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Qui comincia un itinerario affascinante.
Partendo da Valderice, posta in collina quasi come un gradino
per raggiungere il mare, ci si trova nel verde di una pineta che in
estate si anima di eventi culturali nello splendido teatro
all'aperto, creato in una cava dismessa.
Raggiunto il litorale, l'antica torre della Tonnara di Bonagia,
oggi divenuta museo, testimonia di precedenti attività
industriali legate alla pesca ed alla lavorazione del tonno.
Proseguendo lungo la costa, a picco sul mare, si innalza imponente
Monte Cofano, sulle cui pendici si trova la Grotta paleolitica
di Scurati, che a Natale si trasforma in un suggestivo Presepe
Vivente.
Più in alto Custonaci, centro di produzione marmifera
tra i più importanti d'Italia, sembra vegliare sulla vallata
dal suo bellissimo Santuario della Madonna.
Nell'entroterra si trova il paesino di origine bizantina di Buseto
Palizzolo, antico casale di Erice, il cui nome deriva dall'arabo
Busit (terra) e dalla famiglia Palizzolo cui venne assegnato nel 1563
da Carlo V.
Nell'estrema punta omonima si spiega la spiaggia di San Vito lo
Capo, il cui borgo, di tradizione marinara, si è
sviluppato intorno all'antica fortezza saracena, successivamente
trasformata in santuario dedicato a San Vito. Oggi l'attività
principale è il turismo. Il suo clima, la spiaggia, il mare,
le viuzze ornate di fiori, il pesce fresco, i profumi intensi e i
suoi panorami, offrono al turista l'occasione per una vacanza
indimenticabile.
Tra San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo i declivi collinari
che degradano fino al mare, in una
miriade di piccole baie,
annunciano l'inizio della Riserva naturale orientata dello
Zingaro.
Piccoli sentieri opportunamente disegnati sui dirupi, che finiscono
nel mare o si inerpicano sui monti, consentono di attraversare uno
degli ambienti più integri del mediterraneo.
In questa zona nidificano decine di specie di uccelli tra cui il
falco pellegrino, l'aquila del Bonelli, poiane, gheppi, nibbi reali
ed altri volatili inclusi nella lista rossa delle specie in via di
estinzione, in un ambiente ricco di piante endemiche e rare che fanno
della riserva una vera oasi di biodiversità. Ma è la
palma nana, simbolo della riserva, che cresce spontanea punteggiando
ogni pendio ed ogni anfratto dello Zingaro.
Situata al centro della Riserva, la grotta preistorica dell'Uzzo
racconta dei primi insediamenti umani in quest'area.
Dal piccolo borgo di Scopello, che si sviluppa attorno alla
corte di Baglio, è possibile iniziare un percorso variegato,
tra la visita tonnara che si apre sulla vista degli splendidi
faraglioni, e le botteghe di artigiani che lavorano la ceramica.
La spiaggia bianca di ciotoli a Baia di Guidaloca prolunga lo
sviluppo costiero, a forma di anfiteatro, del Golfo di Castellammare.
Il golfo, che si estende da Capo San Vito a Capo Rama, ai piedi dei
declivi rocciosi che ne definiscono la visuale a sud, ospita
l'omonima cittadina.
Le sue principali attività sono legate alla posizione e allo
sviluppo del porto che sorge sul luogo dell'antico emporium
segestano.
In età medioevale la città si è sviluppata
intorno al castello a mare, il primo nucleo del centro storico,
ancora oggi riconoscibile, collegato originariamente all'abitato da
un ponte levatoio.
Allontanandosi di poco dal mare, Alcamo, alle falde del Monte
Bonifato, merita una sosta per ammirare il Castello dei Conti di
Modica, la Chiesa Madre, la splendida Chiesa di SS. Paolo e
Bartolomeo e la sontuosa Basilica di Maria Santissima Assunta, oltre
che per gustare il famoso vino doc Bianco d'Alcamo ed ancora
per rintemprarsi passeggiando per i sentieri del Bosco d'Alcamo.
I testi e le immagini
sono pubblicati per gentile concessione dell' A.P.T.
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