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Una passeggiata in città | ||||
| I monumenti, le chiese, le piazze da non perdere in città. | |||||
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Una passeggiata in città La passeggiata per la città ha inizio da Piazza Garibaldi, centro storico di Caltanissetta, in cui si incrociano le due arterie principali, Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele. Il centro della piazza è occupato dalla Fontana del Tritone, gruppo bronzeo rappresentante un cavallo trattenuto da un tritone insidiato da due mostri marini, realizzato dall'architetto Gaetano Averna nel 1956 su calco di famosi gruppi mitologici dell'artista Nel tesoro si custodisce un pregevole ostensorio gotico del 1400. Di fronte alla Cattedrale si staglia la Chiesa di San Sebastiano sorta, secondo la tradizione, nel '500 come omaggio della popolazione al santo per la liberazione della città dalla peste. La chiesa subì nel corso dei secoli notevoli ridimensionamenti e restauri. Nell'ultimo decennio dell'Ottocento nacque la nuova facciata, su disegno dell'architetto Pasquale Saetta.Sul lato nord della piazza, ad angolo con il Corso Umberto I, si trova il palazzo del Municipio, nato sulle ceneri dell'antica chiesa dedicata a Maria SS. Annunziata, più comunemente detta del Carmine, e dell'attiguo Convento dei Carmelitani Scalzi, fondato nel 1371 in un antico eremo fuori le mura della città. Nel secolo scorso, l'autorità municipale nissena, dopo la soppressione delle corporazioni religiose, ottenne dal Governo di poter adibire i locali dell'ex convento ad uso scolastico; invece ne fece il nuovo palazzo comunale, inglobando in un primo tempo la chiesa come cappella propria del Municipio. Nell'atrio sono conservati i modelli in gesso dei giureconsulti Paolo ed Ortensio del Tripisciano, realizzati in travertino per il Palazzo di Giustizia di Roma.Sul lato sinistro del Municipio si erge grandioso il Palazzo Moncada che prospetta sulla Salita Matteotti. Costruito tra il 1635 ed il 1638 per conto di Don Luigi Moncada, Vicerè di Sardegna e di Sicilia e Conte di Caltanissetta, rimase incompleto per insufficienza di mezzi o per via del trasferimento di Don Luigi in Spagna. Sintesi del barocco siciliano, ha forme architettoniche esterne monumentali e spazi interni grandiosi; sulla mossa facciata vi sono mensoloni a forma di figure antropomorfe e zoomorfe, forse simbolo catalizzatore del potere del Signore.Il palazzo, le cui imponenti mura sono spesse due metri, fu iniziato su disegno del cappuccino Fra' Pietro da Genova, usando rilievi architettonici e pietre tolte dal Castello di Pietrarossa e calcare del monte Gebel-Gabib. L'interno del palazzo, adibito nel 1819 per 150 anni sede del Tribunale, Corte d'Assisi, Regia Procura e Procura Mandamentale, ha subito gravi manomissioni per l'adattamento degli ambienti alle nuove funzioni. Resta ancora una galleria sotterranea (detta “u trabuccu”), che sboccava vicino al Convento dei Cappuccini in Viale Regina Margherita, la quale si dipartiva dalle carceri sotto il palazzo. In essa, secondo la tradizione, spariva chi non godeva delle simpatie del signore. Attraversando il pittoresco quartiere Angeli, che mantiene ancora lo schema urbano medievale, si giunge alla Chiesa di S. Domenico, sorta nel 1480 e ingrandita nel 1700. Caratterizzata da una bella facciata barocca curvilinea, si orna all'interno di stucchi e tele del Paladino e del Borremans. Proseguendo per la via S. Domenico, si giunge all'alta rupe su cui si trovano i ruderi del Castello di Pietrarossa, unico della zona interna della Sicilia ad essere inserito in un tessuto urbano. E' di origine araba e documenta il nuovo insediamento cittadino intorno alla rocca dopo l'abbandono del territorio di Sabucina-S. Spirito in cui si erano stabilite le
Testi ed immagini sono pubblicati per gentile concessione dell' A.A.P.I.T. di Caltanissetta | |
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