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Guida alla città di Lucca

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Chiesa San Michele - Lucca (Archivio Fotografico APT - PGMedia)Guida alla città di Lucca
Si dice che gli abitanti della Piana di Lucca costruivano "come se la loro unica preoccupazione fosse la bellezza". Il paesaggio è vario, ricco di vita così come di silenzi: sentieri attraversano boschi, valli e pittoreschi borghi medievali. Un'isola di storia e natura a nord-ovest della Toscana.
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LA CITTA' DI LUCCA
Lucca gode di una posizione molto favorevole, a pochi minuti dal mare ed a meno di un'ora di macchina da Firenze. Confina con la provincia di Pisa ed è circondata dai monti dell'Appennino e dalle Alpi Apuane. Protetta dalle sue mura la città di rivela poco alla volta. Solo camminando lungo le strette vie del centro storico e visitando le oltre cento chiese ed i quasi altrettanto numerosi palazzi, si può scoprire il mistero e la magia di un passato ricco di storia, cultura ed architettura di varie epoche. Tutto nella città di Lucca merita di essere visto perchè l'essenza storica dei differenti stili hanno dato luogo a costruziooni armoniche che ancora oggi sono così ben conservate da meritare una visita.
Ogni contrasto è piacevole allo sguardo, dal più severo Romanico al sontuoso stile rinascimentale: un contrasto che si rivela chiaramente a chi percorre i 4 chilometri di mura che circondano la città come in un abbraccio. Infatti Lucca è una della poche città italiane che conserva intatte le sue mura. Sotto il dominio dei Borboni queste furono trasformate in strade pubbliche divise da tre file di alberi dove - ci crediate o no - alcuni anni orsono venivano disputate gare automobilistiche.
Entrando in città da Sud si incontra piazza Napoleone, conosciuta anche come "Piazza Grande", che è stata oggetto di una ristrutturazione che l'ha riposrtata all'aspetto che aveva nel IX secolo. Il lato ovest della piazza è interamente occupato dalla facciata del Palazzo Pubblico o Palazzo Ducale con il suo cortile interno e le magnifiche sale pubbliche. Uscendo dalla parte opposta e svoltando a destra si arriva nella piazza su cui affaccia la chiesa di San Romano, costruita nel XIII secolo su di un oratorio risalente al 792: la singola navata con transetto divenne uno dei più significativi esempi di barocco in Lucca grazie alle trasformazioni apportate dal Padre Dominicano Giovanni Buonvisi e dall'architetto lucchese Vincenzo Buonamici.
Procedendo verso est si passa di fronte al Teatro del Giglio (costruzione neoclassica del XVII secolo, opera dell'architetto lucchese Giovanni Lazzarini e testimonianza della tradzione musicale della città) ed alla Chiesa di San Giovanni per arrivare alla Cattedrale di San Martino, un capolavoro dello stile romanico con la sua facciata del XIII secolo adornata da colonne multiformi ed il portico decorato con uno splendido basso-rilievo. All'interno vi sono due dei monumenti più cari ai lucchesi: il Volto Santo, un crocefisso in legno ed una delle più belle opere di Jacopo delle Quercia, il monumento funarario a Ilaria del Carretto, la moglie di Paolo Guinigi, Signore di Lucca nei primi anni del XV secolo. A lato della Cattedrale si apre piazza Antelminelli, con la fontana costruita dall'architetto Nottolini (1832-1835) a testimonianza della fine dei lavori di realizzazione dell'acquedotto. Il Museo della Cattedrale, con il suo prezioso patrimonio storico ed artistico è anch'esso situato nella piazza.
Proseguendo si incontra, nel mezzo della medesima piazza, la chiesa romanica di San Michele in Foro con la sua splendida facciata in pietra calcarea; è particolarmente sviluppata verso l'alto rispetto alle altre chiese della città: una statua di San Michele adorna il pinnacolo. Situata nell'antico foro della Città Romana, la chiesa si erge su di una preziosa costruzione datata prima dell'VIII secolo. Poco distante si trova il Palazzo Pretorio, edificio del XVI secolo, sotto la cui loggia è conservato il monumento a Matteo Civitali.
Nelle immediate vicinanze, verso ovest, c'è la casa dove nacque il più famoso cittadino lucchese: il grande compositore Giacomo Puccini; ora è un Museo a lui dedicato. Tornando sui propri passi si arriva nelle più animata e frequentata via di Lucca: via Fillungo, il centro commerciale di Lucca.
Via Fillungo conduce a piazza Anfiteatro, un luogo che non ha mai smesso di affascinare e stupire: realizzata sul tracciato originale dell'era romana la piazza, nel corso dei secoli, è passata attraverso numerose trasformazioni che l'hanno portata ad avere l'attuale connotazione con pianta ellittica. Continuando in direzione nord via Fillungo si apre su di un'altra incantevole piazza: piazza San Frediano dove si erge la Basilica omonima dedicata al Santo che fu Vescovo di Lucca. La facciata in marmo bianco è caratterizzata da un grande mosaico bizantino rappresentante l'Ascensione di Cristo, attribuito alla scuola di Berlingheri che nacque a Lucca durante il XIII secolo. Salendo sulle mura nei pressi del Baluardo di San Frediano si può ammirare una splendida vista su Palazzo Pfenner ed il suoi giardini all'italiana decorati con statue di marmo.
Avendo attraversato la città da sud a nord, dobbiamo ora percorrerla da est a ovest: appena varcata la neo-classica Porta Elisa, apertura creata nel 1809 su richiesta di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, incontriamo la Chiesa di San Micheletto, ricostruita nel XVIII secolo sui resti di una chiesa romanica del XII secolo.
Il Centro Studi Licia e Carlo Ragghianti, con la sua ricca biblioteca di arte moderna ha sede nell'edificio annesso all'ex Monastero; il Centro è adiacente all'Orto Botanico che fu realizzato nel 1820 dalla Reale Università di Lucca: il giardino ospita alberi centenari, piante rare ed esotiche ed erbe aromatiche e medicinali della tradizione agricola e gastronomica lucchese.
Tenendo la destra, dietro la piccola piazza di San Ponziano con la chiesa omonima, incontriamo la monumentale Villa Buonvisi al Giardino, meglio conosciuta come Villa Bottini; costruita nel 1566 nel centro di un grande parco, la villa su due piani ha linee semplici, grandi finestra a piano terra ed una galleria aperta sul retro che, come le sale conserva affreschi di Ventura Salimbeni realizzati dopo il 1593.
Sul lato occidentale la villa si affaccia su Via del Fosso, una delle più riconoscibili nella pianta della città di Lucca sia per la sua particolare planimetria sia per la presenza del fossato creato come derivazione dal fiume Serchio per approvvigionare d'acqua i telai dei tessitori di seta, i tintori ed altri artigiani che che lavoravano nella zona nel XV secolo e che ahnno reso caratteristica la zona con fitte costruzioni con particolare architettura.
La Porta dei Santi Gervasio e Protasio che si apre su via del Fosso fa parte delle vestigia delle antiche mura medievali così come la Porta dei Borghi, situata invece alla fine di via Fillungo che, grandissima di dimensioni e fiancheggiata da pietre decorate da sculture ci danno l'idea di quanto differenti fossero le mura originali da quelle di oggi. Prima di varcare la porte è meglio girare a destra verso nord e raggiungere Villa Guinigi, residenza estiva della famiglia Guinigi. In stile Gotico fu costruita fuori dalle mura del XII secolo nel 1413 da Paolo Guinigi durante la sua signoria; oggi è la sede di uno dei due musei nazionali (l'altro è allestito in Palazzo Mansi) ed ospita numerosi reperti etruschi e romani, sculture romaniche, gotiche e rinascimentali, nonchè dipinti degni di nota.
La residenza elettiva della famiglia, Palazzo Guinigi sorge a poca distanza e su di esso si erge la caratteristica "Torre Alberata" uno dei monumenti simbolo della città: il suo nome deriva dai lecci centenari che adornano la sua sommità; è stata edificata in mattoni rossi ed è alta 41 metri e dalla sua cima si gode uno splendido panorama, come peraltro dalla sommità della Torre delle Ore (o Torre Civica), così chiamata per l'orologio e la campana risalenti a prima del 1390. Pochi metri oltre la Torre troviamo piazza Guidicioni, sede dell'Archivio nazionale e di Palazzo Sanminiati che conserva due importanti dipinti attribuiti al pittore tedesco Georg Christoph Martini "Il Sassone".
Dopo essere tornati indietro su via Fillungo si prosegue per via Santa Giustina e si incontrano due notevoli palazzi: Palazzo Orsetti e Palazzo Mansi. Il primo, attribuito a Nicolao Civitali, è la sede del Municipio che lo acquisto nel 1971. All'interno fra stanze di grande valore troviamo la Sala degli Specchi e preziosi dipinti come la Morte di Wallenstein di Pietro Paolini. Il secondo palazzo, sede di uno dei due musei nazionali di Lucca, come detto in precedenza, è un magnifico esempio di residenza nobiliare del XVI secolo. All'interno vi sono appartamenti monumentali al piano nobile con stanze affrescate, saloni per ricevimenti e la ben nota Camera Nuziale e una ricca galleria d'arte.
Proseguendo sempre verso ovest si arriva in un grande spazio verde: il piazzale San Donato che, fino ai primi anni del XX secolo, era chiamato Prato del Marchese, venne usato per centinaia di anni per le celebrazioni solenni del Settembre lucchese, per corse di cavalli, parate militari e spettacoli di vario tipo. Nel 1832 venne allestito qui anche un grande anfiteatro in legno dall'architetto Nottolini che però fu in seguito demolito.
Nuovamente in vista delle mura possiamo vedere la Vecchia Porta San Donato, così chiamata per distinguerla da quella nuova situata pochi metri oltre.
LE VILLE MONUMENTALI
Fuori dalla città oltre trecento ville sorgono in un grande anfiteatro naturale circondato da colline, il confine naturale dell'antico Stato che pose la città murata al suo centro come elemento produttivo ed organizzativo dell'intero territorio. Caratteristiche del panorama sono i parchi ed i giardini, i viali, i corsi d'acqua, le mura ed i ponti, le aree terrazzate coltivate a vigneto ed uliveto, fattorie, cantine e oleifici, antiche chiese parrocchiali, Croci votive e tabernacoli lungo le strade.
Questi sono veri "palazzi di campagna", costruiti da mercanti lucchesi che dal XV secolo vollero utilizzare parte dei proventi accumulati con il commercio e le attività finanziarie in questo modo.
Partendo da Lucca incontriamo un primo gruppo di ville pochi chilometri a nord di Ponte a Moriano: la famiglia Buonvisi ebbe la villa che portava il suo nome (ora chiamata Oliva) in località San Pancrazio intorno al 1500, realizzata da Matteo Cividali: la costruzione ha due sale da ricevimento sovrapposte nella parte centrale e nel giardino di 5 ettari si trova un anfiteatro di alberi di leccio ed un "grotesque" con giochi d'acqua e statue di marmo.
Nel XVI secolo la famiglia Diodati costruì Villa Grabau a San Pancrazio sulle rovine di un villaggio medievale: le caratteristiche gotiche originali vennero trasformate prima in tratti rinascimentali e poi neo-classici; il parco di 9 ettari che la circonda è uno dei più interessanti della Lucchesia, sia per la bellezza che per la ricchezza e varietà della flora.
Poco distante nella frazione di Marlia vi è la Villa Reale, ora proprietà della famiglia Pecci-Blunt. La sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi, principessa di Lucca volle questo grandioso complesso unendo Villa Orsetti con le terre circostanti che comprendevano il palazzo residenza estiva del Vescovo di Lucca: volle ristrutturare l'antico palazzo e le gallerie che si aprivano sulla facciata, ma gli splendidi giardini del XVII secolo con il Teatro di Verzura ed il "Viale delle Camelie" restarono intatti.
Villa Mansi, nel vicino paese di negromigno è aperta al pubblico per le visite. Nel XVII secolo la famiglia Mansi, noti mercanti di seta, acquistò la villa dalla famiglia Cenami e ristrutturò l'originale costruzione del XVI secolo. La riorganizzazione del parco su disegno di Filippo Juvarra fece la differenza; la bellezza dei giardini e l'eleganza delle linee fecero di Villa Mansi luogo ideale per ospitare sovrani ed ambasciatori provenienti da molte nazioni europee invitati dalle Repubblica di Lucca per un piacevole soggiorno.
A Camigliano, a pochi minuti da Villa Mansi, sorge una villa col medesimo nome, un tempo chiamata Villa Torrigiani: datata prima del XVI secolo, la costruzione apparteneva alla famiglia Buonvisi che le vandetta nella prima metà del XVII secolo al Marchese Nicolao Santini, ambasciatore di Lucca alla corte del Re Sole. Due maestose file di cipressi lunghe circa un chilometro incorniciano la facciata sullo sfondo, uno dei più begli esempi di architettura barocca in Toscana, che si specchia nella acque di una magnifica fontana.
A Vicopelago vi è Villa Bernardini, un prezioso esempio di architettura tardo-rinascimentale costruita da Bernardino Bernardini nel 1615.
I PRODOTTI TIPICI E LA CUCINA
La cucina della provincia di Lucca si basa su ingredienti semplici e genuini cucinati con creatività grazie anche al clima ed alla morfologia del territorioche garantisce abbondanza di prodotti di alta qualità.
Nella Piana di Lucca gli ulivi danno colore al paesaggio e producono ottimo olio che viene esportato in tutto il mondo: le sue caratteristiche organolettiche l'hanno portato ad essere considerato uno dei principali nutrienti per un sano e corretto regime alimentare; questo olio è unico per la perfezione del suo sapore (la raccolta delle olive al giusto grado di maturazione gli conferisce dolcezza con un accenno di piccante), del colore (giallo oro con riflessi verdi) e soprattutto del suo sapore tanto che molti intenditori ne portano un campione come termine di paragone. Questo prodotto è così famoso che l'Oxford Dictionary lo definisce "qualità superiore di olio d'oliva", elevandolo a prodotti conosciuti in tutto il mondo come il Cognac e lo Champagne.
Anche i vini caratterizzano la zona ed offrono due tipi di vini DOC, il "Montecarlo" ed il "Colline Lucchesi": i primi sono vini che provengono da uve coltivate nel comune di Montecarlo, Altopascio e Porcari; i più noti sono il Trebbiano Toscano, il Pinot Grigio e Bianco, il Vermentino, il Sauvignon, il Roussane ed il Semillon per quel che concerne i bianchi, mentre il Sangiovese, il Lanaiolo, il Ciliegiolo, il Colorino ed il Malvasia Nera per i vini neri; i "Vini delle Colline Lucchesi" invece provengono dai vigneti dei comuni di Lucca, Capannori e Porcari: i vini neri prodotti sono Sangiovese, Lanaioper lo, Ciliegiolo e Merlot, i vini bianchi sono Trebbiano Toscano, Greco, Grechetto, Vermentino, Malvasia, Chardonnay e Sauvignon. In entrambe i casi il clima mite, l'esposizione a mezzogiorno e la presenza di alte vette che protegge le coltivazioni dai venti settentrionali, contribuiscono ad ottenere un prodotto robusto e salutare con un alto contenuto zuccherino ed intense fragranze. E' stato creato recentemente un particolare itinerario, chiamato "Strada del Vino" che da Lucca attraversa verdeggianti colline, uliveti secolari e vigneti e conduce nei luoghi più noti dove assaggiare il miglior vino.
Vi sono numerosi piatti nella tradizione culinaria lucchese: i Tordelli, pasta ripiena all'uovo. Fra i secondi piatti si distingue lo stufato di coniglio, semplice da preparare, che in inverno viene servito con la polenta. Cosa dire poi dell'anguilla del fiume Serchio "in zimino"? L'anguilla del Serchio viene consumata da secoli e vi sono molti modi per cucinarla: arrosto, grigliata o, appunto "in zimino" che significa "cotta con le erbe", precisamente pomodoro e prezzemolo. L'abbondanza di disponibilità di olio fa sì che esistano numerose ricette a base di verdure e cerni fritte. Il dolce lucchese per eccellenza è il Buccellato, una grande torta rotonda fatta di farina, zucchero, vaniglia, ed anice. Per chiudere il pasto si usa la "China Lucchese Massagli", creata da Pasquale Massagli nel 1855 come cura per la malaria ed antipiretico, la bevanda è leggermente alcolica ed è ottima sia come digestivo che come apertivo. Per concludere menzioniamo il pane di Altopascio, particolarmente adatto per la preparazione di crostini con fegatini di pollo ed ottimo anche raffermo nelle zuppe o grattuggiato nei dolci.

Testi su gentile concessione APT Lucca - www.luccatourist.it
Immagini Archivio Fotografico dell'APT - PGMedia

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