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Guida a Matera e provincia

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Tricarico - APT BasilicataGuida a Matera e provincia
Matera, capoluogo di provincia dal 1926, vi stupirà per l'eccezionalità della sua offerta fatta di storia, di arte, di cultura e di sapienza popolare. In questa città è possibile ricostruire la vita stessa dell'uomo, senza soluzione di continuità, dall'età della pietra ai nostri giorni.
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Matera è la città dei Sassi, i suoi antichi rioni dal fascino arcaico, esempio di struttura urbana unica al mondo, è stata dichiarata dall'UNESCO, Patrimonio dell'Umanità, assieme al prospicente altopiano murgico. E' la città delle cento e più chiese rupestri, molte delle quali mostrano ancora suggestivi affreschi di ispirazione latina e bizantina, frutto di un'arte religiosa che trovò la propria forza nel misticismo dei monaci romiti. Vi stupiranno altresì i comuni della provincia, i caratteristici centri storici, le antiche pietre che qui raccontano la fatica ed il sacrificio, le tradizioni ed i riti popolari, le feste religiose, l'ospitalità semplice e genuina, la buona e gustosa cucina. Vi stupirà l'intero territorio; dal fascino della natura primigenia allo splendore degli arenili finissimi della costa Jonica; dalla suggestione delle gravine e dei canobi ai calanchi infuocati.

Matera: posta a 401 metri sul livello del mare, porta i segni incofondibili della storia e della preistoria. Si pensa che sia stata il rifugio delle popolazioni fuggiasche di Metaponto e di Eraclea sin dall'epoca della guerre puniche. Il suo nome, quindi, deriverebbe dalle fusione delle iniziali delle citate località Met e Era, altrimenti potrebbe derivare da "mata", assai più comune, che significa "cumulo di rocce".
La storia della città che, secondo alcuni sarebbe stata, come parte dell'Apulia, edificata da Metello (console romano), nel 251 a.C., ha dei dati di riscontro a partire dal IX secolo.
La successione dei dominatori passò in seguito ai Tramontano, per l'investitura di Federico d'Aragona e il Conte Giovanni Carlo Tramontano pagò col sangue la sua crudeltà nei confronti dei cittadini durante una sommossa popolare del 29 dicembre 1514.
Matera fu capoluogo di Regione dal 1663 al 1806 quando Giuseppe Bonaparte trasferì la competenza prestigiosa alla città di Potenza.
E' attualmente sede arcivescovile e vanta l'importante Cattedrale del secolo XIII nonchè le antiche chiese di San Domenico, San Giovanni Battista, San Francesco d'Assisi, Santa Chiara, del Purgatorio, San Francesco da Paola ed altre, tutte di pregevole fattura nei diversi stili delle epoche a cui risalgono.
La particolare natura e conformazione del suolo e dell'altopiano murgico materano favorì l'espandersi, in epoca compresa fra l'VIII ed il XIII secolo d.C., di quell'intenso movimento monastico che nelle antiche case/grotte trovò le condizioni ideali per formare cenobi e chiese rupestri: se ne contano oltre 130, alcune esclusivamente ipogee, altre con una parte superiore esterna, a testimonianza di civiltà monastiche latine e greco-bizantine che in Matera segnarono nei secoli un importante punto di confluenza.
Si erge splendida, sull'altura a cavallo delle valli dei Sassi, la Cattedrale, dov'era anticamente la Chiesa di Sant'Eustachio: è in splendido stile romanico - pugliese, con frontoni incastonati sugli altari, provenienti da templi diroccati di Metaponto. Gli affreschi sono di scuola napoletana e di grande interesse è il Presepe in pietra di Altobello Persio di Montescaglioso, risalente al 1534. La costruzione fu avviata nel 1230 su commissione dell'Arcivescovo Andrea e venne terminata nel 1270. Presenta tre navate ed è il simbolo della sintesi fra arte e fede.
Il Museo Nazionale Domenico Ridola è intitolato al suo fondatore, medico ed archeologo di fama europea, morto nel 1932. Ridola esplorò il sottosuolo materano, specialmente la zona di Timmari e scoprì grandi tesori archeologici (oggetti preistorici in pietra levigata, sarcofaghi con vasellame istoriato e lagrimatoi, statue, armi primordiali, collane, monete, etc). Oggi, in locali ampliati e denominati secondo le località di provenienza dei reperti, sono esposti nel Museo che egli fondò e donò allo Stato.

Il folklore
La Visitazione della Santissima Vergine e la Festa della Bruna: il Pontefice Urbano VI, già vescovo di Matera, istituì, il 2 luglio 1389, una festa in onore della Vergine e così, forse proprio per ricordare tale evento, i materani fissarono il 2 luglio la Festa della Bruna, che vanta antichissime origini. Il suo programma è denso e spettacolare: la Processione dei pastori, che ha inizio all'alba, la Cavalcata in costume, il Carro Trionfale, opera in cartapesta realizzata da artisti locali, sono la caratteristica principale della festa, che segna il suo culmine quando una grande folla esultante, tra cui molti stranieri, assalta il Carro e lo distrugge. Fantasmagorici fuochi d'artificio illuminano poi la notte e chiudono la giornata.
Sagra del Maggio: la Sagra del Maggio si svolge ad Accettura e presenta tutto il fascino arcano di un primitivo rito nuziale fra alberi, la cui origine è da cercare nei culti agresti di fecondazione della natura. I millenni non ne hanno snaturato il cerimoniale originario, il quale si perpetua da sempre nell'ambito delle celebrazioni annuali in onore del Patrono San Giuliano nel giorno di Pentecoste e nei due giorni successivi. Si tratta di un rito propiziatorio officiato e vissuto da tutto il popolo con grande ed accorata partecipazione. La Sagra segna il suo inizio nel giorno dell'Ascensione, quando un gruppo di boscaioli si reca nel bosco di Montepiano e sceglie il "Maggio", vale a dire il cerro (un tipo di quercia) più alto, dritto e possente e lo abbatte a colpi di accetta con grande cura, poi viene scortecciato e levigato. Nella domenica di Pentecoste, un altro gruppo di contadini si reca nel bosco di Gallipoli-Cognato, dove taglia la più frondosa pianta di agrifoglio, detta la "Cima", sposa del "Maggio" e la trasporta velocemnte in piazza Sant'Antonio, fra cori festosi, danze e canti popolari. Il "Maggio" intanto fa il suo ingresso in paese dal lato opposto, trascinato da buoi e seguito dai contadini, massari e boscaioli; da ora cominciano i preparativi per l'innesto del "Maggio" nella "Cima" che avviene il martedì dopo Pentecoste in largo San Vito. Intanto dalla Cattedrale si muove la processione di San Giuliano con ragazze che portano sul capo ceri votivi per propiziarsi il matrimonio.

Luoghi in provincia
Il Metaponto: fu l'epicentro delle lotte fra Grecia e Roma e fu poi campo di battaglia di Annibale contro i Romani. Fu rifugio di Pitagora che qui morì presso il Foro delle Muse. Dell'antico splendore sopravvivono le Tavole Palatine (15 delle 32 colonne del tempio dorico del VI e V secolo a.C. dedicato ad Hera) e tanti reperti relativi a luoghi sacri, necropoli ed anfiteatri che ancora oggi vengono alla luce.
Aliano: fu fondata tra il VI ed il VII secolo d.C., ospitò Carlo Levi nel 1935 durante il suo confino politico che qui trasse l'ispirazione che lo portò alla stesura del celebre romanzo "Cristo si è fermato ad Eboli".
Montescaglioso: la collina di natura rocciosa su cui si adagia l'abitato si chiamò Mons Caveosus e da essa è derivata la denominazione Montescaglioso. La monumentale Abbazia Sant'Angelo che aveva tanti vani quanti sono i giorni dell'anno, fu per lungo tempo un'oasi di raccolta e diffusione della cultura monastica del meridione italiano.
Miglionico: fa risalire la sua origine all'epoca della colonizzazione greca. Milone, atleta dei Crotonati o più probabilmente Milone, generale di Pirro, dette il nome alla città. Il Castelo feudale, detto del Malconsiglio, fu sede della congiura dei Baroni contro Re Ferdinando I d'Aragona, nel 1481. Nella Chiesa dell'ex Convento dei Minori è custodito il polittico di Cima da Conegliano.
Policoro: da un agglomerato di casette intorno ad un sontuoso castello medievale Berlingeri è ora divenuto un paese di grandi dimensioni, tanto che recentemente è stato denominato "città". In epoca Magno-Greca si chiamò Eraclea. Negli anni '60 fu aperto il Museo Nazionale della Siritide, al fine di valorizzare i numerosissimi reperti archeologici rinvenuti nel cuore dell'antica Heraclea.


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