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Il parco di Monza L'Autodromo di Monza
L'Autodromo Nazionale Monza è il celebre circuito automobilistico situato all'interno del Parco. Ospita molti eventi durante tutto l'anno, ma è famoso internazionalmente per il Gran Premio d'Italia di Formula 1 che ha luogo ogni mese di Settembre.
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L'idea del circuito automobilistico, nacque dall'Automobile Club di Milano per celebrare il 25° anniversario di nascita dell'organizzazione.

Le bozze di progetto per la costruzione dell'Autodromo indicavano tre possibili località: una zona nei pressi di Gallarate (dove oggi sorge l'Aeroporto internazionale Milano-Malpensa), un'area nel rione di Cagnola (che allora era alla periferia di Milano) ed il Parco Reale di Monza (affidato al tempo all'Opera Nazionale Combattenti). La scelta, come tutti sanno, cadde su Monza.

La SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport), creata dall'Automobile Club, si assunse l'incarico di costruire e gestire il circuito ed il progetto venne affidato all'architetto Alfredo Rosselli. Il progetto, sin dall'inizio, incontrò numerose perplessità a causa del valore paesaggistico in cui il circuito andava ad inserirsi, nonostante ciò il circuito fu completato in 110 giorni ed il 28 luglio 1922 fu collaudato da Felice Nazzaro a bordo di una FIAT 570.


 Il circuito comprendeva un anello di 4,5 km, con due curve sopraelevate fino ad un'altezza di 2,60 metri; i due rettilinei che collegano le curve erano lunghi 1,07 km e la pista stradale era lunga 5,5 km.

L'inclinazione delle curve permetteva alle macchine di raggiungere medie intorno ai 180/190 kmh, velocità mai raggiunte all'epoca.

Il Gran Premio motociclistico delle Nazioni si svolse l'8 settembre e fu vinto da Amedeo Ruggieri (Harley Davidson 1000), due giorni dopo, il 10 settembre 1922, il primo Gran Premio automobilistico d'Italia fu vinto da Pietro Bordino (FIAT 804).

Qualche anno più tardi Vincenzo Florio studiò un tracciato alternativo che non modificava la struttura del circuito, questo tracciato fu chiamato il "circuito Florio"; l'ultima gara su questo circuito si svolse nel 1938 e fu splendidamente vinta da Tazio Nuvolari.

Nel 1933, un grave incidente mortale coinvolse Campari, Czaykowski e Borzacchini, costringendo gli organizzatori a modificare il circuito: nel 1934, al fine di ridurre le velocità, fu disegnato un nuovo tracciato e furono inserite due chicanes.

Nel 1938 il tracciato fu modificato ulteriormente su progetto di Aldo Di Rienzo: la pista di velocità non
  venne quasi più utilizzata ed il nuovo tracciato si ridusse ad una lunghezza di 6,3 km; le novità del circuito non furono mai provate in gara a causa dell'inizio della guerra. Nel periodo bellico l'autodromo fu utilizzato nei modi più diversi: come sede degli uffici dell'Automobile Club, come archivio del Pubblico Registro Automobilistico ed infine come rifugio per gli animali del giardino zoologico di Milano.

Il ripristino del circuito avvenne nel 1948 ed il 17 ottobre tutto era pronto per un nuovo Gran Premio di Formula 1 a Monza; questo tracciato fu utilizzato fino al 1954.

Il nuovo progetto di circuito di velocità, voluto da Giuseppe Bacciagaluppi, fu realizzato da Antonino Berti e Aldo Di Rienzo: nel 1955 si ripristinò il tracciato di 10 km, l'anello di velocità era simile a quello precedente, le curve sopraelevate furono costruite in cemento armato e la pista stradale fu leggermente accorciata; il nuovo circuito ospitò le gare Indy, le 1.000 chilometri, diverse gare di rally e di turismo.

Nel 1959 fu creato un circuito corto, la “pista Junior”: il tracciato ottenuto misurava 2.385 metri e successivamente fu dotato di un impianto di illuminazione per le prove in notturna.

Nel 1961 per aumentare la sicurezza del circuito, furono inserite le reti rinforzate ed i guard-rails; nel 1963 furono anche ricostruiti i box e per facilitare i soccorsi venne separata la corsia di servizio dalla pista di gara.


Per ridurre le velocità delle Formula 1, nel 1972, furono realizzate due chicanes che però si rivelarono inefficienti in quanto rallentavano la velocità ma provocavano numerosi incidenti.

Nel 1976 una delle due chicanes fu sostituita da una variante costituita da due curve a sinistra e due curve a destra alternate; un'altra variante fu costruita nei pressi della "prima curva di Lesmo".

Nel 1994 la “seconda curva di Lesmo” viene ridefinita, con una configurazione "a gomito" e l'anno seguente numerose curve tra cui la curva Grande e le curve di Lesmo vengono ristrette e spostate verso l'interno, diminuendo il tracciato di 30 metri.

In occasione del Gran Premio d'Italia del 2000, un'importante modifica coinvolge la variante Goodyear: lo scopo della modifica è di evitare i frequenti incidenti che si verificano alla partenza; questa modifica porta il tracciato ad una lunghezza complessiva di 5.793 m.

Successive modifiche (che non alterano la lunghezza della pista) coinvolgono la seconda curva della variante della Roggia, allo scopo di rallentare le vetture.

Nel 2002 vennero aggiunti 10 nuovi box di grandi dimensioni e venne realizzata una nuova palazzina servizi; i lavori furono completati pochi giorni prima dell'immancabile appuntamento con il Gran Premio d'Italia.

L'Autodromo è tuttora oggetto di numerose contestazioni da parte di cittadini ed associazioni ambientaliste in quanto, la gran parte delle modiche effettuate al tracciato, comportano lo spostamento o l'abbattimento di alcuni alberi di pregio; ugualmente, alcune voci sostengono che la presenza del circuito automobilistico all'interno del parco lo abbia in realtà salvato da numerosi progetti di speculazione edilizia.

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