Monte Sant\'Angelo - Foto Comunità Montana del Gargano Gargano. Spirito mediterraneo
Lo spirito mediterraneo che vive in Gargano colpisce tutti i turisti. Questa penisola della Puglia tuffata verso la Grecia e le coste balcaniche, ha raccolto nei secoli l'anima del "grande mare" degli antichi, i contrasti forti della natura.
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Mattinata

Durante le stagioni che si susseguono, i cromatismo si moltiplicano o si uniformano raccontano de L'Uomo e la Terra. Da sempre l'Uomo ha cercato di strappare spazi e terre alla Natura, per avere luoghi su cui costruire case, campi su cui lavorare ed aree dove far pascolare e crescere gli animali. Per sopravvivere si è sempre adoperato per rendere dome e vivibili zona aspre spesso inaccessibili.
Il Gargano è un vero e proprio esempio di come, attraverso la tenacia ed il lavoro, i popoli riescano ad inserirsi ed a far nascere e sviluppare la vita anche in un luogo dalle caratteristiche morfologiche apparentemente impossibili da addomesticare.
In Gargano non solo l'uomo ha portato la civiltà, ma è riuscito ad adattarsi al territorio senza alterarne o modificarne la struttura originaria.
Da questo secolare rapporto di convivenza nascono le suggestioni ed il fascino di molte aree del promontorio garganico.
Si pensi a Peschici, in bilico su di una scogliera mozzafiato o a Monte Sant'Angelo, arrampicata ad 800 metri sul livello del mare, abbracciata alla grotta che l'Arcangelo Michele scelse per apparire agli uomini. Si pensi alle case di Vico che seguono, a schiera, le curve del colle che le ospita.
Questi sono pochi esempi che testimoniano l'antropizzazione del territorio nella sua forma più affascinante: il rapporto sottile e segreto tra Uomo e Natura, rapporto di convivenza secolare, che illude il viaggiatore facendogli credere che quelle case, quei castelli siano frutti spontanei della pietra, naturale prosecuzione della roccia, della terra, i figli legittimi della natura.

La Terra del Cielo
Ci sono luoghi che per la loro storia, la loro posizione geografica o per eventi eccezionali sono avvolti da un'aura diMattinata sacralità che pervade ogni spazio, che rende la presenza della divinità quasi tangibile a chi vi si avvicina. La morfologia di una terra, la presenza di spazi ampi o estremamente angusti inducono l'uomo ad un incontro con se stesso, con la propria spiritualità.
Il Gargano è per questo una terra "sacra", che ha visto nel corso dei secoli l'affermazione forte di luoghi di incontro religioso tra i più importanti del mondo. L'asperità di grotte e monti, la pace di foreste e vallate sono state testimoni di eventi che hanno influenzato la vita dei popoli di mezza Europa.
L'apparizione dell'Arcangelo Michele sul monte Gargano è di certo il fulcro religioso dell'intero promontorio. Le vicende legate alla consacrazione della grotta hanno innescato pellegrinaggi ed atti di devozione che si sono protratti nei secoli fino ai giorni nostri, hanno determinato la costruzione di un bellissimo santuario, hanno fatto giungere in Gargano santi e regnanti, uomini e donne di ogni ceto sociale da ogni parte del mondo. Tutti giungevano nella grotta buia e fredda che l'Arcangelo aveva scelto come sua dimora sulla terra.
Ma non è solo il culto micaelico ad esaltare la religiosità sul Gargano. Basta vedere le molte chiese, circondate dagli scenari più belli, come, ad esempio il Convento di San Matteo a San Marco in Lamis, impreziosito da una biblioteca antica. Nel corso del '900 poi, la vicenda umana e religiosa di Padre Pio, che a San Giovanni Rotondo si ritirò a vivere, ha emozionato i moltissimi fedeli che ogni anno giungono nel centro garganico.

La tavola dei cinque sensi 
Guardare una tavola imbandita con piatti e prodotti del Gargano è un piacere che coinvolge tutti i sensi. Si resta subito affascinati dalla varietà dei colori di frutti,Gargano piatti di carne e di pesce, verdure, formaggi e minestre. I profumi non tardano ad imporsi prepotentemente lasciando che aromi forti e delicatissimi confondano chi sta per mettersi a tavola.
Gustare le pietanze, assaporare ricette e combinazioni, non è l'ultimo atto del viaggio attraverso la cucina del Gargano.
C'è la storia di questa terra che inizia a parlare e racconta delle "invenzioni" culinarie, a volte dettate dalla ristrettezza dei mezzi e dall'assenza di una dispensa ricca, dei differenti biotipi che hanno permesso combinazioni fra cibi montani e marini o lacustri, delle molte popolazioni che in Gargano sostarono e che ne contaminarono le tradizioni alimentari.
Attraversando l'intero promontorio gli incontri con una cucina vera e forte saranno infiniti, vista anche le moltissime variazioni che, da paese a paese, hanno subito le ricette più antiche. Si banchetterà con agnelli, capretti, anguille, soppressate, insalate di arance e limoni, ostie ripiene, caciocavalli, fave e cotiche, zuppe di lumaca, vincotto d'uva o di fichi, fichi d'india, maccheroni con sugo di capra .... e su tutti, il viaggiatore non potrà non innamorarsi del sapore particolarissimo dell'olio che questa terra produce generosamente.

 

Ringraziamo la Comunità Montana del Gargano per i testi e le immagini gentilmente forniti

 

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