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Castelli e
fortificazioni
Castelli e fortificazioni restano a testimonianza dell’alto valore strategico della zona del lago,
confluenza di strade da ben quattro valichi alpini: Stelvio, Bernina,
Maloia e Spluga.
Nel Medioevo la necessità
di difesa delle comunità rurali contro le scorrerie
provenienti da nord e dai Grigioni porta alla costruzione dei primi
Castelli di Comunità, sostituiti successivamente dai Castelli
a recinto delle famiglie feudali.
Ma con l’epoca delle
Signorie la fortificazione del territorio comasco entra in una logica
di assai più ampio respiro.
Le città di
Milano, Como, Lecco, Bergamo, e perfino la Repubblica di Venezia
hanno interessi difensivi in questa zona.
Nel 1100 Federico
Barbarossa fa costruire, a difesa della città di Como, la
grande fortificazione che ancora oggi delimita il centro storico
(città murata) e che è possibile ammirare nella sua
interezza dall’alto del paesino di Brunate.
Numerosi anche i castelli
intorno a Como. I castelli di Rezzonico, di Musso, di Corenno Plinio,
di Vezio, di Spurano, di Lecco, le torri di Lenno, di Bellagio, di
Crebbio, di Mandello del Lario, le fortificazioni dell’Isola
Comacina e il castello Baradello a Como, ci parlano di secoli
turbolenti e di lotte per la supremazia del territorio.
Fino all’ultimo dei
grandi forti storici, Il Castello di Fuentes, eretto dagli spagnoli
all’inizio del 1600 sull’altopiano che prende il nome di Pian di
Spagna, come baluardo di difesa settentrionale contro i Grigioni.
Purtroppo di molti di
questi castelli non restano ormai che alcune rovine, ma vale la pena
visitarle per il fascino che emanano e per la posizione spesso
privilegiata sul lago.
Castello di
Casiglio
La
storia di questo castello, immerso
in un vasto parco,
è legata alla famiglia Parravicino. L’attuale
architettura pare risalire al XIV secolo, per volere del Cardinale
Beltramino.
Nel
1400 vennero affrescate le pareti del piano superiore e l’edificio
venne ampliato. Nel 1985 viene interamente ristrutturato e destinato
ad albergo a 4 stelle. Le sobrie ed eleganti camere conservano ancora
tracce degli antichi affreschi. Nelle accoglienti sale medioevali è
ubicato il ristorante dove si possono gustare tutte le specialità
della cucina regionale ed internazionale.
Castello di Pomerio
In un antico volume
manoscritto delle Genealogie, conservato dal conte Antonio
Parravicini da Parravicino, sta scritto che il vescovo Beltramino
Parravicini fu fondatore dei castelli di Casiglio e Pomerio nella
pieve di Incino. Nel 1647 passò agli Archinto.
L'ingresso originario,
sulla provinciale Erba-Como, rappresenta la parte più antica:
consiste in un avanzo di torre stile lombardo con la porta simile a
quella della rocca di Vill'Incino ritenuta anteriore al secolo XI. Il
castello nel corso degli anni ha subito diversi rifacimenti e
trasformazioni. La facciata occidentale mantiene l’originale
aspetto gotico trecentesco sebbene ristrutturata all’inizio del XX
secolo. Al primo e al secondo piano si possono ammirare pregevoli
affreschi trecenteschi recanti lo stemma dei Parravicini e quello dei
Carpani. Per qualche tempo fu adibito anche ad albergo.
Castello di Carimate
Certa è
l’esistenza di un castello nel 1149 che venne distrutto nella
guerra tra Milano e Como e che Luchino Visconti fece ricostruire a
più riprese, con aggiunte e integrazioni, a partire dal 1345
chiamandolo “Cittadella”. Una quarantina d’anni più
tardi, il castello passò a Caterina Visconti, che lo dotò
di un fossato perimetrale e costruì il ponte levatoio. Un
primo restauro venne intrapreso nel 1481, ad opera di Lancellotto
Visconti e alla morte dell’ultimo proprietario, Ludovico Visconti,
tutti i beni furono acquistati da Cristoforo Arnaboldi, che fece
della costruzione la sua residenza. Egli intraprese un’opera di
restauro dell’edificio in forme neogotiche, riqualificando gli
interni e gli arredi con gusto eclettico. Fino agli anni 60 del
secolo scorso fu luogo di villeggiatura della famiglia Airoldi.
Attualmente ospita un Hotel a 4 stelle.
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