Afro, Foro romano 1935; credits Fondazione Archivio Afro; photo Massimo Napoli Afro Burri Capogrossi - Alfabeto senza parole
Una grande esposizione a Palazzo della Penna mette a confronto tre protagonisti dell'arte italiana del Novecento, raccontando il passaggio dalla figurazione all'astrazione attraverso più di cento opere, materiali d'archivio e documenti inediti.
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6 luglio 2025, Palazzo della Penna - Centro per le Arti Contemporanee ospiterà la mostra "Afro Burri Capogrossi. Alfabeto senza parole", un'esposizione che mette a confronto il percorso di tre protagonisti dell'Informale italiano: Afro Basaldella (1912-1976), Alberto Burri (1915-1995) e Giuseppe Capogrossi (1900-1972).

La mostra, curata da Luca Pietro Nicoletti e Moira Chiavarini, con il coordinamento scientifico di Alessandro Sarteanesi, indaga il momento di svolta stilistica che ha visto i tre artisti superare le ricerche figurative degli anni Trenta e Quaranta per sviluppare, nei primi anni Cinquanta, una propria individualità formale di respiro internazionale.

Un ritorno alle fondamenta della storia museale

"È persino troppo facile giocare con il titolo di questa mostra", dichiara Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia, "tuttavia è innegabile che oggi Palazzo della Penna riparta proprio dall'ABC, dalle fondamenta della sua recente storia museale. Dopo il successo dell'esposizione dedicata a Dorothea Lange, con quasi 8000 visitatori e più di 400 cataloghi venduti, adesso il nostro spazio per l'arte contemporanea si sofferma su un momento storico pieno di fermento, riportando Burri in città e mettendolo a confronto con due compagni di avventura di straordinario profilo come Afro e Capogrossi. Perugia torna a riaffermare la sua voglia di contemporaneità e Palazzo della Penna riprende a dialogare con il sistema dell'arte nazionale e internazionale".

Per Marco Pierini, Vicesindaco e Assessore alle Politiche culturali del Comune di Perugia, "Con ABC, Palazzo della Penna riafferma la sua vocazione, recentemente ritrovata, di Centro per le Arti Contemporanee, e lo fa riportando a Perugia il maggiore artista umbro del Novecento assieme ad Afro e Capogrossi, raccontando quel delicato momento del secondo dopoguerra durante il quale molti artisti giovani (ma anche maturi come Capogrossi) svilupparono l'esigenza di superare la figurazione e cimentarsi con le variegate ricerche dell'Informale".

Il percorso della mostra: oltre cento opere

L'esposizione presenta più di cento opere provenienti dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l'Accademia di Belle Arti di Perugia, le Fondazioni e gli Archivi degli artisti e numerosi prestatori privati. Prodotta e organizzata dal Comune di Perugia e Magonza, con la partecipazione della Fondazione Archivio Afro, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e Fondazione Archivio Capogrossi, la mostra permette di seguire l'evoluzione artistica dei tre maestri.

"Questa mostra", afferma Luca Pietro Nicoletti, "racconta il percorso di tre grandi maestri del Novecento, di età diverse ma che hanno vissuto lo stesso clima culturale, mettendo a confronto l'evolvere delle loro ricerche in una stagione cruciale. Dagli anni Trenta alla fine dei Cinquanta, compresa la drammatica parentesi della guerra, il lavoro di Afro, Burri e Capogrossi si fa via via sempre più astratto. In questo modo, i tre entrano rapidamente nel circuito internazionale, ma allo stesso tempo raccontano attraverso il segno, il colore e la materia, un'Italia che si sta trasformando".

Roma, punto di incontro e trampolino internazionale

Oltre a una concomitanza cronologica delle rispettive conversioni a un linguaggio di segno e materia, ad accomunare Afro, Burri e Capogrossi fu la loro presenza attiva a Roma, punto di snodo fondamentale per quelle indagini che li porteranno ad esplorare i modelli francesi e americani.

La capitale italiana fu luogo di incontri e trampolino di lancio verso la scena internazionale, soprattutto newyorkese, dove le loro ricerche riscossero un significativo successo. Afro, ad esempio, che nel 1950 già si trovava a New York per collaborare con la Catherine Viviano Gallery, passò da una pittura neocubista ad una astratta, contraddistinta da una intensa libertà gestuale, da un uso espressivo e lirico del colore, dalla caratteristica stesura a velature.

Dal canto suo, Alberto Burri compie il suo passaggio all'astratto intorno al 1947-48, con opere in cui la materia (legno, ferro, sacchi di juta, pietra pomice, plastica, cellotex e Vinavil) assume rilevanza nello sviluppo di un nuovo alfabeto astratto.

Capogrossi, la cui cifra si distingue dalla matericità di Burri per la modulazione del suo "segno" di elementare semplicità in infinite combinazioni, divenne ben presto un protagonista, al punto da essere rappresentato negli Stati Uniti, nel 1955, insieme ad Afro e Burri, alla fondamentale mostra "The New Decade. 22 European Painters and Sculptors", allestita al MoMA.

Le opere su carta e i materiali d'archivio

Una sezione dell'esposizione è riservata alle opere su carta di Afro, Burri e Capogrossi, consentendo di porre l'attenzione sul tema del disegno, che entrando nei meccanismi più intimi dell'elaborazione creativa, lascia emergere i tentativi, le ipotesi e le idee foriere di novità.

La mostra intende anche approfondire, attraverso materiali d'archivio – alcuni inediti –, riviste, cataloghi dell'epoca, libri d'artista, l'interesse che critici, poeti e letterati ebbero nei confronti dei tre artisti; esemplari sono i casi di Emilio Villa, Leonardo Sinisgalli e Cesare Brandi.

Il catalogo

Accompagna l'iniziativa un catalogo pubblicato da Magonza, a cura di Luca Pietro Nicoletti e Alessandro Sarteanesi, che presenta un saggio di Luca Pietro Nicoletti, una conversazione tra Moira Chiavarini, Tommaso Mozzati e Marcello Barison, due testi di approfondimento di Andrea Cortellessa e Francesca Romana Morelli, e tre schede sugli artisti di Francesco Donola, Mattia Farinola, Gaia Simonetto.

Mostra Afro Burri Capogrossi a Palazzo della Penna Perugia

Informazioni pratiche

Titolo mostra: Afro Burri Capogrossi. Alfabeto senza parole
Sede: Palazzo della Penna – Centro per le arti contemporanee (via Podiani 11), Perugia
Date: 18 aprile - 6 luglio 2025
Orari: martedì-domenica: 10.00-19.00
Aperture straordinarie: lunedì 21 e lunedì 28 aprile 2025
Biglietti: intero: €10,00; ridotto: €5,00
Informazioni: T. 075.3745272; E: info.perugia@lemacchinecelibi.coop
Sito web: turismo.comune.perugia.it
Catalogo: Magonza

 
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