Piazza Cavour - Archivio Fotografico Assessorato Turismo Comune di Rimini Guida alla città di Rimini
Rimini: chilometri di spiagge egregiamente attrezzate per ospitare le migliaia di turisti che ogni estate affollano la riviera romagnola. La vita notturna, la cucina, Fellini ed il mare hanno reso famosa questa città ed il suo litorale.
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La storia di Rimini inizia sulla spiaggia. Già 800.000 anni fa, l'uomo primitivo si aggirava lungo la costa, arretrata fino al colle di Covignano. Dalla preistoria il cammino della civiltà si è snodato attraverso le principali tappe evolutive, portando Rimini alla ribalta della scena romana.
Rimini è una città aperta, ospitale, a misura d'uomo. Sia nel suo esteso versante mare-spiaggia, sia nel suo cuore più antico: il centro storico. Le antiche vie di Rimini, Corso d'Augusto, via Gambalunga, Piazza Cavour, Piazza Tre Martiri, Piazza Ferrari, i caratteristici vicoli cittadini, sono riservati al passeggio e certi luoghi come la 'piazzetta della vecchia pescheria', sono punto d'incontro soprattutto per i giovani sempre più numerosi da quando Rimini è diventata un importante polo universitario con oltre 5mila iscritti. Vicino agli antichi banconi di pietra su cui una volta veniva venduto il pesce sorgono i locali di tendenza che hanno reso questa suggestiva 'piazzetta' il cuore della 'movida' romagnola.
Sono tante le occasioni per scoprire i tesori di Rimini. Da giugno a settembre tutti i martedì (partenza alle 9,00 dall'Urp in Corso d'Augusto 158) si tiene 'Passeggiando nel passato', un percorso guidato che tocca i più significativi monumenti della città, testimoni delle diverse epoche, dal ponte di Tiberio e Arco d'Augusto, alle armonie della fontana della Pigna che incantarono Leonardo da Vinci, per terminare, a richiesta, nelle sale del Museo della Città.
Importanti mostre etnografiche, di pittura, fotografiche si succedono durante il corso dell'anno in palazzi storici come l'Arengo, nel Museo della Città, nel Museo delle culture extraeuropee Dinz Rialto (è prossima l'apertura nella nuova sede di Villa Alvarado, a Covignano di Rimini) tra le antiche mura di Castel Sismondo.
Corso d'Augusto e le zone adiacenti sono meta d'obbligo per lo shopping: dalle botteghe artigiane con le caratteristiche tele romagnole stampate a ruggine, alle boutique dalle firme prestigiose.

MONUMENTI
Palazzi dell'Arengo e del Podestà
Il palazzo dell'Arengo risale al 1204: sotto il portico si amministrava la giustizia, nel salone al primo piano, con polifore, si riuniva l'Assemblea del Comune. A lato è la residenza trecentesca per il Podestà con ingresso sul lato corto, sottolineato dall'arco con simboli malatestiani. Alla fine del 1500 viene eretto palazzo Garampi, ora Residenza comunale, e si modificano le facciate dell'Arengo e del Podestà. Dopo il sisma del 1916, che svela tracce delle strutture medievali, si avvia un restauro che ridisegna i palazzi in forme neogotiche.
Chiesa di S.Giovanni Evangelista chiamata Sant'Agostino
La chiesa, ad aula rettangolare con abside e due cappelle laterali, è eretta dagli Agostiniani nel Duecento. L'apparato decorativo, giuntoci in parte, si compone di affreschi e di un Crocifisso ligneo della Scuola del Trecento riminese. Nel XVIII secolo Ferdinando Bibiena modifica facciata e interni, arricchiti da stucchi e dagli affreschi di Vittorio Maria Bigari; la pittura trecentesca viene occultata e solo nel 1916 un terremoto ne svela la presenza. Strappato nel 1926, il Giudizio universale sull'arco trionfale, è ora al Museo della Città.
Arco D'Augusto
L'Arco, eretto nel 27 a.C. quale porta onoraria, celebra Ottaviano Augusto, come dichiara l'iscrizione. Inserito nella più antica cinta muraria in pietra, di cui sono Arco di Augustoancora visibili i resti, oggi si presenta isolato per la demolizione, negli anni '30, dei corpi adiacenti. La costruzione, sormontata in origine da un attico con una statua dell'imperatore, è esaltata da un ricco apparato decorativo carico di significati religiosi e politici: le divinità nei clipei (Giove e Apollo, Nettuno e Roma) richiamano la grandezza di Roma e di Augusto.
Il Tempio Malatestiano
Il Tempio sorge ove era, dal XIII secolo, la Chiesa di S. Francesco decorata da Giotto, di cui non resta che il Crocifisso ligneo. Concepito da Sigismondo Pandolfo Malatesta come un'arca a memoria della Famiglia, viene iniziato nel 1447 e rimane incompiuto alla sua morte. A Leon Battista Alberti si deve il progetto, a Matteo dei Pasti e Agostino di Duccio la decorazione a bassorilievo delle cappelle da cui emerge la personalità dominante del committente, celebrata anche da Piero della Francesca nell'affresco con il principe e San Sigismondo. Il restauro, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e completato in occasione del Giubileo, ha restituito al Tempio, recentemente consacrato Basilica, l'antico splendore dei marmi e la vivacità dei colori delle cappelle interne.
Castel Sismondo o Rocca Malatestiana
I lavori per la residenza-fortezza di Sigismondo Malatesta iniziano nel 1437 per durare circa 15 anni. Il castello, di cui non resta che il nucleo centrale, è effigiato nelle medaglie malatestiane e nell'affresco di Piero della Francesca nel Tempio, ove appare con torri e mura, ampio fossato, possente mastio. Nell'iscrizione all'ingresso Sigismondo rivendica a sé la costruzione ex fundamentis, benché inglobasse più antiche strutture. Dal XVII secolo fortezza pontificia e poi carcere fino al 1967, è oggi prestigiosa sede di eventi culturali.


La Fontana della Pigna
Fulcro della medievale piazza Cavour è la fontana, che figura nel ritratto della città nel Tempio malatestiano. Al suo passaggio a Rimini, nel 1502, Leonardo da Vinci, si incantò all'armonia delle diverse cadute d'acqua. Giovanni Carrari da Bergamo la ristruttura, dopo i danni causati nel 1540 dai fuochi artificiali collocati nella vasca per festeggiare un alto prelato, e la consegna nelle forme attuali, rispettose dell'impianto antico. A coronamento è posta la statua di San Paolo, sostituita nell'Ottocento dalla Pigna che dà il nome al monumento.
Ponte di Tiberio
Il ponte sul Marecchia, l'antico Ariminus, iniziato da Augusto nel 14 e completato da Tiberio nel 21 d.C., come ricorda l'iscrizione sui parapetti interni, collega tuttora la città al suburbio - il borgo San Giuliano - aprendosi nelle vie consolari dirette al Nord, l'Emilia e la Popilia. In pietra d'Istria, si sviluppa in cinque arcate che poggiano su massicci piloni con speroni frangiflutti, impostati obliquamente rispetto all'asse del ponte per assecondare la corrente, mentre la struttura poggia su un funzionale sistema di pali di legno.
L'Anfiteatro
Edificato nel II secolo - come attesta la moneta dell'imperatore Adriano ritrovata in una muratura - nei pressi dell'antica linea di costa, l'anfiteatro presentava una sobria struttura in laterizio composta da due ordini sovrapposti con un porticato di 60 arcate, di grande effetto specie per chi giungeva dal mare. Di forma ellittica, misurava 117,7x88 metri, mentre l'arena aveva un'ampiezza di metri 73x44, vicina a quella dei più grandi anfiteatri. Vi si svolgevano spettacoli gladiatori che richiamavano un pubblico di almeno 15.000 spettatori.

LA MARINA
L'area del Parco Fellini accanto al Grand Hotel è il cuore della Rimini balneare: qui è sorto nel 1843 il primo Stabilimento dei Bagni per impulso dei Conti Baldini e del medico Claudio Tintori. La vocazione salutistica si sviluppò per opera dei celebri professori Paolo Mantegazza e Augusto Murri. Nel 1872 sorse il nuovo edificio dello stabilimento, che poi fu chiamato Kursaal (distrutto nel 1948). L'urbanistica stessa della città cambiò volto, con il nuovo viale - oggi Principe Amedeo - di collegamento dal centro storico alla marina.
Poi, nel nuovo secolo, il passaggio al turismo d'élite: data simbolo il 1908 quando inizia l'epopea del Grand Hotel, punto di riferimento nell'immaginario felliniano. Rimini prima di diventare la capitale europea delle vacanze è stata nel corso dei secoli un porto importante. Oggi la 'palata' del porto è la passeggiata più amata dai riminesi, il luogo di Amarcord, regno di marinai e pescatori vigilato dal faro e solcato dalle 'poveracciaie' (le barche attrezzate per la pesca delle vongole): all'alba, al tramonto, a tutte le ore regala la sensazione di un tuffo nel mare e uno splendido panorama punteggiato dai mille colori dei bagni che hanno reso famosa la nostra spiaggia. Alla sinistra del porto sorge la nuova darsena 'Marina di Rimini', una grande opera inaugurata nel 2002 per ospitare 680 posti barca.
Sul lungomare si affacciano avveniristici alberghi, alcuni dei quali 'griffati' da grandi architetti internazionali. Parallela al lungomare corre via Vespucci con i bar e le boutique alla moda. Tutta la zona di Marina Centro è famosa per i punti di ritrovo dei giovani, gli aperitivi, i pub e i discobar di tendenza, e poi i ristoranti che offrono indimenticabili menù a base di cibi nostrani a cominciare dall'alimento principe, il pesce, cucinato nelle caratteristiche rustide e in ottimi brodetti.

GIOIE DEL PALATO
Il rosso rubino del Sangiovese, il vino tipico della terra di Romagna, l'azzurro del pesce dell'Adriatico, l'oro del grano macinato, ingrediente indispensabile per la 'piadina', il pane quotidiano dei riminesi. Sono questi i colori base della cucina romagnola, sono questi gli ingredienti della grande sagra che a Rimini si consuma giorno e notte, per 365 giorni all'anno. Nei chioschi sulle strade e nei ristoranti sulla spiaggia, nelle piadinerie sparse un po' ovunque, nelle osterie e nei ristoranti chic e ora anche sulle strade virtuali di internet, dove è in vendita un pizzico di sapore romagnolo. Una cucina semplice di derivazione marinara e contadina che però non disdegna fantasia nella preparazione dei piatti. Si va dagli antipasti a base di affettati da servire nella piadina calda (ingredienti poveri: farina, strutto, acqua e sale), ancor meglio se con lo squacquerone (un formaggio che si scioglie letteralmente in bocca), a quelli di pesce per approdare ad una grande varietà di primi piatti con pasta tirata rigorosamente a mano dalla arzdora (la donna di casa): tagliatelle, cappelletti, ravioli e strozzapreti da condire al ragù o alle vongole. Per i secondi piatti, si va dalla carne alla brace (ottimo il castrato) al coniglio in porchetta con contorno di verdure gratinate, alle grigliate di pesce (la famosa 'rustida'), gli spiedini, i fritti. Il tutto condito dall'olio extravergine delle colline di Rimini (che è, sia per il grado di acidità che per le caratteristiche organolettiche, tra i più pregiati d'Italia) e 'innaffiato' dal Sangiovese, un rosso dal colore rubino o dal bianco Trebbiano, vini tipici delle colline riminesi.

TESTI ED IMMAGINI GENTILMENTE CONCESSI DALL'ASSESSORATO AL TURISMO DEL COMUNE DI RIMINI

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