Bergamo e provincia: guida di viaggio Bergamo e provincia: guida di viaggio
 
Alto Sebino (Provincia di Bergamo, Settore Cultura Sport e Turismo - Circolo Fotografico Marianese) Vacanze nella Bergamasca
Quando affermiamo che ci sono molte buone ragioni per una vacanza in Bergamasca, sappiamo bene che esprimiamo una considerazione di parte perché noi amiamo questa terra e ci siamo impegnati a svilupparne il turismo.
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Basta pensare semplicemente allo stupore che ogni volta ci prende per le vie intricate di Gandino o di Clusone, ché quando si alzano gli occhi sui muri delle case capita sempre di intravedere tracce di affreschi e sui portoni stemmi di antiche casate nobiliari, i cui uomini hanno consumato queste pietre, si sono mossi per queste vie e stanze.
Il senso di contemplazione, quasi di timore che suscita la mole del Grand Hotel di San Pellegrino, con quel suo sapore spettrale, con le grandi cupole e i fregi del liberty che parlano di lussi, di “belle époque”, di gioia della vita e frivolezze, eppure in qualche modo anche di morte come se quel desiderio estremo di forma e di gioia non nascondesse altro che un profondo senso di lutto.
Il Grand Hotel e il Casinò di San Pellegrino in mezzo a quei colli che proteggono il paese, verde cupo contro l’azzurro del cielo. Villeggiatura di collina, come a Clusone, villeggiatura termale come a Sant’Omobono, Trescore, Bracca Gaverina.

La montagna Bergamasca ci affascina sempre, ci riporta ogni volta più vicini a noi stessi. Le Prealpi e le Alpi Orobie. Dai colli dolci attorno a Bergamo ai duemila metri della cresta tormentata dell’Aben che sembra un castello delle streghe, alla imponenza splendida del gruppo dell’Arera a 2.500 metri, sopra la Valcanale, gola percorsa da abeti e disseminata di antiche frazioncine dove si respira l’atmosfera più genuinamente alpina, dove d’estate si incontrano numerose mandrie e greggi. E poi le regine delle Orobie con il Pizzo dei Tre Signori, il corno Stella, il Pizzo del Becco da un lato e dall’altro i grandi “tremila”, il Pizzo di Coca, il Redorta, lo Scaais, con sentieri e laghetti e percorsi fra pascoli, ghiaioni, rocce la cui emozione è difficile da descrivere. E allora ci vengono in mente pinete e silenzi della Valle di Scalve, un lembo di terra all’estremo limite della provincia, che quando ci si arriva scendendo dal Passo della Presolana o salendo dalla Via Mala sembra di perforare una dimensione diversa del tempo. Sono tutti luoghi dove un turismo discreto, un tempo soltanto di élite, esiste dal principio del secolo e pura da prima: San Pellegrino, Clusone, Passo della Presolana, Schilpario. Ci torna in mente il richiamo dell’acqua. Il piccolo e incantevole lago di Endine, incassato fra le montagne, con i suoi canneti e i pescatori mimetizzati dentro e le barche a remi che lo solcano pigramente tra sponde verdi. Il lago d’Iseo, il Sebino, con Lovere, Predore, Sarnico, patria della nautica, la rara suggestione di monte Isola, in mezzo al lago, l’isola lacustre più grande d’Europa. E poi i fiumi in certi tratti ancora godibili come il Brembo con il suo “lido”di Clanezzo, fra i resti di fortezze medioevali. Potremmo parlare della bellezza della Bergamasca per ore, e riempire libri di ragioni per invitarvi a trascorrere una villeggiatura da noi.

Clusone, piazza dell'orologio

CLUSONE La piccola capitale dell’Alta Valle Seriana sorge a 648 metri di quota e conta circa ottomila abitanti. Il centro risulta turisticamente sviluppato a partire dall’inizio del secolo. All’epoca Clusone vantava un turismo d’élite: erano in pochi coloro che, allora, potevano permettersi una vacanza. Arrivare a Clusone, nel cuore della valle, nel ridente altopiano, era semplice: bastava prendere il trenino della valle Seriana e n un’oretta si coprivano i 33 chilometri di distanza da Bergamo. Con le carrozze e i cavalli il tempo era almeno triplicato. Gli alberghi di Clusone cominciarono a fiorire in quel periodo. Oggigiorno l’attività turistica è fondata soprattutto sulla seconda casa, in affitto o di proprietà. La cittadina offre un clima invidiabile, una pineta di eccezionale importanza, piacevoli passeggiate e un centro storico di assoluto valore. Anzitutto nominiamo il Palazzo Comunale risalente all’anno mille, che sulla facciata presenta numerosi affreschi riguardanti la vita laica e anche alcuni di tipo religioso. Del resto quasi tutte le facciate del centro storico dovevano risultare anticamente affrescate: se ne trovano tracce ovunque. Sempre sul Palazzo Comunale spicca il mirabile Orologio Planetario Fanzago che dal 1583 segna uno solamente le ore, ma anche i giorni, i mesi, i segni zodiacali e persino le stagioni e le lune. Un’opera di formidabile importanza. Nell’abitato di impronta medievale spiccano palazzi antiche come Palazzo Marioni Barca, Palazzo Fogaccia, Carrara Spinelli…… Da visitare la chiesetta dei Disciplini con all’interno un importante ciclo di affreschi che narrano le principali scene evangeliche e risalgono al 1470 circa. Sopra il presbiterio un’opera di fondamentale importanza: una ricchissima crocifissione che per la forza drammatica costituisce una vera opera d’arte del Quattrocento. Sulla facciata altra opera di rilevanza internazionale: il triplice affresco con la Danza Macabra, il Trionfo della Morte e il destino dei beati e dei peccatori, opera di ignoto, risalente al 1485.
Da visitare anche la chiesa del Paradiso di fondazione romanica, Sant’Anna con i suoi affreschi di facciata, la chiesa di San Defendente, ricca di Pitture del Quattrocento e Cinquecento, la grande basilica della fine del Seicento con i l fonte battesimale dell’400, l’altare di Andrea Fantoni, opere di Sebastiano Ricci, Cavagna, Cifrondi, Querena, Carpinoni. Nella pineta da visitare la Cappella dei Morti vecchi, del Seicento, eretta sull’antica strada di valle, oggi una mulattiera che attraversa la pineta alle porte della frazione Fiorine in un ambiente naturale di rara bellezza. Da Clusone sono possibili numerose passeggiate nel verde dolce dell’altopiano o all’interno dell’ombrosa e profumata pineta, oppure risalendo i sentieri che conducono a San Lucio (mille metri) o al Pizzo Formico (1637 metri) oppure al Fontanino della Mamma, al Monte Blum e via via fino alla Presolana.

CASTIONE DELLA PRESOLANA Si tratta del comprensorio turistico più importante della Valle Seriana e di tutta la Bergamasca. Si pensi che ben l’83 per cento del patrimonio di abitazioni di Castione della Presolana è adibito ad uso casa per vacanze. La Conca della Presolana, dominata dalla montagna regina delle Orobie, presenta prima di tutto un ambiente naturale di bellezza ineguagliabile che sta alla pari con i più celebri panorami dolomitici. Si trovano nella Conca pinete, montagne non elevatissime, vallette, ruscelli, in una zona ampia e dolce. Lo sviluppo alberghiero è stato notevole sebbene non paragonabile a quello della seconda casa. Il paese di Castione, con le frazioni di Bratto e Dorga, conta circa 3500 abitanti che durante agosto diventano anche tremila. Le attrazioni della Conca sono di tipo essenzialmente naturalistico, legate al clima, al paesaggio e alle passeggiate ed escursioni. Da segnalare anzitutto il Passo della Presolana a 1297 metri con la zona di alberghi, le pinete, il luogo chiamato Salto degli Sposi con il panorama sulla Valle di Scalve. Dal Passo prendono il via le passeggiate che conducono alla cima della Presolana e ad alcune località della montagna come la Grotta dei Pagani, il rifugio Rino Olmo del CAI di Clusone, il Monte Visolo. Al Passo della Presolana termina il Sentiero delle Orobie classico. Altri sentieri della Conca sono quello detto Via del Latte, attraverso baite e casere, quello per il Monte Varro e l’incantevole Valle di Tede, Cima di Campo, Malga Bassa di Pora. Il Monte Pora (1879 metri) è assai importante per il turismo invernale della Conca: ospita impianti sciistici fra i più rinomati della Bergamasca. D’estate una passeggiata classica è quella che conduce al Rifugio Magnolini (1612 m), posto sull’altopiano da cui si ha una splendida visione del Lago d’Iseo. Da vedere, a Castione, la Parrocchiale con preziosi dipinti del Carpinoni e sculture del Fantoni. A Dorga da visitare il Santuario delle Grazie, a Lantana, ai piedi del Monte Pora, costruzione che risale al quindicesimo secolo, ma che presenta un scultura sul portale dell’XI secolo, raffigurante San Silvestro. Interessanti anche le numerose santelle affrescate sui muri delle baite e cascine.


SAN PELLEGRINO TERME Baciata dall’incantevole e decadente stile liberty di inizio secolo, San Pellegrino ha conosciuto i fasti della località di villeggiatura di prestigio assoluto, addirittura di richiamo per la famiglia reale. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la cittadina della Valle Brembana ebbe il suo massimo sviluppo turistico indicato dalle realizzazioni del tempo: l’imponente e affascinante Grand Hotel, il ricchissimo casinò, la ferrovia con le stazioncine disseminate lungo la valle, tutte costruite con particolare cura architettonica.
San Pellegrino deve la sua fama alla collocazione in mezzo al verde della valle, dominata da cime non elevatissime, ricche di piacevoli passeggiate, ma soprattutto alla presenza delle terme, alla sua acqua nota in tutto il mondo. La prima testimonianza scritta dell’esistenza delle acque risale agli stati comunali del 1452.
Del 1470 sono le Dissertazioni sull’acqua di San Pellegrino del medico Alberto Astori. Un secolo dopo le acque di San Pellegrino erano consigliate per curare calcolosi delle vie urinarie, iperuricemia, diatesi linfatica, obesità, malattie del fegato e delle vie biliari, dell’apparato digerente.
Attorno al 1840 venne edificato il primo stabilimento termale. Ma le grandi realizzazioni risalgono ai primi del Novecento: il casinò, il Grand Hotel, il nuovo Stabilimento Bagni e Cure, la sala per le cure idropiniche. Un passato grandioso. Dopo un periodo di stasi, più vicino a noi, negli ultimi anni le Terme di San Pellegrino hanno preparato un grande rilancio con l’ammodernamento degli impianti e il loro arricchimento, allineandosi alla moderna “filosofia delle terme”.
La località Brembana, posta a 358 m sul mare e con circa cinquemila e quattrocento abitanti, non offre al villeggiante soltanto le terme. San Pellegrino è dotata di alberghi, ritrovi, minigolf, sci sull’erba, tennis, piscina, tiro al piattello…..numerose infrastrutture di tipo turistico.
Esiste persino una funicolare, temporaneamente ferma, costruita nel 1909, che sale alla Vetta, sui 650 m di quota, terrazza naturale dove nel 1931 sono state scoperte le “Grotte del sogno”. Purtroppo non esiste più il trenino della valle che conduceva da Bergamo a Piazza Brembana e che aveva in San Pellegrino la stazione principale: si trattava di un mezzo di collegamento, ma anche di un’attrattiva turistica.
In estate si svolgono a San Pellegrino numerose manifestazioni di intrattenimento: concerti, sagre, mostre e via dicendo.
I villeggianti hanno a disposizione un percorso vita e numerose passeggiate a Sant’Antonio Abbandonato, al Pizzo Cerro, Monte Sornadello, Monte Gioco, Monte Zucco, tute cime comprese fra i mille e i milleseicento metri.

S. GIOVANNI BIANCO E CORNELLO DEI TASSO San Giovanni Bianco, con la casa di Arlecchino e il borgo di Cornello, è il luogo di villeggiatura della valle più ricco di storia, di atmosfere antiche, di testimonianze di altri tempi. San Giovanni Bianco con i suoi 4700 abitanti sorge a 450 metri sul livello del mare alla confluenza del torrente Enna con il Brembo, all’incrocio tra le Valli Taleggio e Brembana. Il suo abitato si sviluppa a cavallo del fiume e conserva testimonianze della sua antichità sia nell’assetto urbanistico (vicoletti, case addossate una all’altra, spiazzi che si aprono improvvisi e irregolari sia nell’architettura (case in pietra, portali, porticati con volte a crociera, ponti).
Di San Giovanni Bianco segnaliamo la Piazza Zignone con il monumento al soldato Vistallo Zignone che nel 1495 donò a San Giovanni Bianco una spina della corona di Gesù Cristo. La spina venne donata allo Zignone dalla Repubblica Veneta come riconoscimento del suo eroico comportamento durante una battaglia contro Carlo VIII. Anticamente era conservata in una cappella a Parigi. La spina è attualmente custodita nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bianco.
Accanto alla suggestiva piazza Zignone, da visitare i vicoli, ma soprattutto lo spettacolo dei ponti sul Brembo e la via porticata che si estende dall’altra parte del fiume e che fino al 1882 costituiva la strada principale di collegamento della valle. In quell’anno venne costruita la strada nuova, quella attuale, ottenuta sventrando una parte del centro storico del paese. La casa che la leggenda vuole di Arlecchino, bergamasco emigrato a Venezia, sorge nella frazione di Oneta. In realtà essa appartenne al famoso attore Giovanni Ganassa della Compagnia dei Gelosi che abitualmente impersonava la maschera. La casa ha mantenuto il sapore antico con una particolare mescolanza di rustico e di veneziano.
Pochi chilometri dopo San Giovanni Bianco si lascia l’automobile e si sale lungo una mulattiera che in cinque minuti conduce al Cornello dei Tasso, antico borgo fortificato costruito su un pendio verde, rimasto com’era cinque minuti conduce al Cornello dei Tasso, antico borgo fortificato costruito su un pendio verde, rimasto com’era cinque secoli orsono. Si tratta di una visita suggestiva. Una via porticata interamente, dove un tempo si aprivano stalli e locande, una piazzetta amena, una piccola chiesa romanica con il campanile pendente. Cornello dei Tasso era importante luogo di sosta per i mercanti che con le carovane di muli risalivano la valle. Il sapore di storia emanato da questi luoghi è affascinante. Qui la famiglia dei Tasso organizzò il primo servizio postale d’Europa, la stessa famiglia da cui nacque Torquato Tasso.

SELVINO L’Altopiano di Selvino, dopo la Conca della Presolana, costituisce la zona turisticamente più sviluppata della Bergamasca. Centro principale di questa fioritura turistica risulta senza dubbio Selvino, vecchio borgo agricolo, trovatosi quasi d’improvviso baciato dalla buona sorte turistica che ha portato indubbia ricchezza, ma che, bisogna dirlo, ha un poco disturbato la dolce bellezza di questi colli posti a mille metri di altitudine.
Selvino conta oggigiorno poco meno di duemila abitanti che durante il mese di agosto possono arrivare a ventimila. Le infrastrutture turistiche sono diverse: segnaliamo una piscina, campi da tennis e bocce, due campi da calcio, numerosi ristoranti e pizzerie, ritrovi. Selvino si trova con il suo altopiano sui colli che fanno da spartiacque fra la Valle Seriana e la Valle Brembana. Una delle importanti strade che collegavano anticamente Bergamo alla Valle Brembana passava proprio da qui, favorendo lo sviluppo della località. Il turismo riguarda tutte le località della zona, a cominciare dal comune di Aviatico (1100 m – 500 ab.), la cui economia per secoli fu legata alla pastorizia e all’allevamento.
Nella chiesa parrocchiale sono ospitate tele di Giambattista Moroni, di Antonio Cifrondi, di Enea Talpino e di Pietro Gualdi. Diverse opere d’arte sono conservate nelle parrocchiali delle piccole e ridenti frazioni di Amora, Ama, Ganda. Numerose le passeggiate. Da Selvino quella che per prati e boschi scende fino alla Maresana e quindi a Bergamo (incantevole e dolce percorso prealpino), quella che conduce al Monte Podona (1228 metri) e a Monte di Nese, quella che porta al Monte Rena (1145 metri), paradiso di deltaplanisti e di appassionati di parapendio. Sia da Aviatico che da Selvino si può salire al Monte Poieto, alla bella palestra naturale di roccia della Cornagera.
Da Aviatico altre belle passeggiate al Monte Suchello (1505 metri) e poi all’Alben (2020 metri), al Monte Cedrina (1125 metri) con la discesa in Val Vertova. Piacevole è la villeggiatura anche nelle frazioncine, in grado di offrire maggiore tranquillità. Da Ganda e Amora una bella passeggiata conduce fino a Orezzo.

FUORI CIRCUITO Esistono diverse località che per varie ragioni rientrano prepotentemente nell’interesse turistico, ma che stanno al di fuori delle zone tradizionalmente di villeggiatura. Segnaliamo per esempio l’aeroporto di Valbrembo per gli appassionati di volo a vela, che possono stare a guardare planare i delicati alianti oppure informarsi per l’iscrizione ad appositi corsi.
Interessante una visita anche al ParcoMinitalia Leolandia a Capriate San Gervasio, verso Milano, una sorta di Penisola in miniatura con le città e i monumenti riprodotti in scala ma con estrema attenzione, con un grande parco, posti di ristoro, intrattenimenti.
Da segnalare il Parco delle Cornelle, dove è possibile incontrare decine e decine di specie di animali libere di scorrazzare in zone ampie e non chiusi nei lager dei vecchi zoo. Ricordiamo i bagni sul fiume Brembo, per esempio, nel suo lido tra Almenno e Clanezzo.
Soprattutto indichiamo il villeggiante delle valli o del lago, il Parco dei Colli di Bergamo, una specie di riserva naturale dove il verde vive a contatto con gli antichi insediamenti umani in un’armonia esemplare che ricorda i colli toscani. Il parco comprende soprattutto il comune di Bergamo, ma si estende a diversi comuni limitrofi: Almè, Sorisole, Mozzo…. . Un’oasi di verde e di sentieri, di vecchie stradine ai piedi delle Prealpi Orobie. E ricordiamo l’area protetta del Fontanile Brancaleone, a Caravaggio, in piena Pianura Padana, dove il fenomeno delle risorgive incanalate fin dall’epoca romana assume un aspetto di grande suggestione.
Ai confini con la provincia di Bergamo il parco delle incisioni rupestri di Capodiponte (BS), di importanza internazionale. Per il tempo libero si segnala Aquasplash, non lontano da Sarnico, con i suoi divertenti giochi d’acqua. Un capitolo a parte meriterebbe il turismo di carattere religioso.
Ricordiamo qui soltanto Sotto il Monte, luogo deve nacque Papa Giovanni XXIII, da anni meta di continuo e massiccio pellegrinaggio e Caravaggio, con il Santuario della Madonna alla cui fonte, segno sensibile del prodigio avvenuto nel lontano 1432, attingono milioni di pellegrini.

Presolana

I RIFUGI Numerosi i rifugi che si trovano sui sentieri della montagna bergamasca. I più elevati in quota sono quello del Brunone in Valle Seriana (2295 m) e il Nani Tagliaferri in Valle di Scalve (2328 m). Tra i principali rifugi segnaliamo quelli che si trovano lungo il Sentiero delle Orobie: Alpe Corte (1410 m), Laghi Gemelli (1968 m), Fratelli Calvi (2015 m), Brunone (2295 m), Coca (1892 m), Curò (1915 m), Albani (1939 m). In Valle Brembana si sviluppa il Sentiero delle Orobie Occidentali che tocca i seguenti rifugi: Gherardi (1647 metri), Cazzaniga (1889 m), Grassi (1987 m), Benigni (222 m), Cà San Marco (1830 m), Calvi (2015 m). I due sentieri delle Orobie costituiscono un’attrazione di eccezionale rilevanza per coloro che amano la montagna. Si tratta rispettivamente di otto e sette tappe che possono venire percorse anche parzialmente. Il sentiero delle Orobie classico parte da Valcanale e si snoda per ottanta chilometri fino al Rifugio Curò sopra Valbondione e poi raggiunge Albani e Presolana. Il sentiero Occidentale parte da Cassiglio in Valle Brembana, sale al Rifugio Gherardi e poi prosegue fino al Rifugio Calvi, sopra Carona.

LE TERME  In Val Brembana le Terme di Bracca con acque oligominerali alcalino-litiose, cura idropinica per malattie dell’apparato digerente, nelle alterazioni dei ricambio e per la calcolosi renale.
Le celebri Terme di San Pellegrino con acque solfato-bicarbonatoalcaline adatte alla cura idropinica, inalatoria, irrigatoria. Sono possibili bagni, idromassaggi e fanghi. Cure indicate per malattie dei reni e delle vie urinarie, del ricambio, dell'ap-parato digerente, del fegato e delle vie biliari e respiratorie.
A Sant'Omobono esistono acque sulfuree ad uso idropinico, inalatorio e irrigatorio adatte alla cura dell'apparato digerente, del fegato. delle vie urinarie e di affezione respiratorie e della pelle.
A Trescore Baincario le terme offrono acque sulfuree-cioruratosodiche ricche di idrogeno solfurato. Sono utilizzate per inalazioni e fanghi e sono indicate nelle affezioni delle vie respiratorie. Con i fanghi di Trescore si curano forme artritiche e reumatiche.
Le Terme di Gaverina sono caratterizzate da acque bicarbonatoalcalino-sulfuree con la cura idropinica per malattie gastrointe-stinali, per disfunzioni di malattie biliari e renali e per la cura della gotta.


RISERVE E PARCHI La provincia di Bergamo presenta diverse aree protette di piccole e grandi dimensioni. Ricordiamo innanzitutto il Parco dei Colli di Bergamo, di grande importanza perché racchiude un'area vasta attorno alla città, un'area collinare dove boschi, sentieri, cascine e strade costruite dall'uomo fino ai primi anni del secolo sono rimasti intatti, in perfetta armonia tra di loro. Il parco è percorso da numerosi, af-fascinanti sentieri. in una natura verde dove è possibile incontrare interessante fauna e flora. In provincia importanza notevole riveste la riserva naturale del Giovetto in Valle di Scalve dove in una meravigliosa abetaia vive la celebre formica rufa, fattore equili-brante dei boschi grazie alla sua capacità di eliminare diversi parassiti degli alberi, tra cui la processionaria. Incantevole anche la Riserva dei Barbellino e Belviso che parte dal Rifugio Curò sopra Valbondione e comprende una vastissima area, scendendo poi in Valtellina e coprendo le province di Bergamo, Sondrio, Brescia. Un vero e proprio polmone faunistico dove vivono migliaia di camosci, stambecchi, mufloni, cervi, caprioli, aquile, marmotte, ermellini. Nella zona di Cenate da ricordare la riserva naturale regionale Valpredina, caratterizzata dalla presenza di un orto botanico con una vegetazione mediterranea artificialmente inserita ed ottimamente adattatasi alle condizioni climatiche favorevoli. Sono presenti pini, ulivi, cipressi, corbezzoli, alberi della canfora, pitosfori ecc. oltre ad una fauna tipica della fascia prealpina, tra cui molte specie di passeriformi, rapaci, tassi, fame, ricci. scoiattoli ecc. Ancora in fase di formazione il Parco delle Orobie che comprende buona parte della montagna bergamasca e di quella valtellinese. Segnaliamo infine il Parco Fluvia- le dei Serio costituito nella parte meridionale dei corso e che forse verrà ampliato.
Nel Comune di Vaibrembo esiste inoltre il Parco Faunistico delle Cornelle che ospita. in una zona ricca di verde, decine di specie di animali di tutti i continenti. Una presenza di altissimo valore scientifico e naturalistico. famosa anche a livello internazionale, è il Sentiero dei Fiori, nei comuni di Oltre il Colle e Zarribla. in cui. in un ambiente montano di grande suggestione, vivono piante di antichissima origine sopravvissute alle ere Glaciali. Da noti dimenticare, inoltre, la riserva naturale della Valle dei Freddo, di cui è fatta menzione a parte.

ARTE E FOLCLORE Oltre alle numerose e interessanti esposizioni offerte dalla città di Bergarno diamo un'occhiata ai musei della Provincia. Ad Almenno S. Bartolomeo il Museo dei Legno di Tino Sana. dove si ammirano attrezzi. utensili. la ricostruzione di botteghe e di oggetti come alcune carrozze, con l'angolo dei burattini e il Museo della Bici con ]a storia di un campione, Felice Gimondi. Ad Ardesio il Museo Etnografico dove sono presentate le attrezzature delle miniere e quelle usate per lavorare i metalli, gli oggetti di boscaioli e carbonai e quelli che riguardavano la coltivazione e la lavorazione del lino. Interessante anche il Museo d'arte e cultura africana, a Calcinate, con la ricostruzione di un villaggio africano a grandezza naturale.
Il Museo permanente dei Presepio a Dalinine (800 presepi), il Museo della Basilica di Gandino, l'Accademia di belle arti Tadini di Lovere con ]a ricchissinta esposizione di quadri. il Museo dei Magli a Ponte Nossa ricavato in un antico inaglio ancora funzionante. la Casa-Museo dei Fantoni a Rovetta. dove si possono ammirare oggetti, strumenti, progetti dei grandi scultori del legno. A Schilpario si trova un altro importante museo etnografico con la ricostruzione della vita della valle. A Sotto il Monte si segnala il Museo di Papa Giovanni XXIII. A Zogno il Museo della Valle con raccolte di tipo etnografico sulla civiltà e la vita della zona. Zogno Museo della Valle

ARCHEOLOGIA Importante anzitutto una visita al riccamente dotato museo archeologico di Bergamo, nella cornice storica di Piazza Cittadella. In provincia, testimonianze dell'archeologia della Bergamasca si trovano nel Museo della Valle a Zogno. risalenti a diversi periodi e in particolare all'età del bronzo, oggetti venuti alla luce in alcune grotte come la Busa de l'Andrea, la Busa de l'Edera, la Busa dei Pusiù che si trovano tra Zogno e Sedrina, non lontane dalla Grotta delle Meraviglie. Altre zone di interesse archeologico in provincia si trovano a Parre, dove negli ultimi dieci anni, in località Castello, sono stati rinvenuti oggetti dell'età dei ferro e dove sono stati scoperti i resti di un villaggio dell'epoca. Insediamenti interessanti da un punto di vista storico anche a Clanezzo, al principio della Valle Imagna e a Rota Imagna. nella stessa valle. A Rota Imagna si trova la Tomba dei Polacchi dove vennero rinvenuti oggetti di ceramiche e resti umani in Valle Seriana furono effettuati ritrovamenti interessanti a Castione della Presolana nella Grotta della Mandibola e dei Riparo della Lancia. In Valle Cavallina il famoso Buco dei Corno a Entratico, con oggetti e resti umani preistorici.

I CASTELLI Numerose le testimonianze dei passato guerresco dal medioevo fino al secolo scorso: castelli, rocche, fortificazioni sono presenti in Bergamo Alta e provincia. Nella pianura bergamasca sono ospitati i castelli più interessanti. Possenti. carichi di storia e ancora ben conservati, sono un prezioso e suggestivo ricordo di un'epoca legata in particolare alla figura del grande condottiero Bartolorneo Colleoni. Celebre quello di Malpaga, frazione di Cavernago, risalente al '400, con il fossato e il ponte levatoio. All'interno un grande cortile con loggiato. e nelle belle sale cicli di affreschi di diversi secoli dal '400 al '700. Bartolorneo Colleoni acquistò il castello in rovina nel 1456 e lo riedificò trasformandolo nella sua abitazione. A Cavernago un'altra bella fortificazione. anche questa dal 1470 proprietà del Colleoni, passata poi ai Martinengo che nel '500 la ingentilirono e trasformarono in abitazione. A Urgnano è possibile visitare la bella Rocca Viscontea, Castello dei Conti Albani, che ha origine nel 1354. con pianta quadrata, due torri all'ingresso, fossato e merlatura di ispirazione ghibellina. All'interno affreschi dei Seicento. A Romano di Lombardia si erge una rocca, in buono stato di conservazione, con due corti interne, un pozzo e resti di affreschi. I Visconti la fortificarono nel Trecento~ dapprima degli Sforza e poi conquistata dal Colleoni. Sede della biblioteca comunale. A Pagazzano il Castello Visconteo, che risale forse a prima dell'anno Mille. Venne ricostruito tuttavia dai Visconti nella seconda metà dei Quattrocento con cinque torri di cui ne restano tre. Si trova in buone condizioni e ospita un'azienda agricola. Da menzionare inoltre il Castello Visconteo, di Brignano Gera d'Adda (sec. XVIII), fastosa sede di campagna con bel cortile d'onore, il Castello dei Suardi di Bianzano con affreschi ed il Castello dei Conti Calepio nel paese omonimo, d'origine medievale, trasformato nel '400 a residenza, suggestivamente inserito in un borgo che presenta anche un notevole complesso fortificato carolingio posto presso la Chiesa parrocchiale. A Costa di Mezzate è tutt'ora abitato il bel Castello Camozzi Vertova, ricco di opere d'arte, fatto costruire per la difesa di Bergamo contro il Barbarossa. Nelle valli ricordiamo il Castello di Clanezzo in una zona naturale di incanto, il Castello Ginami di Gromo e sul lago di Endine il Castello di Monasterolo con origine nel XIII secolo.

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