Cover, Donna, 1992 Palazzo Citterio celebra Giovanni Gastel
Palazzo Citterio rende omaggio a Giovanni Gastel dal 30 gennaio al 26 luglio 2026 con la mostra Rewind. Un percorso poetico attraverso 250 immagini della sua carriera, con inediti, oggetti personali e per la prima volta scritti e poesie dell'artista.
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Una narrazione poetica e personale

La mostra, realizzata da La Grande Brera con l'Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l'Agenzia Guardans-Cambó, offre un viaggio emotivo e immersivo nella parabola artistica di Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021).

Curata da Uberto Frigerio, l'esposizione propone una rilettura della sua intera carriera non secondo una sequenza cronologica, ma attraverso un percorso tematico, poetico e profondamente personale.

Oltre 250 immagini

Il percorso documenta l'intera carriera del fotografo milanese attraverso oltre 250 immagini: dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie e ai progetti più personali.

Per la prima volta in una mostra vengono esposti anche oggetti personali, strumenti di lavoro e, soprattutto, i suoi scritti e le sue poesie, elementi sempre integranti del suo immaginario creativo.

Pioniere del digitale

Lo stile di Gastel si è contraddistinto per una visione unica, filtrata dalla sua interiorità. Tra i pochissimi fotografi italiani a sperimentare la post-produzione digitale già negli anni '90, ha saputo fondere artigianalità e innovazione, analogico e digitale, creando un linguaggio fotografico immediatamente riconoscibile.

La voce di Giovanni attraverso le sue parole

Il curatore Uberto Frigerio spiega: "È stato Giovanni stesso a guidarci in tutta la mostra. La ricerca del materiale tra testi e appunti privati è stata condotta con l'intento che fossero le sue parole a raccontare ogni frammento della sua vita, come capitoli emotivi. Ogni sezione nasce infatti dal suo pensiero, dalla sua voce interiore perché nessuno più di Giovanni sapeva trasformare la memoria in immagine e l'immagine in racconto. È un percorso in cui il visitatore non osserva soltanto: ascolta. Una narrazione costruita da Giovanni per Giovanni, restituita al pubblico nella sua forma più autentica".

L'umanità dell'artista

Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera, sottolinea: "A cinque anni esatti dalla scomparsa, l'idea di celebrare non solo la carriera da fotografo, ma in primis la persona di Giovanni, mi sembra il modo migliore di rendere onore a un grande artista che ha saputo essere libero e creativo, e che tutti ricordano per l'umanità e l'empatia con cui si relazionava con gli altri nella vita di tutti i giorni".

Crespi aggiunge: "Il suo talento gli permise di creare un mondo che oggi appare, nelle sale allestite di Palazzo Citterio, esorbitante e immaginifico. Come nella recente mostra di Armani, sono convinto che l'obiettivo della Grande Brera sia di essere il centro di una città in cui buon gusto, forma e misura, bellezza e senso sono i valori fondanti; e Gastel ha esaltato al massimo grado lo stile di Milano allo stesso tempo rigoroso e audace".

L'allestimento di Gianni Fiori

L'allestimento, curato da Gianni Fiori, si snoda attraverso Palazzo Citterio presentando oltre 250 immagini, tra cui 140 inedite, 30 scatti iconici, 10 in grande formato, polaroid e i celebri Fondi oro.

Il percorso copre l'intera parabola artistica: dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle campagne che hanno fatto la storia della moda ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo. Completano l'esposizione oggetti personali e strumenti di lavoro che testimoniano il suo metodo creativo.

Scritti e poesie per la prima volta in mostra

Una novità assoluta della mostra è la presentazione di alcuni scritti e poesie di Gastel, che sono sempre stati parte integrante del suo universo creativo e che ora vengono condivisi con il pubblico per la prima volta.

Milano: matrice culturale e creativa

L'esposizione riafferma il profondo legame tra Gastel e Milano. La città non fu semplicemente il contesto della sua attività professionale, ma una vera e propria matrice culturale, familiare, sociale e creativa che plasmò il suo stile e il suo sguardo.

Cresciuto in un ambiente aristocratico milanese – la madre Ida Pace Visconti di Modrone apparteneva alla celebre famiglia Visconti – Giovanni visse in una dimensione sospesa tra aristocrazia e borghesia, cultura e industria, poesia e pragmatismo.

Un'alchimia stilistica

Da questa alchimia nacque la sua inconfondibile cifra stilistica: elegante, precisa, intellettuale e, allo stesso tempo, leggera, ironica e libera.

Milano lo accolse, lo formò, lo ispirò e lui ricambiò con immagini che ne raccontarono lo spirito più autentico. Harpers Bazaar USA lo definì "l'ambasciatore di Milano per eccellenza, il più internazionale e il più elegante".

Impegno sociale

Il legame con la città si manifestò anche attraverso iniziative concrete: Gastel sostenne Progetto Itaca Milano e la celebre campagna per lo IEO di Umberto Veronesi, testimoniando un rapporto affettivo che trascendeva la dimensione professionale.

Il catalogo della mostra

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, curato da Luca Stoppini. Il volume di oltre 300 pagine presenta più di 200 immagini che documentano integralmente la carriera di Giovanni Gastel, arricchito da contributi e testimonianze di amici, storici dell'arte e curatori.

La formazione teatrale

Nato nel 1955 a Milano da Ida Pace Visconti di Modrone e Giuseppe Gastel, Giovanni compì la sua prima formazione estetica e culturale in ambito teatrale, influenzato anche dallo zio Luchino Visconti, uno dei maggiori registi del Neorealismo. Recitò in una compagnia sperimentale e si dedicò alla scrittura poetica, pubblicando a soli 16 anni la raccolta Kasbah.

L'inizio della carriera fotografica

Dal 1972 iniziò a fotografare. Tra il 1975 e il 1976 produsse still life per la casa d'aste Christie's ed elaborò l'identità visiva di diverse aziende italiane.

Una carriera straordinaria

Dai primi anni ottanta collaborò con più di 50 testate italiane e internazionali, pubblicando circa 170 copertine. Realizzò più di 500 tra campagne e cataloghi per prestigiose maison di moda e grandi firme di beauty, gioielli e design.

Dalla Polaroid al digitale

I suoi 40 anni di fotografia furono caratterizzati dall'uso privilegiato del banco ottico e delle lastre Polaroid 20 x 25, per poi aprirsi alle tecnologie digitali, intuendo le nuove potenzialità creative offerte dal mezzo digitale.

Riconoscimenti e mostre

Nel 2002 ricevette l'Oscar per la fotografia nella manifestazione La Kore Oscar della Moda. Espose in mostre personali a Milano, Venezia, New York, Mosca, Shanghai, Parigi e in Giappone.

Le pubblicazioni

Pubblicò diversi libri, soprattutto di poesia. Nel 2015 uscì l'autobiografia "Un eterno istante" (Mondadori) e l'anno successivo la monografia curata da Germano Celant per Silvana Editoriale, un volume inedito che raccoglie immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere che documentano tutta la sua storia.

Giovanni Gastel, Vanity Fair, 2008

DETTAGLI DELLA MOSTRA

Titolo: Giovanni Gastel. Rewind

Sede: Palazzo Citterio Via Brera 12 Milano

Periodo: 30 gennaio - 26 luglio 2026

Curatela: Uberto Frigerio

Allestimento: Gianni Fiori

Promossa da: La Grande Brera con l'Archivio Giovanni Gastel

In collaborazione con: Agenzia Guardans-Cambó

Contenuti espositivi:

  • Oltre 250 immagini totali
  • 140 inedite
  • 30 scatti iconici
  • 10 in grande formato
  • Polaroid
  • Fondi oro
  • Oggetti personali
  • Strumenti di lavoro
  • Scritti e poesie (prima volta in mostra)

Ambiti fotografici documentati:

  • Moda (copertine dal 1977)
  • Still life
  • Ritratti
  • Campagne pubblicitarie
  • Progetti personali

Orari di apertura: Giovedì-domenica: 14.00-19.00

Tariffe: Intero: €12 Ridotto: €8

Catalogo: Editore: Allemandi Curatela: Luca Stoppini Pagine: oltre 300 Immagini: più di 200 Contenuti: contributi e testimonianze di amici, storici dell'arte e curatori

Giovanni Gastel - Dati biografici: Nascita: Milano, 1955 Morte: 2021 Famiglia: madre Ida Pace Visconti di Modrone, zio Luchino Visconti Formazione: teatrale, compagnia sperimentale Prima pubblicazione: Kasbah (1971, poesia) Inizio fotografia: 1972 Still life Christie's: 1975-1976 Testate: oltre 50 collaborazioni Copertine: circa 170 Campagne/cataloghi: oltre 500 Strumenti: banco ottico, Polaroid 20x25, digitale (anni '90) Oscar fotografia: 2002 (La Kore Oscar della Moda) Mostre: Milano, Venezia, New York, Mosca, Shanghai, Parigi, Giappone Autobiografia: "Un eterno istante" (Mondadori, 2015) Monografia: Germano Celant (Silvana Editoriale, 2016) Impegno sociale: Progetto Itaca Milano, campagna IEO Umberto Veronesi

Informazioni: Sito web: palazzocitterio.org Instagram: @palazzocitterio.brera Facebook: Palazzo Citterio

 
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