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La Grande Brera 2026-2027: mostre, sedi e programma |
| Undici mostre tra Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio e Biblioteca Nazionale Braidense: da ottobre 2026 a settembre 2027 la Grande Brera di Milano celebra i 250 anni dell'Accademia e i 100 degli Amici, tra grandi maestri e arte digitale. |
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La Grande Brera apre a Milano una nuova stagione espositiva che si allunga da ottobre 2026 a settembre 2027 e che, per ampiezza e ambizione, è forse il cartellone più ricco degli ultimi anni. Undici mostre distribuite tra la Pinacoteca di Brera, Palazzo Citterio — con il ledwall gestito insieme al Museo nazionale dell'Arte digitale — e la Biblioteca Nazionale Braidense intrecciano due anniversari fondativi (i 250 anni dell'Accademia di Belle Arti e il centenario degli Amici di Brera), monografiche dedicate a grandi maestri del Novecento italiano e internazionale, progetti di arte digitale e celebrazioni letterarie di prima grandezza, dai dieci anni dalla scomparsa di Umberto Eco ai 200 anni della Ventisettana dei Promessi Sposi. Il direttore generale Angelo Crespi ha presentato il programma come il tentativo di «restituire pienamente la ricchezza e la pluralità di un'istituzione che ha nella sua storia, nella ricerca e nel dialogo tra epoche e linguaggi la propria identità più profonda»: nei fatti, il palinsesto mette in relazione Pinacoteca, Palazzo Citterio, Braidense e Accademia in un percorso unico che attraversa storia dell'arte, letteratura e contemporaneità. Di seguito il programma sede per sede. Pinacoteca di Brera: gli Amici e Hayez per due anniversariLa Pinacoteca apre la stagione con Cento anni per Brera. Acquisti e doni degli Amici, la rassegna che dal 7 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027, nelle Sale Napoleoniche, celebra i primi cento anni dell'Associazione Amici di Brera, fondata nel 1926 dal direttore Ettore Modigliani subito dopo l'inaugurazione ufficiale del museo del 1925. La mostra, curata da Lorenzo Francesco Colombo, Valentina Ferrari e Alessandro Morandotti, ripercorre la vicenda dell'associazione attraverso dipinti, sculture e codici miniati confluiti a Brera grazie all'azione degli Amici e oggi conservati nei depositi della Pinacoteca e della Biblioteca Braidense. Le opere sono affiancate da documenti, pubblicazioni e fotografie che scandiscono, seguendo la cronologia dei Presidenti, un secolo di acquisti e donazioni. Il percorso si estende oltre le Sale Napoleoniche: apposite didascalie nelle collezioni permanenti della Pinacoteca e a Palazzo Citterio segnalano al pubblico tutte le opere entrate a Brera grazie all'associazione. «Nel centenario della fondazione degli Amici di Brera — sottolinea il presidente Carlo Orsi — che ha visto in campo alcune tra le figure più rappresentative della società milanese sia nel campo dell'impresa sia nel campo della cultura, rinnoviamo il nostro impegno a farci portavoce di una storia di passione, competenza e attenzione verso la crescita del patrimonio del museo». Da novembre 2026 la Pinacoteca affianca alla mostra sugli Amici il grande omaggio a Francesco Hayez (1791-1882), nell'ambito delle celebrazioni per i 250 anni dell'Accademia di Belle Arti di Brera (1776-2026). Hayez. Il pittore di Brera, curato da Valentina Ferrari e Fernando Mazzocca, occupa le sale XXXVII e XXXVIII con un nuovo riallestimento permanente e riunisce per la prima volta un nucleo eccezionale di capolavori provenienti dall'Accademia di Belle Arti e dalla Pinacoteca: dagli esordi neoclassici con il celebre Laocoonte alla piena maturità romantica con la Rebecca al pozzo e agli altri soggetti storici, letterari, religiosi e mitologici, fino ai ritratti che hanno segnato l'immaginario dell'Ottocento italiano. Il progetto ricostruisce il dialogo originario tra il luogo della formazione artistica e quello della sua conservazione, riaffermando il ruolo di Hayez come maestro, interprete e simbolo della Brera ottocentesca. «Celebrare i 250 anni dell'Accademia di Belle Arti di Brera — afferma il presidente dell'Accademia Marco Galateri di Genola — significa rendere omaggio a due secoli e mezzo di visione, creatività e formazione d'eccellenza». Per entrambe le mostre l'accesso è compreso nel biglietto Grande Brera da 20 euro, valido anche per Palazzo Citterio. Palazzo Citterio: da Mariani a Schifano, i grandi del NovecentoPalazzo Citterio, il polo del contemporaneo della Grande Brera, apre la stagione con la prima grande retrospettiva postuma di Carlo Maria Mariani (1931-2021). Carlo Maria Mariani. L'eternità della pittura, allestita al secondo piano dal 9 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 e curata da Eike Schmidt e Clayton Calvert, ripercorre l'intero arco della produzione dell'artista, dalle prime opere degli anni Quaranta fino ai lavori del 2019. Le 70 opere in mostra, tra dipinti e grandi cartoni, restituiscono l'evoluzione di una ricerca originale e coerente capace di attraversare neoclassicismo concettuale, iperrealismo, astrattismo e pittura metafisica, sempre sostenuta da una rigorosa elaborazione intellettuale. L'esposizione riunisce opere provenienti da prestigiose collezioni italiane e internazionali, creando un confronto diretto tra lavori conservati in diverse sedi. Dal 30 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, la Sala Stirling ospita I Maestri di Brera. Insegnare l'arte, l'altra mostra curata dall'Accademia per il proprio 250° anniversario. Il progetto, curato da Giovanni Iovane e Marina Gargiulo, propone una selezione di opere dei docenti che hanno segnato la storia dell'istituzione. Il percorso è articolato in tre sezioni: Le Radici della Modernità (Anni '20 - '40), dedicata a Adolfo Wildt, Carlo Carrà, Arturo Martini, Achille Funi — con particolare attenzione alla scultura — e a chi ha traghettato l'Accademia dalla tradizione ottocentesca alla modernità; una sezione centrale su Marino Marini, Gastone Novelli e le avanguardie del secondo dopoguerra, con l'aggiunta di Lucio Fontana, allievo di Wildt pur non avendo mai insegnato; infine La Brera Contemporanea e i Nuovi Linguaggi (Anni '70 - oggi), con Alik Cavaliere, Luciano Fabro, Rodolfo Aricò, Grazia Varisco, Renata Boero. Chiude la parte sull'eredità didattica di Alberto Garutti, Fausta Squatriti, Giuseppe Maraniello, Ugo La Pietra. Tra gennaio e aprile 2027, sempre a Palazzo Citterio, arriva Mario Schifano – The Ultimate, monografica curata da Marco Meneguzzo dedicata a uno dei più influenti artisti italiani del secondo Novecento (1934-1998), figura chiave della Pop Art europea. Il progetto occupa due spazi. Al secondo piano, la selezione principale con circa 100 opere provenienti da collezioni pubbliche e private, dai celebri monocromi degli anni Sessanta alle sperimentazioni sui media, fino ai grandi cicli pittorici degli ultimi decenni. Nella Sala Stirling, la sezione più rivoluzionaria: uno spazio immersivo che ricrea l'atmosfera dei tardi anni Sessanta, con esplicito riferimento all'happening orchestrato da Schifano al Piper di Roma nel dicembre 1967, dove musica, poesia, cinema off e sperimentazioni visive si ritrovarono insieme. Un luogo dove stare e riposare, mentre sulle pareti scorre un flusso di immagini dell'artista accompagnato dalla musica de Le stelle di Mario Schifano, il gruppo formatosi allora proprio per quella occasione. Da maggio a settembre 2027, la Sala Stirling accoglie infine la mostra dedicata a Sean Scully (Dublino, 1945), a cura di Luca Massimo Barbero. L'artista statunitense di origini irlandesi ha sempre nutrito un legame profondo con l'arte italiana di ogni epoca, dall'architettura del Duomo di Siena a Giorgio Morandi, passando per Ambrogio Lorenzetti, Piero della Francesca, Mantegna, Tiziano, Giovanni Bellini e Raffaello. L'esposizione rende omaggio a questa eredità portandola alla luce nelle opere in cui essa risuona con maggiore intensità, con la Pinacoteca di Brera — custode di capolavori di Caravaggio, Mantegna e Raffaello — a fare da cornice ideale al dialogo. L'accesso alle mostre di Palazzo Citterio è compreso nel biglietto Grande Brera da 20 euro (Pinacoteca + Palazzo Citterio) oppure è possibile scegliere il solo Palazzo Citterio, con biglietto intero a 12 euro e ridotto a 8 euro. Ledwall di Palazzo Citterio: Abramović e Coltro con il MNADIl grande ledwall di Palazzo Citterio, gestito in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale (MNAD), ospita due progetti a ingresso gratuito. Il primo è MAE – Marina Abramović Element, in programma dal 24 novembre 2026 al 24 febbraio 2027 e curato da Clelia Patella, realizzato con il supporto di TAEX Gallery. Da oltre cinquant'anni Marina Abramović costruisce la propria ricerca intorno alla presenza del corpo; con questo progetto la sua pratica si estende attraverso l'avatar dell'artista, un gemello digitale che diventa veicolo del gesto artistico e ne amplia le possibilità oltre i limiti fisici del corpo. Il progetto ha debuttato con ART, dedicato alla ricca simbologia dell'opera di Abramović, e prosegue ora con METHOD, un corpus di opere basato sul celebre Metodo Abramović, fondamento del Marina Abramović Institute. Da febbraio ad aprile 2027 il ledwall passa a Davide Maria Coltro con The Intelligence of Wonder – L'Intelligenza della Meraviglia, progetto concepito appositamente per l'occasione e curato da Chiara Canali. L'intervento porta alla dimensione pubblica e architettonica del grande schermo la ricerca sul Quadro Mediale sviluppata dall'artista in quasi trent'anni: il ledwall non è un semplice apparato di proiezione, ma la superficie fisica e luminosa sulla quale si generano continui accadimenti pittorici. Le immagini, tavole pittoriche autonome, entrano in relazione attraverso dissolvenze, permanenze, trasparenze e combinazioni randomiche, generando configurazioni temporanee e sempre differenti: non esiste un'immagine definitiva, ogni istante è un evento pittorico irripetibile. Coltro recupera così il significato originario dei termini meraviglia e intelligenza, restituendo all'esperienza estetica una qualità contemplativa oltre lo spettacolo. Biblioteca Nazionale Braidense: Eco, Ciacciofera e la Ventisettana di ManzoniIl programma della Biblioteca Nazionale Braidense si apre dal 2 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 con L'isola del giorno prima. Libri, mari e macchine del sapere, l'omaggio a Umberto Eco (1932-2016) a dieci anni dalla scomparsa. Il progetto, promosso dalla Fondazione Umberto Eco insieme alla Pinacoteca di Brera/Biblioteca Nazionale Braidense e curato da Carlotta Eco, Riccardo Fedriga e Marina Zetti, si snoda attraverso le immagini originali del romanzo omonimo, tratte dalla collezione di libri antichi di Umberto Eco, dai fondi della Braidense, oltre che da ricostruzioni digitali e dai lavori preparatori dell'autore. L'iniziativa è un vero e proprio viaggio nel tempo tra letteratura, storia, scienza e navigazioni nei mari del Sud: in mostra alcuni degli strumenti di navigazione citati nel romanzo, concessi in prestito dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze. Tra i pezzi in esposizione un quadrante del 1686, una bussola nautica del XVIII secolo, un anello astronomico con funzione di orologio solare del XVII secolo e una replica del telescopio di Galileo fedele all'originale. Ingresso libero. Tra gennaio e marzo 2027, la Sala Maria Teresa della Braidense ospita Michele Ciacciofera. Pathosformel, curata da Bianca Cerrina Feroni. Ciacciofera (Nuoro, 1969) è una delle voci più originali dell'arte contemporanea italiana: la sua ricerca intreccia archeologia, antropologia, storia e memoria collettiva, mettendo in dialogo passato e presente, culture differenti e geografie lontane. In mostra installazioni, dipinti, sculture e opere su carta che invitano a riflettere sui temi dell'identità, delle migrazioni, della conoscenza e della trasmissione del sapere. Il titolo del progetto — Pathosformel — è un esplicito omaggio alla teoria delle "formule del pathos" dello storico dell'arte tedesco Aby Warburg. L'artista si confronta con la memoria delle immagini, sociale oltreché biologica e culturale, isolando e ricomponendo frammenti di opere trecentesche e rinascimentali privati del loro principale carattere identitario, il viso. Ne emergono nuove configurazioni sospese tra riconoscibilità e astrazione, che mantengono intatto il loro valore empatico grazie all'esaltazione del dato corporeo e dell'espressività del gesto. Ingresso libero. Il programma della Braidense si chiude con le Celebrazioni di Alessandro Manzoni, dal 6 maggio al 24 luglio 2027, nell'anno dei 200 anni dalla prima pubblicazione de I promessi sposi. Il progetto espositivo, realizzato insieme alla Fondazione Centro Nazionale Studi Manzoniani, è dedicato alla Ventisettana, la prima edizione del romanzo pubblicata nel 1827, e si sviluppa su due sedi. Nella Sala Teresiana della Biblioteca Braidense sono presentate le prime letture del Manzoni prodromi alla scrittura del romanzo e le stesure autografe, fino alla pubblicazione dell'edizione Ferrario del 1827. Nelle sale espositive di Casa Manzoni, in via Gerolamo Morone 1, trovano invece posto le edizioni pirata, le prime traduzioni del romanzo e le grandi serie illustrate apparse tra la prima edizione del 1827 e la seconda del 1840. Ingresso libero in entrambe le sedi.
Informazioni praticheSedi e indirizzi
Orari
Biglietti
Informazioni online: pinacotecabrera.org, palazzocitterio.org, bibliotecabraidense.org. | |

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