Marchiatura a fuoco del Parmigiano Reggiano A Parma ogni golosità ha il suo museo
Parma sorge tra gli Appennini e la Pianura Padana ed ha origini antiche ed una storia ricca di arte e cultura, fu capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859) ed è famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina.
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A Parma ogni golosità ha il suo museo

Parma sorge tra gli Appennini e la Pianura Padana ed ha origini antiche ed una storia ricca di arte e cultura, fu capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), possiede una grande Università, ha dato i natali a grandi nomi delle musica sia classica che moderna e dal 2002 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Quest'ultimo riconoscimento è il segnale incontrovertibile di quanto Parma sia famosa nel mondo per i suoi prodotti alimentari e per la sua cucina, in particolare per il formaggio Parmigiano-Reggiano ed per il Prosciutto di Parma, ma anche per il salame, il pomodoro e la pasta.

Il territorio ha quindi a buon diritto allestito, per questi prodotti, musei specifici che ne raccontano la storia, le caratteristiche e ne celebrano qualità e notorietà.

Museo del Parmigiano Reggiano: ha sede a Soragna, comune di origine longobarda con poco meno di 5000 abitanti, che possiede, oltre al Museo in questione la Rocca. Si tratta di un edificio fortificato il cui nucleo originario risale al 1385; con il trascorrere dei secoli la funzione difensiva venne meno e la Rocca divenne nel '500 un comodo palazzo signorile e nel '600 una ricca ed elegante residenza ma fu solo nel secolo successivo che divenne una sfarzosa residenza principesca, arricchita nel tempo di innumerevoli opere d'arte, aspetto che conserva tutt'oggi. C.A.Crespi Cucina con cuochi e parmigiano XVII sec. Bedonia

Il Museo del Parmigiano Reggiano è ospitato proprio in una delle costruzioni di pertinenza del castello a cui ha accesso diretto: il complesso "Castellazzi" di epoca settecentesca è composto da una casa colonica con a fianco il caseificio di forma circolare del 1848. E' proprio all'interno dell'antico caseificio che venne allestito, nel 2003, il Museo che rende omaggio ad uno dei prodotti più nobili della zona, insignito del marchio di Denominazione di Origine Protetta DOP della Comunità Europea.

Il Museo raccoglie e divulga informazioni sulle zone di produzione, caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto, spiega l'organizzazione delle cooperative di produttori e del Consorzio, la storia e l'evoluzione dei caseifici e delle attrezzature casearie nella storia, nonché illustra il processo produttivo dalla raccolta del latte alla lavorazione, salatura e stagionatura.

Museo del Prosciutto e dei salumi di Parma: ha sede a Langhirano, all'interno dell'ex Foro Boario, struttura che sorse nei primi decenni del '900 su di un'area bonificata a seguito di lavori di regolamentazione del corso del fiume Parma ed originariamente dedicata a servizi pubblici. Dell'originario progetto di due edifici a "C" che avrebbero dovuto formare una corte quadrata al loro interno, ne fu però completato solo uno con un ampio porticato che affaccia sul piazzale dove si svolgeva il mercato del bestiame. La costruzione sorge in una zona prossima al centro storico del paese e vicina a molti dei più rinomati prosciuttifici, nonché rappresenta la memoria storica di molte delle attività economiche del comune e da qui la scelta di allestire al suo interno il Museo dei Salumi e del Prosciutto crudo di Parma. Marchio del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Il visitatore viene accolto all'interno della struttura da una presentazione generale del territorio, dalla descrizione delle diverse razze suine nonché ovviamente dalla spiegazione dell'importanza della salatura, conservazione e stagionatura del prosciutto e dei salumi. Non mancano stuzzicanti consigli sull'uso dei salumi nella gastronomia ed interessanti video sulle tecniche delle norcineria, dall'allevamento, alla macellazione, dalla lavorazione alla stagionatura fino alla commercializzazione ed il consumo.

E' d'obbligo segnalare che oltre al Prosciutto crudo di Parma, il parmense è zona di produzione di altri salumi di eccellente qualità: il Salame di Felino, il Culatello di Zibello e la Spalla di San Secondo.

Museo del Salame di Felino: Forse alcuni si sono chiesti l'origine di questo salame tratti in inganno dal poco felice richiamo del nome col nostro micio di casa: tranquilli Felino è semplicemente il nome del comune dove questo delizioso salume viene prodotto, niente di raccapricciante, anzi ...!

Il Museo del Salame di Felino è ospitato nel magnifico castello omonimo di origine medievale sulle colline e rende omaggio ad una specialità che ha origini antichissime (pare etrusche), fortunata unione tra le carni suine e le caratteristiche del microclima del posto. Veduta del castello di felino, Sede del Museo del Salame - Foto

Questa specialità, tramandataci da una antichissima tradizione contadina, è il frutto dell’unione sapiente delle migliori carni suine (spalla disossata, pancetta e macinato selezionato, rifilature di prosciutto, sale, spezie ed aromi naturali e circa un quarto di parti grasse) con le particolari condizioni microclimatiche del luogo che, grazie ad una perfetta combinazione di temperatura, umidità e ventilazione, garantiscono l'eccellenza della stagionatura.

Il museo è suddiviso in 5 sezioni che raccontano storia e caratteristiche di questo prelibato salume: si parte dalla sua storia e dalle tradizioni per passare poi all'uso del Salame di Felino in gastronomia, ad un'ampia documentazione fotografica della produzione, dalla macellazione alla stagionatura nei tempi passati, fino alle tecniche ed alle attrezzature moderne, alla commercializzazione ed alcune curiosità.

Museo del Pomodoro: quando si parla di pomodoro la nostra mente corre verso il nostro meridione, la Campania, la Sicilia, regione note per la produzione dei pomodori; pochi forse sanno che la storia del pomodoro e soprattutto delle conserve è legata a doppio filo al territorio di Parma che ha infatti allestito, nel comune di Collecchio, all'interno del Parco del Taro, un Museo del Pomodoro, dedicato alla lavorazione ed alla conservazione di questo straordinario frutto della terra.
T. Bonacchi,  Cartolina pubblicitaria per l’estratto di pomodoro Marca “Faccetta Nera” della ditta Fratelli Polli di Fontanini (PR) del 1937Nella seconda metà dell'Ottocento un agronomo, Carlo Rognoni incentivò la coltivazione del pomodoro nella zona seguito da altri, sostenuti dalla neonate Casse di Risparmio. La sola coltivazione della piante e la vendita del frutto fresco però non bastava, l'industria iniziò quindi le prime sperimentazioni per la creazione delle "conserve" con la nascita di stabilimenti conservieri che portano nomi tutt'ora noti ai consumatori (come Mutti, Pagani, Rodolfi e Pezziol.

Nel 1922 nasce la Stazione Sperimentale delle Conserve luogo dove la scienza della conservazione cresce e si sviluppa garantendo sempre maggiore qualità, portando innovazioni tecnologiche e dando una spinta determinante all'industria "del pomodoro" nel parmense.

Il museo è curioso, ricco ed interessante: si viene accolti dal informazioni sul valore simbolico del pomodoro e la sua etimologia nonché da documenti storici di botanica, indicazioni e storia della coltivazione, documentazione sulla storia dell'industria conserviera, le tecniche antiche e moderne, i derivati ed i sottoprodotti e le figure professionali impegnate lungo la catena di produzione.

Interessanti e gustosi infine i ricettari antichi e moderni per gustare tutto il profumo ed il sapore dell'"Oro Rosso".

 
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