Guida alla città di Trieste Guida alla città di Trieste
 
Fontana dei 4 Continenti  - Archivio Generale Comune di Trieste Storia di Trieste
Dalle origini alla Seconda Guerra Mondiale, un riassunto di tutte le tappe storiche più importanti.
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Sulle origini di Trieste gli studiosi - accantonando talvolta il rigore storico che li contraddistingue – non disdegnano far cenno a leggende antichissime in cui si narra che il fondatore della città fosse Tergeste, un amico di Giasone e degli Argonauti che qui volle fermarsi. Altre leggende, poi, sovrapponendosi a questa, chiamano in causa addirittura Noè e il figlio Japhet, approdato in questi lidi per poi creare, sul Carso, il regno di Giapidia. In realtà, la città venne fondata da tribù protovenete e le prime innegabili testimonianze sono costituite dai castellieri (villaggi preistorici difesi da cinte di pietre squadrate) costruiti sulla sommità dei colli, a San Giusto e sul Carso.
Ma se sulle origini intervengono, al di là dell'aurea mitica, precisi riferimenti protostorici, non altrettanto chiara appare l'etimologia del nome antico di Trieste. Due, al riguardo, le ipotesi: la prima rimanda a Ter-egestum, che significa costruita tre volte, mentre l'altra suggerisce che il nome sia formato dalla radice indoeuropea Terg (che significa mercato) e dal suffisso veneto Este, ovvero città. Sarà in ogni caso la particolare posizione dell'antico insediamento a determinare il destino: i Romani, rendendosi conto dell'importanza strategica di queste terre, inviano le loro legioni e la flotta per conquistarle, sbaragliando gli Istri, alleati dei Cartaginesi. Dopo alterne vicende e la vittoria conclusiva, i Romani lasciano alcuni presidi sul Carso e in quel nucleo esistente sul colle che domina la città. Ed è questa l'antica Tergeste, di fatto una colonia romana, la cui nascita si può collocare attorno al 178 a.c. L'inserimento di Tergeste nella sfera latina, da un lato comporta altre lotte con i popoli vicini, ma dall'altro le assicura un'era di prosperità commerciale, affinamento culturale ed uno sviluppo urbanistico e dei collegamenti viari a partire dall'epoca di Ottaviano (attorno al 30 a.C.), tendenza che si consolida durante l'epoca imperiale. Faro della Vittoria a Trieste - Foto Marco Milani
Il Cristianesimo, che in queste terre si diffonde verso la fine del I secolo d.C., vive un periodo di persecuzioni. Tra i suoi martiri anche Giusto, che diverrà il patrono della città. Caduto l'Impero d'Occidente, con le invasioni barbariche la città cade sotto il dominio dei Goti, poi cacciati dall'esercito dell'imperatore bizantino Giustiniano, finchè, dopo anni di alterne vicende, nel 568 Trieste viene rasa al suolo dai Longobardi. Con la sua ricostruzione viene pure costituito il numerus tergestinus, organismo militare preposto alla difesa del territorio. Si susseguono secoli bui, nei quali spicca però, nell'804, il Placito del Risano, atto con il quale le popolazioni di Trieste e dell'Istria rivendicano un affrancamento da soprusi e angherie. Intanto, mentre sotto il dominio carolingio i vescovi locali acquistano un notevole potere temporale con il titolo di baroni, compare la figura del Gastaldo (magistrato eletto dal popolo o dal vescovo) e si profila la crescente potenza veneziana. I vescovi-baroni cercano di ostacolare il sorgere del Comune e di fronteggiare Venezia, ma nel 1202 il doge Enrico Dandolo si impadronisce della città, costringendola all'obbedienza verso la Serenissima. Con l'aiuto dei patriarchi di Aquileia, Trieste si ribella originando una lunga serie di guerre tra Venezia e il patriarcato. Alla fine la città soccombe.
Dopo la guerra di Chioggia, però, Trieste vede finalmente riconosciuta la propria libertà; Venezia continua a costituire una minaccia e perciò la città nel 1382 si pone sotto la protezione del duca Leopoldo d'Austria, una “dedizione” destinata a durare oltre cinque secoli. Con questo atto si chiude una fase del Medioevo caratterizzata da fatti oscuri, come la congiura di Marco Ranfo, notabile che nel XIV secolo aveva tentato di rovesciare il Comune per dar vita a una Signoria, o da eventi quali l'affermarsi di una classe patrizia costituita da13 famiglie o Casate, che reggeranno le sorti della città per secoli. Dopo una breve dominazione spagnola nel XVI secolo, nonché eventi calamitosi quali pestilenze e carestie, finalmente, nel corso del Settecento si apre per la città un nuovo orizzonte. La concessione nel 1719 del Portofranco alla città, sbocco geografico naturale dell'Impero asburgico sul mare, dà il via ad un lungo periodo di prosperità: l'abolizione delle dogane richiama da tutta Europa, ma anche dal Mediterraneo, un gran numero di imprenditori e mercanti che aumentano il benessere cittadino, lo sviluppo urbanistico e favoriscono un incremento demografico senza precedenti. Particolarmente durante il regno di Maria Teresa, si assiste alla nascita ed alla crescita di grandi compagnie di navigazione (Lloyd Triestino), di assicurazioni (Generali, Ras) e di nuove industrie, attività grazie alle quali la città registra un notevole sviluppo economico. Tra la fine del XVIII e l'alba del XIX secolo, frattanto, la città conosce tre occupazioni napoleoniche relativamente brevi.

Gli anni della seconda metà dell'Ottocento, anche sull'onda del Risorgimento, favoriranno il prosperare dell'irredentismo fino al primo conflitto mondiale, che sancirà con il suo esito, oltre alla frantumazione di quella Mitteleuropa di cui Trieste aveva fatto parte per secoli, il ricongiungimento della città all'Italia (3 novembre 1918).  Durante la Seconda Guerra Mondiale Trieste e la Venezia Giulia divengono, dopo l'8 settembre 1943, un territorio amministrato dal governo germanico. Anche a conclusione del conflitto, peraltro, le sorti di queste terre appaiono lungi dall'essere risolte. Dopo l'occupazione dei “40 giorni” da parte delle truppe jugoslave del maresciallo Tito, dovranno trascorrere infatti ben nove anni sotto il Governo militare alleato anglo-americano prima di giungere, a livello internazionale, ad una soluzione di compromesso sulla questione del confine orientale italiano per l'allora federazione jugoslava, che premeva con maggiori rivendicazioni territoriali.
Alla fine, dopo anni di tensioni e di incertezze sul proprio futuro, Trieste ritornerà all'Italia il 26 ottobre 1954.

Ringraziamo l'Agenzia di Informazione e di Accoglienza Turistica di Trieste per i testi gentilmente concessi e parte delle immagini qui pubblicate. La restante parte delle immagini sono pubblicate per gentile concessione dell'Archivio Turismo FVG.

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