti. Lo abbiamo fatto poco tempo fa con il Museo della Forma Urbis, lo facciamo andando in profondità con gli scavi della Metropolitana, lo facciamo attraverso l'anastilosi della Basilica Ulpia e adesso rendendo fruibile da tutti questa statua colossale". Il processo di ricostruzioneLo studio archeologico dei frammenti ha permesso di ipotizzare che il Colosso fosse seduto e che fosse realizzato come acrolito, ovvero con le parti nude in marmo bianco e il panneggio in metallo o in stucco dorato. Secondo uno schema iconografico tipico del tempo, che assimilava l'imperatore alla divinità, Costantino è rappresentato come Giove con la parte superiore del corpo scoperta e il mantello adagiato sulla spalla; il braccio destro che impugna lo scettro ad asta lunga e la mano sinistra che sorregge il globo. La tecnologia al servizio dell'archeologiaA fine marzo 2022 un team della Factum Foundation ha trascorso tre giorni nel cortile dei Musei Capitolini per scansionare i frammenti presenti con la tecnica della fotogrammetria. Ogni frammento è stato modellato in 3D e posizionato sul corpo digitale della statua creata utilizzando come esempio iconografico altre statue di culto di età imperiale in pose simili. Tra i modelli di riferimento utilizzati:
I materiali e la tecnicaLa complessa operazione di ricostruzione realizzata da Factum ha tenuto conto di molteplici fattori: il tipo di marmo delle parti originali, i restauri e le aggiunte; i dettagli del panneggio mancante e l'aspetto del bronzo dorato di cui era composto; il rapporto tra la ricostruzione e i frammenti superstiti, le condizioni di questi e la loro esatta posizione. Dopo aver ultimato il modello 3D ad altissima risoluzione, si è proceduto con la ricostruzione materiale del Colosso. Resina e poliuretano, insieme a polvere di marmo, foglia d'oro e gesso, sono stati scelti come materiali per rendere le superfici materiche del marmo e del bronzo, mentre per la struttura interna (originariamente forse composta di mattoni, legno e barre di metallo) è stato impiegato un supporto in alluminio facilmente assemblabile e rimovibile. Il risultato finaleIl risultato finale permette di ammirare, in una magnifica illusione, il Colosso nel suo complesso, in cui si distinguono visivamente le "ricuciture" tra le parti rimaterializzate e le copie dei frammenti originali presenti nel cortile di Palazzo dei Conservatori. Una straordinaria operazione che consente di comprendere la grandiosità e l'impatto che questa scultura doveva avere nell'antichità. Le istituzioni protagonisteFondazione PradaLa ricostruzione è stata esposta per la prima volta in occasione della mostra "Recycling Beauty", presentata da Fondazione Prada a Milano dal 17 novembre 2022 al 27 febbraio 2023. La mostra, il cui progetto allestitivo è stato ideato da Rem Koolhaas/OMA, era un'inedita ricognizione interamente dedicata al tema del riuso di antichità greche e romane in contesti post-antichi, dal Medioevo al Barocco. Factum FoundationFactum Foundation for Digital Technology in Preservation è un'organizzazione no-profit fondata a Madrid nel 2009 da Adam Lowe, che lavora insieme alla sua consociata Factum Arte, un laboratorio multidisciplinare dedicato alla mediazione digitale nell'arte contemporanea e nella riproduzione di opere. La Fondazione è stata creata per sostenere l'importanza di documentare, studiare, tutelare e diffondere il patrimonio artistico attraverso lo sviluppo e l'utilizzo di tecniche di scansione non invasive. Le attività includono la creazione di facsimili di opere d'arte come nuovo approccio alla conservazione e al restauro, la creazione di archivi digitali, l'ideazione di mostre itineranti e l'organizzazione di centri di formazione. Come parte della policy di Factum, i dati digitali acquisiti durante la scansione appartengono sempre alle istituzioni di appartenenza delle opere originali. Un nuovo modo di fruire l'arte anticaQuesta straordinaria iniziativa rappresenta un nuovo approccio alla valorizzazione del patrimonio archeologico, permettendo al pubblico di comprendere appieno la magnificenza di opere che altrimenti rimarrebbero frammentarie e difficili da immaginare nella loro completezza originaria. Come sottolineato dal sindaco Gualtieri, il progetto si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione dell'antichità romana che include il Museo della Forma Urbis, gli scavi della Metropolitana e l'anastilosi della Basilica Ulpia, contribuendo a far comprendere meglio il passato e quindi a capire meglio chi siamo. Informazioni praticheSede: Giardino di Villa Caffarelli - Musei Capitolini Informazioni e contattiTel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00-19:00) La ricostruzione del Colosso di Costantino rappresenta un esempio eccellente di come la tecnologia moderna possa servire la ricerca archeologica e la divulgazione culturale, restituendo al pubblico la possibilità di ammirare uno dei capolavori dell'arte antica in tutta la sua originaria grandezza. | |

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