Leonardo da Vinci e il suo lascito: gli artisti e le tecniche Leonardo da Vinci e il suo lascito: gli artisti e le tecniche
Dal 17 settembre 2019 al 12 gennaio 2020, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ospita la mostra Leonardo da Vinci e il suo lascito: gli artisti e le tecniche che chiude l’anno di eventi della Biblioteca Ambrosiana dedicato al genio  vinciano.
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leonardo2Dal 17 settembre 2019 al 12 gennaio 2020, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano ospita la mostra Leonardo da Vinci e il suo lascito: gli artisti e le tecniche che chiude l’anno di eventi della Biblioteca Ambrosiana dedicato al genio  vinciano.
L’iniziativa è un appuntamento del ciclo di quattro esposizioni, programmato dal Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana e curato dai maggiori esperti del maestro toscano, patrocinato dal Comitato Nazionale e dal Comitato Territoriale per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Leonardo e il suo lascito, curata da Benedetta Spadaccini, presenta 30 disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia, lungo un arco cronologico che dalla fine del Quattrocento giunge fino ai primi decenni del Cinquecento.
La rassegna rivela la profonda risonanza che il magistero di Leonardo nel campo del disegno ebbe su allievi, seguaci e artisti lombardi dell’epoca, grazie alle novità che il genio fiorentino seppe introdurre, alcune retaggio della formazione fiorentina, altre legate alla sua attitudine sperimentale.
“Il presupposto fondamentale di questa mostra spiega Benedetta Spadaccini è il ruolo centrale svolto da Leonardo nell’introduzione a Milano di nuove tecniche disegnative, nonché i miglioramenti e le sperimentazioni da lui apportati a quelle già note. Per questa ragione i fogli sono stati scelti ponendo l’accento sulle tecniche esecutive e seguendo due linee di studio, che si integrano perfettamente, per ampliare la ricerca e attrarre l’attenzione del pubblico non specialistico”.
“La prima linea di studio prosegue Benedetta Spadaccini presenta le diverse tecniche esecutive, dalle punte metalliche alle matite e dall’inchiostro ai gessetti colorati, secondo un percorso cronologico e storicocritico che mette in evidenza le singole personalità degli artisti coinvolti. La seconda linea di ricerca si basa sulle indagini diagnostiche non invasive eseguite in situ, che saranno raccontate all’interno della mostra.
Il percorso espositivo prende avvio con sette disegni di Leonardo, prosegue con le opere di Francesco Napoletano, Marco D’Oggiono, Giovanni Agostino da Lodi, Francesco Melzi, Bernardino Luini, Cesare da Sesto e si conclude nella Sala Federiciana con i fogli del Maestro della Pala Sforzesca e di Giovanni Antonio Boltraffio, accanto a otto disegni dal Codice Atlantico.
Una sezione didattica offre l’opportunità di ammirare alcuni dei materiali che venivano impiegati all’epoca per disegnare, con pastelli, compassi e punte metalliche, in parte desunti dai progetti di Leonardo.
Partner ufficiale della Biblioteca Ambrosiana è Fondazione Fiera  Milano, che ha collaborato attivamente sia al ciclo di iniziative dedicato alle celebrazioni leonardesche, sia alla valorizzazione del Cartone preparatorio di Raffaello Sanzio per l’affresco della Scuola di Atene in Vaticano.

Milano, settembre 2019

2019 ANNO LEONARDIANO
LEONARDO E IL SUO LASCITO: GLI ARTISTI E LE TECNICHE
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana (piazza Pio XI, 2) 17 settembre 2019 – 12 gennaio 2020
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 18.00; chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1 gennaio

Ingresso:
Intero: 15 €; Ridotto: 10 €; Scuole: 5 €; Universitari: 10 €
Informazioni: tel. 02.806921; info@ambrosiana.it Prenotazioni gruppi e visite guidate:
tel: +39 0292897721
email: ambrosiana@vivaticket.com lun-ven 10:00-18:00, esclusi festivi

Visite guidate a cura di: Adartem | Milanoguida

Nell’anno del V centenario della morte di Leonardo da Vinci è significativo che una delle quattro mostre ideate dal Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana focalizzi l’attenzione non solo sulle opere del maestro, ma anche su quelle dei suoi allievi, che testimoniano la grandezza e il ruolo svolto da Leonardo. Importante è anche che questo avvenga a Milano, città in cui l’artista ha trascorso più di vent’anni e dove ha lasciato una traccia profonda.
Attraverso la presentazione in mostra di sette disegni del maestro vinciano, ai quali se ne aggiungono otto fogli del Codice Atlantico, e di ventisei disegni eseguiti dagli artisti milanesi che più di tutti hanno risentito, direttamente o indirettamente, della presenza di Leonardo in città, si è cercato di mostrare il significato di quanto avvenuto più di cinquecento anni fa. Durante i suoi due lunghi soggiorni a Milano, Leonardo compie una rivoluzione nel panorama artistico milanese. Più che nel campo della pittura, le prove di tale sconvolgimento si registrano nel campo della grafica. Allievo di Verrocchio, uno dei più grandi maestri del Quattrocento, Leonardo apprende da lui a disegnare a penna e inchiostro e con le punte metalliche su carte preparate, nonché l’uso dei cartoni preparatori. Arriva a Milano dove porta queste conoscenze e dove sperimenta e teorizza l’uso di tecniche nuove: le pietre nere, quelle rosse e i pastelli. Tutti questi strumenti egli li porta al massimo grado di sviluppo, creando dei veri capolavori, in disegni elaborati o in semplici schizzi. Questi mezzi, compreso l’impiego di libretti di disegni, vengono recepiti dagli artisti che si avvicinano a lui, da chi è con lui fin dai primi anni milanesi, fino a coloro che non lo incontrarono mai.
Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, è suddiviso in tre saggi, due a carattere storico-artistico e uno di tipo scientifico. Il primo è dedicato ad alcuni dei disegni di Leonardo conservati in Ambrosiana, per lo più realizzati durante il suo primo soggiorno milanese, utili per illustrare la tipologia di soggetti, le tecniche grafiche e il rapporto con i suoi contemporanei. Il secondo è, invece, rivolto all’analisi di una selezione di disegni realizzati dagli artisti leonardeschi: Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, il Maestro della Pala Sforzesca, Giovanni Agostino da   Lodi, Francesco Melzi e Bernardino Luini. L’analisi di questi fogli è rivolta a illustrare la lezione leonardesca e il modo in cui essa fu recepita dagli artisti. Il terzo saggio è a firma di Gianluca Poldi e rende conto delle indagini diagnostiche non invasive da lui svolte, un elemento importante per la realizzazione di questo progetto. Grazie a esse è stato possibile sia confermare quanto affermato dagli studiosi nel passato, sia presentare importanti novità. Oltre ai significativi recuperi di almeno tre disegni quasi scomparsi, è stato possibile approfondire e svelare dei dettagli importanti per una più completa analisi dei singoli fogli. Di grande rilievo a livello analitico si è rivelata anche la mappatura della distribuzione degli elementi chimici mediante XRF-mapping, resa possibile grazie al supporto tecnico offerto dalla ditta Bruker.

 
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