Apollo E Dafne, 1967 da Corrado Cagli Asti. Città degli arazzi
Dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, dal 19 settembre la Fondazione Asti Musei organizza a Palazzo Mazzetti una mostra esclusiva interamente dedicata al territorio e alla grande manifattura locale: Asti, Città degli arazzi.
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Dopo il grandissimo successo ottenuto con la grande mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia” conclusasi il 16 febbraio e che ha raggiunto il suo record di visitatori con 58.798 presenze e dopo la chiusura dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, dal 19 settembre la Fondazione Asti Musei organizza a Palazzo Mazzetti una mostra esclusiva interamente dedicata al territorio e alla grande manifattura locale: Asti, Città degli arazzi.

Apollo e Dafne

Asti riprende il via e lo fa partendo proprio dalla sua storia, da alcuni grandi personaggi che ne hanno segnato le tappe e che, tramite l’arte del telaio, l’hanno resa nota in tutto il mondo per maestranze e prodotti di eccellenza. Attraverso l’esposizione di 21 arazzi, la città vuole rendere omaggio all’attività di Ugo Scassa e di Vittoria Montalbano, due delle più prestigiose manifatture astigiane protagoniste di un capitolo importante e unico nell’ambito del rapporto tra la città e l’ambiente artistico e culturale a partire dagli anni Sessanta del Novecento.

In mostra grandissimi esempi realizzati da questi laboratori che hanno sia interpretato capolavori del Novecento che avviato collaborazioni con noti artisti italiani: gli arazzi Apollo e Dafne (1967) di Corrado Cagli; Composizione astratta (1968) e Pittura Murale (1980) da Luigi Spazzapan; Teatro delle Marionette da Paul Klee e Tiro al bersaglio (1986) da Felice Casorati e sempre dall’arazzeria Scassa proviene Composizione astratta (2005) di Paolo Conte. Di Valerio Miroglio sono Omaggio a Rubens e Doppio sole (1989), Flora (1991) e F. Bomb (1986) e sempre realizzate al telaio da Vittoria Montalbano sono le opere esposte di Francesco Preverino, Sandro de Alexandris ed Eve Donovan.

La mostra Asti, Città degli arazzi è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dalla Regione Piemonte, dal Comune di Asti e dalla Camera di Commercio di Asti, sponsor Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e con la collaborazione di Arthemisia per la comunicazione e la promozione.

LA MOSTRA

L’ARAZZERIA SCASSA: STORIA E COLLABORAZIONI

Nelle più recenti esposizioni -tra cui quella di Alessandria (Antichi ordini per nuove trame. Gli arazzi di Vittoria Montalbano, 2006), Caraglio (Mural2018) e Venezia (2018-2019) -si è sottolineato il ruolo di Asti nell’inserimento dell’arte antica dell’arazzeria all’interno del dibattito culturale del secondo dopoguerra. All’iniziativa di Ugo Scassa si deve la nascita del primo laboratorio di tessitura di arazzi con telai ad alto liccio. Successivamente -con la collaborazione di Corrado Cagli -la manifattura, situata dal 1966 nella Certosa di Valmanera, si impone all’attenzione degli artisti e dei critici italiani. Oltre a far riprodurre in arazzo molte sue opere, tra cui il grandioso esempio di Apollo e Dafne (1967) esposto in mostra, Cagli coinvolge in questa impresa Mirko, Guttuso, Clerici e altri. Inoltre vengono realizzate riproduzioni di opere pittoriche di Luigi Spazzapan, Antonio Corpora e L’esordio della manifattura di Asti è legata al prestigioso concorso del 1960, per la decorazione del Salone delle feste di Prima Classe della nave Leonardo Da Vinci. La Società di Navigazione Italiana aveva nominato una commissione presieduta dal critico d'arte e politico Giulio Carlo Argan (1909 – 1992), con il compito di selezionare gli artisti e scegliere il laboratorio di esecuzione degli arazzi. A vincere l’appalto fu Ugo Scassa ed è così che ad Asti furono eseguiti 16 arazzi per il Salone delle Feste del grande transatlantico, simbolo dell’affermazione dell’Italia e grande galleria d’arte viaggiante. Un periodo di grandi successi per l’arazzeria astigiana che si aggiudicò la committenza di nuovi arazzi per le navi Michelangelo e Raffaello (tema del video prodotto nel 2013 dalla Fondazione Cassa di Risparmio e presente in mostra).  Da quel momento, il laboratorio astigiano ha continuato a tradurre in arazzo opere di altri pittori puntando anche sul metafisico, sul mitico e sul favoloso: Max Ernst, Giorgio De Chirico, Paul Klee, Matisse, Kandinsky, Mirò e Botero, Guttuso, Sironi, Mirko, Muzzi, Gribaudo e Tadini; ci sono poi gli arazzi tratti dal disegno computerizzato dei progetti architettonici come nel caso dei lavori di Renzo Piano.

L’esposizione di Palazzo Mazzetti accoglie Apollo e Dafne (nel Salone d’Onore), dove sono evidenti i riferimenti alla cultura manieristica cara all'immaginazione di Corrado Cagli (Pontormo, Rosso Forentino, Primaticcio), due arazzi tratti da opere di Luigi Spazzapan (Pittura murale, 1980; Composizione astratta, 1968) e la magia della trama reinterpreta con grande sensibilità in Tiro al bersaglio (1986), tela dipinta da Felice Casorati nel 1919. Dall’amicizia di Scassa con Paolo Conte nasce Composizione astratta (2005), che può essere letta anche come un omaggio dell’avvocato-cantautore astigiano all’espressionismo astratto e a quella grande stagione dell’arazzeria la cui piena affermazione è dovuta alla committenza degli arazzi quale arredo per le grandi navi italiane. Il laboratorio di Asti ha realizzato inoltre anche gonfaloni e di questi sono presenti in mostra lo stendardo della Provincia di Asti (2002) e il bellissimo Palio progettato da Ugo Scassa e vinto nel 2010 dal Borgo Tanaro Trincere e Torrazzo. Entrambi i gonfaloni sono caratterizzati da richiami alla grande pittura: dalle figure eseguite tra Quattro e Cinquecento dall’astigiano Gandolfino da Roreto, alla celebre tela di Giorgio De Chirico con il cavallo Arione, immortale e divino.

L’ARAZZERIA MONTALBANO: STORIA E COLLABORAZIONI

Lungo questo percorso espositivo di “intrecci del Novecento” si possono inoltre ammirare magnifiche opere di un altro grande nome dell’arazzeria astigiana: Vittoria Montalbano, che dopo un’importante collaborazione presso la manifattura di Scassa diretta da Cagli inizia, dopo la morte dell’artista marchigiano (1976), un percorso di ricerca finalizzato alla realizzazione dell’arazzo a diretto contatto e con la partecipazione dell’artista. La tecnica utilizzata dalla Montalbano è sempre quella della lavorazione sul telaio verticale ad alto liccio, che consente di ottenere un prodotto più curato e preciso. Sotto la direzione artistica di Miroglio e quella tecnica di Vittoria, nell’arazzeria Montalbano nascono circa venti arazzi, e la mostra a Palazzo Mazzetti ne accoglie una speciale selezione che è testimone della loro grande collaborazione dal 1980. Tra questi si possono ammirare quelli della collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti come la Scoperta dell’America, eseguito in occasione delle Colombiadi (1992) e Creazione (1983), Omaggio a Rubens e Doppio Sole (1989) della collezione della Banca di Asti, nei quali si riscontrano monumentali omaggi al repertorio rinascimentale e barocco d’immagini. Ma non solo: altri artisti hanno subito il fascino delle potenzialità espressive della tessitura e tra questi in mostra sono presenti Francesco Preverino con Subway (2004) e La mia anima (2004), Sandro de Alexandris con Stanza (1999) e Giardino (2001), Eve Donovan con Drum (1992).

Il percorso di visita comprende anche l’incredibile "esplosione” floreale F. Bomb (1986) e Flora (1991) entrambi di Miroglio- Montalbano e provenienti da collezioni private.  L’arazziera ha potenziato il suo linguaggio intraprendendo nuove strade anche diverse dall’antica tecnica dell’alto liccio, come quella della fiber art. Dopo la morte di Miroglio nel 1991, Vittoria Montalbano ha scelto di coinvolgere artisti dalla visione più intima che le permettevano di sperimentare creando mélanges di 6-8 fili o hachures con cuciture direttamente eseguite al telaio, interpretando con sensibilità personale i progetti degli artisti scelti. L’ arazzo diventa mezzo per un nuovo tipo di comunicazione, talvolta fuori dalle logiche di mercato.

SEDE
Palazzo Mazzetti Corso Vittorio Alfieri, 357 14100 Asti
INFORMAZIONI FONDAZIONE ASTI MUSEI
www.fondazioneastimusei.it info@fondazioneastimusei.it
T. +39 0141 530403

ORARI

Martedì – domenica 10.00 - 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) Lunedì chiuso

SCHEDA TECNICA

Titolo
Asti, Città degli arazzi

Sede
Palazzo Mazzetti Corso Vittorio Alfieri, 357 Asti

Date al pubblico
19 settembre 2020 - 17 gennaio 2021

Realizzata da
Fondazione Asti Musei Fondazione Cassa di Risparmio di Asti Regione Piemonte Comune di Asti Camera di Commercio di Asti

In collaborazione con
Gruppo Arthemisia per la comunicazione e la promozione
Sponsor
Gruppo Cassa di Risparmio di Asti
Mostra a cura di
Andrea Rocco

Orario apertura
Martedì – domenica 10.00 - 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) Lunedì chiuso
L’ingresso alla mostra Asti. Città degli Arazzi è compreso nello smarticket che consente di visitare i sei siti della Fondazione Asti Musei (Palazzo Mazzetti, Cripta e Museo di Sant’Anastasio, Palazzo Alfieri-Museo Guglielminetti, Domus Romana, Torre Troyana* Complesso Monumentale di San Pietro ) .
*Dal 1° novembre al 31 marzo, la torre rimarrà chiusa per motivi di sicurezza

Biglietti

Intero: 10 €
Intero sito singolo: 5 € (ingresso a un solo sito)
Ridotto: 8 € (over 65, under 18, studenti universitari con
tesserino)
Ridotto residenti ad Asti e provincia: 5 € (per tutti i siti dello
smarticket)
Ridotto gruppi + siti: 8 € (gruppi fino a 15 persone)
Ridotto gruppi 1 solo sito: 5 € (gruppi da 12 a 15 persone)
Ridotto scuole: 5 € (ingresso comprensivo di visita guidata)
Ridotto scuole: 3 € (solo ingresso)
Omaggio: (sotto i 6 anni, disabili con accompagnatore,
guide turistiche, giornalisti accreditati, 1 accompagnatore
per gruppo, 2 insegnanti per gruppo classe)
Coupon Banca di Asti
Abbonamento musei
Torino+Piemonte Card

Visite guidate
(soltanto su prenotazione; gruppi da 12 a 15 persone)
Visita guidata mostra gruppi (1 ora): 
60 € (gruppi fino a 15 persone)
Visita guidata singola mostra (1 ora): 5 €

Laboratori didattici
Ridotto attività extrascolastica: 8 €  Ridotto scuole+laboratorio: 8 €

Informazioni e prenotazioni
T. +39 0141 530 403
www.fondazioneastimusei.it
didattica@fondazioneastimusei.it info@fondazioneastimusei.it

Hashtag ufficiale #MostraArazzi
Ufficio Stampa Arthemisia
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306

 
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