25.04_Steve Coleman 2014 copyright John_D._Catherine_T.MacArthur_Foundation1 Torino Jazz Festival 2023
Il Torino Jazz Festival 2023, che vede il ritorno di Stefano Zenni alla direzione artistica, è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino.
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Il Torino Jazz Festival 2023, che vede il ritorno di Stefano Zenni alla direzione artistica, è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino con il sostegno del Ministero della Cultura, Main Partner Intesa Sanpaolo e IREN, con il contributo di ANCoS e Confartigianato Imprese Torino, e in collaborazione con Fondazione CRT e OGR Torino.

Il Festival, quest’anno all’undicesima edizione, si svolgerà dal 22 al 30 aprile e ha in programma oltre ai concerti ‘Main Events’ (in prevendita dal 6 marzo) e a quelli ‘Jazz Cl(h)ub’ (il cui cartellone definitivo sarà disponibile nei primi giorni di aprile) numerosi appuntamenti tra cui Jazz Talks (incontri, conferenze), Jazz Blitz, Jazz Meeting e Jazz Special.

Nove giorni di programmazione durante i quali sono previsti 93 appuntamenti organizzati in 62 luoghi sparsi in tutta la città.

Il ‘main program’ di quest’anno, non avrà un’unica sede ma sarà diffuso sul territorio. Ospiteranno i concerti: OGR Torino, il Teatro Vittoria, Hiroshima Mon Amour, il Teatro Alfieri, il Teatro Monterosa, l’Aula Magna del Politecnico, la Casa Teatro Ragazzi e Giovani, il Conservatorio di Torino Giuseppe Verdi, il Bunker, l’Auditorium Giovanni Agnelli e la Sala500 del Lingotto.

Al TJF XI suoneranno 234 artisti, nazionali e internazionali, dai musicisti emergenti alle grandi figure della scena mondiale. I concerti si terranno in ambienti, spazi, teatri e club distribuiti sul territorio urbano, senza un centro di riferimento, ma risuonando nei diversi ambiti della città. Lo spettro stilistico toccherà tutti gli ambiti del jazz e promuoverà la conoscenza delle grandi figure storiche (Kenny Barron, Roberto Ottaviano, Steve Coleman ecc), la scoperta dei migliori innovatori attuali (Nilssen-Love, Shabaka Hutchings, Risser, Diodati, Korwar) e nomi di ampio richiamo (Peppe Servillo, Stefano Bollani) secondo una logica, affine ad altre iniziative europee, aperta a nuove produzioni ed esclusive.

“Il Festival  - racconta il direttore artistico Stefano Zenni - è come un giro di danza tra stili e musiche diverse, perché oggi il jazz è questo, un mosaico di culture, stili, suoni, modi di esprimersi che convivono/collidono, si amalgamano o si distribuiscono in mondi sonori globali. Lo testimoniano le musiche meticce di una delle produzioni chiave del festival, il trio Hutchings/Bekkas/Drake e ancora di Sarathy Korwar, Paal Nilssen-Love, Eve Risser, che frullano musica indiana, africana, hip hop, elettronica, punk, free jazz, a volte sotto lo sguardo di quel Frank Zappa chiamato in ballo, a trent’anni dalla morte, da Furio Di Castri. L’omaggio di Hamid Drake ad Alice Coltrane si intitola “Turyia”, parola sanscrita che descrive lo stadio di coscienza ultimo della filosofia induista. E’ quello il punto di arrivo di qualsiasi improvvisatore, come Craig Taborn, che si immerge nelle iridescenze del pianoforte, o di tellKujira, che amalgama in ambito cameristico libertà elettronica e suoni acustici. Suggestioni cosmiche a cui si richiama Steve Coleman, ma in chiave afroamericana, quale incastro di ritmi e matematica, melodia e geometria, tra funk e astrazione. E sempre nella grande musica l’etica può tradursi in emozione, come nei maestri dell’”eternal love” di Roberto Ottaviano. Il TJF è anche racconto che si fa musica: la vita degli artisti più tormentati del jazz vengono evocati nei più intimi chiaroscuri interiori in ‘Natura morta con custodia di sax’, l’ormai storica raccolta di racconti di Geoff Dyer, narrati da Peppe Servillo insieme ai TJF All Stars, ovvero un sestetto di nomi di punta del jazz italiano.I confini vengono sfidati e superati da donne sperimentatrici, Federica Michisanti, Eve Risser, Anais Drago, negli spazi che Laura Betti aveva già liberato come attrice, cantante, artista poliedrica, ora omaggiata da Cristina Zavalloni e Cristiano Arcelli in un repertorio di scrittori e compositori che hanno fatto la storia culturale italiana, tra jazz, musica leggera anni Sessanta, cinema, poesia. Ai due estremi del festival, all’inizio e alla fine, ci sono Kenny Barron e Stefano Bollani, testimoni che il linguaggio classico del jazz è ancora fresco, coinvolgente e trascinante e continua a soddisfare il nostro bisogno comunitario di bellezza”.

“Il Torino Jazz Festival si presenta rinnovato e pronto a iniziare un nuovo ciclo all’insegna della grande musica dichiara il sindaco Stefano Lo Russo -. L’undicesima edizione, particolarmente ricca, è stata attentamente pensata per offrire ai torinesi e ai turisti un ampio ventaglio di concerti, jam session, marching band, conferenze e tanto altro ancora, nelle sale musicali più prestigiose come nei club dove si suona tutto l’anno. La rassegna internazionale propone come sempre un cartellone di qualità che valorizza le realtà locali e non dimentica di celebrare con un programma speciale il 30 aprile, Giornata Internazionale del Jazz UNESCO. Affianca ai grandi musicisti una importante sezione culturale, con una serie di conferenze sui temi della contemporaneità, grazie alla capacità del jazz di essere una musica globale aperta alla diversità e al cambiamento. Un ringraziamento va a chi realizza il festival: i musicisti, i tecnici e la direzione artistica di Stefano Zenni. E’ doveroso – sottolinea infine il Sindaco - festeggiare il sostegno ottenuto dal Ministero della Cultura, un riconoscimento importante, segno del lavoro svolto e della maturità raggiunta dal TJF in questi anni”.

Il TJF nell’ambito di ‘Torino Futura’ - progetto culturale coordinato dagli assessorati alle Politiche culturali e alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino per i ragazzi e le scuole, che moltiplica le occasioni di dialogo e di protagonismo civico dei futuri cittadini lungo il corso dell’anno – propone iniziative mirate al pubblico delle nuove generazioni. In quest’ottica ha deciso di portare il costo dei biglietti dei concerti a 1 euro per tutti i nati dal 2009.

Pensato quindi per un pubblico di giovani ascoltatori sarà ALEPH-ZERO/PROVA PRIMA’, una performance musicale organizzata da StudiUm - Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, che consentirà agli studenti di assistere alla prova aperta del gruppo di Johnny Lapio & Arcote (21 aprile, all’Auditorium Centro Aldo Moro). L'incontro verrà coordinato da Ilario Meandri, Carlo Serra e Jacopo Tomatis (Università di Torino).

Domenica 23 aprile alle OGR, AICS consegnerà la borsa di studio dedicata a Sergio Ramella a uno studente di jazz del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Il vincitore sarà invitato a suonare al TJF del prossimo anno.

Anche i Jazz Blitz, 33 brevi concerti nei luoghi di assistenza, di accoglienza e di incontro vedranno coinvolti i giovani. A esibirsi nelle RSA, nelle strutture per disabili e soggetti in difficoltà, nei luoghi di detenzione (come l'Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti) saranno gli allievi delle scuole pubbliche e private di jazz.

Dalla in Dallarte Jonny Costantino

MAIN EVENTS

Ad aprire l’edizione 2023, sabato 22 aprile, alle OGR (ore 21), sarà la produzione originale di Peppe Servillo & TJF All Stars Natura morta con custodia di sax’. Un viaggio nel cuore del jazz, dal libro di Geoff Dyer. Nell’ensemble, formato appositamente per questo concerto, ogni musicista incarna un gigante del passato e porta in scena i racconti di Dyer. I grandi come Lester Young, Charles Mingus, Thelonious Monk, Chet Baker, rivivono in questi straordinari jazzisti, un sax baritono femminile evoca lo spirito di Duke Ellington - il narratore-sognatore dei racconti - mentre le parole di Dyer si animano grazie alle letture di un interprete d’eccezione: Peppe Servillo.

Domenica 23 aprile, alle OGR, appuntamento doppio, alle 17 e alle 21. Nel pomeriggio andrà in scena Cristina Zavalloni con l’Orchestra del Conservatorio di Torino in ‘Potentissima Signora. Omaggio a Laura Betti’. Figura femminile di grande personalità, eclettica, appassionata, inclassificabile, Laura Betti, musa e amica di Pier Paolo Pasolini, dalla morte del regista e scrittore per tutta la sua vita si è dedicata alla diffusione della memoria pasoliniana. Il Fondo Laura Betti è conservato alla Cineteca di Bologna. Nel concerto - punteggiato dai racconti delle cronache dell’epoca - una delle maggiori cantanti italiane, Cristina Zavalloni, con un ricco ensemble jazzistico e orchestrale, ripercorrerà il canzoniere della Betti. La sera, alle 21, sarà la volta di Kenny Barron Trio. Uno dei maestri viventi della storia del pianoforte jazz. Il concerto è inserito nel tour che celebra gli ottant’anni dell’artista e lo vede esibirsi nella formazione particolarmente congeniale del piano trio.

Lunedì 24 aprile, alle 18, al Teatro Vittoria è in programma Federica Michisanti trio con ospite Louis Sclavis. Uno dei talenti del jazz italiano, Michisanti, con il suo trio incontra Sclavis, uno dei protagonisti del jazz europeo. Alle 22, a Hiroshima Mon Amour, in una prima mondiale assoluta e in esclusiva per il TJF, si esibiranno Shabaka Hutchings, Majid Bekkas e Hamid Drake. Shabaka Hutchings è sicuramente la voce più rappresentativa della nuova scena inglese, colui che ha reso il jazz “di nuovo cool”, tra le nuove generazioni, come ha scritto la rivista Rolling Stone qualche anno fa. La febbrile arte di Hutchings abbraccia le melodie vocali incantatorie e i riff danzanti del cantante e compositore marocchino Majid Bekkas, che galleggiano sullo swing complesso, energico e contagioso di Hamid Drake. Un incontro unico e travolgente tra la tradizione degli gnawa (in passato schiavi subsahariani poi naturalizzati marocchini) di cui Bekkas è depositario, con l’anima black di Hutchings e il jazz americano contemporaneo di Drake.

Martedì 25 aprile, alle 18, all’Hiroshima Mon Amour, Hamid Drake con ‘Turiya’ porterà sul palco un'esclusiva per TJF. Hamid Drake, uno dei giganti della batteria jazz contemporanea, omaggerà Alice Coltrane, pianista, organista e arpista, moglie di John Coltrane. Il titolo, ‘Turiya’ nella filosofia indù indica lo stadio supremo di coscienza pura. Il messaggio di pace e amore universale insito in questa musica è il contributo ideale del TJF alle celebrazioni del 25 Aprile. Alle 21, Steve Coleman and Five Elements, produrrà, al Teatro Alfieri. Steve Coleman non suona a Torino da molti anni e questo può essere considerato un nuovo ‘debutto’ in città. Capace sia di attingere al bagaglio storico del jazz (Charlie Parker e Sonny Rollins su tutti), sia di usare le musiche tradizionali latinoamericane o africane studiate con passione e rigore, Coleman riesce ad amalgamare il tutto con la propria cifra stilistica distintiva.  Nel suo storico gruppo brillano alcuni tra i musicisti più incisivi della scena statunitense, su tutti il trombettista Jonathan Finlayson.

Mercoledì 26 aprile, al Teatro Monterosa si potrà assistere alla produzione originale di Furio Di Castri ‘Zapping’. Il contrabbassista Furio Di Castri, che non ha bisogno di presentazioni per il pubblico del TJF, in occasione dei trent’anni dalla morte di Frank Zappa, propone ‘Zapping’, il suo omaggio al maestro. L’idea alla base del concerto è presentare brani originali e riletture di classici jazz concepiti come avrebbe fatto Zappa.

Giovedì 27 aprile, alle 18, nell’Aula Magna del Politecnico, Roberto Ottaviano darà il via a ‘Eternal Love’, un progetto che affonda le proprie radici nella spiritualità africana. Attraverso la reinterpretazione delle musiche di Don Cherry, Charlie Haden, John Coltrane e Dewey Redman Ottaviano celebrerà, in questi tempi difficili, la speranza e la voglia di riscatto del genere umano. Dopo decenni di brillante attività il sassofonista e compositore barese quest’anno è tornato a vincere il referendum di Musica Jazz come musicista dell’anno e continua a fare la storia del jazz italiano ed europeo. Alle 21, in esclusiva, nella Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, Paal Nilssen-Love mette in scena Circus, un progetto nato durante la pandemia, quando il World Music Festival di Oslo gli chiese di costituire un gruppo composto esclusivamente da musicisti residenti in Norvegia. Gli elementi scelti hanno retroterra molto diversi tra loro: etnico, classico, contemporaneo, jazz, free, noise, pop, etc. Nilssen-Love - tra le punte di diamante della ricca scena nordica e uno dei batteristi più creativi oggi in Europa - ha composto le musiche per la band lasciandosi ispirare dai suoni di Etiopia, Mali, Senegal e Brasile.

Tre gli appuntamenti di venerdì 28 aprile. Alle 18, nell’Aula Magna del Politecnico, si potrà ascoltare uno dei musicisti più creativi del jazz contemporaneo, Francesco Diodati insieme ai ‘tellKujira’, una sorta di rock band in forma di quartetto classico, con due chitarre elettriche al posto dei due violini. Alle 21, al Conservatorio Giuseppe Verdi, altra esclusiva del Festival: Craig Taborn in piano solo. Taborn è attualmente la punta di diamante del pianismo contemporaneo e il più raffinato, creativo e rigoroso degli improvvisatori, la cui musica è un viaggio magico tra le meraviglie coloristiche del suono pianistico. Ascoltarlo significa vivere una delle esperienze più alte del pianismo contemporaneo.

Sabato 29 aprile alle 18, al Teatro Vittoria, si esibirà Eva Risser nel piano solo ‘Rêve Parti’. Un concerto in esclusiva che rappresenta per il pubblico uno shock positivo. Al centro della scena un pianoforte verticale preparato con oggetti non ortodossi e microfonato in modo particolare sul quale Eve Risser, forse la più originale delle jazziste francesi di oggi, ha forgiato un linguaggio strumentale personale, non convenzionale. Il pianoforte viene utilizzato per creare una vera e propria magia percussiva, ora minimale ora orchestrale. Alle 22 Sarathy Korwar suonerà al Bunker. Batterista, compositore e produttore diventato una delle voci della nuova e frizzante scena inglese Korwar presenterà ‘Kalak’, il suo ultimo album che sta ottenendo grandi consensi dalla critica internazionale e lo sta consacrando come uno degli artisti emergenti fondamentali. La sua musica mescola jazz e sonorità indiane, oltre a incorporare elementi di hip-hop ed elettronica.

Grande chiusura per il TJF XI, domenica 30 aprile, Giornata Internazionale Unesco del Jazz. Il Festival termina con un doppio appuntamento all’Auditorium Giovanni Agnelli al Lingotto con Stefano Bollani. Alle 17 salirà sul palco con il suo Danish Trio, l’unico concerto dell’anno dello storico trio, con due musicisti di punta della scena scandinava come Bodilsen e Lund. Alle 21.30 sarà in concerto con ‘Piano Solo’.               Per Bollani la musica è un gioco da reinventare di volta in volta. Quando sale sul palco con il suo Piano Solo esiste una sola regola, rendere omaggio all’arte dell’improvvisazione. Ogni volta con un risultato diverso, sempre incredibile. Un ‘one man show’ in cui tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, alcun programma di sala a indicare il succedersi dei brani. Lo spettatore prende posto in poltrona, ma è chiamato a spostarsi con la mente verso luoghi inaspettati e a guardare orizzonti musicali sempre nuovi. Un laboratorio creativo portato sul palco seguendo il flusso di coscienza musicale che spazia dal jazz alle sonorità brasiliane, da Carosone ai brani inediti suonati durante la trasmissione tv cult ‘Via Dei Matti numero Zero’ con Valentina Cenni. Una sola cosa è sicura, il medley imprevedibile deciso dal pubblico in cui il virtuosismo si mescola all’irriverenza. Alle 19, sempre al Lingotto, nella Sala 500, è in cartellone in esclusiva italiana un nuovo progetto di Eva Risser, la Red Desert Orchestra, una formazione ibrida dove musicisti europei e africani interagiscono spalla a spalla nel creare un vero e proprio vortice sonoro. Le melodie ondeggiano ipnotiche e conducono il pubblico verso un’esperienza di ascolto nomade e al tempo stesso corporea e spirituale. Techno, musica dell’Africa Occidentale, danza e jazz si incontrano e sprigionano una magia multicolore.

JAZZ CL(H)UB

Quindici club - Amen Bar, Bagni Pubblici di via Agliè, Bunker, Cafè Neruda, Comala, Combo, Educatorio della Provvidenza, Folk Club, Laboratori di Barriera, L’Arteficio (Caffè Procope), Machito, Off Topic (Cubo), Osteria Rabezzana, Piazza dei Mestieri, Bocciofila Vanchiglietta Rami secchi - collocati su tutto il territorio, ospiteranno ognuno due concerti per un totale di 32 appuntamenti in 7 giorni. La programmazione è stata realizzata su proposta degli stessi club in coordinamento e accordo con la direzione artistica. Saranno rappresentate le realtà del ricchissimo panorama musicale urbano, spesso con produzioni nuove di alto profilo artistico e di rilevante significato socio-culturale. Tra i protagonisti della sezione Cl(h)ub la Jazz School Torino, Costanza Alegiani, le big band torinesi (GP Big Band, EP Big Band), artisti internazionali come Philip Harper e Michael Rosen, l’Orchestra Coco, i Blue Baroque, le o-Janà, i Barber House e tanti grandi musicisti piemontesi da Alfredo Ponissi a Luigi Tessarollo, da Massimo Barbiero a Claudio Lodati, nonché una serata di jam session.

JAZZ BLITZ

Musica nei luoghi di assistenza, accoglienza e incontro. Confermata la rassegna collaterale dei momenti musicali dedicati agli utenti dei servizi assistenziali e agli ospiti delle strutture. Protagonisti i giovani allievi delle scuole pubbliche e private di jazz come i Corsi di Formazione musicale della Città e del Conservatorio Giuseppe Verdi, di ArCoTe Jazz e della Jazz School Torino. Saranno loro a tenere i 33 brevi concerti ospitati nelle RSA, nelle strutture per disabili fisici e psichiatrici, nei luoghi di detenzione come l'Istituto Penale Minorile Ferrante Aporti.

JAZZ TALKS

In calendario incontri, conferenze, dibattiti e presentazioni di libri realizzati in collaborazione con Circolo dei lettori, Urban Lab, AICS, ARCI e Università di Torino.

 

JAZZ MEETING VII EDIZIONE, COMBO (24-25 aprile)

Dal 2018 il TJF, attraverso il Jazz Meeting - il Forum piemontese di tutta la filiera del Jazz -, continua a favorire il confronto e dare accoglienza alle reti jazz. È un’iniziativa del Consorzio Piemonte Jazz in collaborazione con TJF e Ancos/Confartigianato che ha l’obiettivo di presentare e sviluppare i network che promuovono il jazz a livello regionale, nazionale e internazionale.

MARCHING BAND

Il 22 e il 30 aprile, in apertura e chiusura del festival, la Marching Band della Jazz School Torino, accompagnata dall’animazione Lindy Hop a cura de ‘La Bicicleta’ ASD, si esibirà nei quartieri e nel centro cittadino.

SPECIAL

Tra gli appuntamenti ‘special’ la prima italiana del film Dallarte (2023, Italia/Svizzera, 95’) di Jonny Costantino, una proiezione in programma martedì 25 aprile al Cinema Massimo. Il documentario indaga facce e riflessi di quel prisma unico che è Lucio Dalla, cantante e poeta. A introdurre il film sarà il giornalista Valerio Corzani. L’omaggio a Dalla proseguirà nella notte TJF da Off Topic (jazz club) con il concerto di Costanza Alegiani Folkways. Al Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, domenica 30 aprile, alle ore 11, si potrà assistere all’esibizione ‘I Minotauri’ di Anais Drago (violino, voce, elettronica). Un concerto in cui verranno narrate vere e proprie storie di solitudine.

Inoltre il gruppo creato da Johnny Lapio con Arcote si esibirà in una prova aperta la mattina del 21 aprile al Dams.

5G JAZZ JAM SESSION

Nella cornice del Torino Jazz Festival 2023, inoltre, sarà realizzata una 5G Jazz Jam Session quale use case innovativo del progetto 5G Audiovisual Broadcast Broadband Network finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), per il quale Rai Way è capofila di un’aggregazione di 11 partner fra cui il Comune di Torino.    La Città, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura e in dialogo con  direzione artistica del TJF, con la regia di Rai Way e con il contributo del partner RAI/CRITS, ha lavorato per costruire una live performance di musica, danza e pittura sulle note di un’improvvisazione Jazz eseguita dalla Gianpaolo Petrini Big Band «distribuita» in tre location all'interno delle OGR (Sala Fucine, Duomo e Binario 3) collegate tra loro dalla rete 5G. L’esibizione integrerà il reale e il virtuale, con passaggi in un ambiente interattivo realizzato ad hoc nel metaverso, oltre a una performance di VR ART su una tela virtuale, combinando elementi che richiamano la musica, la città e i suoi luoghi di produzione culturale. L'ingresso sarà riservato agli addetti del settore.

BIGLIETTERIA:

c/o Urban Lab piazza Palazzo di Città 8/F

Da lunedì 6 marzo - lunedì/sabato 10.30/18.30 (chiusa lunedì 10 aprile) - aperta tutti i giorni da sabato 22 a domenica 30 aprile - tel. +39.011.01124777 - tjftickets@comune.torino.it

INTERNET:

www.torinojazzfestival.it www.vivaticket.it

Il costo del servizio di acquisto è pari al 12% del prezzo del biglietto, con un minimo di € 1

Per i nati dal 2009 biglietti per tutti i concerti € 1,00.

Se ancora disponibili i biglietti saranno posti in vendita 45 minuti prima dell’inizio dei concerti

Canali TJF

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