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Marciana Marina - Agenzia per il Turismo Arcipelago Toscano Guida all'Isola d'Elba
L'Isola dei Tesori: secondo un'antica leggenda l'isola è la perla di una preziosa collana perduta in mare da Venere, insiema alle più piccole isole di Capraia, Montecristo, Gorgona, Giannutri, Giglio e Pianosa, forma l'Arcipelago Toscano.
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Da più di cinque millenni, tutte le civiltà che hanno conosciuto l'isola, cercando la ricchezza nel suo cuore di pietra e di metallo, hanno lasciato i segni del proprio passaggio, con tutta la loro maestria e la loro dedizione, aggiungendo ogni volta, alla perfezione di un gioiello così divino, piccoli e grandi tesori d'arte, devozione, ingegno e cultura.
Oggi l'Isola d'Elba è un meraviglioso giardino che protegge, senza nascondere, sorprendenti particolari di storia. Le prime tracce di abitanti sull'Elba riguardano l'Uomo di Neanderthal, tuttavia gli insediamenti più importanti risalgono al III millennio a.C., l'Età del Rame. Di questo periodo restano i luoghi di sepoltura con i corredi funerari, vasellami decorati, punte di frecce in selce e diversi oggetti in rame, soprattutto da combattimento; altrettanto preziosi per l'archeologia sono i Ripostigli dell'Età del Bronzo, depositi scavati nel terreno dove le comunità conservavano numerosi oggetti, monili e attrezzi da lavoro e combattimento. Più caratteristici e ben visibili sono i cosiddetti Caprili, in uso fin dalla preistoria: sono costruzioni circolari o ellittiche, larghe fino a 13 metri, con mura a secco e copertura che veniva realizzate con frasche o in pietra a cupola. Sul Monte Capanne si trovano diversi Menhir, grandi pietre erette verticalmente, dal significato ancora oggi misterioso.
Dopo il VII secolo a.C. gli Etruschi si insediarono sull'isola per parecchi secoli, lasciando però poche tracce, per l'abitudine di costruire dimore in argilla, "sciolte" dal tempo. Le necropoli presenti tuttavia, testimoniano necessariamente l'esistenza di tali villaggi cancellati: vi erano insediamenti a Portoferraio, a Monte Castello presso Procchio, al Volterraio ed a Castiglione di San Martino. C'era una fortezza sul monte di Santa Lucia, riedificata dai Pisani ed un Tempio, forse dedicato a Tinia, sul Monte Serra, presso Rio.
I nobili patrizi amavano scoprire luoghi incantati dove costruire magnifiche ville con vista mare, l'Elba conta ben tre di queste residenze, edificate inposizioni ideali per godere del panorama. Due di esse si fronteggiano sulla riparata Baia di Portoferraio: la Villa della Linguella, sulla parte terminale della Darsena, era dotata di acquedotto privato e decorata con ricchi pavimenti a mosaico; la Villa delle Grotte, del I secolo d.C., molto ampia e articolata, scendeva con giardini a terrazze fino sul mare dove possedeva un proprio imbarcadero. La terza residenza, Villa di Cavo, del I-II secolo d.C. che si ergeva nella zona orientale dell'Isola e degradava in mare, è in parte inserita in costruzioni più recenti. Oltre al ferro, i Romani sfruttarono le cave di pregiato granito, utilizzato anche nel Pantheon e nel Colosseo.
Terminato il dominio romano, il Mediterraneo occidentale tornò poco sicuro per la navigazione; le città sulla costa, tranne quelle adeguatamente fortificate, vennero sempre più frequentemente assaltate. Anche all'Isola d'Elba interi paesi si spostarono nelle zone interne, montuose. Nei luoghi più appartati, spesso di grande bellezza paesaggistica, nacquero piccole comunità monastiche, dette Romitori; il più antico e famoso è il Romitorio di San Cerbone.
Fra il Cinquecento ed il Seicento alcuni di questi luoghi divennero Santuari dedicati al culto della Madonna, edifici dalla struttura molto semplice, ma assai suggestivi: il medievale Santuario della Madonna del Monte, presso Marciana, nascosto in un lussureggiante bosco di castagni, fu realizzato con grandi blocchi di granito fra il XIII ed il XIV secolo e ricostruito nel Cinquecento; il Santuario della Madonna delle Grazie a Capoliveri, del Cinquecento, con pianta a croce latina, secondo la leggenda venne abitato dagli eremiti al seguito di Mamiliano, che si era stabilito sull'isola di Montecristo dopo il V secolo. Il Santuario della Madonna della neve a Lacona, costruito nel Cinquecento su di una precedente struttura romanica, è stato più volte rimaneggiato fra il XVII ed il XX secolo. Il Santuario della Madonna del Monserrato, con una semplice cupoletta intonacata, venne costruito nel 1606 per volere del governatore di Longone José Pons y Léon a ricordare l'omonimo Santuario di Catalogna (al suo interno si trova una Madonna Nera; la chiesetta viene aperta solo l'8 settembre e l'8 aprile). Il Santuario di Santa Caterina di Alessandria, infine, risalente forse al Cinquecento è ora sede di un centro per artisti e di un orto botanico.

Uno dei più grandi generali di tutti i tempi, Napoleone Bonaparte, dopo la sconfita di Lipsia, viene esiliato sull'Isola d'Elba, che diviene il suo piccolo Regno che amministrò con energia: studia le risorse locali, riorganizza l'agricoltura, i trasporti ed i commerci, disegna persino la bandiera elbana: bianca con api dorate su una banda rossa.
Non è difficile ripercorrere tutti i luoghi napoleonici: il principale è la Villa dei Mulini a Portoferraio, fra Forte Falcone e Forte Stella, in posizione privilegiata per controllare sia il mare che la cittadina. La sobria residenza è l'unione di due case granducali nelle quali sono state realizzate il Salone dei Ricevimenti, il Salone degli Ufficiali, lo studio personale, la camera da letto e la Sala dei Valletti; le sale sono arredate e decorate, naturalmente, in Stile Impero. Nella stagione calda Napoleone soggiornava in una casa immersa nel verde, Villa di San Martino, poco distante da Portoferraio, con sale affrescate: Sala Egizia, Sala delle Colombe. La Villa di San Martino viene affiancata dal XIX secolo, da una galleria in stile dorico, fatta costruire da un cugino dell'Imperatore, il principe Demidoff, per raccogliere i cimeli di Napoleone.
Un altro museo napoleonico si trova nella Chiesa della Misericordia a Portoferraio, che custodisce, fra l'altro anche il calco in gesso della mano e del volto dell'Imperatore; oltre 200 testi appartenuti a Napoleone sono stati donati agli elbani e sono custoditi alla Villa dei Mulini; la passione di Napoleone per il teatro di concretizza in due strutture: uno nella Villa dei Mulini ed uno più grande, detto dei Vigilanti, nella chiesa sconsacrata del Carmine a Portoferraio. Fra gli altri luoghi napoleonici ricordiamo il Romitorio nel bosco nei pressi del Santuario della Madonna del Bosco e una curiosa roccia, detta "Sedia di Napoleone", da dove egli ammirava la sua Corsica.

I musei e le raccolte sono il patrimonio di ogni comunità: i musei elbani riflettono la variegata storia dell'isola. A Marciana l'Antiquarium conserva le tracce più antiche degli abitanti dell'Isola, fino al periodo etrusco; a Portoferraio, presso la Villa Romana ed i Magazzini Medicei, sorge il Museo della Linguella che ospita reperti recuperati in mare e da scavi (oggetti dell'Età del Bronzo, etruschi e romani) e prelevati da Ville di Pianosa e Capraia. Il Museo Archeologico di Rio nell'Elba mostra reperti fra l'Età del rame e la tarda stagione etrusca, con particolare attenzione alla storia dell'attività mineraria. La Pinacoteca Comunale di Portoferraio, le cui opere sono in gran parte dono della famiglia Foresi, conserva importanti opere d'arte dal Cinquecento all'Ottocento, di artisti come il Bergognone, Salvator Rosa, Guido Reni, Ciseri, Benvenuti, David e Michetti, fino ai grandi vedutisti ottocenteschi come Fattori, Nomellini, Cannicci e Signorini, che all'Elba aveva scoperto una luce perfetta per i suoi dipinti. La Valle delle Ceramiche è un museo all'aperto dedicato all'artista Italo Bolano. Altri interessanti luoghi di cultura sono il Museo della Civiltà Contadina a Marciana, il Centro Culturale De Laugier a Portoferraio ed il grande edificio del Parco Minerario ed il Museo dei Minerali di Rio Marina.

Arte, storia e natura non sono però l'unica attrattiva dell'Isola, oltre ad un mare da sogno, paradiso per bagnanti, navigatori e sub e popolato da una fauna variegata che comprende inoltre delfini e balene, all'Isola d'Elba si possono gustare ottime specialità enogastronomiche; la coltura della vite ha origini antichissime, molti dei bassi muri che delimitano le vigne risalgono a 3000 anni fa e sui fondali giacciono numerosi relitti di navi cariche di anfore vinarie. I Medici ed i Lorena difesero la coltivazione della vite e Napoleone, durante il suo esilio dorato, ordinò l'impianto di nuovi vigneti. Ben 7 vini dell'Elba si fregiano del marchio "Denominazione d'Origine Controllata", fra cui l'Aleatico, l'Ansonica ed i Passiti Elbani, l'Elba Bianco e l'Elba Rosso.
La morfologia dell'interno dell'isola, verdeggiante e fresca, ospita alberi ad alto fusto e gli abitanti dell'isola hanno da sempre sfruttato questa risorsa piantando castagni già nel XIV secolo; i loro frutti, freschi, secchi o ridotti in farina hanno costituito l'alimento base per le popolazioni dei monti almeno fino a 50 anni fa. Castagne e vino sono un binomio a cui bisogna aggiungere il fungo, indimenticabile frutto della stagione autunnale: in diverse zone dell'isola, tra i boschi di lecci sono presenti oltre 200 specie di funghi, fra cui i più ricerati ed apprezzati sono l'ovulo ed il porcino.
La gastronomia dell'Elba, però, è basata su pesce e crostacei, aromatizzati con le spezie della macchia mediterranea. Il pesce pescato nei mari dell'Isola è garanzia di freschezza e genuinità, una bontà che sposa la tutela dell'ambiente con il vivere sano. Fra i piatti più gustosi ricordiamo lo Sburrita Riese, il Gurguglione e per chiudere il pasto alcuni dei dolci tipici: la Schiaccia Briaca, il Pane dolce del Marinaio, i Cantuccini alla Mandorle o all'Anice, la Schiacciunta, le Frangette, magari seguiti da un bicchierino di uno dei liquori locali che, fin dai tempi antichi, si producono con l'alcool e gli agrumi della zona di Sant'Andrea: il Limoncino e l'Arancino ed inoltre la Crema di Limoncino, il Ciliegino ed il Liquore di Mortella.


Si ringrazia per i testi e le immagini l'Agenzia per il Turismo dell'Arcipelago Toscano

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