Jack Vettriano, Elegy for the Dead Admiral Vettriano a Trastevere: oltre 80 opere nel palazzo di Fellini
A Palazzo Velli, dimora trecentesca nel cuore di Trastevere e set del film "Roma" di Fellini, arriva la retrospettiva dedicata a Jack Vettriano. Dal 12 febbraio al 5 luglio 2026 oltre 80 opere raccontano il maestro scozzese scomparso nel 2025.
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L'esposizione, curata da Francesca Bogliolo e organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l. in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, presenta dieci olii su tela, lavori su carta museale a tiratura unica, un ciclo fotografico realizzato nello studio dell'artista da Francesco Guidicini – ritrattista del Sunday Times presente alla National Portrait Gallery di Londra – e un video-intervista in cui Vettriano racconta la propria evoluzione stilistica.

Autobiografia in chiaroscuro

«Osservare le opere di Jack Vettriano fornisce una prospettiva sul percorso di vita e sulla poetica artistica di un pittore il cui lavoro, per sua stessa ammissione, risulta quasi interamente autobiografico»: così la curatrice Francesca Bogliolo introduce il mondo dell'artista scozzese. Onirica, sensuale, romantica, contraddittoria, la pittura di Vettriano attraversa la dimensione simbolica del chiaroscuro, facendosi metafora di un'esistenza in bilico tra ombra e luce.

L'arte rappresenta per Vettriano un'occasione di introspezione e confronto con condizioni opposte, parti inconciliabili eppure necessarie. La colonna sonora di questo sentimento è il jazz: non a caso i titoli delle sezioni espositive si ispirano al genere musicale che accompagnava l'artista durante la creazione, seguendone il naturale fluire creativo.

Rapidità esecutiva, coscienza del tempo, sincerità, immediatezza: queste le cifre del pittore scozzese. Integrare le parti contraddittorie dell'animo umano era per lui un gesto spontaneo, capace di generare in chi guarda un rispecchiamento istintivo attraverso un'intensa partecipazione emotiva. Vettriano sapeva invitare a danzare, corteggiare lo sguardo, accompagnarlo nel ballo senza fine della vita per consegnarlo di volta in volta nelle mani di nostalgia, mistero, solitudine, intimità, fino a congedarsi con un inchino.

Tra Hopper e il cinema noir

Nelle tele di Vettriano luce e oscurità si alternano, presenza e assenza convivono, forma e contenuto dialogano. L'estetica del cinema noir, i coloristi scozzesi, la pittura di Edward Hopper, Norman Rockwell e Gil Elvgren confluiscono in uno stile inconfondibile, capace di tratteggiare atmosfere evocative sospese tra bellezza e mistero. Protagonisti sono gli attimi fermati sulla tela: incontri già avvenuti, languide speranze di cui mai conosceremo l'epilogo.

Le donne di Vettriano occupano la scena con l'eleganza delle femme fatale, dive ammalianti e irraggiungibili. Gli uomini, affascinanti e autorevoli, detengono un potere effimero destinato a vacillare davanti al colore di un rossetto, a un paio di tacchi a spillo, al bordo sottile di una veste. La passione non è mai volgare, la tensione sempre palpabile, le atmosfere rarefatte. Vita e immaginazione sfumano i propri confini, sovrapponendosi come luce e buio. L'amore per l'esistenza si nasconde nei dettagli, aprendo narrazioni dagli infiniti finali possibili.

Amori in lussuose camere d'albergo

Il tema dell'amore permea l'intera produzione di Vettriano: un sentimento romantico e inquieto insieme, dove figure dalla bellezza conturbante intrecciano rapporti in lussuose camere d'albergo, club esclusivi, sale da ballo. Le atmosfere noir, le tematiche romantiche, i nudi in primo piano, le dimensioni scenografiche compongono un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile.

Il pubblico ha sempre tributato grande apprezzamento all'artista. Nel 2004 "Il maggiordomo che canta" (The Singing Butler), probabilmente la sua opera più celebre, è stato battuto da Sotheby's per quasi 750.000 sterline. La scena immortala una coppia che danza leggiadra sulla battigia in una giornata uggiosa e ventosa, protetta dagli ombrelli di una cameriera e di un maggiordomo che, nell'immaginazione dell'artista, intona "Fly Me to the Moon" di Frank Sinatra.

Dalla miniera alla Royal Scottish Academy

La biografia di Jack Vettriano, nato Jack Hoggan nella contea di Fife sulla costa scozzese del Mare del Nord, ha i tratti del romanzo di formazione vittoriano. Figlio di una famiglia legata all'estrazione del carbone, a dieci anni già lavora per contribuire al bilancio domestico. A sedici abbandona gli studi per fare l'apprendista tecnico minerario.

La svolta arriva a ventun anni, quando riceve in regalo un set di pennelli e acquerelli. Da autodidatta comincia a copiare i maestri antichi, gli impressionisti, i surrealisti, gli artisti scozzesi, costruendo uno stile personale che fonde le suggestioni di Hopper con la cultura cinematografica e l'estetica delle affiches pubblicitarie.

Quindici anni di lavoro solitario precedono il debutto professionale: nel 1988 espone alla Royal Scottish Academy di Edimburgo e il primo giorno vende entrambi i dipinti presentati. Trasferitosi nella capitale scozzese, adotta il cognome della madre – figlia di un emigrante italiano di Belmonte Castello, nella Valle di Comino in provincia di Frosinone – modificandolo leggermente in Vettriano.

Il pittore del popolo

La critica accademica non ha mai perdonato a Vettriano la formazione da autodidatta, accusandolo di proporre un'estetica superficiale. Il pubblico la pensava diversamente: dal 1994 al 2007 la Portland Gallery lo rappresenta in mostre a Edimburgo, Londra, Hong Kong e New York. Tra i collezionisti figurano nomi come Jack Nicholson, Sir Alex Ferguson e Sir Tim Rice.

Il trasferimento a Londra nel 1998 coincide con la definitiva consacrazione attraverso le personali "Between Darkness and Dawn", "Lovers and Other Strangers" e "Affairs of the Heart". Il 2004 segna l'apice: alla vendita record de "Il maggiordomo cantante" si aggiunge l'onorificenza OBE conferita dalla Regina Elisabetta II per i servizi alle arti visive e il documentario "Jack Vettriano: The People's Painter" prodotto da Southbank.

Nel 2008 ritrae Sir Jackie Stewart e Zara Phillips. Nel 2013 la retrospettiva alla Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow supera i 123.000 visitatori, battendo il record che apparteneva a una mostra di Van Gogh del 1948. Nel 2017 è tra gli artisti chiamati a ritrarre il comico Billy Connolly, con opere esposte al Palazzo del Popolo di Glasgow e riprodotte in murales cittadini. Vettriano si spegne a Nizza nel 2025.

Una sede carica di storia

La retrospettiva trova collocazione ideale a Palazzo Velli Expo, centro culturale dedicato all'arte contemporanea nel cuore di Trastevere. La dimora nobiliare risale al Trecento e conserva elementi architettonici di grande pregio: i semiarchi del ballatoio delle corti sono attribuiti ad Andrea Cavalcanti, figlio adottivo di Filippo Brunelleschi, e datati all'inizio del Quattrocento.

Il palazzo vanta anche un legame con la storia del cinema italiano: nel 1972 Federico Fellini scelse le sue corti come location per la sequenza finale di "Roma". Questa stratificazione storica e culturale costituisce il fondamento del progetto di riqualificazione avviato nel 2013 da Alessandro D'Alessandro, che ha trasformato lo spazio in una piattaforma aperta alle arti visive e performative, alla musica, alla fotografia, al cinema e al teatro.

Dalla fondazione Palazzo Velli Expo ha realizzato quasi 300 mostre, affermandosi come punto di riferimento nel panorama culturale romano con un focus significativo sulla Street Art. Tra i progetti più rilevanti: il Mese della Street Art di Trastevere con 111 artisti coinvolti, tre edizioni della Triennale di Arti Visive di Roma, le personali di JonOne, Ax Alex e Caterina Giglio, le mostre fotografiche di Gianni Giansanti e Riccardo Venturi, entrambi vincitori del World Press Photo.

Jack Vettriano, The Singing Butler

Informazioni pratiche

Mostra: Jack Vettriano

A cura di: Francesca Bogliolo

Dove: Palazzo Velli, Piazza Sant'Egidio 10, Roma (Trastevere)

Quando: 12 febbraio – 5 luglio 2026

Orari: tutti i giorni, 10:00-20:00 (ultimo ingresso 19:00)

Biglietti:

  • Intero: 16 euro
  • Ridotto: 14 euro (14-18 anni, over 65, studenti under 26, militari, guide turistiche, giornalisti, accompagnatori disabili, soci ICOM e AICS Roma)
  • Roma Pass: 13 euro
  • Famiglia: 13 euro adulti + 8 euro bambini 6-14 anni (gratuito fino a 5 anni)
  • Giovedì universitario: 13 euro
  • Visitatori con disabilità: 13 euro
  • Gratuito: under 6
  • Gruppi 10-30 persone: 12 euro
  • Scuole: 6 euro (2 docenti gratuiti per classe)
  • Open/Flex: 18 euro (valido qualsiasi data e orario)

Radiocuffie obbligatorie per gruppi e scuole (2 euro). Prenotazioni: segreteria@palazzopallavicini.com

Solo pagamenti elettronici.

Catalogo: 29 euro

Contatti: info@palazzopallavicini.com | Tel. +39 331 3471504

 
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