Arte Attualita' ed eventi Cultura Moda Musica Rassegne, fiere e sagre
Jan Fabre, Belgian shell-tongue (2018) Jan Fabre - La saggezza del Belgio
Dal 2 dicembre 2022 al 12 febbraio 2023, la Galleria Gaburro di Milano ospita una personale di Jan Fabre (Anversa, 1958), uno dei maggiori artisti contemporanei.

Curata da Giacinto Di Pietrantonio, l’esposizione, dal titolo La saggezza del Belgio, presenta una trentina di disegni di piccolo formato della serie Folklore Sexuel Belge e Mer du Nord Sexuelle Belge e una decina di sculture, per la prima volta esposte in Italia, attraverso le quali, Jan Fabre s’interroga sull’identità belga, sulla sessualità e sensualità, passate al vaglio visivo del surrealismo, caratteristica che contraddistingue la sua opera, nonché l’intera arte belga.

Jan Fabre, che in questo caso si definisce ironicamente “Le Bon Artiste Belge”, propone un corpus di opere volte a cercare l’identità nazionale belga che non è unica, ma densa di differenze, a partire dalla presenza di tre comunità: fiamminga, vallone e quella di lingua tedesca. Queste aree a loro volta sono internamente ancor più frammentate, una diversità in cui cerca di ritrovare saggezza e unità per proporre ciò che può “connettere piuttosto che dividere”.

Su ogni disegno campeggia la spiritosa scritta ÉDITÉ ET OFFERT PAR JAN FABRE LE BON ARTISTE BELGE (Pubblicato e offerto da Jan Fabre, il bravo artista belga) che fa ricorso alla frase pubblicitaria della cioccolata “Côte D’OR, Le Bon Chocolat Belge” riportata sulle cartoline con immagini del folklore belga allegate negli anni sessanta alla nota cioccolata, forte simbolo alimentare identitario sovranazionale del Belgio. Fabre sceglie tuttavia di accompagnare i disegni con questa definizione non solo per la dolcezza che la cioccolata esprime, ma metaforicamente anche per il suo “lato oscuro”, in quanto nasce dal colonialismo belga in Congo, tema su cui l’artista lavora da anni.

Autodefinitosi “Guerriero della Bellezza”, con le sue opere agisce nell’arte e in difesa dell’arte, mettendosi in dialogo con il sapere scientifico, la saggezza popolare e il rapporto uomo-natura, facendo convergere tutto verso la centrale poetica della metamorfosi. Per questo Fabre agisce come un rivoluzionario del linguaggio che cerca di rovesciare lo stato delle cose, servendosi spesso del riferimento al carnevale quale azione di sospensione e rovesciamento della realtà. Le sculture sono stravaganti, ironiche e sgargianti come le tradizioni carnevalesche, folkloriche e teatrali del Belgio.

“Jan Fabre” - ricorda Giacinto Di Pietrantonio – “nel suo tentativo di rovesciare linguisticamente il mondo e le sue regole, rivede quelle della sessualità che in questo specifico caso portano Fabre a interagire con alcuni artisti di riferimento, fino al più “surrealista” di tutti i tempi: Hieronymus Bosch. L’iconografia e l’iconologia dei disegni e delle sculture di Fabre in mostra sembrano infatti uscire dai quadri dell’eretico artista rinascimentale fiammingo, dove elementi marini come conchiglie, uomini, animali e piante subiscono surreali e simboliche metamorfosi umano-animale in un’orgia di colori, forme e sessualità che Fabre rilegge saggiamente anche alla luce delle trasformazioni delle culture popolari”.

“La sua arte” – continua Giacinto Di Pietrantonio – “è sempre un andirivieni tra alto e basso, passato e presente, un modus operandi che lo tiene legato anche alla tradizione dei floridi corpi barocchi del concittadino Rubens soprattutto nella serie Mer du Nord Sexuelle Belge, in cui piccoli grassottelli cupidi e piccole veneri cicciottelle nascono da conchiglie marine. Dall’altra parte i disegni di Folklore Sexuel Belge per tavolozza e caratterizzazione chiudono modernamente il cerchio, guardando all’arte espressiva carnevalesca e grottesca del connazionale James Ensor dell’Entrata di Cristo a Bruxelles nel 1889. È la maturità artistica di Fabre che attinge alla Saggezza del Belgio, rileggendo la tradizione narrativa e visuale alternativa delle leggende popolari di un sapere che si perde nella notte dei tempi e che l’arte salva dall’estinzione”.

Jan Fabre. Note critiche e biografiche

Artista della consilienza, operante dalla fine degli anni settanta come artista visuale, Jan Fabre si colloca nella scia della tradizione, soprattutto fiamminga e rinascimentale italiana, tempo in cui gli artisti operavano su e con più discipline in quanto promotori del rivoluzionario pensiero umanistico.

Nato ad Anversa, (Belgio), nel 1958, dove vive e lavora, Jan Fabre ha acquisito notorietà internazionale come uno dei più innovativi artisti della sua generazione per la sua capacità di padroneggiare non solo diverse discipline e temi, ma anche per una continua attitudine sperimentale nei confronti di problematiche e materiali.

Jan Fabre ha partecipato a importanti manifestazioni internazionali come la Biennale di Venezia (1984, 1990, 1997, 2007, 2009, 2011, 2017), Documenta Kassel (1987, 1992, 2017).

Tra le recenti mostre personali figurano quelle ospitate da importanti istituzioni come: Louvre, Parigi, (2008), Kunsthaus, Bregenz (2008), Kunsthistorisches Museum, Vienna, (2011) Musée d'Art Moderne, Saint Etienne, (2011), MAXXI, Roma (2014), Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo (2016), Forte di Belvedere, Palazzo Vecchio, Piazza della Signoria Firenze (2016), Pinchuk Art Center, Kiev (2017), Musée d’Art Contemporain, Lyon (2017), Fondation Maeght, Saint-Paul-de-Vence (2018), Museo di Capodimonte, Napoli (2019).

Diverse opere di Jan Fabre sono state commissionate per spazi pubblici in Belgio e all’estero. A Bruxelles è possibile ammirare sulla scalinata dei Musei Reali delle Belle Arti The Gaze Within (The Hour Blue) (2011-2013) e Heaven of Delight (2002) presso il Palazzo Reale. Ad Anversa, città natale dell’artista, l’opera The Man who Bears the Cross (2015) è ospitata all’interno della Cattedrale di Nostra Signora. Fabre ha realizzato un trittico nel solco di Rubens, Jordaens e Van Dyck per la chiesa di Sant’Agostino/AMUZ sempre ad Anversa. Come Heaven of Delight, questo trittico è realizzato con le elitre dello scarabeo gioiello. Ultime tra le sue installazioni site-specific sono quattro sculture di corallo rosso nella cappella di Pio Monte della Misericordia a Napoli (2019) che dialogano idealmente con il capolavoro di Caravaggio (Le sette opere di Misericordia).

 10Jan Fabre, Belgian shell-tongue (2018) pigmenti, carta, polimerato, tessuto, guscio

JAN FABRE. LA SAGGEZZA DEL BELGIO.

Milano, Galleria Gaburro (via Cerva 25)
2 dicembre 2022 – 12 febbraio 2023

Orari:
martedì-sabato, 10-13; 15-19

Ingresso libero
Informazioni:
Tel. +39.02.99262529; info@galleriagaburro.com
Sito internet:
www.galleriagaburro.com
FB galleriagaburro
IG galleriagaburro

Jan Fabre, Sexy barrel organ (2017)Jan Fabre The sexy Belgian Madonna playing with evil (2018)Jan Fabre The sexy Belgian Madonna playing with evil (2018)Jan Fabre, Belgian shell-tongue (2018) Jan Fabre, Belgian anus-horseshoe crab (2018)Jan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del BelgioJan Fabre - La saggezza del Belgio
 
Regione
Provincia
Categoria
Reset
Zapping
Alberto Burri Reloaded Alberto Burri Reloaded
Dopo un lungo e accurato restauro, torna visibile al pubblico negli spazi di CUBO in Porta Europa Nero con punti (1958), opera fondamentale della serie dei “Sacchi” dell’artista umbro.
Han Yuchen. Tibet, splendore e purezza Han Yuchen. Tibet, splendore e purezza
Dal 14 luglio, e per la prima volta nella Capitale, Palazzo Bonaparte ospita un’ampia retrospettiva dedicata al grande Maestro della pittura a olio della Cina contemporanea Han Yuchen.
Hütte_Nachts@DOLOMITESValgardena Val Gardena Active
Val Gardena Active: una serie di esperienze invernali in un unico programma di vacanze personalizzato, tanti diversi modi per scoprire questa incantata valle delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO.
Giovanni Boldini La camicetta di voile, 1906 c. Olio su tela Boldini e il mito della Belle Époque
Dal 26 novembre 2022 al 10 aprile 2023 Giovanni Boldini, uno degli artisti italiani più amati di ogni tempo, viene celebrato con una grande mostra a Palazzo Mazzetti di Asti.
Brescia - Parco naturale Adamello Brenta - Credit Christian Martelet La magia di Brescia
Se avesse il mare, Brescia potrebbe candidarsi al perfetto riassunto dell’Italia. E, a essere sinceri, vista la quantità e la qualità dell’acqua in grado di ispirare un autentico clima balneare, non è poi del tutto vero che il mare qui non ci sia.
IsernianCentro storico - Credit Eleonora Mancini È il Molise la meta top del 2020
Itinerario nella regione inserita dal New York Times tra i luoghi più belli da visitare nel mondo. A partire da Castel del Giudice (IS), simbolo di rinascita del Molise e delle aree interne d’Italia.
Copyright © 2004-2022 Supero Ltd, Malta MT 2105-2906 Tutti i diritti riservati.