Valentina Bambini, Professoressa ordinaria di Linguistica alla Scuola Universitaria di Studi Superiori IUSS Pavia Ritratte - Donne di arte e di scienza
Dal 13 luglio, presso il Museo Carlo Bilotti di Roma, apre al pubblico “Ritratte. Donne di arte e di scienza”, una mostra fotografica dedicata ai volti, alle carriere e al merito di donne italiane.
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L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata e realizzata dalla Fondazione Bracco in collaborazione con Arthemisia. Servizi museali Zetema Progetto Cultura.

La mostra, attraverso gli scatti del fotografo di fama internazionale Gerald Bruneau, mette in luce non solo la figura ma anche e soprattutto le capacità professionali di 40 donne che hanno raggiunto posizioni apicali nel loro settore.

Un itinerario eclettico di immagini e parole, che si snoda in luoghi spesso nascosti, tra vaste sale rivestite di marmi di palazzi d’epoca e laboratori di ricerca inaccessibili, per raccontare la guida sapiente di queste professioniste che non di rado propongono – attraverso la loro stessa biografia – un modello di governo inclusivo e ispirante.

Paola Velardi, Ingegnere elettronico, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Informatica all’Università Sapienza di Roma Mostra “Ritratte. Donne di arte e di scienza” Foto di Gerald Bruneau ©Fondazione Bracco

Viviamo in un’epoca che invita ad agire collettivamente per raggiungere un bilanciamento di genere, partendo da pratiche essenziali, come il contrasto agli stereotipi che inibiscono vocazioni individuali e crescita sociale, l’evoluzione della lingua, come  organismo vivo che  dà forma al  mondo, la disseminazione di modelli di ruolo, in grado di ridefinire i confini del possibile.

Il titolo della mostra è infatti programmatico. Un tempo, nella storia dell’arte, a essere raffigurati erano soprattutto i potenti, membri di famiglie nobili, aristocratici e regnanti che, in mancanza della fotografia, fissavano sulla tela la propria immagine. Una pratica che, per quanto riguardava le donne, investiva quasi unicamente le dame di buona nascita, la cui famiglia poteva permettersi l’onorario di un pittore e non di rado serviva per combinare matrimoni. Oggi “ritratte” amplifica il senso di uno sguardo nuovo, su donne finalmente visibili, protagoniste, centrali.

Ancora di più, la mostra offre l’incontro con queste storie vive, per ricordare il valore di determinazione, forza e competenza, per scoprire nuovi modelli di governo, per approfondire ambiti professionali insoliti, per ereditare spunti per un futuro equo, oltre i pregiudizi.

La mostra propone due percorsi espositivi distinti ma complementari, oggi riuniti per la prima volta in un’unica esposizione, fortemente voluta da Fondazione Bracco nell’ambito del proprio intervento di come asse prioritario di intervento per raggiungere la parità e unico discrimine per qualsiasi sviluppo personale e collettivo.

Ritratte. Donne di arte e di scienza” alterna dunque storie di donne alla guida di primarie istituzioni culturali del nostro Paese e di alcune tra le più importanti scienziate italiane, in un ideale unione di saperi tra arte e scienza, un viaggio esemplare tra luoghi d’arte e laboratori scientifici.

Da un lato, le direttrici dei musei italiani, “luoghi sacri alle Muse”, spazi dedicati alla conservazione e alla valorizzazione del nostro patrimonio artistico, custodi del nostro passato e laboratori di pensiero per costruire il futuro, ma anche imprese con bilanci e piani finanziari, che contribuiscono in modo cruciale alla nostra economia. Oggi alla guida di importanti istituzioni culturali italiane ci sono professioniste che hanno raggiunto posizioni apicali grazie a competenze multidisciplinari, che uniscono una profonda conoscenza della storia dell’arte con capacità gestionali e creative. È ancora più importante sottolineare tale conquista alla luce dei dati disponibili, che mostrano come in tutta l'Unione europea le donne che si occupano di arte e cultura generalmente abbiano meno accesso alle risorse di creazione e produzione, siano pagate meno degli uomini e siano sottorappresentate nelle funzioni dirigenziali e decisionali, nonché sul mercato dell'arte.

Dall’altro, le scienziate, con racconti che rafforzano ancor di più l’empowerment e il contrasto agli stereotipi di genere nella pratica scientifica. In mostra alcuni dei volti del progetto più ampio denominato #100esperte (100esperte.it): ideato dall’Osservatorio di Pavia e dall’Associazione Gi.U.Li.A. e sviluppato con Fondazione Bracco grazie al supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, è una piattaforma online per accrescere la visibilità dell’expertise femminile, alimentata nel tempo con i profili di esperte italiane in settori strategici che vedono ancora una sottorappresentazione femminile a partire dalle discipline STEM (science, technology, engineering and mathematics).

Al centro della mostra Ritratte lo spettatore può osservare le vaste competenze, il merito, le qualità intrinseche o acquisite che hanno portato queste donne a rivestire ruoli di primo piano, nell’arte e nella scienza” sottolinea Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “Nel percorso fotografico le protagoniste, che di norma vivono spazi di lavoro appartati, che siano musei o laboratori, sono finalmente oggetto di attenzione collettiva, sono riconosciute nel loro ruolo. Questo è il movimento necessario che siamo tutti invitati a compiere: riconoscere le competenze, renderle visibili. Da tempo con Fondazione Bracco, attraverso il progetto #100esperte e molte iniziative formative dedicate all’empowerment femminile, facciamo proprio questo: valorizziamo il merito e incoraggiamo nuove vocazioni, leve essenziali per sostenere le aspirazioni di bambine e ragazze, e per raggiungere una presenza paritaria di donne e uomini nelle posizioni apicali.

Il potere ispirante di queste biografie è inestimabile. In quest’ottica, un percorso virtuale tratto dall’esposizione sulle direttrici di musei italiani, arricchito con interviste alle protagoniste, da oggi è parte della piattaforma “Art4ART”, il progetto del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy) centro di Radioterapia Oncologica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Il Gemelli ART, in collaborazione con l’Associazione Romanini, offre ai pazienti la possibilità di fruire di contenuti artistici durante le terapie oncologiche. È infatti un’evidenza scientifica che la fruizione dell’arte, nel senso più ampio del termine, crea un ambiente favorevole per i pazienti riduce lo stress e permette di affrontare le terapie in modo più efficace.

BIOGRAFIA GERALD BRUNEAU

Nato a Montecarlo, dopo aver vissuto qualche anno a Parigi e a Roma, Gerald Bruneau poco più che ventenne sbarca a New York. Qui collabora attivamente alla Factory di Andy Warhol.

Bruneau si afferma da subito lavorando negli ambiti più disparati. Nel 1988 segue la campagna elettorale di Jesse Jackson, candidato alla Presidenza degli Stati Uniti.

Realizza reportage negli USA, sul Chelsea Hotel di New York, albergo atipico e centro di attività artistica e bohemien, e sulle radici del blues del Mississippi; successivamente in zone di conflitto in Israele e in Kurdistan, e poi a Tirana nel 1990.

Ritrova un po’ di quiete nel mondo dell’arte in Russia, e dopo un servizio fotografico sull’Armata Rossa si dedica al fermento pittorico dei primi anni Novanta a Mosca e San Pietroburgo.

Nel 1997 è di nuovo oltreoceano in Texas, per un reportage sui condannati nel braccio della morte della prigione di Huntsville. Uno splendido servizio, “I sotterranei della vergogna”, ritrae la dura vita dei niños de la calle a Città del Messico. Effettua un reportage sul mondo della tossicodipendenza a New York con il programma Needle Exchange.

Realizza in tutto il mondo ritratti nel campo della politica, dello spettacolo, dello sport e della cultura, pubblicati da “Washington Post”, “Time”, “Newsweek”, “Le Figaro”, “Le Monde”, “Vanity Fair”, e “Magazine” del “Corriere della Sera”.

Si occupa di temi sociali nella campagna itinerante di sensibilizzazione ’’Uniti contro i disturbi alimentari’’, promossa dall’Associazione DonnaDonna Onlus, e nella Campagna donazione organi per Pubblicità progresso.

Nel mondo dell’arte interviene su opere storiche rivisitandole in versione dadaista: dai Bronzi di Riace, con grande risonanza a livello mondiale, a Paolina Borghese, dalla Pietà di Michelangelo alla Venere capitolina, oggi esposta al DIF, “Museo Diffuso” di Formello.

Esposizioni più importanti: “Andy Warhol by Gerald Bruneau” alla Galleria La Fenice di Venezia. “L’Italia vista dal Mondo. La Stampa Estera compie 100 anni” al Museo dell’Ara Pacis di Roma. “Le astronome dell’INAF” al Festival della Scienza di Genova. “Donne allo specchio” alla Galleria Borghese. “L’impero dei sensi, Paolina Bonaparte” a “Opera unica” Roma, e oggi alla Fondazione Pistoletto. “Andy Warhol Dust” alla Galleria “Contemporary Cluster”.

“Kaleidoshisokaos, Fotografie dal Chelsea Hotel” a Palazzo Cavallerini Lazzaroni a Roma. “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte”, realizzata per Fondazione Bracco ed esposta in numerose città italiane e statunitensi.

“Tutte le ore del mondo – Ritratti di accoglienza, relazione e cura nella Baranzate multietnica”, realizzata per Fondazione Bracco.

Esposizione permanente al Museo MAAM.

Le sue opere si trovano in svariate collezioni private.

Scheda Tecnica

Titolo
Ritratte. Donne di arte e di scienza

Sede
Museo Carlo Bilotti | Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, 6 00197 Roma RM

Date al pubblico
13 luglio – 10 settembre 2023

Promossa da
Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Mostra curata e realizzata da
Fondazione Bracco

In collaborazione con
Arthemisia

Servizi museali
Zetema Progetto Cultura

Orari apertura
martedì – venerdì ore 13.00 – 19.00 sabato e domenica ore 16.00 – 19.00 lunedì chiuso
Ingresso gratuito Siti internet
www.fondazionebracco.com
www.museiincomuneroma.it www.arthemisia.it

Social e Hashtag ufficiale
#Ritratte
@FondazioneBracco
@arthemisiaarte
@MuseiInComuneRoma

Informazioni
T. +39 060608

Uffici Stampa Arthemisia Salvatore Macaluso
sam@arthemisia.it | M. +39 392 4325883
press@arthemisia.it | T. +39 06 69380306

Zètema Progetto Cultura
Chiara Sanginiti
c.sanginiti@zetema.it | M. +39 340 4206787 Simone Fattori
s.f attori@zetema.it | M. +39 347 1964272

 
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