Teatro Vittorio Emanuele - AAST Messina Messina e dintorni
Situata sulla punta settentrionale della Sicilia, nota anche come "città dello stretto", Messina accoglie il viaggiatore che sbarca su questa meravigliosa isola così ricca di profumi, leggende, storia e tutti le sfumature della terra, del sole.
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LA STORIA

Messina Catali Nuova

I greci di Calcide in Eubea, guidati da Periere e Cratemene, pongono, in riva allo stretto, Zancle, una delle prime colonie d'occidente (sec. VIII a.C.). Presto la Zecca cittadina inizia a battere monete tra le più antiche al mondo, avviando una consuetudine mantenuta fino al sec. XVII.

L'originaria popolazione di Zancle viene però sopraffatta da altre genti provenienti dalla greca Messenia ed è così che il nome del sito muta in Messene (sec. V a.C.). Tale nome resiste fino a quando la città viene occupata dai Mamertini, mercenari campani già al soldo di Siracusa (sec. III a.C.). Roma, chiamata in Sicilia da Messina, origine della prima guerra punica, vi si lega con uno speciale trattato facendo di Messana (questo il nome romano) un porto militare e un attrezzato porto commerciale.
Da questo antico stato di cose, accentuatosi sempre più nel Medioevo, Messina trae una speciale condizione economica e una fisionomia politica particolare che la portano a divenire una sorta di città-stato, analoga ad un libero comune dell'Italia centro-settentrionale.
La città e il suo territorio sono gli ultimi a cadere nelle mani degli arabi nel IX secolo e i primi a liberarsene grazie al gran Conte Ruggero il Normanno che, nel 1061, da qui muove alla riconquista di tutta la Sicilia. I primi re normanni fondano il Palazzo reale di Messina e il Monastero del Santissimo Salvatore, attrezzato con un importante "scriptorium" in cui si producono e conservano preziosi codici: segni di prestigio e di cultura rispettivamente alla base della fisionomia autonomistica della città rispetto al regno di Sicilia e dell'insofferenza per il ruolo egemone di Palermo nell'Isola.

Con le imprese connesse alle crociate, Messina, ulteriormente fortificata da Riccardo Cuor di Leone, è un porto fondamentale per il viaggio delle armate occidentali in Terra Santa. Vi fioriscono i commerci e suoi mercanti fonderanno una loggia in Medio Oriente. In un crescendo interrotto solo dalle vicende del "Vespro" nel XIII secolo, Messina giunge al periodo d'oro della sua storia: tra il Quattrocento e la fine del Seicento. L'Umanesimo fiorisce con il grande Antonello, il grecista Costantino Lascaris, il geniale Francesco Maurolico, il matematico Giuseppe Moleti, il Montorsoli. A tal segno giunge la ricchezza di Messina nel corso del XVII sec. che essa, ormai sede vicereale in cui il Vicerè ha l'obbligo di soggiornare per almeno metà dell'anno, propone alla corona di Spagna l'acquisto dell'intera Sicilia orientale, in contanti, per istituire un vicereame a se stante. La Spagna, nell'intento di ridimensionarne la potenza finisce per scatenare la reazione sotto forma di quattro anni di guerra(1674-1678). Messina, prima assistita da un corpo d'armata inviato in soccorso da Luigi XIV di Francia e poi abbandonata nell'impari lotta, infine soccombe.
Ancora uno sprazzo di luce vive la città nel Settecento dando, tra l'altro i natali al grande architetto Filippo Juvarra, ma un gran terremoto, nel 1783, la abbatte di nuovo. Di nuovo risorge e partecipa ai moti risorgimentali dell'Ottocento ribellandosi, prima in Italia, il primo settembre 1848. Un altro catastrofico sisma, nel 1908, vibra un colpo mortale alla città. Quasi 70.000 cittadini muoiono .....
Messina rinasce ancora, questa volta nelle vezzose forme dell'architettura eclettica dei primi del novecento, ma l'ultima prova le tocca in sorte sotto forma di devastanti bombardamenti, nell'estate del 1943.


LA GASTRONOMIA

Messina Colapesce GuttusoLa gastronomia messinese è giustamente rinomata, con la pasticceria e l'imbattibile gelateria. Una visita della città tendente a scoprire le particolari sfumature della millenaria cultura, che in cucina finiscono sempre per entrare, non può prescindere dalla degustazione di pietanze, dolci e gelati. La tipica prima colazione messinese, specie in estate, consiste in un bicchiere di granita di caffè o fragola con panna, accompagnato da una morbida brioche.

A pranzo, ai primi piatti come "la pasta 'ncaciata" (pasta, carne e formaggio filante con le uova) si può sostituire "la ghiotta di piscistoccu" (lo stoccafisso) trance di pesce sapientemente cotte per più di tre ore in un intingolo di salsa, patate, capperi e altri aromi.
"Costardelle" fritte, "spatola" e frutti di mare sono alternative meno sofisticate rispetto al pescespada, re dello Stretto, che fa la sua comparsa in tavola anche sotto la forma di delicatissimo involtino, con mollica di pane, come secondo piatto. La versione di carne di questo piatto è costituita da "braciole" che si accompagnano con tanta insalata.  I contorni sono quelle di melanzane come la "caponatina" e le "crispelle" che possono essere anche fatte col cavolfiore. Al momento del dolce ci si può davvero sbizzarrire, ma cannoli e "pignolata" (dolce di strutto, uova, zucchero, limone e cioccolato) restano i classici. Nel pomeriggio si gusterà un delizioso cono gelato artigianale.

Si ringrazia l'Azienda per il Turismo di Messina per la gentile concessione di testi ed immagini tratti dal sito 

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