Marzia Migliora, Lo Spettro di Malthus, 2020. Frame da video VR Marzia Migliora - Lo Spettro di Malthus
Dal 10 ottobre al 13 dicembre 2020, il Museo MA*GA di Gallarate ospita la personale di Marzia Migliora, dal titolo Lo spettro di Malthus, a cura di Matteo Lucchetti.
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Marzia Migliora - Lo Spettro di Malthus

Il progetto, vincitore dell'Italian Council 2019, è un viaggio nelle miniere siciliane di sale, attraverso un percorso esperienziale site specific, con installazioni ambientali e un’animazione digitale in realtà virtuale.

Il lavoro è dedicato all’insostenibilità del rapporto tra produzione di cibo, merce e plusvalore del modello capitalista, in relazione allo sfruttamento delle risorse umane, animali, e minerarie.

La mostra ruota attorno al progetto, realizzato grazie al sostegno di Italian Council, ambientato in gran parte nelle miniere di salgemma siciliane di Petralia e Racalmuto, formatesi circa 6 milioni di anni fa.

Lo Spettro di Malthus è l’ideale conclusione del ciclo di ricerca degli ultimi anni, che Marzia Migliora ha dedicato all’analisi sul rapporto tra produzione di cibo, merce e plusvalore del modello capitalista e allo sfruttamento delle risorse umane, animali e minerarie. Temi evocati fin dal titolo del progetto proposto in cui l’artista richiama la teoria enunciata da Thomas Malthus, economista e demografo inglese (1766-1834), che teorizzava, già a fine diciottesimo secolo, il problema dell’insostenibilità tra crescita demografica e produzione alimentare, indicando come conseguenze di monoculture e allevamenti industriali, possibili carestie e pandemie a livello globale.

“Le motivazioni – afferma Matteo Lucchetti - che hanno portato Marzia Migliora ad esplorare le contraddizioni insite nei modelli produttivi agricoli industrializzati, o le pratiche estrattive intensive del capitalismo neoliberale, sono ancorate alla convinzione che i paradigmi sui quali si basa l’esistenza del mondo industrializzato che conosciamo, siano alla radice delle emergenze, presenti e future, che il genere umano si sta progressivamente trovando ad affrontare”.

“Questa non è la prima volta che Marzia Migliora lavora a Gallarate – ricorda Alessandro Castiglioni, Conservatore del MA*GA. L’artista è infatti presente nella collezione del Museo con l'opera Made in Italy, realizzata nel 2016 e dedicata alle complesse vicende di sfruttamento e rinaturalizzazione del torrente che attraversa Gallarate in relazione all'esplosione e successiva crisi dell'industria tessile lombarda, dagli anni Cinquanta a oggi”.

“Con l’opera Lo Spettro di Malthus – continua Alessandro Castiglioni – Marzia Migliora prosegue una ricerca pluriennale dedicata a lavoro, risorse naturali e ambiente, interrogando ciascuno di noi sulle responsabilità, individuali e collettive, relative all'uso e sfruttamento di risorse e forza lavoro”.

La mostra si articolerà attorno a una serie di nuovi lavori di Marzia Migliora, in un percorso esperienziale site specific, che vede, tra le altre cose, la presenza di installazioni ambientali, un’animazione digitale realizzata in realtà virtuale, e una grande tenda in tre parti. Il pubblico infatti si muoverà attraverso tutto lo spazio espositivo scoprendo le opere aldilà delle tende, che introducono una linea temporale di crescita demografica, dal 1700 al 2100, sulla quale si focalizza la ricerca dell’artista. 

“Il progetto – specifica Matteo Lucchetti - nasce da una serie di ventiquattro collage che Marzia Migliora ha iniziato nel 2017 con il titolo di Paradossi dell’abbondanza, che mescolano la tecnica del disegno alla tradizione del papier collé, per raccontare le contraddizioni vissute in campo agricolo, dalla prospettiva degli agricoltori stessi, che siano gli stagionali migranti dei nostri giorni, i braccianti delle piantagioni coloniali, oppure più semplicemente provenienti dal background contadino vicino all’artista e alla storia della sua famiglia. Il titolo dell’opera è preso a prestito da un capitolo del libro Una storia commestibile dell’umanità del giornalista inglese Tom Standage, che ripercorre una certa idea di modernità attraverso la storia dell’agricoltura e del suo asservimento alla produzione di cibo come merce: con l’introduzione di monoculture, produzioni intensive, pesticidi, organismi geneticamente modificati e quanto ha permesso un presunto dominio dell’uomo sui cicli naturali della germinazione. Questi disegni introducono all’installazione Lo spettro di Malthus che chiama direttamente in causa la figura dello studioso inglese che nel 1798 pubblica Saggio sul principio della popolazione e i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società, precursore rispetto agli squilibri tra crescita demografica e produzione alimentare.

Marzia Migliora ha immaginato questo lavoro come un’immersione nelle viscere della terra, fino a oltre cento metri di profondità sotto il livello del mare. Questa è la quota più profonda alla quale si trova il salgemma estratto da secoli nelle miniere siciliane di sale, in stratificazioni geologiche formatesi sei milioni di anni fa. Il lavoro, che prende la forma di un video in realtà virtuale, permette un viaggio altrimenti impossibile, nei tunnel scavati dall’uomo nella profondità della terra, che appaiono come intestini popolati da animazioni provenienti dai disegni dell’artista, i quali visualizzano alcuni passaggi fondamentali del conflitto tra il cosiddetto progresso e i suoi costi all’interno dell’ecosistema”.

Accompagna l’iniziativa, un’edizione d'artista in forma di rivista, distribuita a ottobre con il settimanale Internazionale, ed è stata preceduta da un ebook, scaricabile dal sito www.museomaga.it, dedicato agli sketchbook inediti di Marzia Migliora che svelano e anticipano il percorso di ricerca e produzione a cui l’artista sta lavorando da oltre un anno.

Il progetto è realizzato grazie al sostegno di Italian Council (VI Edizione, 2019) programma di promozione di arte contemporanea nel mondo, della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Un ringraziamento particolare va ai partner di progetto: Serlachius Museums di Mänttä che ha ospitato la prima versione dell'opera nella mostra The Quest for Happiness, Italian Art Now, Van Abbemuseum di Eindhoven per il programma online e la presentazione del lavoro di Marzia Migliora, l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia per il supporto nella diffusione del progetto, e i partner culturali Galleria Nazionale San Marino e il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, grazie al quale l'artista per la prima volta ha lavorato al MA*GA nel 2016.

Note biografiche

Marzia Migliora è un'artista che usa un’ampia gamma di linguaggi, tra cui fotografia, video, suono, performance, installazione e disegno, per creare opere che elevano le più semplici attività umane a momenti in grado di raccontare stralci di storia collettiva. Le tematiche ricorrenti nel suo lavoro sono la memoria come strumento di articolazione del presente e l'analisi dell'occupazione lavorativa come affermazione di partecipazione alla sfera sociale. (Matteo Lucchetti)

Tra le varie istituzioni che hanno esposto il lavoro di Migliora, Museo d’Arte Contemporanea del castello di Rivoli, Rivoli, Torino; Fondazione Prada, Milano; Fondazione Merz, Torino; MA*GA, Museo arte Gallarate, Gallarate; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid; Padiglione Italia, 56a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; FACT, Foundation for Art and Creative Technology, Liverpool; Ca’ Rezzonico, Venezia; Museo Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma; Carré d'Art, Nîmes; Serlachius Museums, Mänttä; Le MAGASIN Centre National d’Art Contemporain, Grenoble. L’artista è rappresentata dalla Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli.

MARZIA MIGLIORA. LO SPETTRO DI MALTHUS

Gallarate (VA), Museo MA*GA (via E. De Magri 1)

10 ottobre – 13 dicembre 2020
L’opening del 10 ottobre sarà esclusivamente su prenotazione

Orari

Martedì – Venerdì 10.00 – 17.00 su prenotazione
Sabato e Domenica 11.00 – 18.00
Chiuso lunedì

Ingresso gratuito

Informazioni: tel. +39 0331 706011; info@museomaga.itwww.museomaga.it

Facebook: @maga.museo
Instagram: @museomaga
Twitter: @MuseoMaga

Informazioni per una visita in sicurezza

Per garantire la miglior tutela dei visitatori ed evitare al massimo il rischio di contagio, il Museo MA*GA ha attivato le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del COVID-19.

L’accesso e la permanenza all’interno di tutte le sedi dell’Istituzione è facilitato dalla presenza di alcuni ausili, quali una segnaletica specifica, anche direzionale, e cartelli informativi.

Di seguito alcune informazioni utili alla visita:

  • chiunque accede al Museo MA*GA sarà sottoposto al controllo della temperatura corporea tramite termoscanner. Qualora la temperatura rilevata risultasse superiore ai 37,5° sarà impedito l’accesso alla struttura
  • l’uso della mascherina è obbligatorio, anche per i bambini di età superiore a 6 anni
  • durante la visita, per l’intero periodo di permanenza all’interno della struttura è necessario mantenere sempre la distanza di sicurezza interpersonale evitando affollamenti
  • per l’accesso alle sale espositive è previsto un numero massimo di persone, secondo slot calcolati su metrature e logistica degli spazi
  • all’interno del Museo MA*GA la visita potrà essere svolta sempre lungo il percorso indicato dalla segnaletica e/o dal personale del museo
  • l’utilizzo dell’ascensore è riservato alle sole persone disabili o con problemi di deambulazione. Accesso all’ascensore per massimo 2 persone

Si ricorda inoltre che all’interno del Museo MA*GA

  • sono a disposizione i gel igienizzanti
  • non sono ammessi gruppi e visite guidate sino a nuove disposizioni
  • nelle sale espositive della mostra temporanea l’accesso è consentito ad un massimo di 25 visitatori ogni 90 minuti
  • eventuale materiale cartaceo (depliant, mappe ecc...) non deve essere abbandonato negli spazi museali; si pregano i visitatori di conservarlo o gettarlo negli appositi cestini
  • non è possibile utilizzare il guardaroba; i visitatori sono pertanto pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali, evitando bagagli, nonché zaini e borse voluminosi

 
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