Gonçalo Mabunda - senza titolo Gonçalo Mabunda - Il Creatore nascosto
Dal 19 maggio al 30 giugno 2019, la sede di Pietrasanta (LU) della Galleria Giovanni Bonelli ospita la personale di Gonçalo Mabunda (Maputo, 1975).
Immagini Correlate (12)

Dal 19 maggio al 30 giugno 2019, la sede di Pietrasanta (LU) della Galleria Giovanni Bonelli ospita la personale di Gonçalo Mabunda (Maputo, 1975).

L’esposizione, curata da Alessandro Romanini, propone 20 sculture dell’artista mozambicano, che rappresenta il proprio paese alla Biennale di Venezia 2019, create utilizzando materiali bellici smantellati come proiettili, parti di fucili e mitragliatrici, usati nella lunga e sanguinosa guerra civile che per 16 anni ha insanguinato il suo paese.

Mabunda si appropria degli scarti bellici che vengono smontati e poi riassemblati per formare maschere e troni dalle reminiscenze tribali caratteristiche della cultura sub-sahariana.

L’inizio di questa sua particolare produzione va ricercato nel programma governativo chiamato “Trasformare le pistole in speranze”, al quale Mabunda partecipò già dal 1995. Scopo del progetto era raccogliere le armi ancora estremamente diffuse sul territorio segnato dalla guerra civile appena conclusa, e distruggerne la gran parte mentre la quantità residuale, veniva consegnata agli artisti, chiedendo loro di “trasformarle” in modo creativo.

Le maschere di Mabunda hanno la forza evocativa e mantengono le valenze simboliche e rituali delle antiche maschere tribali africane facenti parte della cultura e della tradizione con le quali l’artista è nato cresciuto. Con le sue creazioni Mabunda condanna le atrocità della guerra e soprattutto ne mette in evidenza in chiave metaforica e simbolica, gli indissolubili legami con l’esercizio del potere politico.

I troni, simbolo del dominio conquistato con le armi di cui sono composti, diventano allo stesso tempo denunce della vacuità di un governo ottenuto con la violenza e un cortocircuito tra la modernità tecnologica (di cui le armi sono espressione) e l’ancestralità dei riti del popolo mozambichiano e della sua memoria collettiva.

“Mabunda – afferma Alessandro Romanini - si presenta quindi come creatore, nel senso letterale di costruttore, come colui che rende visibile, attraverso il lavoro di scomposizione e ricomposizione della forma, di un senso ulteriore delle cose. Un mediatore in grado di far ascendere la dimensione personale e quella del suo popolo a una dimensione di valore universale”.

“Il nascosto, evocato nel titolo – prosegue Alessandro Romanini - si riferisce alla nuova possibilità di esistenza di oggetti (le armi) all’interno di una struttura estetica che in nessun modo ne mitiga l’impatto aggressivo ma che lo incanala in una nuova possibilità di senso che diventa, per contrasto, denuncia ed epifania di una nuova forma di vita e di relazione sociale possibili”.

Catalogo in galleria.

Note biografiche

Gonçalo Mabunda (1975, Maputo District, Mozambico. Vive e lavora a Maputo).

Nonostante l’infanzia trascorsa in un paese devastato dalla guerra civile (1975-1991) Mabunda ha potuto frequentare le scuole della capitale del Mozambico (Maputo): ha iniziato a dipingere a 17 anni e dai 22 anni ha iniziato a lavorare come artista a tempo pieno. Ha al suo attivo la partecipazione ad esposizioni in prestigiose istituzioni di livello internazionale quali ad esempio: il Centre Georges Pompidou di Parigi (2005); il Mori Museum di Tokyo (2006); il Guggenheim di Bilbao (2016); Palazzo Reale di Milano (2016); il Palais de Tokyo di Parigi (2018). La sua prima presenza alla Biennale di Venezia risale al 2015 mentre quest’anno (2019) è stato selezionato per rappresentare il Mozambico nel padiglione nazionale. A livello internazionale collabora con la Jack Bell Gallery di Londra. Numerosi riconoscimenti internazionali gli sono stati conferiti per il suo impegno di attivista contro la guerra trasmesso attraverso i suoi lavori.

Pietrasanta (LU), maggio 2019

GONÇALO MABUNDA. IL CREATORE DEL NASCOSTO

Pietrasanta (LU), Galleria Giovanni Bonelli (via Nazario Sauro, 56)

19 maggio – 30 giugno 2019

Inaugurazione: sabato 18 maggio 2019, ore 18.00

Ingresso libero

 
Zapping
Sua maestà il Fungo Porcino festeggia ad Albareto Sua maestà il Fungo Porcino festeggia ad Albareto
Giunge alla 24esima edizione la Fiera Nazionale del Fungo Porcino di Albareto (PR) che, dal 4 al 6 ottobre 2019, animerà con appuntamenti enogastronomici a tema l’Appennino parmense.
XVII° Rievocazione storica della 200 Miglia di Cremona XVII° Rievocazione storica della 200 Miglia di Cremona
Questa gara si è corsa negli anni dal 1924 al 1929 ed ha visto cimentarsi le più importanti vetture dell’e-poca quali Alfa Romeo RL e P2, Bugatti, Maserati 1.500 cc e 16 cil, Talbot.
Claude Monet Barche sulla spiaggia di Etretat Monet e gli impressionisti in Normandia
Dal 13 settembre 2019 arriva per la prima volta ad Asti, a Palazzo Mazzetti, un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista in Normandia.
Vittorio Guida, Londra, 2017 © Vittorio Guida Where are we now? Volumi I e II
Il 13 settembre Fondazione Modena Arti Visive, inaugura una serie di mostre e iniziative che coinvolgeranno le sedi di Palazzo Santa Margherita, della Palazzina dei Giardini, del MATA ex-Manifattura Tabacchi, del Museo della Figurina e di AGO Modena.
Borgo-di-Vigoleno-Credit-Leonardo-Nicolini In camper tra i castelli
Sulla strada come a casa per le rocche e i manieri, gli itinerari sono pressoché infiniti ma, procedendo da nord verso sud è possibile delinearne uno che tenga conto della presenza di aree camping e zone attrezzate limitrofe.
San Francesco del Prato - Abside - Credit Giuseppe Bigliardi San Francesco del Prato
Tutta Parma, e non solo, si stringe intorno al progetto di restauro di San Francesco del Prato, con una raccolta fondi e da un ricco programma di eventi per sostenere la rinascita di un simbolo della “Capitale Italiana della Cultura” per il 2020.
Copyright © 2004-2019 MEMOKA P.IVA 08522530966 Tutti i diritti riservati.