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| Cranioscopia | |||
| Dal 21 Febbraio 2012 | |||
| Galleria Rubin | |||
| via Bonvesin de la Riva 5 - Milano 20129, Milano | |||
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Genere | ||
| Mostra | |||
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Note | ||
| Un progetto curatoriale di
Alberto Zanchetta che si propone di indagare la genesi e le derivazioni del libro “Frenologia della vanitas” pubblicato lo scorso aprile dalla casa editrice Johan&Levi. Non quindi una
semplice mostra di opere, bensì un approfondimento e un “accanimento terapeutico” che
intende sondare la mente dell’autore, o più precisamente: il suo cranio.
«La verità è nuda; ma sotto il nudo c’è lo scorticato». Prestando fede alle parole di Valéry, Alberto Zanchetta ha inteso emanciparsi dalla carne per ridursi a “corpo secco”, ossia all’eso-scheletro sul quale ha costruito il suo libro “Frenologia della vanitas”. Intorno al proprio saggio critico è andato elaborando un progetto che non ha un carattere meramente informativo o espositivo, bensì intende sviscerare l’optima pars dello scheletro, quel teschio che l’ha tenuto impegnato negli ultimi dieci anni della sua vita. Appese a parete o distribuite su dei basamenti ci saranno delle opere d’arte provenienti dalla sua collezione privata, quelle stesse che gli hanno tenuto compagnia durante la lavorazione della “Frenologia”. Incisioni, xilografie e calcografie di artisti del passato (tra cui quelle di Max Klinger, Alphonse Legros, Karl Hänny, Etienne Villequin, Lorenzo Metalli e Tommaso Raggio) si mescoleranno a una selezione di autori ignoti o di artisti contemporanei (Yang Jiechang, Massimo Pulini, Andrea Chiesi, Jean-Pierre Raynaud, Nicola Samorì, Marco Fantini, Frédéric Coché, Beatrice Pasquali, Stefan Lundgren, Maurizio Carriero, Giorgio Rubbio, Juan Carlos Ceci, Vanni Cuoghi, Verter Turroni, Gionata Gesi-Ozmo, Carl Jurisković e altri ancora). Sempre attingendo alla sua collezione, Zanchetta si servirà di alcuni oggetti di design per ricreare una “vanitas contemporanea” sulla falsariga delle nature morte del XVII secolo in cui un teschio era sovente attorniato da vasi, candele e insetti che alludevano alla fugacità dell’esistenza. Nella seconda sala della galleria saranno invece esposte le opere che Luca Coser, Alex Pinna, Tommaso Ottieri, Matteo Pagani e gli Affiliati Peducci/Savini hanno espressamente realizzato per l’occasione. | |||
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Altre Date | ||
| Febbraio Marzo | |||
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