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Storia di Venezia

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Basilica di San Marco (acqua alta) - Per gentile concessione dell'Archivio dell'APT di VeneziaStoria di Venezia
Una storia travagliata ed alterne fortune hanno fatto di Venezia ciò che possiamo ammirare oggi; domini stranieri, posizione privilegiata per i commerci con l'oriente, le peculiari caratteristiche urbanistiche l'hanno resa una città unica al mondo.
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Il termine Venezia proviene dal latino “Venetia”, termine che indicava la fascia costiera che univa
Chioggia e Grado ed in seguito si restrinse ad un'area più circoscritta, quella relativa alle isole della laguna di Venezia. La parola “Venetia”, a sua volta, deriva o dall'etnico “Veneti” (indicante alcune popolazioni antiche stanziati in Veneto) o dal termine “Venetkens” (in lingua venetica starebbe per “genti venete”).

Durante le invasioni barbariche, i territori nei pressi della laguna furono conquistati dai Visigoti (nel 401 e nel 408) ed in seguito dagli Unni di Attila (nel 452). All'epoca nelle aree lagunari sorgevano solo piccoli insediamenti dediti alla pesca ed allo sfruttamento delle saline ed è probabile che, in occasione di questi avvenimenti, divennero rifugio delle popolazioni in fuga dai territori saccheggiati.

Nel 555 Venetia fu conquistata dai bizantini e poco dopo, nel 556, i Longobardi guidati da Alboino, si impadronirono delle zone interne, lasciando il territorio costiero sotto l'influenza bizantina. Risale a questo periodo, l’istituzione del dux (in seguito un veneziano doge), che rende l'amministrazione di Venetia marittima autonoma dall'impero bizantino.
La divisione tra i domini bizantini e quelli longobardi venne sancita da una suddivisione ecclesiastica: il patriarca di Aquileia, con sede a Grado, aveva giurisdizione sulle chiese del dominio bizantino, mentre un nuovo patriarca con sede a Cividale, sulle chiese longobarde.

A partire dal 742, con il trasferimento della sede del dux bizantino a Malamocco ed in seguito a Rialto, Venetia conquistò una sempre maggiore autonomia e, pur rimanendo dipendente dall'imperatore bizantino, la Venetia marittima acquistava una sempre maggiore autonomia.


 A partire dal IX secolo d.C, iniziò il predominio di Rivoalto sugli altri insediamenti lagunari: nella prima metà dell'Ottocento vi fu trasferita la sede ducale e, nell'828, il trasferimento del corpo dell'evangelista San Marco da Alessandria d'Egitto a Rialto ne accrebbe il prestigio, oltre che politico, anche religioso.
Nei secoli Venezia (corrispondente alla zona di Rialto), divenne la capitale della Repubblica Serenissima Veneta, che fu la più lunga e duratura repubblica della storia, fu per secoli una delle maggiori potenze europee e centro di cultura per tutto il continente europeo.

Le lingue ufficialmente parlate nella Repubblica di Venezia furono il latino, il veneto e l'italiano (fiorentino) e non divenne mai signoria principesca, monarchia o impero, restando in questo modo, sempre fedele allo spirito repubblicano.

Il capo del governo era il Doge che, teoricamente, veniva eletto a vita, ma in realtà, spesso era costretto a rimettere il proprio mandato se i risultati conseguiti dal suo governo risultavano insoddisfacenti. Secondo la tradizione, il primo Doge di Venezia, nel 697 d.C, fu Paolo Lucio Anafesto, quando il ducato aveva ancora sede a Malamocco.
Inizialmente il Doge era dotato di ampi poteri ed era affiancato da una assemblea popolare, in seguito fu sostituita dal Maggior Consiglio (costituito da rappresentanti dell'aristocrazia), che assunse il governo effettivo della repubblica, relegando il doge a funzioni onorifiche. Dal 1297 il governo si orientò verso una forma oligarchica e la "serrata" dell Maggior Consiglio (che garantivano la partecipazione al Consiglio delle principali famiglie nobili veneziane), limitarono le possibilità di ascesa sociale della classe borghese, concentrando il potere nelle mani di poche famiglie aristocratiche.
 
L'oligarchia non fu accettata da tutti senza reazioni: nel 1355, il doge Marin Faliero tentò di trasformare la Repubblica in una signoria, ma il suo tentativo fu stroncato dal Consiglio; per questo motivo fu istituito il Consiglio dei Dieci, il cui compito era di reprimere le congiure e mantenere salda la Repubblica.

La grande crescita di Venezia che, tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV, aveva unificato il Veneto e parte della Lombardia, portò alla nascita di numerose lotte contro Genova per il predominio commerciale sui mari.
Venezia fu sconfitta da Genova nel 1354, ma la guerra riprese nel 1376 per il possesso dell'isola di Tenedo, importante isola per il commercio marittimo nel Mar Nero: il conflitto fu denominato guerra di Chioggia perché, i Veneziani, furono sconfitti a Pola dai Genovesi che occuparono Chioggia; i Veneziani, però, dopo aver allestito una nuova flotta, assediarono a loro volta i Genovesi e li costrinsero alla resa. La pace di Torino (siglata nel 1381), concluse la guerra in parità, in quanto Tenedo venne negata ad entrambi i contendenti.

Alla fine del Trecento, per far fronte alla minacciosa espansione del ducato di Milano, Venezia assunse compagnie di mercenari guidate da prestigiosi condottieri come il Gattamelata (Erasmo da Narni) o il Carmagnola (Francesco da Bussone), riprendendo l'espansione in terraferma e conquistando parte del Veneto.

Nella seconda metà del Quattrocento, con la Pace di Ferrara (1433) ed in seguito con la pace di Cremona (1441), Filippo Maria Visconti fu costretto a cedere Brescia, Bergamo ed altre terre.  I ricchi possedimenti in terraferma assicurarono a Venezia ingenti introiti e sicuri approvvigionamenti quando, in seguito alla caduta di Costantinopoli, aumentò la pressione turca sulla città.


 I veneziani entrarono in conflitto anche con i Papi per il controllo della Romagna, questo portò alla fondazione della Lega di Cambrai (nel 1508) formata dal Papa Giulio II, dal Re di Francia Luigi XII, dall'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I e dal Re Ferdinando II d'Aragona, uniti per distruggere Venezia. Nonostante la vittoria della Lega, la coalizione si ruppe ben presto e Venezia si salvò senza pesanti perdite territoriali.  Nel 1511 Venezia entrò, con Inghilterra, Spagna ed Impero nella Lega Santa promossa dal pontefice guerriero contro la Francia.

Alla fine delle guerre d'Italia, Venezia aveva consolidato il suo dominio territoriale, ma si trovava circondata da potenze continentali (la Spagna nel Ducato di Milano, l'Impero degli Asburgo, l'Impero Ottomano), che le impedivano ogni ulteriore espansione. Contemporaneamente, l'espansione dell'Impero Ottomano nei Balcani e nel Mediterraneo orientale si rivelò una minaccia: nel 1571, i turchi strapparono Cipro dalle mani dei veneziani e, nel XVII secolo, dopo un lungo conflitto, Venezia perse anche Creta.

La scoperta della via delle Indie e l'avvio dei traffici commerciali con le Americhe, portò alla crisi dei traffici veneziani attraverso il Mar Rosso, segnando l'inizio dell'emarginazione commerciale di Venezia.
  Nel XVIII secolo la Serenissima, non più potente sotto il profilo economico, politico e militare, venne invasa dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte che, con il Trattato di Campoformio (1797) cedette parte di Venezia all'Austria.

Con il congresso di Vienna, Venezia passò al Regno Lombardo-Veneto, di cui divenne capoluogo insieme a Milano. La città partecipò alle lotte risorgimentali e resistette agli Austriaci sino all'agosto 1849, dopo un lungo e memorabile assedio. Nel 1866, dopo la Terza Guerra d'Indipendenza, Venezia fu annessa al Regno d'Italia.

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