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Morbegno, Chiesa San Giovanni Battista - foto Archivio Provincia di SondrioMorbegno
Quando dal Lago di Como si entra nel solco della Valtellina, si incontra l’ampio e verde fondovalle incorniciato a nord dalle Alpi Retiche e a sud dalle Alpi Orobie: le Porte della Valtellina.
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La principale cittadina che si incontra percorrendo il fondovalle è Morbegno, capoluogo di mandamento con numerose testimonianze di un passato di notevole importanza.
Da qui si vedono, in sinistra orografica del fiume Adda, le valli Orobiche: Val Lesina, le Valli del Bitto di Albaredo e di Gerola, la Val Tartano con i loro inconsueti palcoscenici fra verdi pascoli e laghetti alpini; sull’opposto versante, retico, i soleggiati pendii della Costiera dei Cèch, caratterizzati dai terrazzamenti coltivati a vite disseminati di paesi e contrade in un susseguirsi di architettura rurali, palazzi nobiliari ed edifici sacri.
Maestoso angolo delle Porte di Valtellina, in destra orografica dell’Adda, è la Valmasino: grandi vette, pareti granitiche, guglie e creste che creano un panorama mozzafiato, vero paradiso per gli alpinisti. In questa valle, durante l’estate, sono aperte le antichissime terme dei Bagni Masino.

Palazzo Malacrida: Palazzo Malacrida è un edificio nobiliare settecentesco, opera dell’architetto Pietro Solari di Bolvedro, che domina l'abitato di Morbegno. Presenta un imponente scalone con dipinta sulla volta la scena del “Ratto di Ganimede” di Da vedere in Bassa Valtellina: Giovan Pietro Romegialli.
Al piano nobile sono visitabili: il salone d’onore decorato da prospettive architettoniche e trompe-l’oeil del quadraturista comasco Giuseppe Coduri, con 6 graziosi balconcini in stucco e il soffitto affrescato da Cesare Ligari nel 1761; la sala attigua con medaglione delle “Tre Grazie” sempre del Ligari; l’alcova decorata dal Coduri con fiorami e finti elementi architettonici, che si affaccia ad una loggia con panorama sulla Bassa Valtellina; la galleria ed una sala con dipinti del Romegialli. Una passerella permette di accedere dal secondo piano al giardino retrostante il Palazzo, disposto su 3 terrazzi digradanti, dai quali si domina il borgo di Morbegno e la vallata fino alla Costiera dei Cèch. Caratteristiche sono anche le antiche cantine riaperte al pubblico durante la manifestazione “Morbegno in Cantina”, solitamente nei primi due week-end di ottobre.  E’ possibile visitare il palazzo contattando il Comune di Morbegno o il Consorzio Turistico Porte di Valtellina che organizza visite guidate.

La nobile dimora dei Peregalli a Delebio: La storia dei Peregalli a Delebio inizia nel 1577 quando Antonio Peregalli (Pelegalus) scese dal piccolo borgo montano di Gerola, per stabilirvisi definitivamente. Nel centro della bassa valle, grazie ad una moderna vena imprenditoriale, la famiglia salì velocemente i gradini gerarchici, fino ad assumere il ruolo di protagonista nella vita economica e culturale, quindi anche artistica del paese. L’epoca d’oro della famiglia è collocabile tra la fine del XVII secolo e la prima metà del XVIII secolo. A questo periodo risale la sistemazione del loro palazzo, sorto sulle rovine di una grangia cistercense, e reso comodo e raffinato a partire dal 1687 per volontà di Giovanni Pietro notaio e valido giureconsulto.  I Peregalli legano indissolubilmente il loro nome anche alla storia pre-industriale valtellinese, furono loro infatti a costruire il primo opificio per la lavorazione della seta in provincia, opificio attivo fino agli albori del ‘900, dando lavoro a non poche famiglie della Bassa Valle.
Annesso al Palazzo sorge il piccolo tempio di San Gerolamo, un autentico gioiello dell’arte del XVII secolo che, con ogni probabilità, si deve all’architetto Pietro Solari di Bolvedro.

Palazzo Folcher e Palazzo Melzi: Nobilitano piazza Tre Novembre alcune abitazioni: Casa già Gusmeroli che presenta interessanti decorazioni a graffito ed un portale neogotico, e palazzo Folcher. Quest'ultimo offre al passante la facciata più elegante del centro storico caratterizzata dai bei balconi in pietra di epoca barocca e da raffinate ornamentazioni ottocentesche in stucco. Nel palazzo ha sede lo storico caffè che tra Ottocento e Novecento rappresentò il punto di incontro dell'élite morbegnese. La sua cantina viene aperta al pubblico in occasione della manifestazione Morbegno in Cantina che si ripete ogni anno nella prima quindicina di ottobre.   Accanto a palazzo Folcher si sviluppa la bella facciata azzurro cenere di Palazzo Melzi di Cusano, già Delfino, nel cui interno trovano posto la cappella di San Giuseppe, aperta al pubblico in occasione della sacra processione del Corpus Domini, e numerosi saloni con ornamentazioni che vanno dal Settecento ai primi del Novecento. Nel palazzo entrò per dipingere alcuni ritratti la giovane Angelika Kaufmann, destinata a diventare la maggior pittrice europea dell'epoca Neoclassica.

La dimora della Famiglia Ciapponi: Al centro di piazza Tre Novembre a Morbegno, casa Ciapponi è nota per lo storico negozio alimentare specializzato nella conservazione del formaggio Bitto. Oltre le belle e antiche insegne del negozio, la casa, di probabili origini cinquecentesche, presenta la riproduzione di un antico orologio che qui si trovava; infatti la piazza era chiamata Piazza dell'Orologio. Pregevole è l'affresco con la Sacra Famiglia posto sull'angolo dell'abitazione, opera del pittore Giovanni Gavazzeni, esponente di spicco dell'Ottocento valtellinese. L'affresco colpisce per la domestica atmosfera conferita con maestria dal pittore e nasconde nel volto della bella Madonna le fattezze della moglie del Gavazzeni, Rosa Pirola. Caratteristiche e uniche le cantine che si sviluppano sui diversi piani del negozio F.lli Ciapponi, dove è possibile degustare i prodotti tipici.

 

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