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Si approda allo
Scalo Nuovo e subito si ha l'impressione di essere sovrastati dalla
montagna, 
incombente e maestosa. Ma è lo Scalo Vecchio, sul
lato opposto, il vero porticciolo dei pescatori di Marettimo. Da qui,
puntando lo sguardo verso Nord, si scorge Punta Troia che con
fierezza si protende verso il mare con il suo Castello costruito
dagli Spagnoli nel XVII secolo.
Lasciando il
paese, seguendo una mulattiera che risale il fianco della montagna,
si giunge alle Case Romane dove si trovano i resti di una costruzione
romana ed un piccolo tempio risalenti, probabilmente, ai primi secoli
dell'era cristiana a testimoniare che Marettimo fu sede di un
presidio romano.
Ritornando nella
parte meridionale del paese si inizia la scoperta e l'esplorazione
della motagna attraverso una strada che nel primo tratto costeggia il
mare e poi comincia a salire verso Punta Spinone (m.320). E'
d'obbligo una sosta per volgere lo sguardo verso il mare e godere
dello splendore di Cala Marino. Si prosegue per sentieri verdeggianti
e silenziosi immersi nella bellezza della vegetazione andando
incontro ad un paesaggio che man mano diventa sempre più aspro
e selvaggio, per arrivare infine, ridiscendendo, al Faro di Punta
Libeccio. Sarà difficile dimenticare la bellezza dei panorami,
la suggestione dei luoghi!
Se da un lato, le
escursioni in montagna, possibilmente con la guida della gente del
luogo dati i sentieri talvolta impervi e ripidi, consentono di
conoscere e vivere l'isola in totale armonia con la natura, di
scoprire le peculiarità della flora di Marettimo che presenta
numerosissime specie di piante alcune delle quali assenti nel resto
della Sicilia, dall'altro l'approccio con l'isola dal mare è
di sconvolgente bellezza.
Partendo dal porto
e navigando verso Nord, si osservino le coste alte e lo scoglio del
Cammello posto vicino alla riva, quasi all'ingresso della Grotta del
Cammello dove è possibile entrare con la barca e raggiungere
la spiaggetta di ghiaia in fondo alla grotta. Proseguendo per Punta
Troia e superato il promontorio, un'altra sosta alla Grotta del
Tuono, nella costa settentrionale dell'isola che termina con Punta
Mugnone. Da qui comincia il fantastico scenario della costa
occidentale: rocce altissime, dolomitiche, a picco su un mare
trasparente di un turchese profondo, splendide grotte, colori ora
intensi ora sfumati specialmente al tramonto a seconda dei giochi di
luce creati dai raggi solari contro le pareti rocciose e sulla
superficie dell'acqua.
Cala Bianca
dominata da Capo Bianco (m. 400), Grotta Perciata, Cala Bombarda e
poco più a sud la grotta omonima, ed ancora la Grotta del
Presepio all'interno della quale le rocce, erose dal mare e dal
vento, hanno assunto forme assomiglianti a statue di stalattiti e
stalagmiti che la fantasia popolare ha riferito a figure da presepe.
A Cala Spalmatore
si apre una piccola spiaggia a ridosso dal vento grecale. Dopo Punta
Libeccio comincia la parte meridionale dell'isola. Qui la costa
sempre alta diventa però verdeggiante e procede fra piccole
cale e sporgenze fino all'estremità di Punta Bassana. Ora si
risale verso il porto, con gli occhi colmi di bellezza e di stupore,
con l'animo sereno e, Marettimo, solitaria e selvaggia, piccola isola
sacra si è, inevitabilmente, insediata nella mente e nel
cuore.
I testi e le immagini
sono pubblicati per gentile concessione dell' A.P.T.
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