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Orso Marsicano Abruzzo: la natura incontaminata
Il territorio abruzzese costituisce il cuore pulsante del turismo natura con angoli di paradiso, con aree verdi, valloni solitari, pareti e canyons, cascate e altopiani immensi e aree protette ove la vacanza diventa una emozione da provare.
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D’estate, finalmente disciolte le nevi e ritornata ai verdi smaglianti delle sue foreste di faggi e dei suoi immensi pascoli, la montagna abruzzese diventa irresistibile. Il pieno rigoglio della natura conferisce all’intera regione lo splendore della maturità: i boschi e i prati verdissimi dei monti, i laghi montani (di Campotosto, di Scanno, di Barrea, del Sangro, di Casoli, di Penne), gli sterminati altipiani costellati di mandrie e greggi al pascolo, la spaziosità dei paesaggi, che nulla hanno degli incombenti e scoscesi ambienti alpini, la freschezza frizzante dell’aria profumata di brezze marine (anche sui rilievi più alti dei suoi monti si sente sempre nettamente il profumo del mare, che è lì ben visibile, a pochi chilometri in linea d’aria), la miracolosa conservazione degli ambienti, cristallizzati in paesaggi senza tempo, rendono la montagna abruzzese un luogo speciale, capace davvero di colpire al cuore.Lago di Scanno - Archivio di Abruzzo Promozione Turismo

La natura, innanzitutto, vi fa da padrona: nell’Abruzzo montano sono situati i quattro Parchi e le oltre 30 Riserve della regione, per cui quasi metà del territorio montano abruzzese è natura protetta. Ci sono poi i mille paesi, ciascuno arroccato sulla sommità d’un colle, di un rilievo, di uno sperone dominante: straordinari e spesso antichissimi centri storici, stretti ai piedi del loro castello. E poi c’è lo sterminato territorio della pastorizia e del suo peculiare paesaggio. La transumanza, lo spostamento stagionale lungo i tratturi di uomini e greggi tra i pascoli estivi dell’Appennino e quelli invernali del Tavoliere pugliese, ha accompagnato la storia dell’Abruzzo fin dall’età pre-romana. Il territorio abruzzese mostra ancora i segni di quell’andare e venire di uomini e greggi: gli antichi tratturi (le larghe strade d’erba su cui transitavano i transumanti) sono ancora visibili per alcuni tratti, come nella Piana di Navelli, e attraversano antiche vestigia di città che, come Peltuinum, segnavano le tappe di quel viaggio. L’ampio altopiano, famoso per la produzione di un finissimo e prezioso zafferano, è tutt’ora segnato dalle enigmatiche presenze delle chiese tratturali, isolate e semplici architetture che individuavano le soste del lungo, faticoso cammino dei pastori verso la Puglia. È lungo i percorsi tratturali che risaltano antichi borghi medievali, compatti e arroccati sulle alture, costruiti interamente in pietra viva, con case rinserrate le une alle altre come una muraglia a racchiudere i borghi in un’efficacissima cerchia difensiva; centri che hanno tratto la loro particolare ricchezza, evidente nella loro straordinaria qualità architettonica e nella diffusissima presenza di preziose testimonianze d’arte, soprattutto da una florida attività dell’allevamento.

C’è poi un singolare tratto del paesaggio montano abruzzese, segnato dai terrazzamenti e dalle capanne in pietra a secco, le pajare, dalla primordiale struttura a tholos, opera paziente dei nostri antenati che tentarono di strappare fazzoletti di terra e piccoli pascoli alla montagna. I tholos, numerosissimi soprattutto sulla Majella, inseriscono a buon diritto l’Abruzzo tra le aree del bacino mediterraneo più segnate dalla presenza di costruzioni in pietra a secco, dalla primitiva ma efficace tecnica costruttiva. Questo è l’Abruzzo montano: uno scrigno in cui sono conservati ambienti naturali unici, nel cuore dell’Italia centrale e perciò a due passi da ogni altra città della penisola; ambienti preziosi e protetti, ma che oggi vengono resi sempre meglio e sempre più intelligentemente fruibili per tanti tipi di turismo; ambienti sorprendenti e affascinanti, capaci di dare in modo vero il gusto dell’avventura, della scoperta, dell’intuizione originale. Insomma, una natura tutta da scoprire. Farlo è oggi ancora più facile, grazie anche alla professionalità degli accompagnatori di media montagna, delle guide alpine, delle guardie-parco e delle guardie forestali, delle cooperative di servizi turistici, e ovviamente grazie agli innumerevoli sentieri tracciati che consentono escursioni per tutti i gusti (a piedi, a cavallo, in mountainbike) e di tutte le difficoltà: dalla semplice passeggiata al trekking estremo, sino ai percorsi per disabili.

Volendo sintetizzare le caratteristiche della sua natura, la definizione certamente più corretta è che l’Abruzzo è una antologia del paesaggio euro-mediterraneo, poiché concentra entro i propri confini una varietà di ambienti naturali che non trova altro riscontro in Europa in un territorio altrettanto limitato. Impossibile trovare, infatti, un’altra regione europea che in così poco territorio concentri: una costa mediterranea dai più vari habitat (arenile, dune, palude, pineta, macchia litoranea, scogliera, faraglioni, bassi litorali sassosi); una fascia collinare con ambienti di ogni grado di antropizzazione, zone umide pregiate (come le oasi fluviali e lacustri) ed emergenze geologiche di grande interesse; una zona montana vastissima, spesso integra naturalisticamente, anch’essa con gli ambienti più vari (foreste, praterie, laghi montani, enormi altipiani carsici, canyon, cascate, grotte, cime e ambienti d’alta quota di carattere francamente alpino, ghiacciai, La majella innevata - Archivio di Abruzzo Promozione Turismovulcanismi). Insomma, una natura tutta da scoprire. Farlo è oggi ancora più facile, grazie anche alla professionalità degli accompagnatori di media montagna, delle guide alpine, delle guardie-parco e delle guardie forestali, delle società di servizi turistici, e ovviamente grazie agli innumerevoli sentieri tracciati che consentono escursioni per tutti i gusti (a piedi, a cavallo, in mountain-bike, con gli sci) e di tutte le difficoltà: dalla semplice passeggiata al trekking estremo, sino ai percorsi per disabili. I Parchi Regione dell’habitat e della biodiversità, l’Abruzzo testimonia con la propria realtà e con le proprie scelte a favore dell’ambiente come sia possibile far coesistere uno straordinario patrimonio naturalistico con la presenza costante, dinamica, non distruttiva dell’uomo.

Tre Parchi Nazionali: lo storico Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, istituito nel 1923, quelli del Gran Sasso-Laga e della Majella, istituiti più di recente; un Parco Regionale: il Sirente-Velino; oltre 30 riserve e oasi naturalistiche; tutto questo fa dell’Abruzzo il cuore verde d’Europa, con circa un terzo del proprio territorio sottoposto a tutela. Vi si alternano paesaggi montani tra i più vari: dai vastissimi piani carsici del Gran Sasso e degli Altipiani Maggiori alle cime aguzze che evocano scenari dolomitici; dai profondi canyon della Majella alle estese foreste della Laga; dai pianori culminali alle lunghe valli, a volte dolcemente degradanti, a volte tortuose ed accidentate; dagli alti pascoli profumati dalle essenze vegetali e colorati da mille fiori ai prati verdi delle colline; ed ancora nevai, cascate, torrenti, grotte e persino un ghiacciaio – il Calderone – l’unico dell’Appennino e il più meridionale d’Europa.  Nel giugno 2009 è stato inoltre inaugurato l'Orto Botanico del Parco Gran Sasso - Laga al fine di valorizzare l'incredibile varietà e ricchezza della flora locale. 

I TESTI E LE IMMAGINI SONO STATI GENTILMENTE CONCESSI PER LA PUBBLICAZIONE DALL' APTR ABRUZZO

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