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Lecco, Manzoni e le sue terre

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Lecco, Ponte Azzone Visconti (foto Archivio Provincia di Lecco)Lecco, Manzoni e le sue terre
Il lago di Como, il Lario dei Romani, spinge il suo vertice all'ingresso della Valchiavenna e della Valtellina, verso i passi dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio, secolari porte di accesso verso la Renania ed il Tirolo, mentre a sud scende verso le colline che precedono Milano e la pianura.
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Lecco si presenta con i suoi dintorni asserragliata fra aspre montagne che, dal ramo orientale del Lario, si ritraggono a dar vita a coste ricche di piccole valli e punteggiate da centri abitati.
Qui il lago si distende dominato dal contrafforte delle Grigne, il San Martino e dall'inconfondibile cresta del Resegone.
In ragione della sua collocazione strategica, all'incontro fra un vecchissimo percorso pedemontano e la via del traffico un tempo rappresentata dal lago e dall'Adda, la zona è sempre stata densamente popolata, vivendo una propria tradizione artigiana e commerciale, fondata da una parte sugli opifici del ferro e dall'altra sul mercato che, almeno dal 1149, si svolge il mercoledì ed il sabato nella centrale piazza XX Settembre.
LA CITTA' DI LECCO
Sovrasta la piazza ed il lungolago il podio dove sorge la Basilica principale della città, dedicata a San Nicolò, patrono dei naviganti. Resti delle mura del borgo cingono il sagrato e su una torre angolare si alza il campanile di 96 metri, terminato nel 1904. Le case del vecchio centro si mostrano semplici ed adorne solo di qualche portale, piccoli loggiati medievali e qualche palazzo di rilievo, come la Canonica, la "Curt Fiorina" del Bovara ed il palazzetto del Governatore spagnolo ora ristrutturato ed ospitante la Biblioteca Civica Pozzoli.
Poco oltre la chiesa di Santa Marta, dalla facciata porticata a vento e dalle decorazioni barocche, si delinea la parte del centro storico venutasi e formare dopo l'abolizione della roccaforte, a partire dalla fine del Settecento.
La via Cavour ha carattere classico e termina, a est sulla piazza del Municipio, mentre sul lato opposto si allarga in piazza Garibaldi, con il monumento dell'eroe inaugurato nel 1884. Il centro prosegue sull'asse di via Roma fino alla piazza Manzoni, la cui statua fu scolpita da Francesco Confalonieri nel 1891: il monumento, alto 2,80 metri raffigura il Manzoni seduto nel suo scanno in atto meditativo, poggia su di un basamento di granito rosso di Baveno alto 4,50 metri adorno di tre magnifici altorilievi opera del medesimo scultore; gli altorilievi rappresentano Il rapimento di Lucia, la Morte di Don Rodrigo ed Il matrimonio dei Promessi. Sul quarto lato della base una corona d'alloro circonda gli stemmi di Lecco e d'Italia; il monumento fu inaugurato l'11 ottobre del 1891 con un discorso di Gaetano Negri e la partecipazione di Giosuè Carducci che in quell'occasione, presso l'Hotel Croce di Malta, pronunciò il famoso "Discorso di Lecco" che sfatò le dicerie riguardo una sua avversione per il romanziere lombardo.
ITINERARIO MANZONIANO
: La casa del Manzoni
La Casa del Manzoni al Caleotto è sempre stata fonte di grande attrattiva: il fatto che il poeta vi abbia trascorso parte della sua giovinezza e che qui sia scaturita la trama del romanzo ha costituito un valido motivo per l'interessamento di una vasta cerchia di amatori. Caratterizzano la Villa, a piano terreno gli ambienti di vita familiare ed i rustici delle scuderie; nel perimetro è compresa la neoclassica Cappella dell'Assunta, dove riposano le spoglie del padre del Poeta. Nella Villa si trova inoltre la Pinacoteca comunale, ricca di dipinti della scuola lombarda del '600 e '700 e notevole è il salone centrale, con decorazioni classicheggianti.
La casa di Lucia
O meglio la presunta tale, è situata nella frazione di Olate, designata da vari studiosi come il paesello degli Sposi. Attraverso un portale decorato da un'Annunciazione cinquecentesca, si passa nel rustico cortiletto, dominato da una vecchia torre "colombera". La tradizione però ricorda anche un'altra casa di Lucia in via Resegone ad Acquate, dove si trova un'antica trattoria e da qui si osserva la collina del palazzotto di Don Rodrigo.
Il palazzotto di Don Rodrigo
Il palazzotto in questione sorge sul promontorio dello Zucco, sopra Olate. Risalente al '500 fu costruito dai nobili Arrigoni di Introbio. Tra i vecchi proprietari vi fu un conte Salazar, di origine spagnola e appariva identico alla descrizione fatta da Manzoni nel romanzo sino al 1938, data dei rifacimenti che apportarono delle modifiche all'aspetto esteriore.
Il tabernacolo dei bravi
la vicenda narra di un tabernacolo presso il quale Don Abbondio ebbe il suo noto incontro con i "bravi"; sebbene non più perfettamente riconoscibile, questo si trova sotto il poggio di Acquate sulla strada proveniente da Germanedo ed è ora noto come "Cappella di Santa Croce".
La Chiesa di Olate
A Olate, attraversando per tutta la lunghezza l'abitato, si sbocca sul sagrato della chiesa parrocchiale, intitolata ai Santi Vitale e Valeria, di cui la tradizione vuole che Don Abbondio fosse il curato. Sembra che proprio Olate corrisponda storicamente e topograficamente al paesello descritto dal Manzoni: aveva infatti un'unica via principale, il sagrato e la chiesa con il campanile che all'epoca aveva solo due campane, in fondo al paese; sul lato si apre la porticina da cui Agnese e la Perpetua scapparono all'arrivo dei Lanzichenecchi, ma la navata è una ricostruzione del 1768, ampliata nel 1934. La trama del romanzo vuole che qui Renzo e Lucia abbiano convolato alle sospirate nozze.
Castello dell'Innominato
Per completare l'itinerario manzoniano, ci si reca a 5 chilometri da Lecco, dove, a 180 metri sul livello del lago, sorge il Castello dell'Innominato: osservando dal basso si ha l'idea della collocazione strategica del luogo, da cui la vista spazia verso il pianoro di Lecco e verso i colli del Monte di Brianza. Sulla rupe vi sono i resti del castello, piccolo recinto quadrangolare, con una grande torre sbrecciata, ridotta nel 1902 a cappella in ricordo di San Girolamo Emiliani, il fondatore della congregazione dei Somaschi. Al centro una grande croce sostituisce quella piantata nel Cinquecento per onorare il Santo. All'ingresso la chiesetta dedicata alla Vergine ed a Sant'Ambrogio; sul piccolo piazzale sono infisse le prime pietre del tracciato confinario risolto nel 1756, mentre numerosi altri cippi muniti di croci o date costellano le pendici sovrastanti.

DA VISITARE IN PROVINCIA...
Villa Monastero, a Varenna, fu antico convento e dimora patrizia mentre oggi è un noto Centro Convegni: il giardino si estende per oltre un chilometro, con piante esotiche, statue, tempietti e balaustre. Scendendo lungo il viale principale si incontrano la "Clemenza di Tito" (opera marmorea di Comolli, lasciata incompiuta) ed il tempietto in stile neoclassico con al centro lo stemma degli Asburgo e dove le statue rappresentano Mercurio, Minerva e Diana cacciatrice. Oltre la darsena il parco continua fino al "Kafee-haus" ottagonale con tre finestre ed un balconcino.
Villa Cipressi:
il suo soplendido giardino botanico si estende su più livelli ed offre un incantevole panorama del Centro lago. Appartenuta prima alla nobile famiglia Serponti, al Barone Isimbardi (fine XVIII secolo), alla Famiglia Andreossi che ne curò il parco, a Sir Astley e a Sir Salton (inizio XX secolo), passò poi all'editore Accame. La Villa è adibita ora ad hotel, ma è possibile visitare i giardini.
Basilica di San Pietro al Monte e Oratorio di San Benedetto
a Civate, sono considerate le più importanti ed articolate testimonianze dello stile romanico in Lombardia e fanno parte di un unico insediamento benedettino.
L'origine si perde nei secoli: i primi documenti concernenti questa comunità risalgono all'VIII secolo, ma la tradizione ne fa risalire la fondazione in età Longobarda. La Chiesa di San Pietro, forse derivata da un'altra già esistente del IX secolo, risale alla metà dell'XI secolo ed è accessibile tramite una scalinata costruita in epoca successiva alla struttura originaria. All'interno la chiesa è caratterizzata da stucchi, sculture e dipinti databili fra la fine dell'XI secolo ed il primo quarto del secolo XII; il ciclo affrescato viene attribuito ad un gruppo di artisti a matrice lombarda, fra cui domina il Maestro dell'Apocalisse che raffigura l'avvento dell'Apocalisse ed il Giudizio Finale. Quasi di fronte a San Pietro sorge l'Oratorio di San Benedetto, probabilmente costruito in epoca contemporanea alla Basilica; al suo interno è conservato un rarissimo esempio di altare medievale, adornato da affreschi raffiguranti Gesù, Maria, San Giovanni, San Benedetto e Sant'Andrea.

LA NATURA
Alle spalle della città, una funivia porta ai Piani d'Erna ai piedi del Resegone, montagna che ispirò Manzoni e che offre molteplici possibilità di trekking, un panorama mozzafiato e d'inverno impianti sciistici a portata di mano. I Piani d'Erna sono un balcone a 1329 metri sulla città di Lecco a pochi minuti dal centro. Situati in una splendida conca offrono strutture ricettive estive ed invernali, innumerevoli passeggiate per boschi e pascoli, escursioni lungo facili sentieri panoramici, ascensioni, traversate di vario impegno su sentieri segnati ed attrezzati e la possibilità di scalate in una vegetazione ricca e varia.
Il Monte Barro offre un sentiero naturalistico che si percorre in circa due ore e mezza: già dopo poche decine di metri di cammino si iniziano a cogliere alcuni suggestivi scorci panoramici della Brianza, in particolare del lago di Annone ed a nord-ovest dei caratteristici torrioni dei Corni di Canzo. Alcuni pannelli didascalici descrivono le principali prerogative del parco, geologia, geomorfologia, flora e fauna ed è inoltre possibile effettuare un interessante approfondimento delle tematiche storico-archeologiche della zona.
Gli impianti sciistici del Margno offrono uno splendido comprensorio per gli amanti dello sci ai Piani di Betulle, circondato da un suggestivo panorama. E' collegato con gli impianti dell'Alpe di Paglio, un vasto altipiano che si distende sotto la mole imponente del Pizzo dei Tre Signori (2.544 m.s.l.). La Valsassina offre numerose opportunità di scelta per l'attività sciistica, proponendo comprensori di tutto riguardo, quali la stazione sciistica intervallare dei Piani di Bobbio e Valtorta, raggiungibile con una telecabina da Barzio e con una seggiovia biposto da Valtorta, in provincia di Bergamo, oltre all'ampia conca dei Piani di Artavaggio e l'Alpe Giumello ai piedi del Monte Muggio, autentica terrazza affacciata sulle Valli Lecchesi e sul Lago di Como.

TESTI ED IMMAGINI ARCHIVIO PROVINCIA DI LECCO

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