Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e Novecento. Dal Friuli alla conoscenza dei Paesi extraeuropei (Mostre) |
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| Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e Novecento. Dal Friuli alla conoscenza dei Paesi extraeuropei | |||
| Dal 12 Novembre 2011 | |||
| Ex Chiesa di San Francesco | |||
| largo Ospedale Vecchio 1 - Udine 33100, Udine | |||
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Genere | ||
| Mostra | |||
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Prezzi | ||
| Min Prezzo : 4.00 € Max Prezzo : 8.00 € | |||
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Note | ||
| Il percorso espositivo della mostra è articolato in tre grandi unità tematiche. La prima, introduttiva, è dedicata all’esperienza del viaggio. Il viaggio tra Ottocento e Novecento era un lungo percorso che aveva origine da un’attenta preparazione e una meticolosa organizzazione, scandita dalla verifica bibliografica e cartografica, dal reperimento di equipaggio ed equipaggiamento. Pur preliminare questa fase doveva essere intesa come parte fondante e integrante dell’esperienza conoscitiva del viaggio. In questa parte il visitatore potrà scoprire, grazie anche a proiezioni e postazioni multimediali, tutto ciò che necessitava all’esploratore, dagli strumenti, ai libri, alla cartografia. La seconda unità, intitolata “Il viaggio come conoscenza”, costituisce il nucleo centrale della mostra, perché ripercorre in senso cronologico le spedizioni condotte da friulani verso le Americhe, l’Asia e l’Africa. La sede della mostra è in questo senso evocativa, poiché essa stessa luogo di narrazione delle storie del Beato Odorico da Pordenone, primissimo esempio in Friuli di esploratore di terre lontane. Il percorso prosegue con gli altri religiosi friulani, forse meno noti del Beato Odorico, uniti da un comune destino: raccontare la Cina. Il viaggio come conoscenza continua in questa sezione, con il simbolo dell’esplorazione in Friuli: Pietro Savorgnan di Brazzà, che ha condotto tre spedizioni in Congo, una di queste realizzata insieme al fratello Giacomo e all’amico Attilio Pecile, e che per l’atteggiamento tenuto con le popolazioni africane incontrate è stato spesso indicato come esempio positivo di una fase storica tra le più controverse e rimosse del nostro passato, l’avventura coloniale. Con la nascita delle società geografiche, le spedizioni acquistano un valore sempre più scientifico, sono formate da un’équipe specializzata nei vari settori della scienza e conducono a una conoscenza geografica, etnografica e naturalistica dei territori indagati. In questa fase i nomi dei friulani che hanno contribuito a vario livello nella realizzazione delle spedizioni e nella successiva elaborazione dei dati raccolti, sono moltissimi. Ricordiamo in particolare Renato Biasutti, Lodovico di Caporiacco, Giovanni Battista De Gasperi, Ardito Desio, Egidio Feruglio, Giuseppe Gentili, Michele Gortani, Giovanni e Olinto Marinelli, Giuseppe Ricchieri, Luigi Pio Tessitori, e altri ancora. Dalle spedizioni e dalle carriere di ciascuno di loro emergono anche vicende personali, frutto spesso di un’etica e di una morale che non appartengono più alla realtà del III millennio. Alle spedizioni, alle fatiche e alle difficoltà di questi uomini dobbiamo non solo la conoscenza dell’ignoto e l’incontro con l’”altro”, ma anche un mondo di nuovi elementi che ha arricchito in modo oggi non sempre immediatamente percepibile il nostro sistema culturale: dall’arte alla letteratura, dalla musica al cinema e perché no, anche alla cucina. Tutti questi aspetti prenderanno forma nell’ultima unità della mostra, intitolata “Verso un nuovo mondo”, che vuole essere anche un’occasione di riflessione per tutti. Per informazioni Museo Friulano di storia naturale: Tel 0432/584711, fax 0432-584721. | |||
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Altre Date | ||
| Novembre Dicembre Gennaio Febbraio Marzo Aprile | |||
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Visualizza il calendario
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