Luigi Bernero, Torino 1775 – 1848. Ritratto del marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo in divisa da ufficiale napoleonico, 1811 Giulia & Tancredi Falletti di Barolo collezionisti
Dal 28 novembre al 7 aprile 2024, ai, Musei Reali di Torino, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, la mostra dossier Giulia & Tancredi Falletti di Barolo collezionisti, in occasione del bicentenario della nascita del Distretto Sociale Barolo.
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L'esposizione, curata dai Musei Reali in collaborazione con l’Opera Barolo, celebra i marchesi Giulia e Carlo Tancredi Falletti di Barolo, personalità di spicco della società piemontese del XIX secolo, illustrandone il gusto collezionistico, le committenze e gli interessi culturali, ricostruendo il nucleo originario della loro raccolta attraverso una selezione tra le 45 opere d’arte antica donate nel 1864 con lascito testamentario alla Regia Pinacoteca, oggi Galleria Sabauda, esposte in dialogo con dipinti e sculture un tempo parte della stessa collezione.

Nella Torino di primo Ottocento, i marchesi Falletti di Barolo furono molto attivi in campo assistenziale, mostrando un costante impegno a favore delle classi povere. In particolare, dopo aver riformato le carceri femminili torinesi, il 7 marzo 1823 Giulia Colbert fondò il Rifugio, una delle prime istituzioni ad accogliere ed educare le cosiddette “donne pericolanti”; negli anni successivi, i marchesi ampliarono la prima struttura, fino a creare un complesso di istituti riuniti in una sorta di cittadella della promozione umana, in grado di sostenere soprattutto bambine e donne in difficoltà.

La mostra dossier ripercorre gli interessi culturali dei due nobili attraverso la pittura e la scultura loro contemporanee e le loro scelte collezionistiche, frutto di un gusto ecclettico raffinato, orientato verso quanto di più significativo offrisse il mercato antiquario; il racconto dei loro viaggi in Italia, alla scoperta dei monumenti dell’antichità classica e delle opere dei grandi maestri italiani del Rinascimento e del Seicento; il loro amore per l’arte, intesa come strumento di educazione ai valori della morale cattolica, di crescita e riscatto sociale.

Il percorso espositivo si apre con la sezione dedicata alla produzione artistica contemporanea, in particolare la plastica neoclassica legata alle teorie estetiche di Bertel Thorvaldsen. Tra i capolavori si segnala l’Erma di Saffo, celebre scultura in marmo commissionata ad Antonio Canova nel 1819-1820 dal marchese Tancredi, donata per sua volontà alla Città di Torino e oggi conservata alla GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Sono esposte opere come la Fanciulla con le tortore e il Bambino in preghiera dello scultore Luigi Pampaloni con Gesù e i fanciulli, tela commissionata a Pietro Ayres, pittore attivo anche per la corte sabauda come ritrattista, conservate a Torino nel Palazzo Falletti di Barolo; sono presenti due disegni eseguiti da Giuseppe Pietro Bagetti, in prestito dalla GAM di Torino, due dipinti del torinese Pietro Righini, oltre alla tela raffigurante Guglielmo Falletti di Barolo e Luigi XI di Francia, opera di Giovanni Migliara. La sezione si completa con due raffinati ritratti a pastello di Giulia e Carlo Tancredi, eseguiti nel 1812 da Luigi Bernero (Torino, Palazzo Falletti di Barolo), che mostrano evidenti contatti con la ritrattistica francese di Jacques-Louis David.

Fondamentali nell’indirizzare le scelte dei marchesi furono i viaggi in Italia tra il 1815 e il 1834, durante i quali visitarono chiese e collezioni d’arte e acquistarono molti oggetti della loro raccolta, frequentando i più influenti circoli intellettuali dell’epoca e i laboratori degli artisti più in voga. Queste esperienze furono raccolte in tre Diari, due dei quali sono esposti insieme a documenti di archivio e a un nucleo di disegni realizzati dai due coniugi: i delicati schizzi a matita nei quali Giulia ritrae i suoi familiari, e i disegni raffiguranti tombe papali eseguiti da Carlo Tancredi, a riprova di come l’esercizio del disegno fosse una consuetudine che entrambi praticavano e condividevano. È presente, inoltre, un prezioso modellino-reliquiario del Santo Sepolcro di Gerusalemme realizzato in avorio, madreperla e legno del Getsemani, oggi conservato a Palazzo Madama e parte del gruppo di opere donate dai marchesi al Comune di Torino.

L’esposizione prosegue con le opere della collezione appartenenti al nucleo destinato alla Regia Pinacoteca nel 1864: le più significative sono segnalate da didascalie specifiche e pannelli didattici lungo il percorso permanente della Galleria Sabauda. Si incontrano capolavori come l’Incoronazione della Vergine, acquistata da Carlo Tancredi come opera di Giotto e ora attribuita a Bernardo Daddi, I Quattro evangelisti attualmente attribuiti a Mariotto di Nardo di Cione, il tondo con la Madonna e san Giovannino in adorazione del Bambino di Giovanni Antonio Della Robbia, e ancora la Madonna con Bambino di Lorenzo di Credi, uno dei dipinti più apprezzati della quadreria Falletti di Barolo, ricercato da importanti istituzioni internazionali come la National Gallery di Londra. Considerevoli, inoltre, il tondo su tavola raffigurante la Madonna con il Bambino, san Giovannino e un angelo, in cui la qualità stilistica del disegno, emersa da recenti indagini diagnostiche, fa supporre un intervento diretto di Botticelli, la Madonna con il Bambino e san Giovannino, attribuita ad Andrea del Sarto, e il San Pietro in cattedra eseguito da Anton Raphael Mengs.

La mostra dossier presenta inoltre un gruppo di dipinti della collezione finora conservato nei depositi della Galleria Sabauda; sono opere poco note al pubblico e, per la prima volta, vengono esposte insieme per una riflessione sugli interessi dei marchesi in ambito figurativo: la predilezione per la pittura emiliana del Seicento, con opere della cerchia di Guercino, Guido Reni, Francesco Albani, Carlo Cignani, tra le quali un bel Ritratto di gentiluomo attribuito a Simone Cantarini e, per i soggetti religiosi, la Madonna con il Bambino della bottega del Sassoferrato e la Testa di Madonna di Pompeo Batoni.

Nella sala 18, al primo piano della Galleria Sabauda, una sezione espositiva rivela l’interesse dei marchesi per la pittura caravaggesca a tema musicale: alla magnifica tela con il Suonatore di Antiveduto Gramatica (1569-1626), che proviene dalla loro collezione, è accostato il Concerto a due figure dello stesso artista, acquistato recentemente per i Musei Reali dal Ministero della Cultura per riunire i due frammenti di un’opera intitolata La Musica, un tempo appartenente alla collezione romana del cardinale Del Monte. All’opera di Gramatica è accostato il bellissimo Concertino, ricondotto all’attività giovanile di Mattia Preti, anch’esso appartenuto alla collezione Falletti di Barolo e donato da Giulia Colbert al Palazzo Comunale di Alba, che lo ha concesso in prestito in occasione della mostra.

Crediti: Renato Di Gaetano per i Musei Reali

GIULIA & TANCREDI FALLETTI DI BAROLO COLLEZIONISTI

Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda | Spazio Scoperte (Piazzetta Reale, 1)

28 novembre 2023 - 7 aprile 2024

Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali

Orari

dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti

Intero: euro 15
Gruppi (massimo 25 persone): euro 13 a persona
Ridotto (18/25 anni): euro 2
Gratuito (0/17 anni, Soci ICOM, Abbonamento Musei, Torino + Piemonte Card, Royal Pass, 1 accompagnatore
per disabili non autosufficienti, giornalisti, dipendenti MiC, insegnanti)
Per l’acquisto online: https://www.coopculture.it/it/prodotti/biglietto-musei-reali-di-torino/ 

Sito internet

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Opera Barolo

Fondata nel 1864, l’Opera Barolo prosegue l’impegno e l’azione condotta in vita dai Marchesi di Barolo, Giulia Colbert e il marito Carlo Tancredi, in campo educativo, sociale e culturale.

Un’attività di solidarietà concreta, condotta attraverso la realizzazione di progetti a sostegno di quella parte della comunità cittadina che, per diversi motivi, risultava e risulta la più fragile.

Lo scopo, ieri come oggi, era ed è non solo assicurare una risposta alle necessità primarie, ma è quello di andare oltre il soddisfacimento dei bisogni immediati, fornendo strumenti utili a valorizzare la persona, per renderla autonoma e garantirle condizioni di vita dignitose.
In che modo? Creando un legame tra assistenza, educazione e cultura: questa l’intuizione centrale dei Marchesi di Barolo, modernissima per i loro tempi e ancora attualissima, come testimoniato dalle attività svolte oggi nella scuola elementare di Altessano fondata dal Marchese Tancredi nel 1837, nel polo educativo di Moncalieri e nel Distretto sociale Barolo.  

Quest’ultimo, cresciuto nel tempo intorno a quel Rifugio nato nel 1823 per ospitare e offrire assistenza alle “pericolanti” (cioè quelle donne che scontata la pena lasciavano il carcere per tornare libere in una società dove da ex detenute e senza alcun aiuto, reinserirsi  per vivere una vita onesta e dignitosa risultava un’impresa ardua, se non impossibile) è divenuto una vera e propria cittadella della solidarietà: occupa 19mila metri quadrati tra le via Cigna e Cottolengo in cui operano 17 enti assistenziali e oltre 500 operatori e volontari i quali, ogni anno, garantiscono servizi fondamentali, diurni o residenziali, a donne in difficoltà, giovani fragili, detenuti, migranti e persone che vivono in condizione di marginalità.

Tra i beni più preziosi lasciati alla comunità cittadina dai Marchesi Giulia e Tancredi vi è naturalmente Palazzo Barolo: gioiello dell’architettura barocca, casa dei Marchesi, oggi sede dell’Opera e museo che racconta una storia basata sul valore dell’accoglienza, parla di educazione attraverso il MUSLI - Il Museo della Letteratura dell’Infanzia e ospita mostre, incontri e altre attività culturali e sociali.

L’Opera Barolo, erede universale e responsabile dei beni lasciati dai Marchesi,  ha il compito di gestire il patrimonio per il bene comune, rendendolo generatore e promotore di benessere sociale, promuovendo cultura, educazione e, soprattutto, solidarietà verso le fasce di popolazione più bisognose di attenzione.

Fedele al principio della collaborazione tra il mondo civile ed ecclesiale, l’Opera Barolo è presieduta, con un meccanismo di governance ad alternanza triennale, dal più alto magistrato e dalla più alta carica ecclesiale della Città di Torino.

Il Consiglio d’Amministrazione in carica è presieduto dall’Arcivescovo di Torino, monsignor Roberto Repole, vicepresidente è il dottor Giorgio Cavalitto, gli altri consiglieri sono il dottor Arturo Soprano, la professoressa Anna Maria Poggi, la dottoressa Sonia Schellino, il dottor Gian Paolo Masone, l’ingegnere Francesco Domanico e il segretario generale, ingegner Franco Fiorino.

Visite a Torino

Distretto Sociale Barolo: 200 anni di storia, educazione e welfare

Un viaggio nella Torino di inizio Ottocento, teatro e vita dei santi sociali torinesi per scoprire le figure di Giulia e Carlo Tancredi di Barolo. In occasione del 200° anniversario della sua fondazione, il percorso si snoda all’interno del Distretto Sociale Barolo: dall’originario Rifugio, ricovero per ex-detenute e donne in difficoltà, al Rifugino, per bambine abbandonate sotto i 14 anni, passando per il Monastero delle Maddalene, monastero di clausura per le ragazze del Rifugio che desideravano consacrarsi a vita religiosa, e per le Maddalenine, istituto per le ragazze traviate, fino ad arrivare all’Ospedaletto di S. Filomena e al Laboratorio di S. Giuseppe. 

Date: 16 gennaio e 13 febbraio

Orario: 15.00

Costo: € 5.00 a persona 

prenotazione a: palazzobarolo@arestorino.it

Visite a Barolo

Giulia, marchesa di Barolo

Le sale ottocentesche del piano nobile del castello comunale Falletti di Barolo suggeriscono spunti e racconti alla scoperta della poliedrica figura di Giulia, marchesa di Barolo, fra opere di carità e intuizioni relative alla nascita del barolo moderno. Alla visita guidata di approfondimento sulla marchesa segue la visita guidata al resto del WiMu Museo del Vino allestito nel castello comunale Falletti di Barolo.

Domenica 21 gennaio, ore 11.00

Domenica 24 marzo, ore 11.00

€ 5 oltre il biglietto; prenotazione a info@wimubarolo.it

Il castello di Serralunga d’Alba dai marchesi Falletti all’acquisizione statale

La visita approfondisce il ruolo che il castello di Serralunga d’Alba ebbe dai tempi della marchesa Giulia di Barolo – importante presidio di gestione e raccolta della produzione agricola dai circostanti terreni di proprietà e, probabilmente, anche sede di vinificazione e affinamento del nascente vino barolo – e poi ai tempi dell’Opera Pia Barolo, fino all’acquisizione da parte dello Stato italiano.

Domenica 24 marzo, ore 15.15

€ 6 (tariffa unica ingresso e visita guidata, incluso Abbonamento Musei) prenotazione a info@castellodiserralunga.it

 
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