Festival Puccini: la Tosca Festival Puccini 2022 #la meglio gioventù
Il Festival dedicato a Giacomo Puccini nel 2022 affigge una proposta artistica che guarda al futuro, celebrando con l’Europa l’anno della gioventù e un italiano, Pasolini, che ai giovani ha parlato e a cui ha dedicato tanta della sua arte.
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FESTIVAL PUCCINI 2022 cartelloneIl tema guida del Festival Puccini 2022 sono i giovani ai quali il Festival guarda e per i quali ritiene opportuno rinnovare prospettive positive. L’appuntamento “tradizionale” con la musica di Puccini diventa anche spazio di riflessione, contenitore culturale aperto al contemporaneo, in cui condividere esperienze e timori del tempo che viviamo, e del futuro che possiamo immaginare. Una prospettiva che, ormai da qualche anno, sotto la guida di Giorgio Battistelli, direttore artistico della manifestazione, caratterizza la programmazione del Festival Puccini di Torre del Lago.
Giorgio Battistelli
“Lo spunto iniziale è arrivato dalla designazione, da parte dell’Unione Europea, del 2022 come “Anno europeo dei giovani”, che sono stati i più colpiti dalle conseguenze del Covid: dunque sarà un Festival incentrato sui giovani, compositori, musicisti e interpreti (come quelli dell’Accademia di Torre del Lago ndr). Ma dal momento che quest’anno ricordiamo anche i cento anni della nascita di Pier Paolo Pasolini, importante figura di intellettuale della cultura italiana, abbiamo scelto di unire le due ricorrenze. Il Festival Puccini, per il terzo anno di seguito, ha commissionato quattro nuove partiture a quattro diversi compositori di oggi: l’argomento da mettere in musica è per tutti loro lo stesso testo poetico tratto dalla nota raccolta di Pasolini, La meglio gioventù, che è diventato così anche il titolo del Festival di quest’anno”.
Un Festival Puccini che prosegue nel suo percorso di novità e molteplicità, affrontando molto temi del nostro presente. Un Festival relazionale che mettere quindi in relazione tutta l’opera di Puccini con il mondo in cui viviamo, con il nostro presente. È per questo che non vogliamo solo dare risposte, ma vogliamo continuare a porre domande.
Ci piace l’idea di suggerire, attraverso la musica di Puccini, un approfondimento sul Novecento storico europeo, per capire quali erano gli altri pensieri che, in quegli stessi anni, si sviluppavano contemporaneamente alla sua arte: per il prossimo anno stiamo valutando, in collaborazione con l’Opera di Roma, un possibile abbinamento fra un titolo operistico di Puccini e uno di un autore del Novecento storico. Si tratta di tracciare percorsi di lettura diversi, non codificati”.

LE CELEBRAZIONI LA #GIOVENTU’ E 100PASOLINI

Per il terzo anno consecutivo il Festival Puccini è committente di nuove opere, 4 nuove composizioni affidate ai giovani compositori italiani Marcello Filotei, Salvatore Frega, Andrea Manzoli, Roberta Vacca, sul tema dei giovani con il titolo la meglio gioventù (2 e 3 agosto) omaggio a PIER PAOLO PASOLINI di cui si ricorda nel 2022 l’anniversario dei 100 anni dalla nascita e ALL’ANNO EUROPEO DELLA GIOVENTÙ proclamato dalla Presidente Ursula von der Leyen, con l’obiettivo di sostenere la generazione più penalizzata dalla pandemia, infondendo loro nuove speranze, forza e fiducia nel futuro.
L’omaggio a Pasolini e l’attenzione ai giovani nel programma del Festival Puccini 2022 godono del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri

IL CARTELLONE “PUCCINIANO”

Quattro i titoli pucciniani in scena dal 15 luglio al 27 agosto per 13 magiche serate d’opera nello scenario unico del Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini Madama Butterfly - Tosca - Turandot - La Rondine
Due proposte di allestimenti frutto di collaborazioni con il Teatro dell’Opera di Roma (Tosca) e il Maggio Musicale Fiorentino (La Rondine) e due allestimenti del Festival Puccini Turandot e Madama Butterfly.
Manu Lalli, Pier Luigi Pizzi, Daniele Abbado e Denis Krief i registi del Festival Puccini 2022
20 i giovani artisti che dopo aver frequentato i corsi di alto perfezionamento della Puccini Festival Academy saranno protagonisti del cartellone 2022 ed avere l’occasione di debuttare a fianco di grandi artisti della scena internazionale
Novità sul podio che vede per la prima volta al Festival Puccini le bacchette di Michele Gamba, Robert Trevino e il gradito ritorno di Alberto Veronesi e Enrico Calesso.

Madama Butterfly 15 e 30 luglio/ 6 - agosto

 Giacomo Puccini si documentò per lunghi tre anni e studiò minuziosamente usi e costumi del Giappone per plasmare Cio Cio San, la sua eroina che a 117 anni dalla prima rappresentazione (Milano, Teatro alla scala 17 febbraio 1904) conserva tutto il suo irresistibile fascino. La Stagione 2022 vedrà in scena l’allestimento green per la regia di Manu Lalli. Un messaggio ecologico quello lanciato da Manu Lalli visivamente reso con un bellissimo bosco di alberi veri in scena. Alberi verdi nel primo atto che diventano secchi e aridi nel secondo e nel terzo, chiaro messaggio di denuncia contro la violenza di genere e la violenza che l’uomo perpetua ogni giorno ai danni della natura.
La natura, proprio come la piccola Butterfly - dichiara Manu Lalli - è complessa, appassionata, meravigliosa e fragile. E l’uomo civilizzato, crede spesso, con leggerezza, che sia a sua disposizione, pensa di poter fare di quella natura quello che vuole. Possederla e poi prosciugarla, impossessandosi di tutti i suoi tesori, di tutto il suo splendore, senza la volontà di conoscerla. La natura, come Butterfly, può morire se non ne avremo cura. Ma forse proprio come nell’Opera del grande
Puccini, il tempo della consapevolezza sta giungendo. Un messaggio a difesa della natura ma anche della donna e delle tante violenze che tante donne ogni giorno sono costrette a subire in forza dei loro sentimenti. Nello spettacolo di Manu
Lalli anche Kate è una donna, è vestita di rosso, ma con tutte le altre, al termine dello spettacolo, a difesa tutte le donne si spoglia dell’abito rosso per vestirne uno bianco per dire che se muore anche una sola donna moriamo tutte.
Sul podio alla testa dell’Orchestra e del Coro del Festival Puccini Alberto Veronesi, affermato interprete dello stile “pucciniano”

MADAMA BUTTERFLY

Tragedia giapponese in due atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Musica di Giacomo Puccini
Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 17 febbraio 1904

Regia, scene e costumi
Manu Lalli

Maestro concertatore e direttore d’orchestra
Alberto Veronesi

Cio Cio San Francesca Tiburzi Suzuki
Laura Verrecchia

F.B. Pinkerton
Vincenzo Costanzo

Sharpless
Alessandro Luongo

Goro Francesco Napoleoni
Il Principe Yamadori Yinshan Fan*
Lo Zio Bonzo Adriani Gramigni

Il Commissario Imperiale Zhihao Ying* L’ufficiale Del Registro Ivan Caminiti* Kate Pinkerton Rosa Vingiani*
La Madre Valentina Pernozzoli*
La Zia Lan Yao*
Yakuside Dario Zavatta*
La Cugina Licia Piermatteo*

Disegno luci Gianni Mirenda Maestro del coro Roberto Ardigò Assistente alla regia Lorenzo Mucci

*Artisti della Puccini Festival Academy 2022

Tosca 16 e 29 luglio/13 e 26 agosto

Tosca è certamente l’opera più drammatica di Puccini, crudeltà e sadismo fanno da sfondo alla storia d’amore e di morte ambientata a Roma nel 1800. Al Festival Puccini 2022 sarà presentata con l’ allestimento che porta la firma di Pier Luigi Pizzi e che vedrà sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini l’affidabile bacchetta di Enrico Calesso. Pizzi che firma anche scene e costumi compie uno spostamento temporale, per cui dalla Roma in età napoleonica si arriva all’Italia di fine anni Trenta. “Di questo momento storico ho sfruttato le tensioni politiche, l’arroganza del potere.”

Per la sua Tosca Pizzi, veste i personaggi con abiti anni Trenta e le guardie papaline con divise fasciste. Un approccio voluto da uno dei più grandi registi del melodramma per denunciare qualsiasi forma di totalitarismo che porta gli uomini al potere ad abusi verso il prossimo. "Mi interessava il tema del potere in mano a personaggi come Scarpia. Questo non vuole essere provocatorio, ma è uno spostamento d'epoca che permette di situare l'azione in un clima più dimesso", spiega Pizzi. "Tutto si svolge nella dimensione di un dramma borghese all'italiana, con le tensioni che si creano in presenza di un governo totalitario", e Tosca, non è assolutamente "una vittima” ma una donna che decide il suo destino con freddezza, ha la stessa statura di Scarpia e combatte contro l'arroganza del potere nella Roma
degli anni Trenta. Sul podio il gradito ritorno del Maestro Enrico Calesso.

TOSCA

Melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini
(prima rappresentazione 14 gennaio 1900, Teatro Costanzi, Roma) allestimento del Teatro dell’Opera di Roma
Regia/Scene/Costumi
Pier Luigi Pizzi

Maestro concertatore e direttore
Enrico Calesso

Floria Tosca
Svetlana Aksenova

Mario Cavaradossi
Ivan Magrì

Il Barone Scarpia
Roberto Frontali

Cesare Angelotti
William Corrò

Il Sagrestano
Giulio Mastrototaro

Spoletta
Shohei Ushiroda

Sciarrone
Alessandro Ceccarini

Un carceriere Ivan Caminiti Un pastorello
Carola Finotti (16/7-13/8) Gaia Niccolai (29/7-26/8)

Light designer e Assistente alla regia
Massimo Pizzi Gasparon

Assistente costumista
Lorena Marin

Maestro del coro Roberto Ardigò
Maestro del coro voci bianche Viviana Apicella

Turandot 23 luglio/5 – 12 e 20 agosto

 Turandot si arrende all’Amore! L’incompiuta pucciniana, l'opera con cui Puccini indaga a fondo nell'animo umano, rimase incompiuta proprio perché il Maestro esitò a lungo su come rendere la trasformazione della principessa di gelo che dalla naturale predisposizione verso la morte, alla fine per amore si apre alla vita.
Una produzione coprodotta con il Teatro Goldoni di Livorno, porta la firma alla regia di Daniele Abbado che ha visto in Turandot, capolavoro del novecento, un’opera di straordinaria modernità e sarà eseguita con il finale di Luciano Berio " Un’opera che ci consegna a un universo in cui coesistono mondi diversi- dichiara il regista-. La favola musicata da Puccini ci spinge verso una narrazione non letterale né tantomeno realistica. Si parte da una situazione archetipica: il mondo che irrompe in scena è in preda a una paralisi, in una situazione di crisi diffusa. Puccini non riuscì a completare Turandot. Anche con l’importante apporto di Luciano Berio, questo racconto scenico sembra non chiudersi su una fine, quanto piuttosto donare a Turandot il senso di un tentativo, un esperimento. Turandot come Opera Aperta, consegnata al destino di generare e ospitare finali di significato diverso” Un impianto scenico “contemporaneo” simbolico e minimale, per un’opera assolutamente moderna e in cui è evidente un importante approccio tecnologico grazie alle belle scene di Angelo Linzalata, corpi luminosi innovativi illuminano anche i colorati, moderni costumi di Giovanna Buzzi. Sul podio la prima volta a Torre del Lago Michele Gamba.

TURANDOT

Dramma lirico in tre atti, libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni musica di Giacomo
Musica di Giacomo Puccini
(prima rappresentazione 25 aprile 1926, Teatro alla Scala, Milano)

Allestimento del Festival Puccini

regia
Daniele Abbado

Maestro concertatore e direttore
Michele Gamba

La Principessa Turandot
Karine Babajanyan

L’imperatore Altoum
Kazuky Yoshida

Timur
Abramo Rosalen

Il Principe Ignoto (Calaf)
Theodor Ilincai

Liù
Emanuela Sgarlata

Ping Giulio Mastrotaro
Pang Didier Pieri
Pong Francesco Pittari

Un Mandarino Davide Battiniello*
I Ancella Francesca Paoletti*
II Ancella Ayaka Kiwada*
Principe di Persia Francesco Lucii*

Assistente alla regia Patrizia Frini Scenografo e light designer Angelo Linzalata Costumista Giovanna Buzzi
Coreografa Simona Bucci

Maestro del coro Roberto Ardigò
Maestro del coro voci bianche Chiara Mariani

*Artisti della Puccini Academy 2022

La Rondine 19 e 27 agosto

“Vedranno i posteri che bijou!”
Sarà presentata con un allestimento frutto di una collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino, l'opera che Puccini compose tra il maggio del 1914 e l'aprile del 1916 per il Carltheater di Vienna, ma che a causa della guerra non andò in scena a Vienna ma vide la sua prima a Montecarlo nel 1917.

Dopo la tiepida accoglienza che l’opera ottenne a Bologna, in occasione della prima italiana pochi mesi dopo il trionfo a Montecarlo del 27 marzo 1917, Puccini ebbe a dire: “Vedranno i posteri che bijou!” La Rondine non è certo “opera minore” come in tanti hanno definito questo lavoro pucciniano che anzi appartiene alla piena maturità artistica del Maestro, con tanti riferimenti alla produzione d’opera e operette europee, e a musicisti quali Massenet, Léhar e Offenbach. Protagonista dell'opera, Magda, ama la vita mondana parigina e aspira a un amore romantico e passionale. L’allestimento presentato a Torre del Lago vede la regia di Denis Krief e la direzione di Robert Trevino. Ne La Rondine – scrive Denis Krief- Puccini ci descrive un mondo di persone oziose, nullafacenti, una combriccola di amici che non sono più gli artisti squattrinati di la Bohème; qui i soldi ci sono, i maschi li hanno per via della famiglia o di qualche speculazione, le donne grazie alla seduzione, il desiderio di successo, di tappeto rosso, un po’ il mondo delle soubrette televisive di oggi. E' un mondo alla Bel-Ami di Maupassant. Così descritta, può sembrare una riduzione molto sessista della società, ma spesso il teatro leggero borghese di quell’epoca, il teatro detto di Boulevard, era così. L’intuizione di Puccini di condurci in questo mondo attraverso un'opera è veramente moderna e senz'altro nuova per lui.

UNA SPECIALE BOHEME DEL TEATRO DI LEOPOLI IN SCENA AL FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO

La musica veicolo di pace e solidarietà. Un sostegno agli artisti di un paese in guerra
Omaggio anche al grande soprano ucraino Solomija Krusceniski cittadina di Viareggio, nell’anniversario dei 150 anni dalla nascita celebrato anche dall’Unesco

FUORI PROGRAMMA IL 23 AGOSTO NEL GRAN TEATRO ALL’APERTO DI TORRE DEL LAGO VA IN SCENA LA BOHEME, 140 TRA TECNICI E ARTISTI ACCOLTI A TORRE DEL LAGO DALLA CITTADINA UCRAINA

Come reagire agli orrori delle guerre? all’imbarbarimento della società che ogni giorno ci restituisce immagini inequivocabili di sentimenti di odio tra popoli?
Noi pensiamo con la musica… noi crediamo, ancora, che la musica possa essere conduttore di pace e messaggero di solidarietà.
Ed è con questa convinzione e con questo obiettivo che la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago ha accolto fuori programma la SERATA SPECIALE in programma il prossimo 23 agosto che vedrà la rappresentazione dell’opera LA BOHÈME DEL TEATRO DI LEOPOLI NEL GRAN TEATRO ALL’APERTO GIACOMO PUCCINI DI TORRE DEL LAGO.
Una iniziativa dall’alto valore simbolico, un contributo alla ripresa di un Teatro, il celebre Teatro dell'Opera e del Balletto della Città di Leopoli, uno dei massimi monumenti storico- culturali della città che a causa della guerra ha dovuto interrompere le proprie attività ed inviare al fronte tanti dei suoi artisti.

La serata, che vede anche la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia a Kiev e dell’Istituto italiano di cultura sarà trasmessa in streaming e condivisa con il mondo intero. La serata è stata resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

LA BOHEME

Scene liriche in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini

Omaggio a Solomija Kruscelnytska a 150 dalla nascita

produzione
Lviv National Opera


Teatro Accademico Nazionale di Opera e Balletto di Leopoli Solomija Kruscelnytska

con il contributo straordinario di
Ministero degli Esteri
Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (Logo)

Regia - Giuseppe Visciglia
Maestro concertatore e Direttore - Ivan Cherednichenko Mimì Liudmyla Korsun
Rodolfo Mykhailo Malafii
Musetta Marianna Tsvietinska Marcello Dmytro Kalmuchyn Schaunard Yurii Shevchuk Colline Taras Berezhanskyi Benoit Dmytro Kokotko Alcindoro Yurii Tritsetskii Parpignol VitaIii Rozdaihora
Sergente dei doganieri Oleksii Kuvitanov
Un doganiere Yuriy Andrukhovych

Scene Mykhailo Ryndzak Costumi Oksana Zinchenko
Disegno luci Olexandr Mezentsev Assistente alla regia - Maryna Karkach

Orchestra e Coro Lviv National Opera
Maestro del Coro Vadym Yatsenko Coro delle Voci Bianche del Festival Puccini Maestro del Coro voci bianche Chiara Mariani

IL TEATRO DI LEOPOLI

Originariamente l'Opera di Leopoli si trovava sull'ex palude del fiume sommerso di Poltva poi è stata spostata in viale della Libertà, il fulcro alberato del centro storico di Leopoli, Patrimonio dell'umanità UNESCO situato nel distretto di Halych della città. Fu costruito tra il 1897 e il 1900 e originariamente era chiamato Grand Theatre . Per quattro decenni il teatro fu conosciuto come Teatro Accademico Statale dell'Opera e del Balletto di Leopoli Ivan Franko, essendo stato ribattezzato nel 1956 in onore del famoso poeta e attivista politico della città nel centenario della sua nascita. Nel 2000, l'Opera di Leopoli ha celebrato il proprio centenario con un altro nome, questa volta in onore di una delle figlie native della città, Solomija Krušel'nyc'ka, un rinomato soprano dell'inizio del XX secolo.

Solomija Krusceniski “la Duse dell’opera”

cantante lirica ucraina tra le più grandi di tutti i tempi
La sua voce unica e la sua marcata personalità conquistarono i teatri lirici di tutto il mondo

“Salomea Kruceniski Riccioni”. Dopo il successo in Madama Butterfly a Brescia (1904) decide di stabilirsi a Viareggio dove conobbe Cesare Riccioni sindaco di Viareggio. E i due si sposarono a Buenos Aires. Gli anni, fino al 1938 (data di morte di Cesare Riccioni) li vissero tutti a Viareggio.
Una voce unica, una personalità di grande spessore la resero una delle figure di spicco nel mondo della lirica, ma anche una delle donne ucraine più famose al mondo. Ancora oggi viene
celebrata e ricordata come una delle personalità più carismatiche della storia del Paese, così come è immensa l'eredità che ha lasciato, sia dal punto di vista artistico che umano. Solomija era nata a Biliavyntsi, oggi Regione di Ternopil (all’epoca regno di Galizia) in una famiglia di antiche e nobili origini. La sua famiglia era appassionata di musica: sua madre cantava in un coro e le trasmise la passione per il canto. Solomija si distingueva per la voce e il suo era un canto angelico, melodioso, che non passava inosservato. Al canto affiancò lo studio del pianoforte,

Fu lei l’interprete del trionfo di Madama Butterfly al Teatro Grande di Brescia dopo che l’opera era caduta alla sua prima al Teatro alla Scala. Era stato Puccini a chiederle di essere lei l’interprete e Salomea aveva preso molto sul serio questo impegno, tanto da trascorrere tre mesi a ripassare la parte, indossando perfino gli abiti di scena per immedesimarsi ancor più nel suo personaggio. Dopo il grande successo di Madama Butterfly a Brescia (28 maggio 1904) Salomea decide di stabilirsi a Viareggio dove conobbe Cesare Riccioni sindaco di Viareggio. E i due si sposarono a Buenos Aires dove lei si esibiva nel 1910. Gli anni, fino al 1938 (data di morte di Cesare Riccioni) li vissero tutti a Viareggio. Poi lei, rimasta vedova, donò la sua ampia biblioteca al comune e chiese di poter tornare a Leopoli, sua regione natale. La accontentarono poiché era una celebrità e le dedicarono il teatro nazionale. Purtroppo quelli furono anni nefasti, prima i nazisti poi i sovietici le impedirono di tornare in Italia, nell’amata Viareggio e così nel 1952 morì lontana. Anche se fu tumulata, dopo un immenso corteo funebre, in una monumentale tomba.

LA PROPOSTA CONTEMPORANEA

“La proposta di due opere contemporanee, in due serate distinte, - dichiara Battistelli- perché ritengo che un “festival” deve confrontarsi anche con le diverse espressioni di teatro musicale degli ultimi cinquant’anni. Jakob Lenz di Rihm viene presentato in uno spettacolo realizzato in collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala, sotto la direzione di Marco Angius e per la regia di Cesare Scarton; Satyricon di Maderna è in un nuovo allestimento in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, con regia, scene e costumi di Manu Lalli e la direzione di Tonino Battista. Ciascun titolo è rappresentativo del proprio autore, Rihm e Maderna sono compositori diversissimi per sensibilità e stile, ma indubbiamente accomunati dalla libertà di pensiero. Non possiamo ignorare Jakob Lenz e Satyricon, perché fanno parte della nostra memoria, della nostra storia. Proprio come Puccini”.

20 luglio - Auditorium Enrico Caruso Jakob Lenz di Wolfgang Rihm

in collaborazione con Accademia Teatro alla Scala
direttore Marco Angius- regia Cesare Scarton

Era un giovane venticinquenne Wolfgang Rihm uno dei più grandi compositori viventi, cresciuto alla scuola delle avanguardie musicali, quando presentò per la prima volta ( 8 marzo 1979 Amburgo, Staatsoper) la sua Jakob Lenz , opera che si preparava ad essere iscritta tra i capolavori del Novecento. Alla sua prima riscosse grande successo ed entrò a pino titolo tra i classici di repertorio del XX secolo.
Scritta tra il 1977 e il 1978, l’opera stimolò l’interesse del mondo musicale internazionale in quanto rappresentava un modello interessante e significativo del nuovo modo di concepire il teatro musicale. Opera da camera in dodici quadri con libretto tratto dalla novella di Georg Büchner che ricostruì gli ultimi anni della travagliata vicenda terrena di Jakob Lenz, scrittore tra i grandi precursori del romanticismo in età classica, nato in Lettonia nel 1751 e morto a Mosca il 23 maggio 1792, ucciso dalla sua schizofrenia. La sua intera esistenza fu caratterizzata da gravi problemi di salute mentale che peggiorarono progressivamente negli anni fino a farlo annegare nel suo delirio. A Torre del Lago la rappresentazione sarà in scena nell'Auditorium Enrico Caruso il 20 luglio 2022 in un allestimento realizzato in collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala e sotto la direzione di Marco Angius per la regia di Cesare Scarton.

JAKOB LENZ

Opera da camera in dodici quadri e un epilogo di Michael Fröhling, da Georg Büchner Musica di Wolfgang Rihm 1952
in collaborazione con

Regia
Cesare Scarton

Maestro concertatore e direttore d’orchestra
Marco Angius

Personaggi e interpreti
JaKob Lenz / Bruno Taddia Oberlin / Matias Moncada Kaufmann / Leonardo Cortellazzi
ENSEMBLE VOCALE DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
Marco De Gaspari, Maestro del Coro
Livia Rado, Luisa Bertoli, soprani
Elena Caccamo, Eleonora De Prez, mezzosoprani
Marco Gazzini, Jong Eon Sung, bassi
Noemi Arcelli, Olga Rigamonti, voci bianche

ENSEMBLE DA CAMERA “GIORGIO BERNASCONI” DELL’ACCADEMIA TEATRO ALLA SCALA
Sofia Bellettini, Beatrice Arizza, Tazio Brunetta, violoncelli Federico Allegro, oboe Laura Burguillo Sánchez, oboe e corno inglese Irene Marraccini, clarinetto e clarinetto basso Jorge Galán Corral, fagotto e controfagotto Giuseppe Rizzo, tromba Erik Pignotti, trombone basso Dahyun Kang, clavicembalo Rosario Bonofiglio, percussioni maestro collaboratore Dahyun Kang

25 agosto – Auditorium Enrico Caruso del Gran Teatro Giacomo Puccini Satyricon di Bruno Maderna (nuova produzione)


in collaborazione con Fondazione Musica per Roma
PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble
direttore Tonino Battista- Regia, scene e costumi di Manu Lalli
L’opera appartiene all’ultimissimo periodo della creatività del compositore veneto Bruno Maderna (Sant’Anna di Chioggia, 21 aprile 1920–Darmstadt, Germania, 13 novembre 1973), considerato una figura chiave delle avanguardie storiche; continuo indagatore di nuove tecniche compositive, è anche ricordato per la sua straordinaria capacità di grande divulgatore ed eccellente interprete della musica del suo tempo. L’opera Satyricon fu rappresentata per la prima volta all’Holland
Festival di Scheveningen il 16 marzo 1976, il libretto si ispira all'omonimo romanzo latino attribuito a Petronio. Satyricon è un’opera buffa venata di una forte componente sarcastica. Lo spettacolo ruota attorno all’episodio cardine del libro di Petronio, la cena di Trimalcione, dietro alla cui crassa e ostentata volgarità è simboleggiata la totale crisi di valori di un mondo che volge alla decadenza. Il Festival Puccini realizza il nuovo allestimento con Regia, scene e costumi di Manu Lalli sotto la direzione di Tonino Battista e sarà messo in scena nell’Auditorium Enrico Caruso.

Satyricon

opera in un atto da Petronio Arbitro
musica di Bruno Maderna (1920-1973)
direttore Tonino Battista regia Manu Lalli

Scintilla Costanza Savarese Quartilla Eleonora Bordonaro Criside Patrizia Polia Fortunata Costanza Savarese Trimalchio Joël O’Cangha Habinnas Timothy Martin Niceros Timothy Martin Eumolphus David Ravignani L’ingenuità Tessa Scoccianti

Ensemble PMCE

flauto/ott Manuel Zurria
oboe/corno ing Fabio Bagnoli clarinetto Paolo Ravaglia
clarinetto basso (e 2o cl) Luca Cipriano fagotto Marco Dionette
corno Marco Venturi
tromba Andrea Di Mario
trombone Eugenio Renzetti
tuba Davide Borgonovi
perc 1 Flavio Tanzi
perc 2 Pietro Pompei
pf/cel Lucio Perotti
arpa Lucia Bova
violino I Francesco Peverini violino II Filippo Fattorini
viola Luca Sanzò
violoncello Anna Armatys contrabbasso Massimo Ceccarelli (?)
suono/elettronica Tommaso Cancellieri

La meglio gioventù

4 NUOVE COMPOSIZIONI IN PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

[…] vorrei essere scrittore di musica
Il Festival Puccini rende omaggio a Pier Paolo Pasolini scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista nell’anno in cui si celebra il Centenario della nascita di uno tra i maggiori intellettuali italiani degli anni Settanta. Un omaggio reso attraverso l’iniziativa, “La meglio Gioventù” due serate di musica inedita- che prende il titolo dalla raccolta di poesie dedicate ai giovani che Pasolini pubblicò nel 1954 e a cui sono ispirate le quattro nuove composizioni affidate ai musicisti Marcello Filotei, Salvatore Frega, Andrea Manzoli, Roberta Vacca che saranno eseguite in prima assoluta il 2 e 3 agosto sotto la direzione del Maestro Fabio Maestri. Le due serate in collaborazione con La Società Dante Alighieri saranno trasmesse in streaming in tutto il mondo attraverso le sedi della Dante. L’iniziativa gode del sostegno della Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni.

Le nuove composizioni e i compositori

Salvatore Frega - Lux, Ignis

Una composizione che prende spunto da “Il Chariore”, poesia di Pier Paolo Pasolini, tratto dall’opera:
La meglio gioventù. Una ricerca sonora, quella del compositore, che racconta, in un sistema percettivamente tridimensionale, la dualità dell’Uomo, il banco e il nero, il bene e il male, la luce e il fuoco. Una composizione scandito da 4 momenti, ben delineati tra loro, con un tempo iniziale che descrive la luce e un momento finale che racconta il fuoco, contornata da due intermezzi: la creatività e il contatto dell’uomo con il divino.
Un viaggio, quello del compositore, che aspira alla luce, al Chiarore.
Salvatore Frega
In lui e nella sua musica è presente una sinestesia fra suoni e colori, sperimentata da Goethe in avanti ma realmente approfondita dal compositore. Il nuovo percorso di Frega sembra approdare a risultati originali, quasi unici, basati non su un impressionistico accostamento ma su una progettualità precisa”. (Renzo Cresti)

Marcello Filotei - Ricordarsi di vivere

Memento per voce narrante, soprano, voce bianca maschile ed ensemble strumentale
Il tempo ci sfugge tra le dita. La nostra «meglio gioventù» è dietro le spalle, ma forse non è importante. Oggi è ancora domenica. Per questo bisogna Ricordarsi di vivere. Pasolini indica la strada, poi tocca a noi, a te.
Come in Mattatoio 5 di Kurt Vonnegut, tutta la nostra esistenza vive in un solo attimo: fanciullezza, maturità e memoria
sono presenti nello stesso momento. Sei tu il bambino che si veste «di seta e d'amore» cantando una filastrocca mentre gioca con una trottola che sembra non fermarsi mai, e sei sempre tu il soprano che impersona la memoria, usando solo in dialetto, la lingua dell'infanzia, dell'intimità, della passione. E certo sei tu la voce recitante, guida di un pellegrinaggio circolare che parte e arriva nello stesso punto: un luogo dell'anima, accogliente, festoso e immobile, l'unico osservatorio che ti consente di contemplare «la fresca rugiada del tempo perduto».
A volte tutto si ferma su una sola nota, un pensiero fisso: Cosa hai saputo fare? Hai fatto abbastanza? Troppo? Troppo poco?
Ma è tempo di ripartire il futuro ci chiama, anche se il sole illumina solamente «morte estati». Il ragazzo che è ancora in te implora di vivere oggi, o di morire subito. Flashback cinematografici ti mostrano una «ragazza giovane con la camicia scarlatta, che coglie erba sola nella nebbia». È carina, la spii con l'aiuto delle percussioni. È il pianoforte a farti notare che guardando meglio si scorgono gli occhi di tua madre, «neri come il fondo della greppia, il torace lucente sotto l'abito nuovo, e una mano posata sopra il grembo». Stai guardando te stesso, un'altra volta. Tutto accade contemporaneamente, forse devi ancora nascere, oppure hai «quattordici anni» e un «corpo caldo di bellezza», magari sei giovane e «ti accontenti del sabato», sei vivo e «ti accontenti dell'aria». Non importa, ogni attimo della tua esistenza coincide con quello presente.
Citazioni di temi musicali si rincorrono come frammenti di tempo vissuto, puoi giocare a ricordare dov'eri quando li hai sentiti per la prima volta. Una vecchina appare sulla melodia di «Tu che di gel sei cinta», dalla Turandot. L'anziana è «lontana dal paese a raccogliere sterpi». L'aria di Liù parla d'altro, ma dice «l'amerai anche tu». Forse è un caso.
Improvvisamente il viaggio termina tra «dolce odore di polenta e tristi gridi di buoi». È vero «festoso nel mio paese rintocca il mezzogiorno», «ma sui prati che silenzio porta la campana».

Sono gli «ultimi giorni incantati di un vivere sconosciuto», meglio Ricordarsi di vivere perché «oggi è domenica, domani si muore». Gong. (marcello filotei)

Marcello Filotei gode di sbalzi d’umore. Sfruttando i momenti di ottimismo si è diplomato in pianoforte, composizione e musica elettronica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel resto del tempo ha messo in musica quello che non riesce a esprimere altrimenti.

Roberta Vacca - Luzòur

per voce di bambino, soprano, attore e ensemble
su testo di Pier Paolo Pasolini da ‘La meglio gioventù’ (2022)

Nella lettura de ‘La meglio gioventù’ di Pasolini ho notato la presenza di molti colori come elementi pittorici che danno forza ai versi e li ho scelti come linee guida per ‘comporre’ il testo del mio lavoro. Ci sono colori che mettono allegria con una natura vitale o che la tolgono quando questa acquista ancora più forza e diventa minacciosa, colori della povertà, delle città, dell’Italia campestre, dell’infanzia, del tempo che passa, della desolazione: tinte dirompenti che trasudano emozioni.
Li ho raggruppati in 7 categorie che contengono al loro interno sfumature (grigio, buio, nero, scuro/giallo/chiaro, luce, bianco, sbiancato, lucente/celeste, azzurro, blu/verde, verdolino/rosa/rosso, scarlatto) che, seguendo anche alcune teorie dei colori, ho legato alle diverse visioni cromatiche della mia composizione secondo criteri timbrici/ritmici/melodici/armonici/gestuali.
Ciascuna sezione del testo, attraverso frammenti estrapolati da diverse poesie, costruisce un mondo a sé e contribuisce, nell’insieme, a raccontare, il ricordo della ‘gioventù’ di un uomo, vissuta intensamente tra gioie e sofferenze.
La voce narrante ripercorre la sua vita interrogandosi, a tratti, sul ‘colore degli occhi di un Angelo’, presenza inquietante e incombente. Il tema della morte che questa figura porta con sé, quasi come ‘Angelo sterminatore’, è stato associato musicalmente alle prime sette note della sequenza gregoriana “Dies irae” e all’accordo mistico di Skrijabin, che il compositore russo ha usato nel suo ‘Prometeo’ per esplorare le sinestesie (cromestesie).
La vitalità e l’impegno di quella generazione sono sottolineati da una ballata piemontese (omaggio al mio maestro Azio Corghi) e da un inno alla forza dell’unione.

Una figura femminile vocalizzante aleggia a tratti sottolineando alcuni momenti di riflessione dell’uomo, a volte cullante come una ninna-nanna, a volte gioiosa come una festa da ballo che scivola nei toni mesti: una voce priva di parole che lega il mondo del ricordo (l’uomo) al presente (il bambino).
Alla voce del bambino è affidato un ritornello che compare tra le 7 sezioni e per cui ho scelto una poesia/filastrocca della raccolta pasoliniana. Tale refrain prende spunto dal frammento di un antichissimo canto e ballo medievale friulano, “Schiarazule Marazule” (musicato successivamente da Giorgio Mainerio, 1535/1582): una danza propiziatoria per la pioggia che qui, con ritmo e melodia danzanti, viene proposta con ‘colorature’ sempre cangianti ad accompagnare l’ostinata fissità della voce infantile.
Partendo dalla pronuncia nell’idioma friulano dei versi scelti per questo ritornello e da un’onomatopea citata dallo stesso Pasolini in una sua poesia (‘il triste ‘tintinulà’ dei grilli’), ho spesso evidenziato, nella mia composizione, i ‘suoni’ della natura enfatizzando la naturale fisicità di ciascuno strumento, quella pura naturalezza che la stessa voce bianca reclama, nonostante l’ineluttabilità del testo, e con cui s’impone nel finale trascinando tutti con sé al suono di una pioggia purificatrice.

Roberta Vacca, pianista e compositrice, è docente presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, dove ha compiuto anche i suoi studi musicali, proseguendoli presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Accademia Chigiana con Azio Corghi. Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti Nazionali e Internazionali, compositrice residente presso Mac Dowell Colony (U.S.A.), Fondazione per le Lettere e per le Arti di Bogliasco e Residenza d’Artista “Le Ville Matte”, ha al suo attivo diversi lavori eseguiti in Italia e all’estero, presenti in cinque monografie e diverse raccolte discografiche di varie etichette

Andrea Manzoli -Dietro l’attonita Luna

Il suono della parola è alla genesi di Dietro l’attonita Luna che vede la rima come elemento fondante dell’intera composizione. Analogamente, del resto, l’interesse di Pasolini si pone sul senso poetico della parola che, trovando fondamenti su esempi provenienti dalla lingua greca, viene utilizzata per rivelare un sentimento comune a tutti gli uomini, ma secondo lui non esprimibile attraverso qualsiasi idioma. Questo sentimento delimita il confine tra l’essere e il non essere e, in una dimensione che oltrepassa le capacità
dell’uomo, si trova al di fuori della percezione umana. Dietro l’attonita luna, dietro le nubi, dietro le foglie, dietro le acque indifferenti, dietro gli occhi umani si estende questa infinità. La parola ha dunque il compito di consentire all’uomo di andare oltre l’intelligenza che i sensi concedono, rendendo l’infinito accessibile attraverso il linguaggio, in una forma espressiva acustica e fonemica. Le tre poesie da cui nasce – Il dí de la me muàrt, I vecius savòurs e Lúnis - hanno la stessa forma e vengono riadattate dando vita a una drammaturgia nuova in cui ogni parte nasce da una lettura personale, che prende forma attraverso un’interpretazione intima della rima. Nell’impianto armonico e musicale il dialogo tra voce recitante maschile e soprano emula un colloquio tra madre e figlio dai contorni plumbei, in cui la voce femminile amplifica il significato delle parole presenti nei testi. Dal punto di vista strumentale non troviamo un accompagnamento canonico, la parola è sempre in contrappunto e in fusione con gli altri strumenti, in una partitura densa che supporta vigorosamente la voce recitante
Andrea Manzoli, nato ad Atri (Te) ha conseguito il diploma di Composizione presso il Conservatorio di Musica "Nino Rota" di Monopoli sotto la guida del M° Marco Della Sciucca. Nel 2004 ottiene il diploma di Composizione avec mention très bien presso il Conservatoire National de Région di Strasburgo e nel 2009 si diploma al Corso di perfezionamento in Composizione presso L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il M° Ivan Fedele. Molte sue composizioni risultano eseguite da Orchestre ed ensemble.

PUCCINI, LA MUSICA E IL MONDO

A Viareggio piazza MariaLuisa
Un affascinante viaggio nella musica sinfonica nell’interpretazione dell’Orchestra del Festival Puccini sotto la guida di due talentuosi e giovani direttori italiani Enrico Calesso e Nil Venditti: da Beethoven a Rossini, Puccini, Mascagni, Wagner e Mendelssohn

Continua con il Festival Puccini 2022 il progetto PUCCINI, LA MUSICA E IL MONDO un percorso alla scoperta della musica sinfonica, voluto dal direttore artistico del Festival Puccini Giorgio Battistelli Il progetto si prefigge di indagare e valorizzare la modernità di Giacomo Puccini nel confronto con i grandi compositori europei che certamente ne hanno influenzato lo stile. Giacomo Puccini, infatti, nel panorama musicale del suo tempo, fra un Ottocento prossimo a concludersi e gl’inizi di un Novecento che già si sta delineando, fa parte integrante di un mondo europeo che lo vede in stretta relazione con altri compositori, a lui vicini per anagrafe, o per gusto, o che sul suo stile hanno esercitato un particolare influsso. Saranno due gli appuntamenti nel cartellone del 68° Festival Puccini che vedranno sul podio due giovani talenti italiani alla testa dell’Orchestra del Festival Puccini.

28 luglio – Enrico Calesso dirige l’Orchestra del Festival Puccini

Il maestro Enrico Calesso dirige l’Orchestra del Festival Puccini in un programma di assoluto fascino dedicato al verismo con l’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni che proseguirà con Preludio e morte di Isotta dal Tristano e Isotta di Richard Wagner, opera del compositore tedesco che per Puccini rappresentò il modello di un nuovo stile e ne ispirò soluzioni espressive assai diverse da quelle che il melodramma italiano aveva usato fino a quel momento. In programma il doveroso omaggio al Maestro di Torre del Lago con l’Intermezzo da Manon Lescaut l’opera di Puccini che abbonda di
riferimenti a stili musicali di altri compositori, in particolare di Richard Wagner. Il Concerto si concluderà con uno dei capolavori della musica sinfonica la Sinfonia n°7 di Ludvig Van Beethoven definita da Wagner, grazie al ritmo che pervade l’intera partitura, “ l’apoteosi della danza”.


24 agosto- Nil Venditti dirige l’Orchestra del Festival Puccini

Il secondo appuntamento (24 agosto) del percorso sinfonico PUCCINI LA MUSICA E IL MONDO porterà sul podio del Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini alla guida dell’Orchestra del Festival Puccini la direttrice Nil Venditti. Con un programma che spazia dalla Sinfonia italiana n° 4 in La maggiore che Felix Mendedelssohn iniziò a comporre durante il soggiorno nel nostro Paese, tra
Venezia e Napoli, dall'autunno 1831 all'estate 1832 e per questo detta italiana a due brani sinfonici di Puccini, il Capriccio e il Preludio per concludersi con la famosissima e amatissima Ouverture da Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini

 

SINFONICA

17 settembre - Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini
DANIELE GATTI
dirige
ORCHESTRA e CORO del MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
Programma
Richard Wagner, Parsifal estratti Giuseppe Verdi, Quattro pezzi sacri (Ave Maria, Stabat Mater, Laudi alla Vergine Maria, Te Deum)

OPERA ON THE BEACH

14 agosto, ore 21 BEACH STADIUM VIAREGGIO
Serata speciale del Festival Puccini 2022 #lamegliogioventù
GIANNI SCHICCHI
proiezione del film di Damiano Micheletto tratto dall’opera di Giacomo Puccini
DREAMLAND
corto animato d’autore firmato da Gianluigi Toccafondo e Pasquale Catalano
ingresso libero
Nel programma del Festival Puccini 2022 dedicato ai giovani una serata in un luogo “non convenzionale” sulla spiaggia. Una serata da vivere in libertà, senza le costrizioni di una sala al chiuso ma godendo di uno spettacolo interessante, all’interno di un festival che oltre a valorizzare i giovani talenti, cerca anche giovani da avvicinare all’opera. Con questo obiettivo al Beach Stadium che solitamente ospita partite di Beach Soccer, il 14 agosto la Fondazione Festival Pucciniano porta
l’opera. Con un programma che prevede la proiezione del film opera di Damiano Michieletto Gianni Schicchi. Una trasposizione in film dell’opera di Puccini che si basa su un episodio del Canto XXX dell’Inferno di Dante. Il Film, girato in provincia di Siena, tra i comuni di Trequanda e Pienza, vede protagonisti il baritono Roberto Frontali nel ruolo del titolo e Giancarlo Giannini che interpreta l’inedita parte di Buoso Donati, voluta da Michieletto nel prologo. Un film che ha protagonisti due artisti del Festival
Puccini 2022, il baritono Frontali Scarpia e nil tenore Vincenzo Costanzo che è Rinuccio nel film e Pinkerton sul palcoscenico in riva al lago.

La proiezione del film è preceduta dalla proiezione del corto animato d’autore Dreamland, una creazione originale firmata dal pittore, illustratore e cineasta Gianluigi Toccafondo e dal musicista Pasquale Catalano. Il risultato è un film d’animazione toccante, un sogno a cui
abbandonarsi capace di restituire intatta la potenza compositiva della Tosca di Giacomo Puccini attraverso un’impetuosa pittura in movimento (per l’occasione Toccafondo ha realizzato circa 4000 disegni). Uno storytelling del corto, in bilico tra citazioni di arie pucciniane, antiche melodie del Mediterraneo e i versi di Pier Paolo Pasolini.

Un rinnovato impegno della Fondazione Festival Pucciniano a favore dei giovani e dell’alta formazione

Anche nel 2022 la proposta formativa e di perfezionamento della Fondazione Festival Pucciniano ha richiamato tanti giovani: 40 cantanti e 7 maestri collaboratori provenienti da Armenia, Ukraina, Russia, Grecia, Giappone, Cina, Taiwan, Messico, Brasile.
Numeri impegnativi per le attività di formazione che attestano l’ impegno concreto verso i giovani da parte della Fondazione Festival Pucciniano che dopo i corsi di formazione hanno visto assegnarsi ruoli nelle opere in cartellone al Festival Puccini 2022 oltre che in tante altre attività in Italia e all’estero.

Coltivare giovani talenti e incoraggiare le loro aspirazioni artistiche è uno degli obiettivi prioritari nella mission della Fondazione Festival Pucciniano che, da diversi anni, attraverso la Puccini Academy offre a giovani che aspirano a intraprendere un percorso lavorativo nell’ambito del teatro lirico l’opportunità di formarsi e perfezionarsi.

Le attività della Puccini Festival Academy nel 2022 hanno visto la realizzazione di corsi di formazione di alto livello per interpreti solisti, orchestrali e pianisti collaboratori.
La sezione canto, oltre ai corsi di tecnica vocale ed interpretativa con il vocal coach Massimo Iannone e i corsi di studio dello spartito di Silvia Gasperini ha visto l’organizzazione di Masterclass con il Soprano Donata d' Annunzio Lombardi, la Prof.ssa Maria Fabiani, il Tenore Giuseppe Sabbatini, il Tenore Marco Voleri, il Prof. Michele Girardi e il Baritono Roberto Frontali.

Al termine delle attività formative 2022 nelle immagini il grande successo dell’esecuzione della MESSA A 4 VOCI DI GIACOMO PUCCINI a Lucca, nella cattedrale di San Martino e a Viareggio nella Chiesa Di San Paolino . Nell’ambito di una collaborazione tra la Fondazione Festival Pucciniano, Conservatorio Boccherini e Arcidiocesi.
Una collaborazione tra istituzioni della Terra di Puccini che avvia un percorso di avvicinamento al grande evento delle Celebrazioni Pucciniane del 2024-2026, per rappresentare il capolavoro sacro del giovane Puccini. Protagonisti dell’esecuzione: i solisti Shohei Ushiroda (tenore) e Ivan Caminiti (bass-baritono), artisti della Puccini Festival Academy, e l’Orchestra e Coro del “Boccherini”, diretti da Fabrizio Ruggero con Sara Matteucci, maestro del coro.

PUCCINI FESTIVAL SINFONICA STUDIO

Alle attività formative per cantanti e pianisti accompagnatori si aggiungono quelle realizzate per giovani orchestrali che hanno portato 86 giovanissimi musicisti a Torre del Lago per frequentare i corsi di formazione per professori d’orchestra con lezioni tenute dalle prime parti dell’Orchestra del Festival Puccini.
Un successo sorprendente anche per la sezione orchestra che ha tenuto impegnati i professori d’orchestra nei mesi invernali con attività formative. Alcuni di questi giovani hanno trovato spazio nel cartellone del Festival Puccini 2022.

 
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